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Cosa fanno le 26 migliori startup italiane, secondo Tech Tour

Il Tech Tour è una di quelle occasioni in cui gli investitori sbirciano nell'ecosistema italiano (qui il nostro colloquio con il suo organizzatore Marco Trombetti). Un'opportunità per le startup di casa nostra, anche perché questo evento itinerante non ha cadenza fissa: da qui è passato di rado (cinque volte in un ventennio) e mai per due anni consecutivi. Questa volta, invece, dopo l'edizione di novembre 2016, investitori internazionali, venture capital, imprese e business angel sono tornati a Roma l'11 e il 12 settembre. Davanti a loro si sono presentate 26 società (tra startup ai primissimi passi e scaleup), selezionate tra le 155 candidate per essere tra le più innovative e ricche di potenzialità del panorama nazionale. Le regioni rappresentate sono state sette: nove startup hanno sede nel Lazio, sei in Lombardia, tre in Campania e Veneto, due in Emilia-Romagna e Piemonte, una in Trentino Alto Adige. Ecco quali sono e che cosa fanno.

  1. Beintoo è una "mobile data company" che raccoglie informazioni e, grazie alla geolocalizzazione, permette ai clienti di misurare e ottimizzare le loro campagne. Delle startup selezionate, è quella che ha raccolto i round più ricchi: 7,55 milioni di dollari.
     
  2. BluImpression è una piattaforma che analizza il comportamento delle persone in ambienti fisici. Grazie a intelligenza artificiale e big data, può stimare il pubblico intercettato da uno spot o da un cartellone pubblicitario.
     
  3. Buzzoole è una piattaforma di Influencer Marketing con sede a Napoli. È in grado di connettere i brand ai giusti influencer della rete grazie all'utilizzo dei big-data. Assieme a Beintoo, è una delle due italiane tra le 15 scaleup europee selezionate per il programma Startup Europe Comes to Silicon Valley di Mind the Bridge ed EIT Digital. 
     
  4. Competitoor ha sviluppato uno strumento per il B2B dedicato ai negozi online. Consente ai marchi e ai responsabili delle vendite di tracciare i prezzi dei concorrenti e di essere avvisati in caso di variazioni.
     
  5. D-Eye, startup con sede a Padova e incubata da M31, sviluppa dispositivi e applicazioni medicali applicabili agli smartphone. Ha creato un sistema portatile che si aggancia ai dispositivi creando una fotocamera oftalmica per lo screening della vista.
     
  6. Direttoo è una piattaforma, fondata da Diego Pelle e Chiara Mastromonaco, che collega i ristoratori direttamente con fornitori e produttori. Facilita la gestione del business anche grazie a un sistema di monitoraggio delle spese.
     
  7. Enerbrain, fondata a Torino nel 2015, ha sviluppato una soluzione IoT per monitorare gli sprechi energetici di un edificio, indicando gli interventi per ottimizzare le risorse. E offrendo dati in tempi ridotti.
     
  8. Filo ha creato un portachiavi intelligente (che può essere agganciato anche a zaini, valigie o a qualsiasi cosa si voglia tenere sotto controllo). Grazie a un'app, consente di sapere dov'è l'oggetto. E, nella direzione opposta, basta schiacciare Filo per far squillare e ritrovare lo smartphone.
     
  9. Gr3n ha inventato un processo che permette di riciclare plastica in modo più profittevole, a vantaggio delle imprese del settore. È alla ricerca di 3 milioni di euro per passare dallo sviluppo del pilota all'applicazione industriale.
     
  10. Inventia sviluppa soluzioni di Customer Engagement multicanale che accompagnano gli utenti lungo tutto il percorso d'acquisto. Dall'assistenza (che miscela intervento umano e bot) fino alla transazione. È già stata selezionata da ScaleIT 2016 e da una call di GrowItUp.
     
  11. Manet, accelerato da Luiss Enlabs, è una soluzione mobile destinata agli hotel e ai loro clienti. I viaggiatori hanno a disposizione informazioni, chiamate e connessione illimitate. Le strutture ricettive possono offrire ai clienti un pacchetto personalizzato che enfatizzi i servizi proprie e dei partner commerciali.
     
  12. MioAssicuratore è un broker assicurativo online, che assiste gli utenti nella scelta, la comparazione e la sottoscrizione di polizze. Grazie a machine learning e a un algoritmo proprietario, MioAssicuratore calcola il premio in tempo reale.
     
  13. Nextwin (altra accelerata da Luiss Enlabs) si rivolge agli appassionati di sport e scommesse. Ha creato una piattaforma una piattaforma per puntare monete virtuale su singoli eventi (una sorta di fantacalcio del betting) e Invictus, uno strumento (su abbonamento, da usare per puntate reali) che analizza i big data e consiglia le giocate migliori.
     
  14. Oval, fondata dall'ex contry manager di Uber Benedetta Arese Lucini, è una piattaforma che aiuta gli utenti a gestire meglio i propri risparmi. Mettendo da parte piccole somme in automatico e monitorando le proprie spese. Ad aprile ha incassato un round da 1,2 milioni di euro partecipato da Intesa Sanpaolo e b-venture.
     
  15. Prestiamoci è una piattaforma di prestiti tra privati che consente di concludere l'intero processo online e in modo rapido. Fondata nel 2007, ha ottenuto 3,4 milioni e la fiducia di Innogest. Al momento, ha registrato 837 prestatori attivi e importi complessivi superiori ai 7 milioni.
  16. Sailsquare è stata battezzata come l'Airbnb delle barche. La startup, fondata da Simone Marini e Riccardo Boatti, mette in connessione skipper e proprietari di imbarcazioni con i turisti interessati a organizzazione un viaggi a vela.
     
  17. Scooterino si propone come la Uber degli scooter, la prima in Europa. Nata a Roma, si è estesa a Firenze, Genova e Milano. È un'app che mette in connessione chi ha bisogno di un passaggio con chi circola nelle vicinanze.
     
  18. Sellf è un assistente digitale, rivolto a professionisti e piccoli imprenditori, che facilita la gestione dei clienti e delle trattative e contribuisce a organizzare il tempo del team addetto alle vendite. Partecipata da H-Farm, a luglio ha vinto l'edizione 2017 di Edison Pulse.
     
  19. SpinVector elabora soluzioni in realtà aumentata per offrire esperienze immersive in settori diversi, dai videogiochi online agli eventi che “portino lo show dal palco all'audience”.
     
  20. Travel Appeal si rivolge a musei, hotel, ristoranti e località turistiche. Analizza in tempo reale le recensioni, le conversazioni sui social media, i prezzi, le tendenze di mercato ed il territorio e fornisce previsioni e suggerimenti per migliorare attività e reputazione online.
     
  21. Walliance è la prima piattaforma italiana di equity crowdfunding dedicata al mercato immobiliare. È nata in Trentino nel luglio 2016 e punta a rendere il real estate un'opportunità anche per piccoli investitori.
  22. Wanderio si rivolge ai viaggiatori per proporre le migliori soluzioni che consentano loro di raggiungere la loro meta (aerei, treni, bus). Gli utenti possono prenotare e pagare direttamente sulla piattaforma. Nel luglio 2016 ha chiuso un round guidato da Europcar.
     
  23. Wellness & Wireless sviluppa servizi digitali (web, app e software) rivolti a sport e benessere. Tra i prodotti offerti ci sono Yukendu, un coach personale e mobile per il dimagrimento, e SuperOp, app che migliora le performance sportive a partire dal monitoraggio della pressione sanguigna.
     
  24. Wiman è stata fondata da Massimo Ciuffreda nel 2012. È nata per semplificare l'accesso e la condivisione gratuita di connessioni wifi. Mappa e, grazie al machine learning, valuta la qualità delle connessioni libere.
     
  25. WinOwine è un “club” online dove i soci possono acquistare vini di qualità. I prodotti vengono selezionati dal team e, all'inizio, proposti per una sola settimana. Se apprezzati, sono ammessi stabilmente al catalogo, con spedizioni entro 48 ore.
     
  26. Yocabè è un distributore online per i brand della moda, focalizzato sui marchi italiani di medie dimensione che ambiscano a raggiungere clienti su scala globale. Yocabè si propone come unico interlocutore digitale delle aziende, perché in grado di occuparsi di vendite, logistica, assistenza clienti multi-lingua e spedizioni internazionali. 

Agi News

Web Tax: cosa chiede l’Europa ai giganti del Web (che finora non hanno pagato tasse)

Roma, Parigi, Belino e Madrid hanno firmato un documento congiunto per tassare le aziende del digitale che generano fatturato in Europa, ma hanno sede legale fuori dai confini europei, come Google e Amazon.

Il testo del documento firmato che chiede la web tax

“Non accetteremo più che queste aziende facciano affari in Europa pagando qui solo una minima parte delle tasse” si legge nel testo. “È in gioco l’efficienza economica, come lo sono la correttezza nel pagare le tasse e la sovranità degli Stati”. “ "Dobbiamo continuare a lavorare attivamente su di esse – osservano gli autori della missiva: i ministri dell'economia dei quattroi Paesi – tuttavia devono essere completate. Vorremmo andare avanti rapidamente a livello comunitario. Perciò chiediamo alla Commissione europea di esplorare le opzioni compatibili con la legge Ue e proporre ogni effettiva soluzione basata sul concetto di istituire una equiparazione fiscale sul fatturato generato in Europa dalle compagnie digitali". A Bruxelles, rivela oggi il Financial Times che è entrato prima degli altri in possesso del documento, sarebbe pronto un piano per fare approvare all’unanimità dagli Stati membri questa decisione.

Double Irish, Dutch Sandwich: come pagare legalmente meno tasse

Ad essere maggiormente colpite da questa decisione dell’Unione saranno i colossi della digital economy americani. Aziende come Google, Facebook, Amazon, Linkedin e Airbnb finora sono riusciti a ridurre al minimo la propria imposizione fiscale in Europa grazie ad alcune leggi che consentono di trasferire gli utili fatti in Paesi con tassazioni più alte (come lo sono i 4 Paesi primi firmatari del documento) ad altri con tassazioni più leggere. Una delle più note è il Double Irish (doppio irlandese, ndr) molto contestata, ma che piace alle multinazionali della digital economy. Che non a caso hanno spesso una sede in Irlanda. Il 'Doppio irlandese' permette alle società con sede legale al di fuori dell’Unione europea di poter pagare le tasse sugli utili in Irlanda (12% l'aliquota fiscale), a fronte di Paesi che tassano gli utili anche al 30% nel resto d’Europa. Spesso il Double Irish viene associato al Dutch Sandwich (panino olandese, ndr), un complesso risiko fiscale fatto di sedi societarie sparse tra Irlanda e Olanda, che consente – specie alle aziende americane – di abbattere ulteriormente il peso fiscale sul fatturato, trasferendo i profitti da una società all'altra per poi arrivare a Bermuda e da lì ritornare 'esentasse' alla casa madre. Un metodo molto raffinato, usato da Goolge (Repubblica, 23 maggio 2017). Il New York Times ha spiegato in una efficace infografica il meccanismo.

Il caso Airbnb: 100mila euro di tasse in Francia nel 2016, ma usato 10 milioni di volte

L’iniziativa europea è stata lanciata dal ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire e sarà presentata a tutti i ministri dei 28 Paesi membri il 15 settembre a Tallin (Ecofin). Non è un caso che l’iniziativa parta proprio dalla Francia, dove ha fatto particolarmente scandalo che Airbnb, a fronte di miliardi fatturati dagli affitti delle case (solo nel 2916 è stato usato in Francia da 10 milioni di persone), abbia pagato solo 100mila euro di tasse.

Quale potrebbe essere l'accordo tra aziende e Unione europea

Per ora si parla solo di rumors, ma è possibile che alla fine si cercherà di trovare un accordo con le grosse aziende americane sulla base di una tassazione del 2-5 percento (Financial Times). L’Europa cercherà di mostrarsi unita, a partire dal prossimo Ecofin, per costringere le big company del digitale a trovare un accordo. Ed è probabile che lo sarà. In Irlanda, probabilmente il Paese che più ha beneficiato dal regime fiscale agevolato dei colossi del web, da anni si discute di cancellare il Double Irish. È vero che ha consentito la creazione di migliaia di posti di lavoro nella capitale, ma a fronte di pochissime entrate per lo Stato.

La proposta italiana di web tax

L’Italia si era mossa proprio negli ultimi mesi per cercare di far pagare le tasse alle digital company. Il 22 maggio scorso la commissione Bilancio della Camera aveva approvato un emendamento della manovra che prevedeva per i giganti del web con oltre un miliardo di fatturato e un giro d'affari di almeno 50 milioni di euro, la possibilità di stringere accordi preventivi con l'Agenzia delle Entrate. Ed estinguere i debiti tributari versando le somme dovute e pagando la metà delle sanzioni amministrative.

@arcangelorociola

Agi News

Cosa metterebbe a rischio la tenuta delle pensioni secondo i ragionieri dello Stato

Limitare o differire gli automatismi (l'adeguamento del coefficiente di trasformazione in funzione della dinamica della mortalità e l'adeguamento dei requisiti di accesso alla speranza di vita a 65 anni) renderebbe il sistema pensionistico più debole e lo esporrebbe al rischio della discrezionalità politica. In altre parole: le pensioni in futuro sarebbero tecnicamente a rischio e subordinate a scelte politiche del momento, non più ad automatismi contributivi.

E' quanto sostiene la Ragioneria generale in un rapporto presentato oggi. Hanno spiegato i ragioneri dello Stato: "Anche interventi legislativi diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici previsti dalla normativa vigente, ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano volta a contrastare gli effetti dell'invecchiamento della popolazione, in quanto verrebbe messa in discussione l'automaticità ed l'endogeneità degli adeguamenti stessi, per ritornare nella sfera della discrezionalità politica con conseguente peggioramento della valutazione del rischio Paese". Anche in presenza della soppressione permanente del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di accesso al pensionamento il requisito di vecchiaia "verrebbe comunque adeguato a 67 anni nel 2021, in applicazione della specifica clausola di salvaguardia introdotta nell'ordinamento su specifica richiesta della Commissione e della Bce, e successivamente mantenuto costante a tale livello".

Chi vorrebbe limitare gli automatismi di adeguamento alla speranza di vita

Scrive La Stampa: "Secondo la Ragioneria generale, inoltre, l’effetto della soppressione del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita comporterebbe 'una maggiore spesa per pensioni in rapporto al Pil di dimensioni consistenti'.  Contrari agli adeguamenti sono i due ex ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi (Ap) e Cesare Damiano (Pd), che chiedono di procedere in modo graduale. Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato, ha scritto nel blog dell’Associazione amici di Marco Biagi che 'con il collega Damiano abbiamo ipotizzato non certo di cancellare il collegamento tra aspettativa di vita ed età di pensione ma di rallentare l’automatismo per garantire una minima fase di transizione alle generazioni adulte e una riflessione su quelle più giovani. Purtroppo non si sono registrate analoghe reazioni di difesa della sostenibilità previdenziale nel momento in cui la politica ha voluto deroghe per esodati, precoci, “gravosi”, bancari, giornalisti ed altri, nonostante abbiano comportato impegni di spesa per circa venti miliardi. Più si segmentano i pensionandi, più si creano ingiustizie. La buona politica deve essere capace di coniugare sostenibilità finanziaria e sociale".

Sul 'partito' di chi vorrebbe congelare o rallentare l'automatismo dell'adeguamento alla speranza di vita leggi anche l'articolo di Repubblica

Le previsioni su indennità di accompagnamento e pensioni invalidità

La spesa per indennità di accompagnamento è destinata a crescere gradualmente nei prossimi 50 anni, mentre quella per le pensioni di invalidità resterà sostanzialmente costante. La spesa per pensioni di invalidità si attesta intorno allo 0,2-0,3% del Pil per tutto il periodo di previsione (fino al 2070) raggiungendo il livello massimo nel 2039. Al contrario, la spesa per indennità di accompagnamento, rispetto al Pil, mostra una crescita costante passando dallo 0,8% nel 2016 all'1,3% nel 2070. "I due diversi andamenti – spiega lo studio – derivano, principalmente, dalla differente dinamica della struttura della popolazione interessata. Infatti, l'invecchiamento della popolazione implica, da una parte, un aumento della popolazione anziana, e quindi della platea dei percettori di indennità di accompagnamento e, dall'altra, una sostanziale stabilizzazione della popolazione con età inferiore al requisito anagrafico minimo richiesto per l'accesso all'assegno sociale, dove si collocano i potenziali percettori delle pensioni di invalidità civile". 

Agi News

Mps, cosa succede dopo l’intervento dello Stato

Roma – Con il fallimento dell'aumento di capitale di Mps e il successivo intervento dello Stato, si apre una fase nuova per Monte dei Paschi di Siena. I problemi, però, restano quelli vecchi: un capitale insufficiente e un cumulo di prestiti deteriorati da smaltire. Problemi che spetterà al governo risolvere, sotto l'attenta supervisione della Ue.

La ricapitalizzazione e le garanzie per la liquidità

Il primo passo è la ricapitalizzazione "precauzionale" e "temporanea" dell'istituto tramite denaro pubblico (prevista dall'articolo 32 comma 4 della direttiva comunitaria BRRD) che dovrà avvenire entro il 31 dicembre. Non è ancora noto quanti dei 20 miliardi stanziati dal governo, alle prese con diverse crisi bancarie, verranno utilizzati per Mps. Non è pertanto possibile al momento stimare a quanto salirà la partecipazione dello Stato nell'azionariato della banca, attualmente al 4%. Secondo le stime della banca d'investimento Equita, la ricapitalizzazione pubblica ammonterebbe a 4 miliardi: lo Stato avrebbe una quota del 62% e gli investitori istituzionali controllerebbero il 38%. Nell'immediato, ancora prima della ricapitalizzazione, potrebbero essere inoltre attivate garanzie pubbliche su emissioni di liquidità, per attutire gli effetti della fuga di correntisti. Lo scorso luglio, l'Italia ha avuto l'autorizzazione dalla Ue di attivarne fino a 150 miliardi di euro. 

I prossimi passi

  1. Ricapitalizzazione con il denaro pubblico
  2. Cancellazione della conversioni volontarie delle obbligazioni subordinate 
  3. Conversione di tutte le obbligazioni subordinate
  4. Rimborso 
    • Integrale per i piccoli risparmiatori
    • Burden sharing per gli investitori istituzionali
  5. Nuovo piano industriale redatto dal governo 
  6. Dossier sugli esuberi e delle filiali da chiudere
  7. Cessione delle sofferenze

La conversione dei bond e il nodo del 'misselling'

Una volta avviata la ricapitalizzazione precauzionale, verranno cancellate le conversioni volontarie delle obbligazioni subordinate avvenute durante il tentato aumento di capitale privato. Si procederà quindi alla conversione forzata di tutte le obbligazioni subordinate. Gli investitori istituzionali dovranno sopportare perdite in virtù del criterio del 'burden sharing'. Per i circa 40 mila piccoli risparmiatori ci sarà invece il rimborso integrale sulla base della presunzione che tutti loro abbiano acquistato i bond senza conoscerne i rischi reali. Dovrà essere però la Commissione Europea a suffragare l'ipotesi che si sia trattato di "misselling", ovvero di vendita irregolare, in tutti i casi, così da giustificare il rimborso integrale. Da Bruxelles c'è già stata un'apertura in questo senso.

Il nuovo piano industriale 

Assunto il controllo di fatto di Montepaschi, il governo dovrà stendere un nuovo piano industriale, che dovrà essere sottoposto al vaglio della Bce. Lo Stato dovrà quindi riprendere in esame i dossier sugli esuberi, stimati a quota 2.600 dal precedente piano, e delle filiali da chiudere, al momento 500. Non sono previsti cambi ai vertici (l'ad Marco Morelli ha detto "il mio impegno continua con ancora più energia"), dato che quelli attuali sono stati nominati con il pieno sostegno di Palazzo Chigi e ministreo dell'Economia. I manager guadagneranno però un po' meno, dovendosi adeguare a quanto previsto per le retribuzioni dei dirigenti pubblici.

La cessione delle sofferenze

Il punto cruciale del nuovo piano industriale sarà però la cessione ad altri operatori dei 27,7 miliardi di sofferenze il cui deconsolidamento è stato chiesto dalla Bce. La tabella di marcia indicante tempi e modalità dell'operazione dovrà comunque essere stesa il mese prossimo. Lo Stato interverrebbe con l'emissione di 'Gacs', garanzie sulle cartolarizzazioni delle sofferenze, che verrebbero applicate alle tranche senior, ovvero quelle considerate più sicure. Atlante aveva dichiarato di essere disponibile a realizzare il piano di cartolarizzazione degli npl, peraltro già sostanzialmente definito nel prezzo e in tutte le sue fasi di implementazione, senza senior bridge financing, anche qualora ci fosse un intervento dello Stato nel capitale. Una volta riportati i conti di Mps in linea con i requisiti, si aprirà un altro delicatissimo capitolo: la ricerca di un investitore che rilevi le quote in mano allo Stato.

Agi News

Cosa succederà a Mps dopo il no della Bce

Roma – Nubi nere sul futuro del Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo, che si trova in grosse difficoltà. Secondo fonti finanziarie, la Bce avrebbe respinto la richiesta di una proroga al 20 gennaio per il completamento dell'aumento di capitale privato fissato a fine anno. Intanto il titolo è crollato in borsa, per poi tornare in contrattazione con un ribasso dell'11,4% a 19,30 euro.

Al termine della riunione del Consiglio di amministrazione, la banca ha fatto sapere "di non aver ricevuto alcuna comunicazione da parte della Banca Centrale Europea, a seguito della richiesta di proroga dei termini" e di voler proseguire "tutte le attività propedeutiche al completamento della operazione di aumento di capitale". 

Ecco che cosa può succedere.

  • Il Piano A: il Qatar non si sfila  – A mettere a rischio l'aumento di capitale da 5 miliardi che dovrà essere chiuso entro il 31 dicembre è lo sfilarsi del fondo sovrano del Qatar, uno dei maggiori del mondo, che da solo avrebbe dovuto contribuire con un'iniezione da un miliardo e ora ci starebbe ripensando per via delle incognite aperte dalle dimissioni del premier Matteo Renzi. Formalmente, il Paese arabo non si è ancora tirato indietro. In molti sostengono, però, che già nei giorni scorsi si sia assistito a un pressing preventivo di Jp Morgan, architetto e maggiore advisor dell'operazione, sul fondo di Doha perché non faccia marcia indietro. Se il Qatar non fosse più della partita, verrebbe infatti meno la garanzia del consorzio di banche d'affari coinvolte nell'operazione, il che renderebbe inevitabile un intervento dello Stato.
     
  • Il Piano B: la nazionalizzazione – In teoria, le norme europee sul "bail-in" non consentono più di salvare una banca con fondi pubblici. In concreto, esiste una strada per aggirare l'ostacolo, ovvero l'articolo 32 della direttiva Ue sulle banche, che consente un aumento di capitale pubblico "precauzionale" per le banche che, come nel caso di Mps, non abbiano superato gli 'stress test' della Bce (simulazioni che valutano se un istituto abbia capitale sufficiente a resistere a eventuali shock sistemici) ma non siano insolventi. In questo caso l'intervento dello Stato dovrebbe limitarsi a coprire solo l'ammanco risultato dagli stress test.

Perché Mps è nei guai 

 

  • Il nodo dei bond subordinati – Il governo avrebbe già pronto il decreto per il salvataggio di Mps. Sul come sarà attuato, girano diverse ipotesi. Il nodo è costituito dai bond subordinati in mano ai piccoli risparmiatori, gli stessi titoli che causarono gravi perdite agli obbligazionisti retail delle quattro banche popolari salvate quasi un anno fa nel quadro delle regole del 'bail-in', che scaricano sui creditori i costi di un salvataggio. Alla conversione di 4,3 miliardi di obbligazioni subordinate in azioni della banca lanciata nei giorni scorsi hanno infatti aderito investitori istituzionali per 1,028 miliardi, mentre i piccoli risparmiatori, che ne detengono per oltre 2 miliardi (ovvero circa la metà dei titoli dei quali era stata offerta la conversione), sono rimasti alla finestra. L'ipotesi sul tavolo è una conversione forzosa di tali obbligazioni e a un intervento dello Stato per coprire l'altro miliardo mancante all'appello, operazione che farebbe salire dal 4% al 20% la quota di Mps in mano pubblica. In questo caso, il governo studierebbe una sorta di "indennizzo" per gli investitori retail. Un'altra possibilita', forse più complessa dal punto di vista tecnico e autorizzativo, vedrebbe invece lo Stato rastrellare direttamente tutte le obbligazioni subordinate. In entrambi i casi, si possono fare solo ipotesi su come ciò avverrebbe dal punto di vista tecnico. E' invece stato escluso da fonti sia governative che comunitarie la possibilità di un ricorso a un prestito erogato dal fondo salva-Stati europeo Esm. 

 

Per approfondire:

Le regole sul bail inhttps://www.bancaditalia.it/media/approfondimenti/2015/gestione-crisi-bancarie/index.html

Agi News

Metalmeccanici, cosa cambia con il nuovo contratto

Roma – Firmato l'accordo per il rinnovo del contratto di lavoro di 1.600.000 metalmeccanici. L'intesa raggiunta da Federmeccanica-Assistal e Fim, Fiom e Uilm, prevede a regime un aumento medio mensile di 92,67 euro, cifra comprensiva di parte salariale, welfare, formazione. La durata del contratto sarà di 4 anni (2016-2019); a partire dal 2017 il riconoscimento dell'inflazione sarà ex-post anno su anno e non piu' ex-ante. Gli incrementi retributivi decorreranno dal mese di giugno di ciascun anno e non piu' da gennaio. Viene riconosciuta l'assistenza sanitaria integrativa gratuita a tutti i dipendenti e familiari (anche conviventi di fatto a partire da ottobre 2017). L'accordo sarà ora sottoposto al referendum tra i lavoratori che i terrà il 19, 20 e 21 dicembre.

Ecco i punti salienti dell'intesa:

  • Aumenti – L'intesa prevede a regime un aumento medio mensile di 92,67 euro, cifra comprensiva di parte salariale, welfare, formazione. Per il recupero dell'inflazione sono previsti 51,7 euro, per il salario non tassato 13,5, 7,69 per la previdenza, 12 per sanita' e 19 per welfare; in totale sono 85 euro a cui vanno aggiunti 7,69 euro per la formazione. L'aumento medio calcolato al quinto livello e' di 89 euro. I 13,6 euro comprendono anche 80 euro come una tantum in pagamento a marzo prossimo.
  • Posizioni di partenza – Federmeccanica non prevedeva alcun incremento per il 2016 e un beneficio solo per chi ha un salario individuale inferiore a quello di garanzia. La proposta e' stata immediatamente bocciata da Fim, Fiom, Uilm, secondo cui l'aumento sarebbe andato ad appena un 5% dei lavoratori. La piattaforma di Fim e Uilm chiedeva un aumento di 105 euro mensili (per il quinto livello), e sulla stessa linea la Fiom. I sindacati hanno risposto con venti ore di sciopero, decine di manifestazioni, blocchi degli straordinari e delle flessibilità.
  • Salario ​- Riconoscimento dell'inflazione ex post anno su anno a partire dal 2017. Incrementi retributivi dal mese di giugno di ciascun anno (e non gennaio).
  • Assistenza sanitaria – Prevista Meta'salute, l'assistenza sanitaria integrativa (156 euro totalmente a carico delle aziende e riconosciuto a tutti i lavoratori metalmeccanici e ai loro familiari a carico, anche ai conviventi).
  • Welfare aziendale – Previsti Flexible Benefits pari a 100 euro nel 2017, 150 euro nel 2018, 200 euro nel 2019. Soldi netti da spendere, a titolo di esempio, come "carrello della spesa", buoni carburante, spese scolastiche, e altri beni e servizi.
  • Formazione – Dal 1 gennaio 2017 le aziende coinvolgeranno i lavoratori a tempo indeterminato ad effettuare, nel triennio, almeno un percorso di formazione di 24 ore pro-capite a loro carico. In assenza di percorsi aziendali, il lavoratore ha il diritto di ricercare e partecipare a corsi di formazione all'esterno, con un contributo di spese direttamente a carico delle aziende fino a 300 euro.
  • Diritto allo studio – Per i lavoratori studenti universitari, oltre i giorni retribuiti per ciascun giorno d'esame e le 120 ore annue non retribuite, le 150 ore retribuite triennali (50 ore annue) potranno essere utilizzate con maggior flessibilita' per la preparazione degli esami. Oltre i 9 esami triennali il lavoratore avra' diritto a 16 ore retribuite aggiuntive per ogni esame.
  • Congedi parentali – Il padre lavoratore e la madre lavoratrice, per ogni bambino nei primi suoi dodici anni di vita, hanno diritto al congedo parentale che potra' essere utilizzato anche su base oraria (a gruppi di due o quattro ore) oltreche' giornaliera o continuativa.
  • Previdenza complementare – Cometa, la previdenza integrativa, vede aumentare il contributo a carico dell'azienda dall'1,6% al 2% per incentivare e valorizzare uno strumento fondamentale per le pensioni del futuro, soprattutto per i giovani.
  • Permessi per eventi, cause particolari, ex art 33, L.104. – Il lavoratore ha diritto ad usufruire di 3 giorni di permesso retributi in caso di decesso o di grave infermita' del consiuge anche legalmente separato, o di un parente di secondo grado anche non convivente. I permessi legge 104 sono cumulabili; il lavoratore deve presentare un piano di programmazione mensile.
  • Salute e sicurezza – Istituita un Commissione con il compito di realizzare un evento annuale a livello nazionale, degli approfondimenti. Nelle aziende con almeno 200 dipendenti si terranno due incontri annuali nelle diverse aree di lavoro, per meta' del tempo in orario di lavoro, sui fattori di rischio e per individuare le possibili soluzioni; saranno sperimentati i cosiddetti break formativi dei lavoratori, di 15/20 minuti in orario di lavoro, di aggiornamento sulle procedure di sicurezza dell'area di lavoro. Si introduce infine una piccola ma significativa novita', prevedendo Gli RLS saranno dotati di elementi di identificazione (cartellino, badge, spilla, ecc.) per valorizzare il loro ruolo in azienda. Vengono aumentate lievemente le ore a disposizione del singolo RLS nelle aziende oltre i 300 dipendenti (elevate a 72 ore annue) e oltre i 1000 (elevate a 76 ore annue).
  • Trasferimenti – Per i trasferimenti individuali di sede di lavoro viene portata a 52 anni (oggi 50) per gli uomini e a 48 per le donne (oggi 45) l'eta' oltre la quale i trasferimenti possono avvenire solo in casi eccezionali.
  • Comitato consultivo di partecipazione – Viene istituito nelle aziende con oltre 1.500 dipendenti e con almeno due unita' produttive con piu' di 300 dipendenti, o almeno una unita' produttiva con almeno 500 dipendenti, su richiesta di una delle parti. Il comitato verra' convocato dall'azienda in caso di scelte strategiche rilevanti su cui verra' chiesto il parere del sindacato.
  • Appalti – Viene introdotto, in modo condiviso, il principio di salvaguardare l'occupazione in caso di cambio appalto nell'ambito dei pubblici servizi. Su richiesta di una delle parti, verra' attivato un tavolo di confronto che coinvolgera' le organizzazioni sindacali, l'impresa uscente e quella subentrante, allo scopo di definire l'ambito del "cambio appalto", il numero dei lavoratori coinvolti.
  • Contrattazione territoriale – Rilancio della contrattazione aziendale con parametri variabili per rilanciare la produttivita' aziendale e far crescere i salari. Gli Osservatori territoriali, per la prima volta, avranno il compito di promuovere la contrattazione aziendale anche in quelle aziende in cui non c'è. 

 

Agi News

Bilancio, cosa prevede il decreto fiscale

Roma – Addio a Equitalia e agli interessi di mora, niente aliquota forfettaria al 35% per il contante nella 'voluntary disclosure'; via gli interessi sulle multe. Sono i punti principali del decreto "disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili", pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale.

Nel decreto fiscale collegato alla manovra si legge anche che le domande per usufruire della rottamazione delle cartelle erariali, cancellando sanzioni e interessi, dovranno essere presentate entro 90 giorni da oggi, quindi entro il 21 gennaio. Equitalia sarà soppressa a decorrere dal 1 luglio 2017 e al suo posto viene istituito un ente pubblico economico denominato "Agenzia delle entrate-Riscossione".

Il decreto prevede la "definizione agevolata" dei carichi affidati alla riscossione di Equitalia dal 2000 al 2015: i debitori potranno estinguerli senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora, e potranno dilazionare il pagamento di quanto dovuto in quattro rate.La terza rata entro il 15 dicembre 2017 e la quarta entro il 15 marzo 2018. Alle multe per violazioni al codice della strada saranno cancellati i soli interessi.

Per quanto riguarda la procedura di collaborazione volontaria, il decreto stabilisce la riapertura dei termini per le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016: sarà possibile avvalersi della 'voluntary disclosure' fino al 31 luglio 2017. Abbandonata invece l'ipotesi dell'imposta forfait al 35% sul contante da regolarizzare. Il decreto, inoltre, contiene misure per il potenziamento della riscossione e per il recupero dell'evasione, nonchè delle disposizioni sul credito d'imposta.

Tra le novità, la trasmissione dei dati Iva su base trimestrale. Dalla rottamazione delle cartelle di Equitalia e dal sistema di 'definizione agevolatà l'erario conta di ottenere un gettito di 2 miliardi. Infine, il decreto contiene misure a favore dei Comuni per l'accoglienza di migranti (600 milioni); il potenziamento del tax credit per il cinema e l'audiovisivo (30 milioni); l'incremento al fondo per l'occupazione (592,6 milioni); autorizzazione alla spesa (17.388.000 euro) per la partecipazione di personale militare alla missione di supporto sanitario in Libia; l'autorizzazione alla spesa per investimenti Fs (720 milioni); il rifinanziamento al Fondo Pmi (895 milioni). (AGI) 

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Notizie : Cani TASSA SUI CANI / Cos'è e cosa prevede: il dibattito e le polemiche

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TASSA SUI CANI / Cos'è e cosa prevede: il dibattito e le polemiche
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