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Blackrock voterà contro i cda che non fanno progressi sul clima

Blackrock, la più grande società d’investimento del mondo, è pronta a votare contro i consigli di amministrazione delle società di cui è azionista “se non svolgeranno progressi sufficienti in materia di informativa sulla sostenibilità e non predisporranno linee guida e piani aziendali ad essa connessi”.

Lo ha scritto l’ad del gruppo, Larry Fink, a conclusione di una lettera pubblicata oggi sul sito dell’azienda. “Riteniamo che quando una società non affronta efficacemente un problema materiale, i suoi amministratori debbano essere ritenuti responsabili”, ha spiegato; “laddove riteniamo che le società e i consigli di amministrazione non stiano producendo informative efficaci sulla sostenibilità o non stiano implementando procedure per la gestione di questi problemi, considereremo i membri del consiglio di amministrazione responsabili”. 

I rischi collegati al cambiamento climatico cambieranno per sempre il mondo della finanza, osserva il numero uno di Blackrock. “Il cambiamento climatico è divenuto per le società un fattore determinante da prendere in considerazione nell’elaborare le strategie di lungo periodo”, ha sottolineato

“Lo scorso settembre, quando milioni di persone si sono riversate per le strade per richiedere un intervento in merito al cambiamento climatico, molte di loro hanno evidenziato l’impatto significativo e duraturo che questo fenomeno avrà sulla crescita e sulla prosperità economica, un rischio che i mercati fino ad oggi sono stati più lenti a recepire”.

“Ma – prosegue la lettera di Fink – la consapevolezza sta cambiando rapidamente e credo che siamo sull’orlo di una completa trasformazione della finanza. I dati sui rischi climatici obbligano gli investitori a riconsiderare le fondamenta stesse della finanza moderna”.

Per questo “sempre più gli investitori sono costretti a confrontarsi con questi interrogativi e sempre più si rendono conto che rischio climatico significa rischio d’investimento. In effetti, i cambiamenti climatici sono quasi invariabilmente la prima problematica che i clienti, in tutto il mondo, ci pongono innanzi. Questi interrogativi stanno comportando una profonda rivalutazione del rischio e del valore degli asset. E poiché i mercati dei capitali anticipano il rischio futuro, registreremo i cambiamenti nell’allocazione di capitali più rapidamente rispetto a quelli nel clima. In un futuro vicino – prima di quanto anticipato da molti – avrà luogo una significativa riallocazione del capitale“, prevede l’ad di Blackrock.

Agi

Chi sono e cosa fanno le 10 imprenditrici italiane più cercate online

Sono stiliste, cuoche, influencer, fisiche e regine del rap. Sono tutte italiane, hanno fatto una fortuna con la loro professione e sono ricercatissime sul web. Chiara Ferragni è la regina indiscussa ma è in buona compagnia con Miuccia Prada, Sonia Peronaci ed Emma Marcegaglia, solo per citarne alcune.

Nella giornata in cui si celebra la donna SEMrush, una piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online, rivela chi sono le 10 imprenditrici italiane più cercate on line a livello nazionale.

Chiara Ferragni

La più conosciuta imprenditrice digitale italiana è una delle donne più potenti del web di oggi. Chiara Ferragni senza dubbio occupa il primo posto della classifica. E’ nota soprattutto per la sua attività di blogger e influencer nel mondo della moda. Nata a Cremona il 7 maggio del 1987, frequenta il Liceo Classico Daniele Manin di Cremona e studia giurisprudenza all’università Bocconi, senza però terminare gli studi. Nel 2009 crea il blog The Blonde Salad, è il primo passo verso la notorietà. Grazie all’uso che fa dei social si afferma sempre di più come fashion blogger,  un’attività che si rivelerà molto proficua: nel 2014 fattura 8 milioni di dollari e nel 2015 più di 10. Nello stesso anno diventa oggetto di un caso di studio della Harvard Business School. Nel 2017 viene nominata dalla rivista Forbes “l’influencer di moda più importante al mondo”. Intanto fonda il suo brand “Chiara Ferragni” con cui amplia il suo impero.

Sofia Viscardi

Scrittrice e blogger, è una delle youtuber più seguite in Italia. Nata a Milano l’11 maggio 1998, Sofia frequenta ancora il liceo quando nel 2014 quando diventa famosa su YouTube grazie al suo canale, dove fa vlog (fusione delle parole inglesi video-blog) che raccontano la sua vita, i suoi problemi, il suo modo di vestirsi ed altro ancora. Oggi ha ben 750 mila iscritti al suo canale. Nel 2016 pubblica il suo primo libro “Succede”, che vende oltre 100 mila copie. Dal romanzo è tratto l’omonimo film del 2018. Nello stesso anno pubblica il suo secondo romanzo: “Abbastanza”.

Elisa Maino

Tra i giovani imprenditori italiani è la più piccola (ha 16 anni), ma vanta già 2 milioni di follower. Classe 2003, è arrivata al successo grazie a Musical.ly, un’applicazione che consiste nel cantare in playback le canzoni del momento. I video durano da 15 ai 60 secondi, tanto le basta per farsi conoscere: in meno di 2 anni diventa youtuber di successo e una delle prime 5 web star italiane. Elisa frequenta il Liceo Classico e ama il greco, ma il suo sogno diventare una conduttrice televisiva o partecipare ai suoi programmi preferiti: X Factor e Amici. Oppure, diventare medico.

Sonia Peronaci

Cuoca, blogger e scrittrice italiana conosciuta come la fondatrice del sito più “gustoso” in Italia: “Giallo Zafferano” che oggi vanta 65,4 milioni di traffico mensile, ed è conosciuto in tutto il mondo. Nata a Milano nel 1967 da padre calabrese di Catanzaro e madre di origine altoatesina, Sonia Peronaci inizia a cucinare nel ristorante del padre a 6 anni. Dopo aver lavorato in pub, villaggi turistici e come commercialista, apre con il marito il sito di cucina Giallo Zafferano.  Nel 2011 pubblica per Mondadori il libro “Le mie migliori ricette”, e nel 2012 pubblica per lo stesso editore un secondo libro, dal titolo “Divertiti cucinando”. Nel 2015 interrompe la collaborazione con Giallo Zafferano e lancia il suo nuovo sito.

Miuccia Prada

Non ha bisogno di presentazioni Miuccia Prada, una delle donne più ricche dell’Italia degli ultimi anni e senza dubbio una delle più conosciute a livello mondiale. Nipote di Mario Prada, insieme al marito, Patrizio Bertelli, ha guidato e trasformato Prada in una delle più blasonate case di moda del mercato internazionale. Nel 2018 è stata inserita nell’elenco di Forbes dei miliardari nel mondo con un patrimonio stimato di 3.2 miliardi, rappresentando il made in Italy nel gotha della moda internazionale.

Emma Marcegaglia

Una delle donne più conosciute del business italiano in tutto il mondo. Nata a Mantova nel 1965, Emma Marcegaglia si laurea con lode in Economia Aziendale all’Università Bocconi e durante gli anni universitari trascorre un periodo di otto mesi negli Stati Uniti dove frequenta la New York University. Ex presidente di Confindustria dal 2008 al 2012 e presidente dell’Università LUISS Guido Carli dal 2010 al 2016, Marcegaglia è dall’8 maggio 2014 presidente di Eni.

Fabiola Gianotti

Nata a Roma nel 1960, Fabiola Gianotti è una fisica di fama internazionale. Suo l’annuncio del 2012 della prima osservazione di una particella compatibile con il bosone di Higgs. Nello stesso anno la rivista TIME la colloca in quinta posizione nella graduatoria di Persona dell’anno 2012, che vede al primo posto il presidente Obama. Nel 2013 è al settantottesimo posto nella lista delle 100 donne più potenti al mondo secondo la rivista Forbes (unica italiana insieme alla stilista Miuccia Prada). Gianotti  è oggi membro del comitato consultivo per la Fisica al Fermilab di New York e all’Accademia dei Lincei per la classe delle scienze fisiche. Dal 2013 è professore onorario presso l’Università di Edimburgo. Tra gli hobby c’è la musica: è diplomata in pianoforte al Conservatorio di Milano.

Paola Zukar

50 anni, Paola Zukar è “la signora del rap”. Principale manager nel mondo rap in Italia, collabora con i nomi più importanti dell’industria. Presente sulla scena dagli anni ’90, riporta il sito Rock it, inizia con progetti indipendenti, collabora con le più grandi case discografiche e fonda la Big Picture Management, agenzia che produce artisti come Fabri Fibra, Marracash e Clementino. All’inizio del 2017 pubblica “RAP – Una storia italiana”, il suo primo libro.

Marina Salamon

Nata nel 1958 a Tradate, in provincia di Varese, Salamon è fondatrice dell’azienda Altana, specializzata nella produzione di capi d’abbigliamento. Da presidente e azionista di maggioranza dell’azienda, fa crescere Altana rilevando altre società, fino a renderla nota a livello europeo. La società assume la gestione di vari marchi, tra cui MoschinoLiu Jo, Jeckerson e, per diversi anni, Moncler. Dal 1992 detiene il controllo di Doxa, una delle principali realtà italiane specializzate in sondaggi, di cui è presidente dal 2012.

Ornella Barra

É una donna d’affari monegasca di origine italiana. Farmacista qualificata, è co-chief operating officer di Walgreens Boots Alliance. Nata a Chiavari (Genova), Ornella Barra si laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Genova e intraprende la carriera nel settore healthcare. Inizia come farmacista, dapprima gestendo una farmacia e comprandone poi una propria. Nel 1984 fonda la società di distribuzione farmaceutica Di Pharma, acquisita poi da Alleanza Salute Italia. Da allora, ha avuto molteplici ruoli e responsabilità come membro dei Consigli di Amministrazione di molte delle aziende (sia quotate che non) del Gruppo. Questi successivi cicli di trasformazione hanno portato, nel 2014, alla creazione della prima realtà globale al mondo per la salute e il benessere con radici nella farmacia.

 

 

Agi

Come fanno a minare bitcoin usando il tuo smartphone, senza che te ne accorgi 

Funziona così: ti rapisco lo smartphone per qualche minuto (se sei attento anche meno, se non lo sei molto di più). Ma non lo uso per chiederti un riscatto: lo faccio lavorare per creare nuove criptovalute. La società americana di sicurezza informatica Malwarebytes ha rintracciato una campagna che coinvolgerebbe circa 800.000 persone al giorno.

L'esca è una pubblicità ingannevole, utilizzata in realtà per diffondere malware. Gli utenti, ignari, vengono indirizzati verso alcuni siti, dove la potenza di calcolo dei loro smartphone viene “succhiata” per fare mining. Cioè per produrre criptovalute, in questo caso Monero (13esima valuta digitale per capitalizzazione e con un valore unitario di oltre 290 dollari).

Una volta catapultati sui siti infetti, sul display compare la segnalazione di “attività sospette” e l'avviso che, finché l'utente non inserirà un codice (disponibile nella schermata), il suo smartphone continuerà a minare, compromettendo le performance del dispositivo.

Secondo i dati di Malwarebytes, gli 800.000 utenti coinvolti ogni giorno passato sui siti malevoli in media 4 minuti. E così, sommando la capacità di calcolo di centinaia di migliaia di dispositivi, i promotori della campagna sono in grado di estrarre Monero per diverse migliaia di euro al mese. L'offensiva, individuata per la prima volta da Malwarebytes a gennaio, sarebbe in corso dal novembre 2017. Conferma che attività di “cryptojacking” (cioè di “rapimento” dei dispositivi per minare monete virtuali), per quanto sia più ricorrente ed efficace sui pc, coinvolge anche gli smartphone.

Campagne come queste sono in aumento. Di recente, hanno coinvolto anche siti considerati sicuri. Pochi giorni fa Scott Helme, blogger ed esperto di sicurezza informatica, ne ha individuati migliaia, tra i quali ci sono anche decine di indirizzi governativi (soprattutto americani e britannici).

Sui siti c'era un pezzo di codice che apre una porta verso il dispositivo usato dagli utenti per connettersi. Grazie a questa breccia, è possibile assorbire capacità di elaborazione dalle schede madri (all'insaputa dei proprietari). Per chi ha messo in piedi l'attacco la convenienza è doppia: aggrega potenza e produce criptovaluta più velocemente. E non compra nuove Cpu (che proprio a causa dell'elevata domanda per minare criptovalute sono diventate molto costose).

Per gli utenti il danno è triplo: vengono coinvolti in un'attività lucrativa senza però intascare nulla; vedono penalizzate le prestazioni dei propri dispositivi e ridursi il tempo della batteria perché parte della capacità di calcolo è impiegata altrove; rischiano di aumentare il consumo energetico (e quindi il costo della bolletta).

Agi News

Le scommesse sul futuro di Bitcoin fanno schizzare il suo valore oltre i 7mila dollari

Bitcoin fa un nuovo record e supera i 7.000 dollari. La criptovaluta oggi ha anche toccato il suo massimo storico a 7.392,95 dollari. Ricordiamo che solo dieci giorni fa si celebrava il record dei 6mila dollari, era il 21 ottobre. La nuova impennata si deve probabilmente alla notizia, arrivata nei giorni scorsi, che Cme Group, la piattaforma con sede a Chicago specializzata in scambi di future e opzioni sui derivati e le materie prime, lancerà un future sui Bitcoin entro la fine dell'anno. Gli effetti sono ancora in atto, e si faranno sentire in futuro. A inizio settembre il Bitcoin aveva toccato per la prima volta quota 5.000 dollari per poi arretrare sotto i 4.000 dollari sull'onda della stretta messa in atto dalle autorità cinesi. Da allora, tra alti e bassi, è iniziata l'impennata che ha portato la moneta digitale lo scorso 21 ottobre a superare i 6.000 dollari. 

Dal 2018 si potrà scommettere sui rialzi e ribassi di Bitcoin

Si è detto che Cme Group, la società che gestisce il più ampio mercato di derivati al mondo, il 31 ottobre aveva annunciato che entro la fine dell'anno lancerà i futures sui bitcoin. Ovvero, si potranno sottoscrivere e scambiare contratti per vendere e acquistare moneta digitale in una data futura. Cioè puntare su un suo rialzo o su un suo ribasso.

Restano ancora alcune incognite sul piano regolatorio, ma CME, afferma il ceo del gruppo Terry Duffy, ha voluto assecondare “il crescente interesse dei clienti nel mercato delle criptovalute”. Un interesse confermato dai dati pubblicati dalla società: il mercato delle criptovalute vale 172 miliardi di dollari, 94 dei quali sono costituiti da bitcoin. In un periodo di forte crescita, la notizia dei futures ha spinto la valutazione della più diffusa moneta virtuale ai nuovi massimi, oltre quota 6400 dollari.

Il prezzo dei bitcoin, esposto a un'elevata volatilità, avrà come riferimento il “CME CF Bitcoin Reference Rate”, un indice creato nel novembre 2016 che determina la valutazione raccogliendo dati dalle maggiori piattaforme di scambio e fissa, una volta al giorno, il prezzo in dollari.  

 

Agi News

Perché i dazi di Trump contro il Canada fanno arrabbiare Theresa May

Theresa May sperava che la Brexit​ avrebbe rafforzato la relazione privilegiata del Regno Unito con lo storico alleato statunitense. 'Britain First' il motto dell'Albione che divorzia da Bruxelles. 'America First', quello del nuovo presidente degli Stati Uniti. Quando si parla di protezionismo, però, dalla comunione di intenti non risulta un'accresciuta sintonia, tutt'altro. Anzi, a Londra e a Washington spirano già venti di guerra commerciale.

Il casus belli è una sentenza del dipartimento di Giustizia che dà ragione al campione nazionale Boeing in una disputa contro la canadese Bombardier, accusata di concorrenza sleale, in quanto venderebbe sotto costo i propri aeromobili sul mercato Usa grazie ai ricchi sussidi incassati in patria. Gli Usa hanno annunciato quindi l'imposizione di dazi doganali del 220% per ogni velivolo di linea Bombardier C Series esportato in Usa. Una decisione che avrebbe un impatto assai pesante sul fatturato di Bombardier e metterebbe quindi a rischio ben 4 mila posti di lavori in Irlanda del Nord, dove il costruttore nordamericano ha un importante polo manifatturiero. May, solitamente riluttante nel criticare Trump, si è detta "amaramente delusa" e ha promesso di lavorare con la compagnia per salvaguardare gli operai, mille dei quali sono impegnati proprio nella costruzione dei C Series, in un impianto di Belfast.

"In serio pericolo" i contratti inglesi di Boeing

Il ruolo del poliziotto cattivo è invece toccato al ministro della Difesa, Michael Fallon, il quale ha avvertito che, se Washington confermerà le misure, Boeing potrà sognarsi i suoi ricchi contratti con l'aeronautica militare britannica (che comprendono, tra le altre, una fornitura di elicotteri Apache e una commessa per nuovi aerei da pattuglia da fornire in dotazione alla guardia costiera). "Questo non è il genere di comportamento che ci aspettiamo da un partner di lungo periodo", ha tuonato Fallon, "questo non è il comportamento che ci aspettiamo da Boeing e potrebbe mettere in serio pericolo i nostri futuri rapporti con Boeing". La minaccia di rappresaglie analoghe è stata sollevata dal governo canadese.

Per May si tratta inoltre di un notevole danno alla propria credibilità politica, già danneggiata dalla confusa trattativa con Bruxelles sulla Brexit e dall'accordo commerciale sfumato con il Giappone. La premier un mese fa si era infatti impegnata in prima persona per chiedere a Trump di bloccare la pratica contro Bombardier al dipartimento di Giustizia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. È il protezionismo, bellezza.

Agi News

Cosa fanno le 26 migliori startup italiane, secondo Tech Tour

Il Tech Tour è una di quelle occasioni in cui gli investitori sbirciano nell'ecosistema italiano (qui il nostro colloquio con il suo organizzatore Marco Trombetti). Un'opportunità per le startup di casa nostra, anche perché questo evento itinerante non ha cadenza fissa: da qui è passato di rado (cinque volte in un ventennio) e mai per due anni consecutivi. Questa volta, invece, dopo l'edizione di novembre 2016, investitori internazionali, venture capital, imprese e business angel sono tornati a Roma l'11 e il 12 settembre. Davanti a loro si sono presentate 26 società (tra startup ai primissimi passi e scaleup), selezionate tra le 155 candidate per essere tra le più innovative e ricche di potenzialità del panorama nazionale. Le regioni rappresentate sono state sette: nove startup hanno sede nel Lazio, sei in Lombardia, tre in Campania e Veneto, due in Emilia-Romagna e Piemonte, una in Trentino Alto Adige. Ecco quali sono e che cosa fanno.

  1. Beintoo è una "mobile data company" che raccoglie informazioni e, grazie alla geolocalizzazione, permette ai clienti di misurare e ottimizzare le loro campagne. Delle startup selezionate, è quella che ha raccolto i round più ricchi: 7,55 milioni di dollari.
     
  2. BluImpression è una piattaforma che analizza il comportamento delle persone in ambienti fisici. Grazie a intelligenza artificiale e big data, può stimare il pubblico intercettato da uno spot o da un cartellone pubblicitario.
     
  3. Buzzoole è una piattaforma di Influencer Marketing con sede a Napoli. È in grado di connettere i brand ai giusti influencer della rete grazie all'utilizzo dei big-data. Assieme a Beintoo, è una delle due italiane tra le 15 scaleup europee selezionate per il programma Startup Europe Comes to Silicon Valley di Mind the Bridge ed EIT Digital. 
     
  4. Competitoor ha sviluppato uno strumento per il B2B dedicato ai negozi online. Consente ai marchi e ai responsabili delle vendite di tracciare i prezzi dei concorrenti e di essere avvisati in caso di variazioni.
     
  5. D-Eye, startup con sede a Padova e incubata da M31, sviluppa dispositivi e applicazioni medicali applicabili agli smartphone. Ha creato un sistema portatile che si aggancia ai dispositivi creando una fotocamera oftalmica per lo screening della vista.
     
  6. Direttoo è una piattaforma, fondata da Diego Pelle e Chiara Mastromonaco, che collega i ristoratori direttamente con fornitori e produttori. Facilita la gestione del business anche grazie a un sistema di monitoraggio delle spese.
     
  7. Enerbrain, fondata a Torino nel 2015, ha sviluppato una soluzione IoT per monitorare gli sprechi energetici di un edificio, indicando gli interventi per ottimizzare le risorse. E offrendo dati in tempi ridotti.
     
  8. Filo ha creato un portachiavi intelligente (che può essere agganciato anche a zaini, valigie o a qualsiasi cosa si voglia tenere sotto controllo). Grazie a un'app, consente di sapere dov'è l'oggetto. E, nella direzione opposta, basta schiacciare Filo per far squillare e ritrovare lo smartphone.
     
  9. Gr3n ha inventato un processo che permette di riciclare plastica in modo più profittevole, a vantaggio delle imprese del settore. È alla ricerca di 3 milioni di euro per passare dallo sviluppo del pilota all'applicazione industriale.
     
  10. Inventia sviluppa soluzioni di Customer Engagement multicanale che accompagnano gli utenti lungo tutto il percorso d'acquisto. Dall'assistenza (che miscela intervento umano e bot) fino alla transazione. È già stata selezionata da ScaleIT 2016 e da una call di GrowItUp.
     
  11. Manet, accelerato da Luiss Enlabs, è una soluzione mobile destinata agli hotel e ai loro clienti. I viaggiatori hanno a disposizione informazioni, chiamate e connessione illimitate. Le strutture ricettive possono offrire ai clienti un pacchetto personalizzato che enfatizzi i servizi proprie e dei partner commerciali.
     
  12. MioAssicuratore è un broker assicurativo online, che assiste gli utenti nella scelta, la comparazione e la sottoscrizione di polizze. Grazie a machine learning e a un algoritmo proprietario, MioAssicuratore calcola il premio in tempo reale.
     
  13. Nextwin (altra accelerata da Luiss Enlabs) si rivolge agli appassionati di sport e scommesse. Ha creato una piattaforma una piattaforma per puntare monete virtuale su singoli eventi (una sorta di fantacalcio del betting) e Invictus, uno strumento (su abbonamento, da usare per puntate reali) che analizza i big data e consiglia le giocate migliori.
     
  14. Oval, fondata dall'ex contry manager di Uber Benedetta Arese Lucini, è una piattaforma che aiuta gli utenti a gestire meglio i propri risparmi. Mettendo da parte piccole somme in automatico e monitorando le proprie spese. Ad aprile ha incassato un round da 1,2 milioni di euro partecipato da Intesa Sanpaolo e b-venture.
     
  15. Prestiamoci è una piattaforma di prestiti tra privati che consente di concludere l'intero processo online e in modo rapido. Fondata nel 2007, ha ottenuto 3,4 milioni e la fiducia di Innogest. Al momento, ha registrato 837 prestatori attivi e importi complessivi superiori ai 7 milioni.
  16. Sailsquare è stata battezzata come l'Airbnb delle barche. La startup, fondata da Simone Marini e Riccardo Boatti, mette in connessione skipper e proprietari di imbarcazioni con i turisti interessati a organizzazione un viaggi a vela.
     
  17. Scooterino si propone come la Uber degli scooter, la prima in Europa. Nata a Roma, si è estesa a Firenze, Genova e Milano. È un'app che mette in connessione chi ha bisogno di un passaggio con chi circola nelle vicinanze.
     
  18. Sellf è un assistente digitale, rivolto a professionisti e piccoli imprenditori, che facilita la gestione dei clienti e delle trattative e contribuisce a organizzare il tempo del team addetto alle vendite. Partecipata da H-Farm, a luglio ha vinto l'edizione 2017 di Edison Pulse.
     
  19. SpinVector elabora soluzioni in realtà aumentata per offrire esperienze immersive in settori diversi, dai videogiochi online agli eventi che “portino lo show dal palco all'audience”.
     
  20. Travel Appeal si rivolge a musei, hotel, ristoranti e località turistiche. Analizza in tempo reale le recensioni, le conversazioni sui social media, i prezzi, le tendenze di mercato ed il territorio e fornisce previsioni e suggerimenti per migliorare attività e reputazione online.
     
  21. Walliance è la prima piattaforma italiana di equity crowdfunding dedicata al mercato immobiliare. È nata in Trentino nel luglio 2016 e punta a rendere il real estate un'opportunità anche per piccoli investitori.
  22. Wanderio si rivolge ai viaggiatori per proporre le migliori soluzioni che consentano loro di raggiungere la loro meta (aerei, treni, bus). Gli utenti possono prenotare e pagare direttamente sulla piattaforma. Nel luglio 2016 ha chiuso un round guidato da Europcar.
     
  23. Wellness & Wireless sviluppa servizi digitali (web, app e software) rivolti a sport e benessere. Tra i prodotti offerti ci sono Yukendu, un coach personale e mobile per il dimagrimento, e SuperOp, app che migliora le performance sportive a partire dal monitoraggio della pressione sanguigna.
     
  24. Wiman è stata fondata da Massimo Ciuffreda nel 2012. È nata per semplificare l'accesso e la condivisione gratuita di connessioni wifi. Mappa e, grazie al machine learning, valuta la qualità delle connessioni libere.
     
  25. WinOwine è un “club” online dove i soci possono acquistare vini di qualità. I prodotti vengono selezionati dal team e, all'inizio, proposti per una sola settimana. Se apprezzati, sono ammessi stabilmente al catalogo, con spedizioni entro 48 ore.
     
  26. Yocabè è un distributore online per i brand della moda, focalizzato sui marchi italiani di medie dimensione che ambiscano a raggiungere clienti su scala globale. Yocabè si propone come unico interlocutore digitale delle aziende, perché in grado di occuparsi di vendite, logistica, assistenza clienti multi-lingua e spedizioni internazionali. 

Agi News

Maltempo: Ismea, neve e gelo fanno impennare i prezzi ortaggi

(AGI) – Roma, 19 gen. – Un’Italia spaccata in due, con il Centro-Sud isolato dal maltempo e dalle forti nevicate di questi giorni. Un’emergenza amplificata dagli eventi sismici di ieri che hanno contribuito a rendere il quadro generale ancora piu’ complesso.
La situazione sul mercato degli ortaggi – comunica l’Ismea – si fa sempre piu’ critica. Il bilancio della scorsa settimana rivela, alla prima fase di scambio, rincari a due cifre per un’ampia gamma di ortaggi, con aumenti medi dei prezzi su base settimanale del 29% per i cavolfiori, del 33% per le lattughe e del 50% per i finocchi. Forti rincari, sempre rispetto alla prima settimana di gennaio, si registrano per le produzioni di serra. Ismea segnala, al riguardo, incrementi di prezzo del 36% per le zucchine, del 17% per i pomodori e del 20% per i peperoni (+13% per le melanzane).
La tendenza all’aumento, sulla base delle prime indicazioni raccolte da Ismea, sta proseguendo anche in questi giorni, in un contesto mercantile caratterizzato da una forte carenza d’offerta e da un crollo degli arrivi dall’estero, soprattutto dalla Spagna, dove gli eventi climatici (in particolare le basse temperature) hanno causato ingenti danni alle coltivazioni. I contributi del Nord Africa, prevalentemente del Marocco, non sono invece sufficienti a compensare gli attuali squilibri del mercato.
A Vittoria, in Sicilia, areale specializzato negli ortaggi in coltura protetta, il freddo di questi giorni ha fortemente ridimensionato l’offerta limitando di conseguenza le forniture verso i mercati del Nord Italia.
Al Sud la situazione inizia intanto a preoccupare anche i frutticoltori. A temere le ripercussioni del clima sono soprattutto gli agricoltori pugliesi, dove le basse temperature potrebbero, in prospettiva, condizionare in misura significativa le rese produttive.(AGI)

Bru

Agi News

Lo sapevi? Turismo, Puglia regina. Le vacanze si fanno ancora qui

Vacanze

Turismo, Puglia regina. Le vacanze si fanno ancora qui
Il turismo si attesta sempre di più il volano economico della Puglia, insieme all'agroalimentare: a confermarlo è l'Istat, che per il 2014 ha comunicato dati incoraggianti, perfino al rialzo rispetto a quelli mostrati nel corso della Borsa …
http://www.quotidianodipuglia.it/regione/turismo_puglia_regina_vacanze_ancora_qui/notizie/1257587.shtml

Vacanze

Vicenza, vacanze più corte, perplessi docenti e studenti
"Tre mesi sono troppi" ha tuonato il Ministro a lavoro Giuliano Poletti dal palco di un convegno a Firenze riferendosi alle vacanze estive degli studenti. La proposta è di accorciare la pausa inserendo, per gli studenti più grandi, un periodo di stage …
http://www.vicenzatoday.it/cronaca/vicenza-vacanze-piu-corte-perplessi-i-sindacati.html

Vacanze