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Via libera dal Cdm alla riforma contro il telemarketing selvaggio

AGI – È stata approvata dal Consiglio dei ministri la riforma del registro pubblico delle opposizioni al telemarketing selvaggio proposta dal Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che semplifica le procedure che permettono ai cittadini di revocare i consensi alle chiamate promozionali o all’invio di materiale pubblicitario indesiderato, estendendone l’applicazione anche ai cellulari oltre che ai numeri telefonici fissi e alla posta cartacea.

“Sono soddisfatto perché abbiamo approvato un’altra riforma importante molto attesa dai cittadini che hanno il diritto veder tutelata la loro privacy da attività promozionali invasive. Con questo strumento si punta finalmente a regolamentare un fenomeno che è diventato inaccettabile”, dichiara il ministro Giorgetti. 

Si tratta di un servizio pubblico e gratuito per tutti i cittadini che una volta iscritti negli elenchi del registro non potranno più essere contattati dall’operatore di telemarketing, a meno che quest’ultimo non abbia ottenuto specifico consenso all’utilizzo dei dati successivamente alla data di iscrizione oppure nell’ambito di un contratto in essere o cessato da non più di trenta giorni. 

Il provvedimento, che ha recepito nel corso del suo iter normativo i pareri e le osservazioni espressi da tutte le istituzioni e amministrazioni coinvolte, diventerà operativo con decreto del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

In seguito il Ministero dello Sviluppo economico avvierà anche una campagna informativa rivolta a tutti i cittadini per far conoscere le procedure di attivazione dello strumento.


Via libera dal Cdm alla riforma contro il telemarketing selvaggio

Attacco hacker alla San Carlo, chiesto un riscatto

AGI – La San Carlo, azienda italiana leader nella produzione delle patatine, è stata colpita da un attacco hacker di tipo ransomware. Da quanto apprende AGI all’azienda sarebbe arrivata una richiesta di riscatto dopo essere stata colpita da un ransomware di tipo criptolocker, cioè della stessa tipologia di quello che ad agosto ha colpito la Regione Lazio, e simile almeno nella finalità a quello che ha colpito la scorsa settimana Siae.

L’azienda, spiegano alcune fonti vicine alla vicenda, sarebbe comunque in possesso dei backup di sistema. Anche per questo, viene spiegato, San Carlo non è intenzionata a pagare alcun riscatto agli attaccanti. Il gruppo di criminali informatici e’ chiamato gruppo Conti, piuttosto attivo in questo particolare tipo di attacchi, e ha gia’ rivendicato l’azione sul proprio sito nel dark web.

Sull’attacco, che sarebbe avvenuto lo scorso venerdì, sta indagando la procura di Milano e la polizia postale. Solo nella serata di ieri il gruppo di attaccanti, gruppo Conti, ha rivendicato l’attacco sul proprio sito nel dark web. Non si sa la cifra del riscatto chiesto all’azienda, ma come spesso accade in questi casi sarebbe stato chiesto in criptovalute.  

Il ‘sample’ pubblicato nel dark web 

Documenti di identità, passaporti, budget acquisti, contratti. Sarebbero questi i documenti fugati dai database di San Carlo. Parte di questi documenti sono stati messi in chiaro dal gruppo hacker Conte sul proprio sito, ma della maggior parte si puo’ vedere solo il nome dei file o quello delle cartelle.

Il ‘sample’ messo online nel dark web riguarda 58.66 megabyte di dati, presumibilmente una piccola parte dei dati fugati, ed e’ stato condiviso su Twitter da diversi account tra cui quello di Claudio Sono. Nella rivendicazione pubblicata ieri dal gruppo, ci sono anche dati aziendali come fatturato e numero di dipendenti. In queste ore San Carlo ha fatto sapere di essere a lavoro per quantificare i danni dell’attacco subito.

Esperto: San Carlo bersaglio perfetto per hacke 

“L’ennessimo attacco ransomware che vede coinvolto il gruppo alimentare San Carlo dimostra l’accanimento delle gang criminali verso l’Italia. Il gruppo impiega centinaia di lavoratori e milioni di euro di vendite. Come tutti i grandi gruppi e’ un bersaglio perfetto per il cybercrime”. Cosi’ all’AGI Marco Ramilli, fondatore e Ceo di Yoroi ed esperto internazionale di cybersecurity.

“Yoroi ha analizzato 80 grandi imprese italiane nel settore alimentare, della moda, delle automobili e scoperto che il 50% è a rischio ransomware a causa delle esposizioni su Internet dei loro sistemi, delle falle di sicurezza dei software e dei dati relativi sottratti al contollo degli interessati (Dataleakage)”, ha aggiunto.

La risposta di San Carlo

Una nota dell’azienda spiefa che i tecnici “hanno riscontrato un’intrusione nei nostri sistemi informatici. Sono state immediatamente attivate tutte le procedure di sicurezza per isolare e contenere la minaccia. Al momento alcuni servizi informatici sono solo parzialmente funzionanti, ma l’operativita’ del Gruppo è comunque garantita, dalla produzione, alla distribuzione, alla vendita dei nostri prodotti”.  

“L’azienda ha già provveduto – infine – ad informare le autorita’ compenti (Garante Privacy e Polizia Postale) e sta procedendo ad analizzare i dati che potrebbero essere stati danneggiati o trafugati, procedendo altresi’ a informare le persone che possono essere state interessate”.

@arcamasilum

 

 

 


Attacco hacker alla San Carlo, chiesto un riscatto

Il Tribunale di Firenze accoglie il ricorso e boccia i licenziamenti alla Gkn

AGI – Il tribunale del lavoro di Firenze ha accolto il ricorso della Fiom contro i licenziamenti collettivi dei lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, avvisati tramite una email lo scorso 9 luglio. I giudici hanno dato ragione ai sindacati, che avevano impugnato il procedimento avviato verso i 422 dipendenti perchè avrebbe agito in violazione dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, mettendo in atto comportamenti antisindacali.

Bloccati i licenziamenti

Poche ore dopo l’azienda della componentistica dell’auto controllata dal fondo britannico Melrose, ha congelato i licenziamenti. “Resta ovviamente inteso – si legge in una lettera indirizzata al ministero del Lavoro, al Mise, ai sindacati e alle istituzioni territoriali della Toscana – che si darà altresì esecuzione a tutti gli ordini contenuti in tale provvedimento”. Tuttavia l’azienda precisa che la revoca della procedura di licenziamento “non può considerarsi acquiescenza, con ogni più ampia riserva di impugnazione”.

Esulta la Fiom-Cgil

Ma, è bastata la decisione del tribunale di Firenze per far esultare la Fiom-Cgil. “Abbiamo vinto insieme ai lavoratori perchè avevamo ragione, i licenziamenti alla GKN sono illegittimi”, hanno dichiarato in una nota congiunta Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil Firenze e Prato.

La Fiom chiede che “il Presidente del Consiglio e il Ministero dello Sviluppo Economico facciano la loro parte e intervengano in tema di delocalizzazioni e ad una soluzione che garantisca la ripresa produttiva e l’occupazione nello stabilimento per i lavoratori di Campi Bisenzio e di tutto l’indotto”.

“Il ricorso – sottolineano – è stato uno degli strumenti che la Fiom ha utilizzato in questa vertenza insieme alla grande resistenza dei lavoratori e alla capacità di costruire intorno alla vertenza una rete di solidarietà, a partire dalla comunità fiorentina fino al resto del Paese, come dimostrato anche dall’imponente manifestazione di sabato scorso a Firenze”.

“Oggi – ha detto Re David – è sicuramente una giornata molto importante: il tribunale dà ragione ai lavoratori Gkn e al sindacato che ha presentato ricorso per comportmaneto antisindacale. Licenziare con una semplice comunicazione mentre i lavoratori sono fuori dalla fabbrica non si può fare, perché non è degno di un Paese civile, perché il contratto dei metalmeccanici non consente una procedura di questo tipo e perché va salvaguardata l’occupazione del Paese”. “E’ una giornata importnate – ha concluso – e speriamo che il governo agisca in modo adeguato per salvaguadare le imprese, l’industria, l’occupazione”.

Soddisfazione viene espressa anche dalla viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde.
“La revoca dei licenziamenti collettivi – afferma Todde – è un primo grande passo per i lavoratori che da mesi presidiano lo stabilimento di Campi Bisenzio. Questo risultato certifica gli sforzi sinergici portati avanti dalle Istituzioni, dai sindacati, dai lavoratori e da tutta la comunità che dal primo momento ha sostenuto il territorio in questa difficile battaglia”.

“In questi mesi abbiamo convocato il tavolo due volte, non abbiamo mai interrotto le interlocuzioni con le parti e abbiamo lavorato in un contesto difficile con una azienda che ha smarrito il suo senso di responsabilità sociale. Ora – conclude – dobbiamo essere concreti, perchè perché quando parliamo di 422 lavoratori, più l’indotto, parliamo di famiglie”.

E anche la politica si unisce alla notizia. Per il segretario Dem Enrico Letta “Avevano ragione i lavoratori – scrive in un Tweet – avevano ragione i sindacati e avevamo ragione noi ad accusare la Gkn di aver violato ogni regola. Il Tribunale di Firenze l’ha sancito. Ora si fermino e si volti pagina”.

“Ci ha pensato il Tribunale del lavoro di Firenze a revocare l’apertura dei licenziamenti collettivi via mail alla Gkn. Aldilà del merito della complessa vicenda, è evidente che si tratta di una sconfitta per la politica, per tutta la politica, che non ha saputo intervenire su una questione di grande impatto sociale” fa notare il deputato di FI Elio Vito. 

“Da ex presidente della Provincia e da ex sindaco, vi dico che questo continuo disimpegno delle multinazionali dal territorio fiorentino è un campanello d’allarme pericolosissimo”, afferma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, mentre per il presidente del M5S, Giuseppe Conte “completiamo il decreto sulle delocalizzazioni preparato dal Ministro Andrea Orlando e dalla viceministra Alessandra Todde”.


Il Tribunale di Firenze accoglie il ricorso e boccia i licenziamenti alla Gkn

Da Unicredit-Mps alla corsa agli incentivi, le sfide d’autunno per il sistema bancario

AGI – Dalla messa in sicurezza definitiva del Monte dei Paschi alla corsa per sfruttare, tramite un nuovo round di matrimoni, il tesoretto costituito dalle Dta, le imposte attive differite trasformabili in un credito fiscale. Dopo la pausa estiva, movimentata dalla due diligence di Unicredit sul Monte e da una tornata di conti semestrali tonici, sono queste le sfide d’autunno per il settore bancario.

La partita per Il Monte

Sul fronte senese, che scalda anche la politica, specialmente considerata la coincidenza con un’importante tornata di elezioni amministrative e con quelle per il collegio della città toscana che vedono fra i protagonisti il segretario del Pd Enrico Letta, le prime novità sono attese per settembre.

Entro la prima decade del mese da Unicredit e dal suo ad, Andrea Orcel, dovrebbero arrivare degli aggiornamenti a fronte dell’analisi condotta su Mps: la banca milanese, salvo proroghe della due diligence, si ritroverà a discutere con il ministero dell’Economia e delle Finanze il perimetro di Mps a cui è interessata e i restanti contorni dell’operazione. Fra le condizioni poste che sia neutrale per il capitale di Unicredit e che ne accresca l’utile per azione. Nella ‘data room’ del Monte, poi, sarebbe entrata anche Medio Credito Centrale, che acquisirà parte degli assets (a partire dalle filiali del Sud Italia) a cui la banca guidata da Orcel non è interessata o che non può acquisire per ragioni di antitrust.

La scadenza delle Dta

Uno dei punti che ha reso interessante l’operazione Unicredit-Mps è proprio la possibilità di sfruttare le Dta per trasformarle in credito d’imposta, considerato che valgono oltre 2 miliardi. Sul tema, in una bozza del Dl Sostegni bis, era stata ventilata una proroga della scadenza attuale, prevista per il 31 dicembre, a metà 2022, per dare più tempo al consolidamento del sistema bancario. La norma, però, non è stata inserita nella versione finale del provvedimento, da cui è stata stralciata.

L’importanza delle Dta è tale da essere stato uno dei perni anche di altre operazioni che si sono concretizzate, come quella relativa all’opa con cui Credit Agricole ha conquistato il Credito Valtellinese. L’asset rischia di essere cruciale anche per altre partite, sia di stampo ‘difensivo’, come quella per trovare un partner per Carige, sia che si tratti di aggregazioni motivate dalla volontà di crescita dei singoli istituti. Nel caso di un matrimonio come quello fra Bpm e Bper, più volte ipotizzato, già sfumato in passato e sempre riemerso come un fiume carsico, il tesoretto varrebbe un miliardo.

Il tempo utile stringe e i consigli d’amministrazione degli istituti dovrebbero deliberare il via libera dell’operazione entro fine anno; già questo risulta comunque un vantaggio, visto che la precedente normativa prevedeva che dovesse arrivare l’approvazione anche dalle assemblee. A meno che, ed è, come un segreto di Pulcinella, la speranza che diversi accarezzano nel settore bancario, ora che la pratica Mps sembra avviata a una risoluzione, il governo non riproponga un’estensione della finestra per sfruttare le Dta, magari nella legge di bilancio, ovvero dopo le elezioni di ottobre, prima delle quali sembra impossibile intervenire su un tema caldo come quello bancario.


Da Unicredit-Mps alla corsa agli incentivi, le sfide d’autunno per il sistema bancario

Yamamay contro Speranza: “Pronti alla class action per difendere i centri commerciali”

AGI – Aver rinviato la riapertura nei weekend dei centri commerciali fino a metà giugno è una scelta “inaccettabile”, “priva di logica” che “mette a rischio migliaia di posti di lavoro”. Lo afferma Gianluigi Cimmino, ceo di Yamamay, secondo cui “la decisione di non riaprire sembra derivare da una chiara visione ideologica da parte del ministro Speranza senza alcun fondamento scientifico.”

“Come imprenditore – prosegue Cimmino – ho deciso di rivolgermi direttamente al Presidente del Consiglio Mario Draghi che stimo e sostengo: lunedì si impegni affinché si decida per le riaperture, dando la possibilità di tornare a lavorare anche a tutta la categoria della distribuzione”.

“La pazienza – conclude Cimmino – è finita. Abbiamo fatto enormi sacrifici per difendere migliaia di posti di lavoro. Ci aspettiamo di poter riaprire in sicurezza, ma, se così non fosse, siamo pronti alla lotta e avvieremo una class action con tutti coloro che sono stati penalizzati da questa scelta“.


Yamamay contro Speranza: “Pronti alla class action per difendere i centri commerciali”

Incendio all’ArclorMittal di Taranto, nessun ferito e nessuno stop alla produzione

AGI – Un incendio si è verificato alle prime ore del giorno di lunedì in Albis (alle 7.30) nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto.

Il rogo, scoppiato circa mezz’ora dopo l’avvio del primo turno, ha riguardato una colata continua dell’acciaieria 2.

“In totale sicurezza è stato gestito e controllato quanto è avvenuto”, hanno assicurato all’AGI fonti vicine all’ArcelorMittal, secondo le quali “non c’è stata alcuna conseguenza per le persone e alcun danno all’impianto”. In una nota ufficiale, l’azienda ha poi garantito che non c’è stata alcuna “interruzione del ciclo produttivo”,  con “gli addetti e il sistema che hanno gestito in sicurezza, secondo le procedure, un evento a reazione in paniera durante la fase di colaggio nell’acciaieria”.

Gennaro Oliva, coordinatore di fabbrica della Uilm, fornisce all’AGI una prima ricostruzione di quanto avvenuto: la deflagrazione, seguita poi dall’incendio, dovrebbe essere stata provocata “dall’esplosione del ‘tampone’ che si trova sotto la siviera”, ovvero un grosso contenitore pieno di acciaio liquido, ad elevata temperatura, che proviene dai convertitori dove avviene la trasformazione della ghisa in acciaio.

“Il ‘tampone’ – prosegue ancora Oliva – è simile a un tubo” ed è “un dispositivo che serve a far defluire l’acciaio dalla siviera verso la paniera. Da qui, poi, l’acciaio va alla lingottiera per creare la bramma, che è il semilavorato di acciaio”. “Se salta il ‘tampone’ – prosegue ancora Oliva -, non controlli più l’acciaio che sta nella siviera, soprattutto se non riesci a chiudere in tempo altri dispositivi, e difficilmente riesci a farlo, perchè la situazione va subito fuori controllo”.

Oliva conclude dicendo che su questa linea della colata continua “ci sono sei operatori al lavoro, tutti all’interno dei ‘pulpiti’, che sono le postazioni di controllo. E per fortuna che erano nei ‘pulpiti’, perchè caso mai si fosse trovato un lavoratore all’esterno, magari per il controllo della temperatura, a quest’ora non staremmo certo parlando di un incidente senza feriti ma di ben altro”.

“Il boato e l’incendio di oggi alla colata continua dell’acciaieria 2 del siderurgico ArcelorMittal di Taranto, sono la conseguenza di una situazione già nota da molto tempo, cioè quella di una fabbrica che ormai non fa più manutenzioni agli impianti”, denuncia sempre all’AGI il coordinatore di fabbrica Fim Cisl, Vincenzo La Neve, per il quale “solo per un fortuito caso non ci sono stati feriti perchè l’esplosione è stata forte”.

“Ma non è solo l’acciaieria 2 a versare in questa condizione precaria, è tutto lo stabilimento di Taranto che sta messo male. Se l’azienda mette in cassa integrazione manutentori e ispezionatori, se non mette risorse adeguate sugli interventi da fare, è chiaro che si va incontro a situazioni come quella di questa mattina”, prosegue La Neve, per il quale “questa è l’ennesima prova che quello stabilimento necessita di grandissime attività di manutenzione ordinaria e straordinaria; siamo stanchi di assistere a eventi del genere, il governo deve intervenire immediatamente affinchè la multinazionale effettui tutti i lavori di manutenzione e di ambientalizzazione.Stop alle promesse e ai proclami, è ora di passare ai fatti”, conclude.

Non a caso, subito dopo l’incidente, i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb hanno chiesto un “incontro urgente” all’azienda: “L’evento fortunatamente non ha causato conseguenze per il personale ma mette in evidenza la necessità impellente di verifiche più accurate e manutenzioni più stringenti”, sostengono i sindacati che chiedono ad ArcelorMittal di “verificare e analizzare le dinamiche che hanno generato l’evento e individuare le necessarie contromisure”. (AGI)


Incendio all’ArclorMittal di Taranto, nessun ferito e nessuno stop alla produzione

“Draghi alla guida dell’Italia è un’ottima notizia, rassicura i leader Ue”, dice Gentiloni

AGI – Mario Draghi alla guida dell’Italia è “un’ottima notizia”. Così Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, in un’intervista al New York Times. Per Gentiloni, l’arrivo dell’ex presidente della Bce, dopo la crisi del governo Conte, ha rassicurato i leader europei, soprattutto per la reputazione che Draghi ha di “preoccuparsi dell’esecuzione”.

Il quotidiano ricorda che i paesi del Nord Europa sono preoccupati per la capacità dell’Italia di spendere efficacemente i soldi del Recovery Fund e che, dopo aver salvato l’euro come presidente della Banca centrale europea, Draghi ora deve salvaguardare il sogno di un’Unione sempre più unita e fiscalmente integrata. “Se riesce, questo è un pilastro per un successo europeo”, osserva Gentiloni.

“Sono sicuro che Draghi è ben attrezzato, ha l’esperienza per affrontare questi famosi colli di bottiglia”, spiega l’ex premier. La versione definitiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrà essere presentata entro fine aprile alla Commissione europea: Gentiloni non vede alcun motivo per cui l’Italia dovrebbe essere in ritardo ed esprime fiducia nella capacità di Draghi di fare le cose. Sarebbe importante per l’Italia, ma anche per l’Europa, “non solo a breve termine ma anche a lungo termine”, conclude il commissario europeo. 


“Draghi alla guida dell’Italia è un’ottima notizia, rassicura i leader Ue”, dice Gentiloni

Prolife – Smart Adult Medium/Large alla Trota e Riso da 12 Kg

Marca: Prolife

Dettagli: Prolife Adult Salmone e Riso è un alimento completo ricco di carne fresca di salmone e riso per il cane adulto a partire da 12 mesi formulato per il mantenimento del cane adulto con un normale livello di attività. La carne fresca di salmone, principale fonte proteica, rende l’alimento leggero e digeribile apportando acidi grassi omega 3, utili per la salute di pelle e manto. La completa e corretta integrazione di vitamine e minerali favorisce il mantenimento del benessere del cane.

EAN: 8015579034709


Prolife – Smart Adult Medium/Large alla Trota e Riso da 12 Kg

CESAR Con pollo alla griglia, riso integrale e verdure umido gr. 150

Marca: Cesar

Caratteristiche:

  • Cesar ha ideato unintera gamma di vaschette Scelta dello Chef per ricambiare tutto lamore che il tuo cane ti dona ogni giorno.

Dettagli: Descrizione prodotto Cesar ha ideato unintera gamma di vaschette Scelta dello Chef per ricambiare tutto lamore che il tuo cane ti dona ogni giorno. I saporiti filetti di pollo cotti alla griglia e accompagnati da riso integrale sono ideali per un pasto completo, equilibrato e leggero, tanto gustosi da soddisfare anche il palato più fino dei nostri piccoli amici. Tutte le vaschette monoporzione Cesar non contengono aromi, coloranti e conservanti artificiali, per garantire sempre il meglio che la natura ha da offrire. Per la salute del tuo cagnolino consigliamo di alternare alimenti umidi ad alimenti secchi, riducendo a metà le quantità di ciascun prodotto. Concedetegli una fase di transizione e regolate le quantità in base al fabbisogno di calorie giornaliere del vostro cane. Non dimenticate di lasciare sempre a disposizione dellacqua fresca anche in caso di nutrizione a base di soli alimenti umidi. Servite le nostre ricette a temperatura ambiente. Ingredienti Composizione: Carni e derivati (45%, di cui 12% pollo) Cereali (di cui riso integrale precotto 4%) Ortaggi (di cui 4% di mix di carote e piselli) Estratti di proteine vegetali Sostanze minerali Sottoprodotti di origine vegetale

EAN: 4008429066733


CESAR Con pollo alla griglia, riso integrale e verdure umido gr. 150