Tag Archive: Amazon

Un robot italiano minaccia di mandare a casa migliaia di magazzinieri di Amazon

Un robot al posto del personale per preparare i pacchi di Amazon. Come anticipato da Reuters, il colosso dell’ecommerce ha iniziato ad utilizzare un macchinario prodotto dall’italiana Cmc di Città di Castello, in Umbria, in grado di fare i pacchi da spedire in maniera fino cinque volte più veloce rispetto ad un dipendente: 600-700 un’ora.

Amazon starebbe pensando di installare due di queste macchine in decine di suoi magazzini, licenziando almeno 24 persone in ciascun deposito. Ciò comporterebbe, stima Reuters, oltre 1.300 tagli in 55 centri Usa, con l’obiettivo di recuperare il costo dei robot (pari ad oltre un milione ciascuno) in meno di due anni.

“Forse un titolo diverso sarebbe stato meglio… Amazon sta testando tecnologie che fanno pacchi più piccoli con meno spreco di cartone. E per tutti coloro che temono per la perdita di posti, la nostra principale questione è quella di trovare sufficiente personale in grado di svolgere il lavoro che abbiamo e che stiamo creando”, ha assicurato via Twitter il vice presidente per le operazione del gigante di Seattle, Dave Clark, gettando acqua sui timori dei tagli ma solo dopo aver annunciato l’avvio di un programma di esodo incentivato per i dipendenti della logistica. Amazon offre 10.000 dollari per andare via ai dipendenti che vogliono mettersi in proprio nel settore delle spedizioni.

“Stiamo testando questa nuova tecnologia con l’obiettivo di incrementare la sicurezza, accelerare i tempi di consegna e migliorare l’efficienza di tutta la nostra rete. Abbiamo intenzione di reinvestire quanto risparmiato in nuovi servizi per i clienti, così che possano continuare ad essere creati posti di lavoro”, è stato spiegato da un portavoce di Amazon che ha così confermato il processo di automazione per preparare i pacchi.

Il robot prodotto dall’italiana Cmc si chiama “CartonWrap”. È un sistema di packaging automatico pensato proprio “per rispondere alle esigenze delle società di spedizione”, spiega il gruppo sul suo sito web, come quelle dell’ecommerce, che hanno bisogno di preparare pacchi da spedire di dimensioni diverse.

Gli articoli da imballare vengono posizionati su un nastro trasportatore, scansionati dal robot che li impacchetta. Basta applicare le etichette necessarie e la merce è pronta per partire. “Siamo un team di 200 persone con base a Città di Castello”, “siamo dove serve ai nostri clienti”, dice Cmc che è guidata da Francesco Ponti come Ceo dal 2011.

 

 

 

Articolo modificato alle 7.30 del 14 maggio: in una precedente versione era scritto che il robot sarebbe stato in grado di creare 600 mila pacchi all’ora. In realtà la capacità è di 600 pacchi. Ci scusiamo per l’errore. 

Agi

Amazon nel mirino dell’Antitrust: avviata indagine per abuso di posizione dominante

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di cinque società del gruppo Amazon per accertare un presunto abuso di posizione dominante nel marketplace e-commerce e nei servizi di logistica. “Nella riunione del 10 aprile 2019 l’Autorità ha deliberato l’avvio di un procedimento istruttorio nei confronti di cinque società del gruppo Amazon: Amazon Services Europe, Amazon Europe Core, Amazon Eu, Amazon Italia Services e Amazon Italia Logistica, per accertare un presunto abuso di posizione dominante”, si legge in una nota.

Agi

amazon sciopero consegne

Dopo aver incrociato le braccia nel Black Friday, i lavoratori dello stabilimento Amazon di Castel San Giovanni hanno convocato mercoledì uno sciopero di due ore e minacciano una nuova mobilitazione per i prossimi giorni, proprio a ridosso di Natale. L’agitazione è scattata dopo che i rappresentanti italiani del colosso dell’e-commerce non si sono presentati all’incontro previsto alle 8.30 in Prefettura a Piacenza con i rappresentanti dei lavoratori del polo piacentino che impiega 2.000 persone a tempo indeterminato e altrettanti precari. Prova che la tensione tra lavoratori e Amazon è ancora altissima.

Perché il mini-sciopero

L’incontro in Prefettura, riporta il Sole 24 Ore, segue il summit dei giorni scorsi in cui fra azienda e sindacati si è giunti a un nulla di fatto sul tema del contratto integrativo (chiesto dai sindacati ma con Amazon che non intende sviluppare la cosa) e sulla richiesta di nuove condizioni contrattuali e di lavoro all'interno dello stabilimento. “Troppa pressione”, hanno fatto sapere al prefetto i dirigenti Amazon, probabilmente anche per l’annunciata presenza di un presidio di lavoratori davanti alla Prefettura (che però è stato annullato). "Eravamo regolarmente dal Prefetto di Piacenza dopo aver acconsentito all'ennesima richiesta di spostare l'incontro con Amazon, e l'azienda non si è presentata all'appuntamento dimostrando di avere in spregio i lavoratori e lo Stato italiano", spiega Fiorenzo Molinari, segretario della Filcams Cgil di Piacenza che insieme ai colleghi di Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl Terziario mercoledì mattina doveva incontrare Amazon in un incontro convocato da Maurizio Falco, prefetto di Piacenza e rappresentante del Governo sul territorio piacentino.

Sindacalisti scortati dai carabinieri
 

A mandare i rappresentanti sindacali su tutte le furie c’è stato anche il fatto che "Amazon non voleva far entrare i sindacati in azienda per svolgere assemblee già concordate e previste. È stato necessario l'intervento del questore e dei carabinieri per far valere la Legge. È grazie alle forze dell'ordine che ci hanno accompagnato dentro l'azienda se siamo riusciti ad incontrare in assemblea i lavoratori”. Di fatto, prosegue Molinari, “Amazon dimostra di voler giocare in un campo senza regole in cui l'unica legge che vige è quella del più forte". La prossima mossa? “A meno che la controparte non decida di sedersi e discutere della vertenza che infiamma la sede piacentina dello sciopero indetto per il Black Friday (lo scorso 24 novembre), i sindacati attueranno nuove forme di agitazioni” mettendo a rischio le consegne natalizie, si legge sulla Stampa.

I punti di attrito

I punti di contrasto riguardano:

  • La gestione dei periodi di malattia, il cosiddetto comporto, con la richiesta di avvertire la persona prima che scada affinché non scatti subito il licenziamento.
  • I turni di lavoro per i quali si richiede una giusta rotazione del personale, in modo che i turni più pesanti non vengano svolti dai lavoratori con contratto precario, i più esposti alle ritorsioni.
  • Il premio di produttività, che Amazon continua a negare: “Usano il lavoratore come una macchina, sapendo che non può durare più di due, tre anni”, sostiene la Cigl.  

I sindacati hanno scritto una lettera a Jeff Bezos, amministratore delegato di Amazon, chiedendo una tutela delle condizioni di salute elle persone che lavorano per il gigante dell’e-commerce. Amazon si è detto pronto ad aprire un dialogo e a cooperare, ma per ora a Castel San Giovanni non hanno registrato alcun progresso.

La questione arriva a Roma

Sulla questione è intervenuta anche la sottosegretaria al Lavoro Paola De Micheli, che ha usato parole sicuramente critiche nei confronti di Amazon: “Nel nostro Paese non può considerarsi normale che un’azienda non si presenti ad una convocazione che ha un nobile e coerente obiettivo, effettuata dal rappresentante del Governo sul territorio locale”. E ancora: “Sugli ultimi sviluppi della situazione ho aggiornato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e insieme al Governo ci riserviamo di valutare eventuali nuove iniziative da prendere per ricondurre la vicenda sui binari del confronto rispettoso delle istituzioni e del dialogo fra le parti”.

Agi News

Quanto vale Jeff Bezos? Grazie al Black Friday di Amazon, più di quanto immaginate

Il vero affare per il Black Friday l'ha fatto Jeff Bezos. Grazie alle offerte per la giornata che apre la stagione degli sconti, il fondatore e amministratore delegato di Amazon vale più di 100 miliardi di dollari. A far lievitare il suo 'peso', riporta Bloomberg, sono state le azioni del colosso delle vendite online, il cui valore è salito di oltre il 2% sull'onda dell'ottimismo dei trader per le vendite degli ultimi giorni, cresciute del 18,4% rispetto allo scorso anno.
 
Il traguardo dei 100 miliardi di dollari fa di Bezos la prima persona ad avere costruito un patrimonio netto a 12 cifre dal 1999, quando il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, raggiunse quella soglia.
Nel luglio 2017, Bezos ha spodestato Gates dal podio di persona più ricca del mondo. Il patrimonio netto di Gates è diminuito pari passo con l'intensificarsi dell'impegno filantropico. A giugno, Gates ha fatto una donazione di 64 milioni di azioni Microsoft in beneficenza, il suo più grande 'regalo' da quando ha fondato la Fondazione Bill e Melinda Gates nel 2000, scrive Quartz.
 
Oxfam​ prevede che il mondo avrà il suo primo trillionario entro 25 anni, dal momento che la ricchezza dei super ricchi del mondo cresce esponenzialmente. In questo momento, Bezos sembra il candidato più accreditato per raggiungere questo traguardo.

Agi News

Amazon istallerà delle ‘cassette postali’ nei condomini  

Amazon conquista l’ultimo miglio della filiera delle consegne, con degli sportelli dedicati, installati direttamente dentro casa. L’azienda leader dell’e-commerce ha stretto un accordo con alcune delle più grandi società immobiliari statunitensi per installare i propri ‘Amazon lockers’, punti di ritiro self-service dove è possibile ricevere i propri acquisti, direttamente nell’atrio del proprio condominio, scrive Bloomberg. La mossa vuol essere una risposta ai "pirati delle verande" (porch pirates in inglese, ndr), cioè i ladri che si appropriano dei pacchi lasciati fuori dalle porte dei clienti. Il mese scorso l’azienda aveva iniziato a fornire un servizio chiamato ‘Amzl Photo on Delivery’, scattando una foto al pacco consegnato e inviandola al cliente. Ma il servizio è anche particolarmente utile per quanti passano il giorno fuori casa e vogliono poter fare acquisti online.

Come funzionano gli Amazon Locker

L’accordo firmato dalla società interessa approssimativamente 850mila unità immobiliari in tutti gli Stati Uniti. I proprietari dei condomini pagheranno tra i 10mila dollari e i 20mila dollari l’anno per il servizio. Nelle nuove ‘cassette delle lettere’ automatizzate e installate direttamente negli atri potranno conferire non soltanto i pacchi di Amazon, ma anche i pacchi ricevuti tramite UPS, FedEx, USPS e altri. “Puoi ritirare qualsiasi, da qualsiasi mittente o venditore, in qualsiasi momento”, spiega Amazon in un video che pubblicizza il servizio. “Il terminale è sempre aperto, e comodamente collocato direttamente dove vivi”. Secondo la National Apartment Association il primo modello di Amazon locker sarà largo poco meno di due metri e avrà 42 compartimenti. Con un modulo aggiuntivo potrà raggiungere 65 cassetti. Nella configurazione più piccola quindi verrebbe a costare 239 euro a utente.

Un progetto per evitare i furti

Secondo uno studio della Princeton Survey Research Associates International i cittadini americani che hanno subito il furto di un pacco consegnato fuori casa sono 23 milioni. Inoltre i problemi che devono fronteggiare i condomini nella consegna e nel ritiro dei pacchi è da lungo denunciato nel paese, nel quale gli acquisti online sono passati dai 231 miliardi di dollari nel 2012 ai 370 miliardi di dollari stimati per il 2017, trasformando gli atri dei complessi residenziali in depositi di scatole di varia foggia. Le vendite di Amazon l’anno scorso sono aumentate del 25.2% secondo quanto riportato da The Real Deal

Agi News

Amazon deve 250 milioni al Lussemburgo, ma la cosa interessa anche noi

Dopo GoogleApple​ e Facebook, il martello della giustizia di Margrethe Vestager, Commissario Ue alla Concorrenza, si abbatte su un altro gigante della Silicon Valley. L'antitrust di Bruxelles ha chiesto ad Amazon​ di restituire i 250 milioni di euro di vantaggi fiscali illegali concessi a Lussemburgo, il piccolo Stato che, dal 1995 al 2013, fu governato dall'attuale presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker. E ad attivarsi per recuperare la somma dovrà essere lo stesso granducato.

"Tre quarti degli utili non sono tassati"

"Grazie ai vantaggi fiscali concessi dal Lussemburgo ad Amazon", ha spiegato in conferenza stampa Vestager, circa tre quarti degli utili di Amazon non sono tassati. In altri termini, Amazon ha potuto pagare 4 volte meno tasse rispetto alle altre società locali sottoposte alle stesse regole fiscali nazionali.È una pratica illegale rispetto alle regole Ue in materia di aiuti di Stato: gli Stati Ue non possono accordare alle multinazionali dei vantaggi fiscali selettivi a cui le altre società non hanno accesso".

La replica dell'azienda

L'inchiesta era stata aperta dalla Commissione nell'ottobre del 2014. L'agevolazione, varata nel 2003 e riconfermata nel 2011, consentiva al gruppo di trasferire la maggior parte degli utili realizzati dalla sua divisione locali, soggetta alle regole nazionali (Amazon Eu), a una che non lo era (Amazon Europe Holding Technologies). L'inchiesta dell'Antitrust Ue ha dimostrato che i trasferimenti erano eccessivi e privi di valide giustificazioni.  "Non abbiamo ricevuto nessun trattamento speciale dal Lussemburgo e abbiamo pagato tutto il dovuto, in accordo con il Lussemburgo e con le leggi internazionali", replica Amazon che, prevedibilmente, farà appello.

Oxfam: "Questi favori li pagano cittadini e Pmi"

"Il trattamento privilegiato, sancito da accordi fiscali segreti, riservato alle multinazionali dai governi di tutto il mondo, permette un alleggerimento inaccettabile delle imposte a beneficio dei grandi colossi internazionali", commenta Aurore Chardonnet, policy advisor di Oxfam, "a pagarne il prezzo sono i cittadini, privati di risorse erariali necessarie a potenziare i servizi pubblici come sanità ed istruzione, di misure di sostegno al lavoro e lotta alla povertà, e le piccole e medie imprese nazionali, vittime di una concorrenza sleale da parte delle imprese multinazionali'.

"Dobbiamo ristabilire nella pratica il principio che le imposte vanno versate laddove gli utili d'impresa sono generati e pretendere dai governi una battuta d'arresto alla corsa globale al ribasso sulla fiscalità d'impresa", conclude la Chardonnet, "va introdotto al più presto, a partire dalla proposta votata a luglio al Parlamento Europeo, l'obbligo di rendicontazione pubblica Paese per Paese (country-by-country reporting) per tutte le multinazionali che operano nell'area economica europea. Va inoltre adeguata ai nostri tempi la tassazione delle imprese digitali e più in generale promosso un modello di tassazione unitaria dei grandi colossi multinazionali'".

Agi News

Ecco perché una sede Amazon fa gola a molte città (non solo italiane)

E’ stato inaugurato ufficialmente il 18 settembre il terzo centro di distribuzione italiano di Amazon. Jeff Bezos ha scelto Larizzate in provincia di Vercelli come luogo di smistamento dei migliaia di articoli che finiranno nei prossimi mesi dentro le case degli italiani. Per il momento l’hub è operativo e i circa 200 dipendenti hanno iniziato a stoccare il materiale sugli scaffali, ancora non si conosce però il periodo in cui prenderà il via l’attività di smistamento.

In Italia Amazon già distribuisce da Caste San Giovanni in provincia di Piacenza e da Passo Corese in provincia di Rieti. 

Tutto quello che c’è da sapere sul polo di Vercelli

Il polo logistico da 107.000 metri quadrati – si legge su La Stampa – è sorto in pochi mesi alle porte di Vercelli. Il logo scelto per il capannone è un airone cinerino, uccello tipico delle campagne vercellesi. Migrando dall’Asia e dall’Africa, il volatile dal becco e dalle zampe di forma curiosa ha trovato nelle risaie il suo habitat: “Anche Amazon viene da lontano, dall’America – sottolineano dal colosso mondiale dell’e-commerce – ma proprio come l’airone, vogliamo diventare parte integrante del territorio”. Ed è anche per questo motivo che tutte le sale riunioni del centro di distribuzione sono state intitolate alle diverse tipologie di riso, elemento d’identità della zona. Quindi c’è la sala Carnaroli, la Arborio, la Sant’Andrea e così via.  

Inoltre quello di Vercelli sarà un centro di distribuzione di categoria 'Non Sort' ('Non Sortable'), a differenza ad esempio di quello di Piacenza, che è invece 'Sort'. Questi si occupano della gestione di tutti i prodotti che, per dimensioni e peso, sono al di sotto dei 13 chili di peso e non devono essere alti più di 25 centimetri e lunghi più di 45. In questi magazzini gli articoli vengono stoccati in scaffalature di media grandezza, e non servono mezzi per movimentare la merce, bastano dei semplici carrelli. Tutti gli altri articoli che superano queste dimensioni sono definiti «Non Sortable», e saranno quelli custoditi nel polo di Larizzate. La procedura, in questo caso, è differente: in base al peso dell’articolo, vengono utilizzati carrelli più grandi rispetto a quelli tradizionali, ma anche dei mezzi che permettono di stoccare i prodotti in scaffalature che si sviluppano in altezza.

Le prossime aperture italiane

Il prossimo 3 ottobre – scrive Diariodelweb –  un magazzino di 8mila metri quadrati sorgerà a Crespellano, alle porte di Bologna. Lo stesso vale per Casirate d’Adda (Bergamo), dove dovrebbe sorgere un capannone ultra-tecnologico di 40mila metri quadrati, per il quale sarebbero previste ben 400 assunzioni. Piano piano anche in Italia sta nascendo una serie di magazzini pronti a distribuire merce on-demand in qualsiasi momento, il più in fretta possibile. Le logiche del colosso di Jeff Bezos sono sempre state chiare: rapidità e una customer experience soddisfacente.

Negli Stati Uniti è scattata la gara per aggiudicarsi la sede Amazon

E’ bastato un annuncio per scatenare la fantasia e la frenesia di molte città americane che vogliono aggiudicarsi la seconda sede americana – in ordine di grandezza – di Amazon.

D’altra parte non possono essere biasimate, visto che la seconda casa di Amazon porterebbe 50.000 posti di lavoro e un investimento di 5 miliardi di dollari, oltre che una popolarità senza precedenti, considerando che si tratta dalla sede dell’Internet company più grande al mondo. Ogni città ha cercato di farsi notare in vari modi – scrive Mashable -, ad esempio Tucson in Arizona ha deciso di tagliare un cactus di 21 metri e di inviarlo come dono a Jeff Bezos.

Anche il sindaco di Pittsburgh, Bill Peduto, ha corteggiato su Twitter il gigante dell’e-commerce e quello di Kansas City, Sly James, ha elencato tutti gli aspetti positivi della città scrivendo un editoriale sul Kansas City Star.

Con un post su Facebook si è fatta notare Huntsville, in Alabama. La città ospita già la sede Nasa e altre grandi aziende di ingegneria.L’interesse è arrivato anche da parte di grandi città come Houston, New York e Boston.

 

 

 

Agi News

Ma che differenza c’è tra lo streaming musicale di Amazon, Spotify e Apple?

Ottobre 2016: il battesimo negli Stati Uniti. Novembre 2016: arrivo in Inghilterra e Germania. Adesso arriva anche in Italia Amazon Music Unlimited, lo Spotify secondo Jeff Bezos. Il servizio è simile a quello dei concorrenti: è una piattaforma di musica in streaming in abbonamento. L'ascolto di brani e album è affiancato da radio personalizzate e prive di contenuti pubblicitari, basate su diversi generi come pop e rap. Come su Spotify ed Apple Music, sarà possibile selezionare brani in base al proprio umore, scegliendo – ad esempio – quelli adatti all’allenamento o al relax. È disponibile anche l'opzione offline: canzoni, dischi e playlist possono essere scaricati sui propri dispositivi per ascoltarli anche senza connessione internet. Anche in questo caso, un servizio simile a Spotify (nella versione Premium) e Apple Music.

Leggi anche gli articoli su Corriere della Sera, Wired  

Prezzi e condizioni

Amazon arriva in Italia con prezzi in linea con quelli dei concorrenti: Amazon Music Unlimited non ha una versione gratuita ma, secondo la tipica prassi per i servizi del gruppo, consente 30 giorni di prova senza sborsare nulla. Dopo il periodo di test, si attiverà automaticamente l'abbonamento: 9,99 euro al mese o 99 euro all'anno. I clienti di Prime avranno un piccolo sconto: 10 euro. Il costo mensile è identico a quello di Apple Music e Spotify. La piattaforma di Cupertino offre un periodo di prova più lungo (tre mesi). Spotify è accessibile anche gratis (senza vincoli di tempo), a patto di accettare alcune limitazioni: pubblicità tra un brano e l'altro, un numero contenuto di salti, audio di qualità inferiore e niente ascolto offline. Amazon Music Unlimited offre anche l'opzione Family: fino a sei componenti della famiglia possono condividere lo stesso abbonamento, a 14,99 euro al mese o 149 euro l'anno. Anche Apple Music offre un servizio analogo, allo stesso prezzo.

Il catalogo

Il catalogo di Amazon Music Unlimited è ampio: 50 milioni di brani, tra i quali quelli di Fabio Rovazzi, Francesco Gabbani, Fedez, Baby K, Taylor Swift, Ed Sheeran, Katy Perry, Coldplay, Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Zucchero, Fabrizio de André, Elvis Presley e David Bowie. La mole è simile a quella di Apple Music e superiore a quella di Spotify, che si ferma 30 milioni di brani. Anche se dalla sua la piattaforma svedese ha la presenza in 61 Paese. Amazon aggiunge Italia, Spagna e Francia a Stati Uniti, Regno Unito e Germania.

In attesa di Alexa

Amazon Music Unlimited arriva però (al momento) tronco. Perché sarà compatibile con iOS, Android, Mac e pc, Fire. Ma non potrà essere usato con Echo e Alexa (cioè hardware e software che costituiscono l'assistente digitale di Amazon). In altre parole: la gestione vocale dell'app non potrà essere sfruttata, per la semplice ragione che Echo non è ancora in vendita nel nostro Paese e Alexa non supporta ancora la lingua italiana. Al momento, la differenza con le versioni estere sta nella lingua scritta e, come ha sottolineato il responsabile di Amazon Music Steve Boom, “playlist e radio sono curate dai nostri esperti di musica italiani”. Quindi con una composizione ad hoc per il Paese. L'arrivo di Alexa ed Echo, però, è solo questione di tempo. Ed è un'integrazione su cui Bezos punta molto. Lo dimostra il fatto che, negli Stati Uniti, i proprietari di un assistente digitale possono attivare l'abbonamento a voce e con un prezzo di 3,99 dollari al mese (cioè con uno sconto del 50%).

Leggi anche: Gli assistenti vocali di Amazon e Microsoft si parleranno (per tramare contro Google)

La strategia di Amazon

Amazon Music Unlimited, quindi, non porta ancora in Italia il suo principale plus (l'integrazione con i suoi assistenti digitali, che peraltro sono compatibili anche con Spotify). Non porta rivoluzioni rispetto ai concorrenti e non spinge su un prezzo al ribasso. La diffusione di un servizio di questo tipo è però coerente con la strategia autarchica di Bezos. Amazon, come dimostrano gli sconti agli utenti Prime (ovunque) e ai possessori di Echo (per ora sole negli Stati Uniti) procede nella costruzione di un ecosistema il più possibile indipendente, che convogli produzione, logistica, e-commerce, retail, hardware e servizi. Con l'intelligenza artificiale degli assistenti digitali al centro.   

 

Agi News

Ecco come Apple farà concorrenza alle major di Hollywood (e sfiderà Amazon)

Apple è pronta a investire un miliardo di dollari, a partire dal 2018, per realizzare e produrre contenuti media originali, in concorrenza con i grandi studio di Hollywood. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo il quale si tratta di una cifra considerevole, pari a quanto ha speso nel 2013 Amazon nell'annunciare il suo ingresso nel campo della programmazione video e la metà di quanto ha speso l'anno scorso Time Warner per la tv ad alta qualità Hbo. Secondo fonti vicine all'operazione, Apple si appresterebbe a produrre in proprio almeno dieci grandi programmi televisivi, tipo "Game of Thrones" della Hbo. Gli show verrebbero trasmessi sul servizio di streaming musicale, oppure su un nuovo servizio di video che verrebbe creato ad hoc.

Progetto 'visionario' di Eddy Cue

Il progetto va incontro ai piano di programmazione video più volte annunciato da uno dei leader più visionari del gruppo, Eddy Cue. Il budget del progetto verrebbe gestito da due veterani di Hollywod, Jamie Erlichet e Zack Van Amburg, ingaggiati nel giugno scorso dalla Sony, proprio in vista di una futura programmazione video a livello globale della Apple. I due riportano direttamente a Cue, il quale gestisce il budget da 24 miliardi di dollari dei servizi Apple, nel quale è incluso iTunes.

Il business dei contenuti media negli Usa, si va facendo molto affollato, poichè oltre alle tv tradizionali e alle major di Hollywood, in pista ci sono Amazon, Netflix e, ora, anche Apple. Nella stagione 2016 almeno 17 grandi catene televisive, che trasmettono da diverse piattaforme, hanno realizzato 500 nuovi show di grande rilievo, il doppio rispetto rispetto a quelli prodotti nel 2011.

Le risorse illimitate di Apple

Apple, affacciandosi per ultima sulla scena, ha bisogno un grande 'hit', ciò di un grande colpo televisivo, per guadagnare visibilità. A giugno Apple ha lanciato su Apple Music "Planet of Apes", la nuova versione del "Pianeta delle Scimmie", e la scorsa settimana ha immesso sul mercato "Carpool Karaoke", ma entrambi i video hanno subito forti critiche. Tuttavia con i suoi 260 miliardi di dollari di liquidità e ricavi che nel 2016 hanno raggiunto di 215 miliardi di dollari, Apple dispone di risorse praticamente illimitate per il suo debutto sulla scena dei contenuti media.

Agi News

Gdf accusa Amazon, evasione da 130 milioni

Amazon sotto inchiesta con l'accusa di aver evaso circa 130 milioni di euro in Italia. La notizia, anticipata da Repubblica.it è confermata da fonti autorevoli. L'evasione del colosso dell'e-commerce si riferirebbe al quinquennio 2009-2014 e la cifra sarebbe stata definita dagli investigatori del nucleo polizia tributaria della guardia di finanza di Milano nel cosiddetto "processo verbale di constatazione", ovvero una relazione che contiene l'attività di controllo svolta e l'indicazione delle violazioni rilevate e dei relativi addebiti. L'accertamento e l'accusa rientrano in un'indagine in corso da più di un anno, coordinata dal pm Adriano Scudieri e dal procuratore capo Francesco Greco.

La replica, utili bassi dopo investimenti alti

La società ha risposto immediatamente: "Amazon paga tutte le imposte che sono dovute in ogni Paese in cui opera. Le imposte sulle società sono basate sugli utili, non sui ricavi, e i nostri utili sono rimasti bassi a seguito degli ingenti investimenti e del fatto che il business retail è altamente competitivo e offre margini bassi". Amazon ha ricordato: "Abbiamo investito in Italia più di 800 milioni di Euro dal 2010 e attualmente abbiamo una forza lavoro a tempo indeterminato di oltre 2.000 dipendenti".

 

 

Agi News