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Prolife – Smart Adult Medium/Large alla Trota e Riso da 12 Kg

Marca: Prolife

Dettagli: Prolife Adult Salmone e Riso è un alimento completo ricco di carne fresca di salmone e riso per il cane adulto a partire da 12 mesi formulato per il mantenimento del cane adulto con un normale livello di attività. La carne fresca di salmone, principale fonte proteica, rende l’alimento leggero e digeribile apportando acidi grassi omega 3, utili per la salute di pelle e manto. La completa e corretta integrazione di vitamine e minerali favorisce il mantenimento del benessere del cane.

EAN: 8015579034709


Prolife – Smart Adult Medium/Large alla Trota e Riso da 12 Kg

CESAR Con pollo alla griglia, riso integrale e verdure umido gr. 150

Marca: Cesar

Caratteristiche:

  • Cesar ha ideato unintera gamma di vaschette Scelta dello Chef per ricambiare tutto lamore che il tuo cane ti dona ogni giorno.

Dettagli: Descrizione prodotto Cesar ha ideato unintera gamma di vaschette Scelta dello Chef per ricambiare tutto lamore che il tuo cane ti dona ogni giorno. I saporiti filetti di pollo cotti alla griglia e accompagnati da riso integrale sono ideali per un pasto completo, equilibrato e leggero, tanto gustosi da soddisfare anche il palato più fino dei nostri piccoli amici. Tutte le vaschette monoporzione Cesar non contengono aromi, coloranti e conservanti artificiali, per garantire sempre il meglio che la natura ha da offrire. Per la salute del tuo cagnolino consigliamo di alternare alimenti umidi ad alimenti secchi, riducendo a metà le quantità di ciascun prodotto. Concedetegli una fase di transizione e regolate le quantità in base al fabbisogno di calorie giornaliere del vostro cane. Non dimenticate di lasciare sempre a disposizione dellacqua fresca anche in caso di nutrizione a base di soli alimenti umidi. Servite le nostre ricette a temperatura ambiente. Ingredienti Composizione: Carni e derivati (45%, di cui 12% pollo) Cereali (di cui riso integrale precotto 4%) Ortaggi (di cui 4% di mix di carote e piselli) Estratti di proteine vegetali Sostanze minerali Sottoprodotti di origine vegetale

EAN: 4008429066733


CESAR Con pollo alla griglia, riso integrale e verdure umido gr. 150

Nuovo colpo alla fiducia di imprese e famiglie europee

AGI – L’aumento dei contagi da Covid e la conseguente stretta delle misure per arginare la seconda ondata del virus continuano a pesare sulla fiducia di consumatori e imprese. E l’assaggio di ripresa avuto a inizio autunno sembra ora allontanarsi.

I dati di oggi sull’Italia riflettono quelli di ieri di Germania e Francia, cui si aggiunge l’indice elaborato dall’Ifo su un’indagine mensile a 9.000 aziende tedesche, con il lapidario e inequivocabile commento del direttore dell’istituto Clemens Fuest: “La seconda ondata di coronavirus ha interrotto la ripresa economica in Germania”. Sulla stessa linea le osservazioni dell’Istat: “Il peggioramento dell’emergenza sanitaria ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori”. 

Italia, cala la fiducia a novembre 

L’Istat stima a novembre una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 101,7 a 98,1) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese, che cade da 92,2 a 82,8 per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato.

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in calo anche se con intensità differenziate. Il clima economico e il clima futuro registrano le flessioni maggiori, passando, rispettivamente, da 87,2 a 79,3 e da 104,0 a 98,8. Il clima personale scende da 106,4 a 104,7 e quello corrente diminuisce da 99,9 a 97,4. 

“Il peggioramento dell’emergenza sanitaria ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori”: è il commento dell’Istat al calo della fiducia in entrambi i comparti a novembre. “Con riferimento alle imprese, l’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, dove si registrano giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico”.

“Per l’industria e il commercio al dettaglio l’effetto è più contenuto. Per quanto attiene ai consumatori, la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso”, aggiunge

Guardando alle imprese, aggiunge l’Istat, il peggioramento della fiducia è diffuso a tutti i settori: l’industria e il commercio al dettaglio registrano cali più contenuti mentre si evidenzia un crollo dell’indice relativo ai servizi di mercato. In particolare, nel settore manifatturiero l’indice scende da 94,7 a 90,2 e nelle costruzioni cala da 142,5 a 136,8.  Nel commercio al dettaglio l’indice diminuisce da 98,9 a 95,2 mentre nei servizi di mercato cade da 87,5 a 74,7.    

Germania, giù la fiducia di imprese e consumatori

La fiducia degli imprenditori tedeschi si è nuovamente indebolita a novembre a causa delle nuove restrizioni contro la seconda ondata di Covid-19, che hanno frenato fortemente la ripresa economica del Paese. L‘indice Ifo, elaborato su un’indagine mensile a 9.000 aziende tedesche, perde 1,8 punti a 90,7 punti in un mese.

“La seconda ondata di coronavirus ha interrotto la ripresa economica in Germania”, sintetizza Clemens Fuest, presidente dell’Ifo. L’indicatore aveva già perso 0,7 punti a ottobre, concludendo un rialzo ininterrotto da aprile.

È di ieri il dato sulla fiducia dei consumatori a dicembre: l’istituto Gfk stima un indicatore a -6,7 punti, in calo di 3,5 punti rispetto a novembre a sua volta rivisto a -3,2 punti dai calcolo dell’istituto indipendente. Gli analisti si aspettavano un arretramento più contenuto a – 5 punti. Solo una notevole riduzione dei contagi e una rimozione delle restrizioni potranno riportare “più ottimismo” commenta una nota dell’istituto.

Francia, fiducia consumatori ai minimi da due anni 

Anche i consumatori francesi sono più pessimisti a novembre. Secondo quanto reso noto dall’Insee, la fiducia a novembre è calata a quota 90, ai minimi dal dicembre del 2018, cioè dalla cosiddetta crisi dei Gilet gialli.  Rispetto a ottobre, l’indice calcolato dall’Insee perde 4 punti e scende a 90, al di sotto dei 94 punti attesi dagli analisti e della media di lungo termine di 100 punti.   

Oggi l’Insee ha rivisto al rialzo il rimbalzo dell’economia francese nel terzo trimestre, con il Pil che mostra un aumento del 18,7% contro il 18,2% stimato in precedenza. Tuttavia la crescita resta “del 3,9% al di sotto del livello del terzo trimestre 2019”, fanno notare dall’Istituto nazionale di statistica, che spiega la nuova lettura alla luce di una rivalutazione dei consumi delle famiglie e degli investimenti nei servizi. 

Agi

L’ Italia rischia una nuova recessione alla fine del 2020. L’allarme di Confindustria

AGI – A fine 2020 l’Italia rischia una seconda recessione a causa della pandemia di coronavirus. È l’allarme lanciato dal Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura Flash.

Le recenti misure restrittive per arginare l’epidemia inducono il Csc a stimare che nel IV trimestre si avrà di nuovo un Pil in calo. L’impatto sull’economia italiana dovrebbe essere contenuto rispetto al crollo nel I e II (-17,8%), dato che molti settori produttivi restano aperti. Ciò avviene subito dopo il forte rimbalzo nel III (+16,1%), che aveva riportato l’attività al -4,5% dai livelli pre-Covid.

 Anche la crescita dell’Eurozona frena. Dopo il rimbalzo del Pil nel III trimestre (+12,6%), si è avuta una frenata a ottobre: il pmi composito è sulla soglia neutrale di 50 e il sentiment è fermo lontano dalla media storica. Ciò – spiega il Csc – è sintesi di dinamiche divergenti: negativa per i servizi, dove è atteso un ulteriore calo di domanda, per le nuove restrizioni; buona per l’industria, che è sostenuta da un ricco portafoglio ordini. In Germania l’impennata della produzione industriale ha alzato di 5 punti l’utilizzo degli impianti. 

L’analisi mette anche in evidenza come il tasso sovrano in Italia sia rimasto basso (0,66% medio il Btp decennale a novembre), “nonostante qualche volatilità”. Anche lo spread sulla Germania ha tenuto, sui bassi valori di ottobre (+1,23%). Una buona notizia rispetto al balzo di marzo, quando l’Italia era percepita come più rischiosa.

Risalita stoppata per l’industria nel iv trimestre

Secondo Confindustria, la produzione già a settembre-ottobre ha visto interrompersi il suo rapido recupero, sui livelli pre-Covid: ciò potrebbe preludere a una nuova, moderata, caduta nel IV trimestre.

Gli indicatori segnalano fino a ottobre una tenuta della domanda interna, dopo il rimbalzo nei mesi estivi. Gli ordini interni dei produttori di beni di consumo sono risaliti a -28,3 (-34,4 nel III trimestre), quelli dei produttori di beni strumentali a -31,4 (da -42,8). La fiducia delle famiglie però diminuisce, con forte calo delle attese sull’economia: ciò alimenta la propensione al risparmio. L’Icc segnala in ottobre un -8,1% annuo dei consumi: i dati peggiori sono per turismo, servizi per il tempo libero, trasporti. 

L’occupazione si è di nuovo appiattita a settembre, dopo la risalita temporanea a luglio-agosto. La disoccupazione sembra ripuntare verso il basso, come a marzo-aprile, per la contrazione della forza lavoro. Il IV trimestre anche per l’occupazione si preannuncia in negativo. 

A settembre, poi, la dinamica del credito alle imprese ha accelerato ulteriormente (+6,8% annuo, da -1,0% a gennaio), per sopperire alla carenza di liquidità. I prestiti con garanzie pubbliche hanno superato i 110 miliardi a novembre (dati Task Force). Per il centro studi di Confindustria ciò peserà sul debito bancario (da 16,5% a 18,9% del passivo) e sugli oneri finanziari, riducendo le risorse per investimenti. 

Peggiorano i servizi, perdite del turismo vicine 70%

Il rischio di una nuova recessione per l’Italia nel IV trimestre riguarda soprattutto i servizi, con il turismo che subirà nuovamente perdite vicine al 70%. Il Pmi nei servizi (Purchasing Managers’ Index) segnala un ulteriore arretramento già in ottobre (46,7 da 48,8), con domanda indebolita dopo il recupero parziale del settore turistico fino ad agosto, a fine anno in vari segmenti le perdite saranno ancora vicine al 70% (stime Federturismo). 

La pandemia minaccia un secondo stop agli scambi

Con la seconda ondata della pandemia di Covid, il Csc prevede un nuovo stop del commercio mondiale a fine 2020. Il recupero del commercio mondiale (-3,5% in agosto su fine 2019) è atteso proseguire qualche mese, ai massimi le spedizioni di container a settembre, sopra 50 gli ordini esteri globali in ottobre (Pmi). Ma con l’aggravarsi dei contagi si rischia il blocco. 

Sul fronte delle esportazioni, Csc rileva che l’export di beni è rimbalzato del 30,3% nel III trimestre (-3,2% dai valori di febbraio), con il recupero che ha riguardato tutti i principali tipi di beni e, con ritmi diversi, i maggiori mercati. Le indicazioni a inizio IV trimestre erano positive: in risalita gli ordini manifatturieri esteri. Tuttavia, sottolinea, le probabilità di una nuova caduta a fine anno sono alte, a causa della pandemia, specie nelle voci legate al turismo. 

Agi

Il lockdown è costato alla Lombardia 35 miliardi. Uno studio

L’analisi dell’osservatorio Covid Analysis, con una elaborazione basata sul peso delle diverse attivita’ economiche usando come fonte l’Istat e rielaborando i dati in base alle proiezioni nei territori italiani sino al livello comunale, ha stimato le perdite economiche della fase uno: la Lombardia arriva a oltre 35 miliardi di mancato fatturato, di cui -16,291 miliardi dell’industria e – 19,430 per i servizi.

Il dato viene stimato anche incrociando il numero di imprese che hanno chiuso nel periodo dal 22 marzo al 27 aprile. Il risultato che emerge, ad esempio, per Brescia e provincia e’ un “conto” da 4,948 miliardi di mancato fatturato, di cui 3,327 nell’industria e 1,621 miliardi del mondo dei servizi. Secondo Covid Analysis nel comparto dell’industria si sono fermate 19445 imprese (8670 sono rimaste attive), per un totale di 136 mila addetti, mentre nei servizi lo stop ha riguardato 38.058 attivita’ produttive (42.034 hanno continuato a lavorare) e oltre 93 mila addetti. Brescia e’ seconda nell’impatto economico del lockdown: conseguenze piu’ critiche si sono avute a Milano (15,737 miliardi di mancato fatturato, di cui ben 11,7 nei servizi), poi seguono Monza (2,9 miliardi di euro), Varese (2,1 miliardi). A Bergamo e provincia si sono persi 3 miliardi e 615 milioni di euro. Como (1,4 miliardi), Mantova (1,2 miliardi), Lecco (1,2 miliardi), Cremona (973 milioni), Pavia (752 milioni), Sondrio (346 milioni) e Lodi (339 milioni) chiudono la classifica lombarda.

Agi

Le banche centrali alla prova della crisi. Cosa c’è in ballo a Jackson Hole

Dal 22 al 24 agosto i banchieri centrali di tutto il mondo si riuniranno a Jackson Hole, nel Wyoming, per il tradizionale appuntamento che da 35 anni serve a fare il punto sul futuro dell’economia mondiale. Fed, Bce, Boe e Boj fin dallo scorso luglio si sono messe il casco da pompiere e si dicono pronte a spegnere l’incendio, quindi a mettere in campo tutte le strategie possibili contro il rallentamento dell’economia globale.

Tra fine luglio e agosto i timori di recessione sono cresciuti, estendendosi a macchia di leopardo in tutto il globo e in Europa. Dalla contrazione del Pil della Germania all’inversione negli Usa della curva dei rendimenti a dieci e due anni, si sono accese molte spie rosse. Il simposio sarà una tappa intermedia in vista dei futuri appuntamenti: i partecipanti saranno ansiosi di ottenere nuovi indizi da Jerome Powell sul pensiero del Fomc in vista della riunione di metà settembre. 

La Bce a settembre riarmerà il bazooka

A fine ottobre Mario Draghi terminerà il suo mandato e lascerà il testimone alla francese Christine Lagarde. A sorpresa il 15 agosto il presidente della Banca di Finlandia, Olli Rehn, uno dei ‘falchi’ del consiglio direttivo della Bce, ha giocato d’anticipo, facendo sapere che l’istituto di Francoforte riprenderà in mano il bazooka fin dalla prossima riunione del 12 settembre, varando un piano di stimoli molto più sostanzioso di quello atteso dai mercati.

Le misure allo studio sono diverse e sicuramente quelle di maggiore impatto sui mercati riguarderanno i nuovi tagli dei tassi di interesse e l’avvio di un Qe2 (potrebbe ammontare a 50 miliardi), cioè un nuovo programma di acquisto titoli, che farebbe seguito al Qe1 ritirato alla fine dello scorso anno. L’altra novità, molto attesa dai mercati, riguarda le modifiche di alcuni limiti del precedente piano di acquisti (il limite del 33%, riferito ai titoli con vita residua da 1 e 30 anni dovrebbe essere alzato intorno al 50%).

Cosa farà la Fed sui tassi?

Lo scorso 31 luglio la Federal Reserve, dopo 10 anni di pausa, ha ripreso a tagliare i tassi Usa, che ora sono tra il 2% e il 2,25%. Sul futuro però Jerome Powell non è stato chiaro: prima afferma che quello deciso a fine luglio “non è l’inizio di una lunga serie di tagli” ma rappresenta “un aggiustamento di metà ciclo economico”. Poi corregge il tiro: “Permettetemi di essere chiaro. Ho detto che non è l’inizio di una lunga serie di tagli dei tassi. Non ho detto che è solo uno o qualcosa del genere”, spiega. Insomma prima chiude e poi apre a più tagli dei tassi Usa, che probabilmente quest’anno saranno altri due. Ma secondo gli esperti l’unica chiave per evitare il peggio è annunciare una tregua tariffaria con la Cina: anche un taglio di altri 50 punti base non sarebbe sufficiente a contrastare una spirale discendente del commercio e del caos valutario, dicono gli economisti. 

La Bank of England taglia le stime

La riunione della Bank of England del 1 agosto ha confermato le attese del mercato, lasciando i tassi fermi allo 0,75%. La Boe ha anche tagliato le stime di crescita: si stima un aumento del Pil dell’1,3% nel 2019 e nel 2020, contro un +1,5% e +1,6% precedente. Da agosto 2018, il costo del denaro nel Regno Unito è stabile. La politica monetaria della Banca d’Inghilterra è strettamente legata allo scenario della Brexit. Nel caso in cui il 31 di ottobre dovesse palesarsi una ‘hard Brexit’ la Boe sarà costretta a intervenire pesantemente a sostegno dell’economia britannica, con un ampliamento del Qe.

La Banca del Giappone rimane ultra-accomodante

Lo scorso 30 luglio la Banca centrale del Giappone ha rinnovato la sua politica monetaria molto accomodante e ha lasciato i tassi d’interesse invariati, nonostante la debolezza dell’inflazione e le tensioni commerciali con gli Usa. La Banca del Giappone non dovrebbe rivedere la sua politica già oggi ultra-accomodante, piuttosto, secondo gli esperti, l’Istituto di Tokyo potrebbe mettere in atto altre opzioni, come riaccelerare gli acquisti di obbligazioni. 

Agi

Tria presenta denuncia alla Procura per la diffusione della bozza della lettera all’Ue

“Lunedì il generale Fabrizio Carrarini, vice-capo di gabinetto del ministro e responsabile della sicurezza cibernetica, depositerà alla Procura della Repubblica in nome e per conto del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, una denuncia per divulgazione di atti secretati e violazione di segreto d’ufficio”: lo si legge in una nota del Mef.

“La decisione – aggiunge la nota – fa seguito alla diffusione a mezzo stampa di una bozza di lettera del ministro in risposta alle richieste di spiegazioni da parte della Commissione europea circa l’evoluzione del debito italiano nel 2018”. 

Agi

Pronta la lettera dell’Ue che porterà alla contestazione della manovra

La lettera con cui la Commissione Ue dovrebbe avviare la consultazione con l'Italia per contestare formalmente la manovra è pronta, anche se non è stata ancora presa una decisione sul giorno in cui inviarla al governo. Secondo quanto si apprende a Bruxelles, un'ipotesi è quella di inviare la lettera già domani o dopodomani, anche se per la concomitanza del Consiglio europeo, la Commissione potrebbe decidere di rinviarla al fine settimana. "Abbiamo ricevuto ieri il quadro programmatico di bilancio dell'Italia, come di molti altri paesi. Lo stiamo valutando", ha detto il vicepresidente della Commissione responsabile dell'euro, Valdis Dombrovskis: "Normalmente se richiediamo informazioni addizionali a uno Stato membro lo facciamo entro una settimana", ha aggiunto.
La lettera è il primo passo formale che potrebbe portare alla bocciatura della manovra. Il Patto di Stabilità e Crescita prevede che la Commissione avvii una "consultazione" nel caso sospetti "un'inosservanza particolarmente grave degli obblighi" europei.

Agi News