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Ecco la lettera con cui Bruxelles dà 48 ore all’Italia per giustificare il deficit

La Commissione europea dà due giorni di tempo al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per rispondere alla lettera che sarà inviata oggi per chiedere informazioni sul mancato rispetto della regola del debito nel 2018. Secondo quanto si apprende a Bruxelles, al governo italiano viene chiesto di rispondere entro venerdì sera per consentire alla Commissione di prendere la decisione sull’adozione del rapporto sul debito, che costituisce il primo passo verso la procedura per deficit eccessivo, mercoledì 5 giugno.

Nella lettera, che siamo in grado di anticipare, la Commissione dovrebbe contestare all’Italia il mandato rispetto nel 2018 della regola del debito e degli impegni sul deficit strutturali sulla base dei dati definitivi certificati da Eurostat.    

Il fatto che la valutazione sia effettuata su dati definitivi costituisce un elemento aggravante rispetto allo scorso novembre, quando la Commissione aveva minacciato una procedura per deficit eccessivo sulla base di semplici previsioni. Nella lettera non dovrebbero essere contenute raccomandazioni su una correzione dei conti pubblici. La richiesta implicita di una manovra correttiva per evitare la procedura per deficit eccessivo dovrebbe arrivare il 5 giugno.

Agi

Pil: Istat, rivisto al ribasso a +0,9% nel 2018, deficit all’1,9%, debito sale al 132,1%

Nel 2018 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.753.949 milioni di euro correnti, con un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è aumentato dello 0,9%. Lo rileva l’Istat rivedendo al ribasso la stima precedente del +1%.
 
Nel 2018 l’indebitamento netto si è attestato stato al 2,1% del Pil, a fronte del 2,4% registrato nel 2017. Il governo aveva stimato un deficit pari all’1,9%. Il debito pubblico  sale al 132,1% del Pil contro il 131,3% del 2017.  Il dato è peggiore delle stime del governo che a dicembre aveva previsto per il 2018 un debito al 131,7% del Pil.

Agi

Manovra, Dombrovskis: valutiamo procedura per deficit eccessivo

La Commissione europea sta "valutando" la possibilità di aprire una procedura per deficit eccessivo contro l'Italia se il governo non modifichera' la manovra entro il 13 novembre. Lo dice il vicepresidente responsabile per l'Euro, Valdis Dombrovskis. "E' qualcosa che stiamo valutando", ha risposto Dombrovskis, rispondendo in una conferenza stampa a una domanda sull'ipotesi di una procedura contro l'Italia dopo che il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha annunciato che la manovra non cambierà.

Ieri "i paesi dell'Eurorguppo hanno sostenuto l'approccio della Commissione", ha spiegato Dombrovskis. "Ci sono ancora diversi giorni per l'Italia per fornire una risposta formale. Entro il 13 novembre devono fornire una risposta", ha ricordato il vicepresidente della Commissione. Se non la manovra non verrà modificata, ci sarà "un cambiamento materiale" al giudizio espresso negli scorsi anni sul rispetto della regola del debito, ha detto Dombrovskis. 

Agi News

Manovra, raggiunta intesa sul deficit al 2,4%

Intesa raggiunta sul rapporto deficit-Pil al 2,4%. "Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2.4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento" si legge in una nota congiunta di Matteo Salvini e Luigi Di Maio al termine del vertice a palazzo Chigi. 

"L'accordo è anche con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria", ha aggiunto Salvini, rispondendo all'Agi che gli chiedeva conferma del via libera del Tesoro. "Ci ho sempre creduto, l'Italia merita lavoro, coraggio, fiducia e speranza", ha proseguito il ministro dell'Interno. "Ragazzi oggi è un giorno storico! Oggi è cambiata l'Italia!" scrive sul suo profilo Facebook il vicepremier Luigi Di Maio. 

"Abbiamo portato a casa la Manovra del Popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al Reddito di Cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l'impiego" scrive ancora Di Maio. "Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti. Sono felice. Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può e che i soldi ci sono".

"Vi garantisco che abbiamo lavorato con serietà e impegno per realizzare una manovra economica meditata, ragionevole e coraggiosa. E' un intervento che migliorerà le condizioni di vita dei cittadini e assicurerà al nostro Paese una più robusta crescita economica e un più significativo sviluppo sociale" ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

"Nella nota di aggiornamento al Def abbiamo previsto un rapporto deficit/Pil al 2,4%. Abbiamo un rigoroso accordo politico che ci impegna a mantenere intatto questo rapporto non solo per il 2019 ma anche per il biennio successivo" spiega Conte al termine del Consiglio dei Ministri. Conte annuncia inoltre che "introdurremo meccanismi di controllo della spesa che impediscano il superamento di questa soglia. Siamo fiduciosi che in virtù dell'imponente piano di investimenti deliberato, questi meccanismi di controllo non saranno mai attivati. Abbiamo preferito, tuttavia, prevederli anche al fine di garantire la massima serietà del lavoro sin qui fatto".

L'avvertimento di Bruxelles

Intanto da Bruxelles arriva un avvertimento all'Italia. La legge di bilancio rischia la bocciatura da parte della Commissione europea se il deficit nominale dovesse superare la soglia del 2%. La decisione sarà presa dal collegio dei commissari nella seconda metà di ottobre, dopo la presentazione formale del progetto di Legge di bilancio, ma i tecnici dell'esecutivo comunitario inizieranno sin da subito a analizzare i dati contenuti nella nota di aggiornamento del Def. 

Come si è arrivati all'accordo

Ma alla fine Tria ha dovuto cedere all'assedio di M5s e Lega. Nel vertice politico, al quale il ministro Tria non aveva partecipato, è stato trovato un accordo tra i due soci di maggioranza sul livello del rapporto deficit-Pil. 
L'intesa tra i pentastellati e il Carroccio è stata quindi sottoposta al titolare dell'Economia che finora aveva mantenuto una linea prudente trincerandosi sul tetto dell'indebitamento netto all'1,6 per cento pur lasciando una porta aperta per far salire l'asticella fino al 2,1%. 

 

Agi News

Manovra, Di Maio: in Francia deficit al 2,8% e siamo anche noi un Paese sovrano

"In Italia come in Francia": il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio, è tornato a evocare la possibilità che l'Italia superi il 2% di deficit con la legge di bilancio, prendendo spunto dall'annuncio di Parigi che prevede un ampio sforamento per finanziare il taglio delle tasse. Di Maio ha ricordato che "la Francia per finanziare la sua manovra economica farà un deficit del 2,8%. Siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia. I soldi ci sono e si possono finalmente spendere a favore dei cittadini".

Agi News

Parte il cantiere della manovra e si rischia subito uno scontro sul deficit

Dopo la pausa estiva, il cantiere sulla manovra apre questa settimana e tre sono essenzialmente le priorità reddito di cittadinanza, Flat Tax e superamento della Legge Fornero. Il tema caldo resta quello delle coperture. Per trovare la quadra la partita si gioca sul fronte dei mercati finanziari, con la Commissione europea e all'interno dell'esecutivo stesso. Sulle piazze finanziarie le preoccupazioni sono tante: lo spread è arrivato a sfondare quota 290 nel giorno in cui l'agenzia Fitch​ conferma il rating BBB ma rivede al ribasso l'outlook. Il messaggio è chiaro: gli operatori finanziari sono in attesa di capire cosa farà l'esecutivo.

Entro il 27 settembre, ma i tempi potrebbero anche essere anticipati per tranquillizzare i mercati, palazzo Chigi e Mef dovranno mettere nero su bianco la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza con il quadro programmatico di finanza pubblica. Questo un passaggio, propedeutico alla legge di bilancio – che sarà trasmessa alle Camere entro il 20 ottobre -, sarà cruciale. È qui che saranno contenuti i numeri per il 2019, ossia le cifre macro che delineeranno lo stato di salute della nostra economia.

Il dibattito sul deficit

Il Def ereditato dal governo Gentiloni, infatti, che si è limitato a una fotografia della situazione esistente senza gli interventi programmatici, prevede che per il prossimo anno il rapporto tra il deficit e il Pil si fermi allo 0,8%. Ed è proprio sulla trattativa sullo sforamento del tetto che si apre il confronto, prima di tutto all'interno dell'esecutivo e poi con Bruxelles. 

I Cinque Stelle vorrebbero spingere il deficit fino al 2,9% per ricavare 17 miliardi di euro da destinare al reddito e la pensione di cittadinanza. La soglia sotto la quale il ministro Giovanni Tria non intende andare è fissata all'1,5%, dieci miliardi in più degli accordi precedenti. Salendo intorno all'1,8% di indebitamento Pa lo spazio di flessibilità sarebbe di circa 12-15 miliardi, cosa che rallenterebbe ulteriormente la riduzione del deficit strutturale. Intanto il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha rilanciato l'ipotesi di sforare il tetto del 3% per mettere in sicurezza le opere pubbliche. 

Gli obbiettivi da centrare sono costosi e il vero snodo è la reperibilità delle risorse. Per il reddito di cittadinanza servirebbero più di 4 miliardi ma per limitare il ricorso all'extra-deficit le risorse potrebbero fermarsi a quota 2-2,5 miliardi, questo significherebbe uno slittamento della riforma dei centri per l'impiego. Per evitare lo scatto delle clausole di salvaguardia legate all'aumento dell'Iva sono necessari 12,4 miliardi, uno sforzo che vale 0,7 punti percentuali di deficit. I provvedimenti cardine del contratto di governo dovranno essere coperti con tagli alla spesa o con aumenti di entrata. Occorrerà quindi una revisione delle tax expenditures, una spending review e la pace fiscale in modo che il gettito non sia una tantum perché altrimenti non potrebbe essere utilizzata a copertura di tagli di spesa o minori entrate, né valere per ridurre il deficit strutturale. Si potrebbe quindi pensare di introdurre per gradi la flat tax e il reddito di cittadinanza, attraverso un'opera di razionalizzazione di tutte le misure fiscali e assistenziali che oggi sono spesate nel bilancio pubblico.

Agi News