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Gli Usa entrano ufficialmente in recessione: -32,9% nel secondo trimestre

L’economia Usa si è contratta del 32,9% congiunturale annualizzato nel secondo trimestre, contro un atteso -34,7% e dopo il -5% dei primi tre mesi. Gli Stati Uniti quindi entrano ufficialmente in recessione nel secondo trimestre.

Il Pil registra una contrazione del 32,9% congiunturale annualizzata, dopo il -5% dei primi tre mesi. Gli analisti si aspettavano una contrazione del 34,7%. Avendo registrato due trimestri consecutivi col segno meno, gli Stati Uniti sono quindi in recessione dal momento in cui sono stati imposti lockdown in tutto il Paese per rallentare la diffusione del coronavirus.

L’economia è prevista in ripresa nel terzo trimestre, anche se la nuova ondata di coronavirus rischia di rallentare parecchio il ritmo della crescita, soprattutto nel confronto annuale. 

Agi

Turismo in crisi: aziende pronte a licenziare, tonfo per le compagnie aeree

AGI – Le imprese del turismo sono al collasso e a settembre prevedono chiusure e licenziamenti. Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, ASTOI Confindustria Viaggi e Fto Confcommercio, lanciano un ultimo SOS e chiedono che il Governo annunci pubblicamente cosa intende fare per evitare la chiusura di agenzie di viaggi e tour operator. In assenza di interventi, gli imprenditori sono pronti ad azioni di protesta.

 “Non c’è più tempo – sostengono le associazioni del settore turismo – A settembre ci sarà la resa dei conti: molte aziende hanno già previsto di chiudere, molte altre lo faranno sicuramente nei mesi successivi. Migliaia di lavoratori e di famiglie verranno messi sul lastrico, andando comunque a gravare sulle casse dello Stato. E ciò rende ancora più incomprensibile i mancati aiuti a questo comparto”. In assenza di coinvolgimento e di aiuti concreti, le associazioni annunciamo che “il turismo organizzato non morirà nel silenzio e non accetterà questo destino senza reagire”.

Per questo, chiedono al Governo di “dare evidenza pubblica di ciò che intende fare per tour operator e agenzie di viaggi, anche con riferimento alle aziende sopra i 5 milioni di fatturato, che non hanno nemmeno beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del DL Rilancio. La pazienza dimostrata fino ad oggi da imprese e lavoratori è stata ormai sostituita da indignazione e sconcerto”. Aidit, Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi e Fto “pretendono risposte urgenti. In difetto, “si renderanno promotrici di una protesta senza precedenti che coinvolgerà tutto il settore”.

 “Quelle che a marzo erano solo previsioni – fanno notare le associazioni del settore turismo – ad inizio agosto sono divenuti dati certi che, nella loro crudezza, confermano decrementi che dovrebbero portare qualsiasi Governo a introdurre con urgenza ogni misura utile. Non si è perso solo il fatturato da marzo ad agosto, è a rischio quello di un intero anno. Le associazioni plaudono al risultato ottenuto dal Governo in Europa sul Recovery Fund, ma ora “si attendono una pronta risposta alle richieste di tour operator e agenzie di viaggi, le uniche aziende ad essere rimaste sino ad oggi senza alcuna forma sostanziale di aiuto”.

“Dopo il decreto ‘Cura Italia’ – prima occasione mancata – la politica – sottolineano le imprese – aveva rassicurato le categorie affermando che il successivo decreto avrebbe previsto misure straordinarie per il turismo. Nel decreto ‘Rilancio, invece, nulla è stato previsto, a parte la ridicola e complessa misura del Bonus Vacanze che, per come è strutturato, non ha raccolto nemmeno il consenso degli albergatori. è stato chiesto di attendere gli emendamenti, ma dopo un intenso scambio di informazioni e dopo l’invio di numerose proposte elaborate dalle categorie, nessuna norma ha dato ossigeno ad un settore tra i più colpiti, che ha zero prospettive di ripresa per il prossimo anno e che, quindi, sta sostanzialmente morendo”.

“E’ davvero impossibile riuscire a capire – prosegue la nota – come il comparto di tour operator, agenzie di viaggi e agenzie di eventi, con un volume d’affari di 20 miliardi di euro e oltre 80 mila dipendenti, sia stato privato di ogni misura di sostegno, nonostante abbia subito una perdita di oltre l’80% del fatturato annuo”. “Molte imprese – vista la stagionalità e le bassissime marginalità di questo tipo di business – oltre all’Italia, programmano mete estere e, su questo fronte, sappiamo che la ripresa sarà lentissima: si stima un ritorno alla normalità, Covid permettendo, a fine 2022. Eppure, non solo non è arrivato un sostegno attraverso lo strumento del fondo perduto, ma sono stati chiusi quasi tutti i corridoi turistici extra Ue e, per i pochi rimasti aperti, è stata prevista la quarantena al rientro per soggiorni superiori a 5 giorni, quando la permanenza minima all’estero per turismo è di 7 notti. In più, non è stato fatto alcun distinguo tra Paesi esteri sostanzialmente ‘covid free ed altri”.

“Ora, da più fonti, si sente parlare di un prossimo decreto dedicato al turismo o di un pacchetto di misure mirate per il settore, a valere sul prossimo scostamento di bilancio. Auspichiamo – concludono – un immediato ed effettivo coinvolgimento delle categorie nell’elaborazione di queste misure e, soprattutto, ci auguriamo che il governo non intenda, per l’ennesima volta, riservare le ‘briciole al settore più colpito per antonomasia. Invitiamo quindi il governo a non mancare anche quest’ultima chance”.

Tonfo delle compagnie aeree

Intanto oggi i titoli delle maggiori compagnie aeree e turistiche europee sono in profondo rosso. I nuovi focolai e le conseguenti restrizioni ai viaggi deprimono il settore che ha già scontato il dramma del lockdown. Ryanair è in calo dell’8% dopo aver annunciato di aver perso 185 milioni nel trimestre aprile-giugno, il peggiore nei suoi 35 anni di vita e prevede di chiudere l’anno fiscale con un calo del 60% dei passeggeri. Il tonfo in borsa riguarda easyJet (-13%), che ha annunciato giorni fa un taglio di 4.500 posti di lavoro, Iag (che controlla British Airways, pronta a ridurre il suo personale di 12 mila unita’) e’ in perdita di oltre l’8%, Lufthansa, arretra del 6%.

Il tour operator anglo-tedesco Tui, che ha sospeso tutti i viaggi nella Spagna continentale almeno fino al 9 agosto, cede più del 13%.
Le nuove misure per frenare la pandemia hanno schiacciato la speranza di un rilancio del turismo ad agosto. Il Regno Unito e la Francia hanno messo in guardia i viaggiatori a frequentare alcune aree della Spagna. Questo perché sono scoppiati nuovi focolai e in particolare in Catalogna i casi di Coronavirus sono triplicati nelle ultime due settimane.

Il governo di Londra ha cosi’ deciso che i britannici che tornano dalle vacanze in Spagna devono stare in isolamento per 14 giorni. Naturalmente anche negli Stati Uniti la situazione delle compagnie aeree è drammatica: American Airlines ha registrato nel secondo trimestre perdite per 2,1 miliardi. Secondo la Iata, le perdite complessive del settore aereo ammontano a 84,3 miliardi di dollari, i voli cancellati a 7,5 milioni e la domanda e’ scesa del 54%. 

 

Agi

Una spiaggia che non c’è più bloccava lo sviluppo del porto industriale di Cagliari

AGI – Sblocca investimenti per oltre 130 milioni di euro nel porto industriale di Cagliari la decisione presa dal Consiglio dei ministri di rigettare l’opposizione del Mibact contro la riedizione dell’autorizzazione paesaggistica del cosiddetto Porto Canale. Il governo ha così superato, dopo 20 anni, la questione del vincolo paesaggistico, posto nel 1967 sulla spiaggia di La Playa (ormai scomparsa), che finora ha impedito nuove opere nell’area, a cominciare da quelle previste per la nascita di un distretto della nautica. Regione e Comune di Cagliari da tempo sollecitavano un intervento del premier, richiamato anche in occasione dell’ultima visita di Giuseppe Conte lo scorso ottobre nel capoluogo sardo.

I progetti di rilancio sbloccati

Secondo le previsioni dell’Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna (Adsp), 95 milioni potranno essere spesi per il banchinamento e la realizzazione del terminal per navi Ro-Ro, lavori per i quali è stato aggiudicato nei giorni scorsi l’incarico per adeguare la progettazione definitiva. Altri 27,5 milioni serviranno per il secondo lotto del distretto della nautica: è in corso l’apertura delle offerte arrivate all’Autorità dopo il bando di gara del 15 giugno scorso.

L’ok del governo pone le basi del rilancio del porto industriale e anche della riconversione di quello storico, congelata nel 2000 da una sentenza del Consiglio di Stato che aveva disposto l’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica. Infine, circa un milione di euro finanzierà opere di mitigazione e compensazione: il parco della chiesa di Sant’Efisio nell’avamporto Est sarà collegato al villaggio dei pescatori di Giorgino con un percorso ciclo-pedonale, la sistemazione a verde e percorsi di accesso all’avamporto, dove saranno individuate aree per attività ricettive e professionali di servizi per la nautica.

Inoltre, sono previsti due percorsi ciclo-pedonali nella diga foranea di levante e in quella dell’avamporto ovest, nuove aree verdi e una fascia di mitigazione della parte occidentale del porto.  L’avamporto Est è destinato a ospitare il distretto della cantieristica navale e al traffico di navi Ro-Ro. In questo modo il molo Sabaudo sarà libero dal traffico commerciale.

Regione Sardegna e Comune contro il Mibact

Nel maggio del 2019 una conferenza di servizi si era pronunciata per la riedizione dell’autorizzazione paesaggistica del Porto Canale e l’Autorità portuale ne aveva preso atto con un decreto entro quello stesso mese. Al provvedimento, però, si era opposto il ministero dei Beni culturali. Ora, quell’opposizione è stata superata dalla decisione adottata ieri dal Consiglio dei ministri. “Il mio auspicio è che tutti i soggetti coinvolti, tutti importanti pezzi dell’amministrazione statale”, dichiara il presidente dell’Adsp, Massimo Deiana, “possano già da oggi collaborare nella più leale sinergia per dare attuazione a progetti che, mai come oggi, sono necessari per il rilancio dell’economia della Sardegna”.

Secondo il presidente della Regione, Christian Solinas, la decisione del governo “pone le basi per il rilancio” del Porto Canale. “La Regione”, ricorda il presidente, “ha piu’ volte sollecitato la rimozione dei vincoli che di fatto sono un ostacolo anche al decollo della Zona franca e della Zona economica speciale del Porto Canale di Cagliari, indispensabile volano per la crescita delle iniziative produttive e degli investimenti in grado di garantire occupazione e benessere”. “Vince la capacità di fare squadra. Finalmente”, commenta il sindaco di Cagliari, Paolo Truzu. “Il governo ha dato una nuova autorizzazione paesaggistica per portare avanti gli interventi infrastrutturali necessari alla riqualificazione dell’area portuale e una serie di lavori bloccati da tempo, respingendo l’opposizione del Mibact”. 

Agi

Con il Recovery l’euro è più forte

AGI – I mercati all’accordo europeo sul Recovery Fund avevano cominciato a crederci e quindi l’avevano già anticipato, da quasi una settimana e cioè da martedì 14 luglio, quando hanno iniziato a far salire l’euro al top da marzo, sopra quota 1,14 dollari. Oggi, alla fine di una maratona di 90 ore, all’annuncio del “deal”, l’euro è schizzato a 1,1470, il nuovo top da 4 mesi, un livello che secondo gli analisti è abbastanza alto, anche se in un range di medio livello, cioè l’euro è un po’ più forte, ma niente a che vedere con i movimenti tra 1,20 e 1,50 dollari di qualche anno fa. Adesso il movimento oscilla tra 1,08 e 1,14 dollari, la situazione è molto più stabile, anche perchè tutte banche centrali stanno stampando moneta, un po’ di più la Fed, ma tutte, inclusa la Bce, hanno scelto la strada del quantitative easing, che di fatto tende a mantenere i cambi valutari abbastanza equilibrati.

L’Eurozona in questa fase è più stabile degli Usa 

Al di là di chi stampa più moneta, comunque, in questa fase, come dimostrano anche i movimenti anticipatori dei mercati, che premiano l’euro c’è, come spiega Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim, “il discorso della percezione del vantaggio relativo dell’Europa. In questo momento, specie ora dopo l’accordo sul Recovery Fund, l’area euro è considerata più sicura degli Stati Uniti. Questo accordo consente di mettere una buona base per supportare l’area euro con piano articolato e di lungo periodo”.

Tutto cio’ va ad aggiungersi ad un’emergenza sanitaria ed economica che in questo momento sfavorisce gli Usa, con la seconda ondata di coronavirus in corso e i nuovi lockdown che li penalizzano, mentre l’Europa sembra procedere molto più spedita verso la fine del tunnel. “Inoltre – nota Cesarano – gli Usa hanno anche le elezioni presidenziali, che rappresentano un altro fattore di incertezza. L’Eurozona offre dunque meno incertezze, più garanzie e per questo gli investitori la premiano”.

Euro forte va bene a usa ma c’è incognita nuovi stimoli 

“Per ora – spiega ancora Cesarano – l’euro forte va bene agli Stati Uniti che hanno bisogno di un po’ di dollaro debole, ma molto dipenderà da come procederà la contrattazione al Congresso per il nuovo round di aiuti Usa, che in questo momento appare un negoziato molto difficile, pieno di incognite e di incertezze.

Se la trattativa procederà spedita e si arriverà a un accordo veloce, Wall Street si rafforzerà e il dollaro s’indebolirà, ma se invece lo scontro al Congresso dovesse prolungarsi per tutto agosto e si lasceranno decadere, senza prolungarli, i sussidi ai senza lavoro, che scadono a fine luglio, allora succederà il contrario: le Borse si innervosiranno e il biglietto verde finirà per apprezzarsi”. In ogni modo, come pronostica Cesarano, “difficilmente si andrà molto oltre quota 1,15. A 1,1470 siamo già nella parte altissima del range”.

Soldi del Recovery fund arriveranno solo nel ii trim. 2021

Dopo il via libera al Recovery Fund da parte dei leader europei l’Europa si è portata avanti col lavoro, ma c’è ancora molto da fare. I Parlamenti dei 27 Paesi dovranno pronunciarsi e poi ogni Stato dovrà, tra settembre e ottobre, presentare il suo Recovery Fund, con le richieste per accedere ai fondi di spesa. Questi piani dovranno poi essere vagliati entro due mesi dalla commissione Ue che dovrà approvarli, ma che non ha l’ultima parola.

I piani dovranno infatti passare all’esame dell’Ecofin, il quale ha un potenziale diritto di veto, cioè puo’ dire no ma solo se ha dietro di sè Paesi che rappresentano il 35% della popolazione europea. In pratica, tutta questa trafila assorbirà per intero il primo trimestre del 2021 e, se tutto filerà liscio, i soldi cominceranno ad arrivare e potranno essere spesi solo a partire dal secondo trimestre dell’anno prossimo. 

Agi

Neanche Covid ferma il boom immobiliare in Cina

Neanche la pandemia da coronavirus è riuscita a fermare il boom immobiliare cinese, la più grande bolla speculativa mondiale, che il Wall Street Journal stima in 52 mila miliardi di dollari. Dopo una breve pausa durante il lockdown a febbraio, il boom immobiliare cinese in alcune megalopoli, che molti ritenevano insostenibile, ha ripreso la sua inarrestabile ascesa, con i prezzi che volano e gli investitori che continuano a correre dietro alle offerte, nonostante i milioni di posti di lavoro persi e gli altri problemi economici, a partire dalla ripresa rallentata, che affliggono l’economia cinese.

Perché i cinesi rincorrono il ‘mattone’?

A marzo, nota il Wsj, 288 appartamenti in un nuovo complesso immobiliare di Shenzhen sono stati venduti online in meno di otto minuti. Pochi giorni dopo, gli acquirenti inseguito più di 400 unità offerte in un nuovo complesso residenziale a Suzhou. A Shanghai, le vendite di appartamenti si sono avvicinate ad un nuovo livello record ad aprile e a Shanzhen circa 9.000 persone hanno lasciato un deposito di un milione di yuan (141.300 dollari) per mettersi in lista per l’acquisto di nuovi appartamenti.  

“Ho avuto a malapena il tempo per il pranzo nei fine settimana di marzo” quando il mercato ha iniziato a riprendersi, ha detto al Wsj Zhao Wenhao, agente con sede a Shanghai presso Lianjia, una delle più grandi società di intermediazione immobiliare cinese. Molti clienti temono che la valuta cinese si deprezzi a causa del rallentamento economico globale, ha spiegato, e questo spinge ancora più denaro nel ‘mattone’, considerato come in ‘paradiso’ degli investimenti.      

Fin dove può arrivare la bolla speculativa

La bolla patrimoniale cinese, dicono molti economisti, ora eclissa quella degli alloggi degli Stati Uniti degli anni 2000. Al culmine del boom immobiliare Usa, circa 900 miliardi di dollari l’anno venivano investiti in immobili residenziali. Nei 12 mesi terminati a giugno, circa 1.400 miliardi di dollari sono stati investiti nel mercato immobiliare residenziale cinese. E il mese scorso in questo comparto i cinesi hanno investito più di qualsiasi altro mese registrato. Il valore totale delle case in Cina, secondo Goldman Sachs, che fa riferimento agli inventari degli sviluppatori, ha raggiunto la cifra stratosferica di 52.000 miliardi di dollari nel 2019, due volte il valore del mercato residenziale degli Stati Uniti e persino più dell’intero mercato obbligazionario degli Stati Uniti. La pausa di mercato del coronavirus non è durata a lungo.

I prezzi delle case urbane in Cina sono aumentati del 4,9% a giugno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli investimenti da inizio anno sono aumentati dell’1,9% nella prima metà dell’anno, nonostante un forte calo delle vendite a febbraio. E giovedì la Cina ha dichiarato che la sua economia è cresciuta del 3,2% nei tre mesi chiusi al 30 giugno, risultando cos’ il primo Paese al mondo a uscire dalla crisi del Covid-19 con un Pil in rialzo. Cina Evergrande, il più grande costruttore di case del Paese, ha aumentato il suo obiettivo di vendita per il 2000 del 23%, dopo le forti vendite di marzo.    

L’altra faccia della medaglia

Tuttavia, la rapida ripresa del mercato immobiliare, non è solo una buona notizia per Pechino, ma rappresenta anche una preoccupazione, visto che il governo centrale ha ripetutamente cercato di impedire ai prezzi immobiliari di sfuggire al controllo. Nel 2017 il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato che “le case sono costruite per essere abitate, non per speculazione”. Ed è diventato un mantra per la politica abitativa del governo. Questi allarmi non hanno però scoraggiato gli investitori, anche perché gli acquirenti hanno capito che il governo non sembra disposto a lasciare cadere il mercato, che rappresenta una ‘gallina dalle uova d’oro’ per gli immobiliaristi ma anche per il fisco e i risparmiatori. 

“La domanda speculativa è in aumento perché tutti vedono le abitazioni come un bene più sicuro del mercato azionario o delle attività all’estero”, commenta Gan Li, professore di economia presso la Texas A&M University. “Pensano che sia garantito. A causa della pandemia, in realtà consumano meno e risparmiano di più. Quindi avranno effettivamente più soldi disponibili per investire. Ciò creerà un problema abitativo ancora più grande”.

Ma la corsa alla seconda casa non si ferma

Nel 2017 circa il 21% delle case della nelle aree urbane cinesi Cina era vacante, una percentuale molto elevata rispetto agli standard internazionali, che equivaleva a 65 milioni di unità vuote, secondo i dati più recenti del China Household Finance Survey. Tra le famiglie che possiedono due proprietà, il tasso di posti vacanti ha raggiunto il 39,4% e tra quelli che ne possedevano tre o più, il 48,2% risulta vuoto.

I rendimenti degli affitti sono inferiori al 2% nelle principali città come Pechino, Shanghai, Shenzhen e Chengdu, meno di quanto si possa fare acquistando titoli di stato cinesi. Tuttavia, Shannon Bi, un’insegnante di inglese di 42 anni, ha affermato che la pandemia l’ha spinta a investire in una seconda casa a Shenzhen prima del previsto, perché si preoccupa dell’inflazione. “Devi investire il denaro da qualche parte, o si deprezzerà solo”, ha spiegato. Insomma, il boom immobiliare cinese ha preso vigore dalla pandemia e non accenna a diminuire, alimentando la bolla speculativa.
 

Agi

L’Italia è in deflazione, esplode il debito. In calo le entrate tributarie

AGI – A maggio il debito pubblico vola a 2.507,6 miliardi: si tratta di un aumento di 40,5 miliardi rispetto ad aprile quando fu pari a 2.467 miliardi. Rispetto a maggio 2019, si tratta di un aumento di 175,7 miliardi. Sono questi i dati di Bankitalia.

L’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (25,0 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (14,5 miliardi, a 61,4); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione del tasso di cambio hanno nel complesso aumentato il debito di ulteriori 1,0 miliardi.

L’Istat conferma poi la deflazione nel mese di giugno, quando i prezzi sono scesi dello 0,2% su base annua mentre su base mensile, cioè rispetto a maggio, si è registrato il +0,1%. “La flessione dei prezzi al consumo su base annua, registrata per il secondo mese consecutivo, continua ad essere il prodotto di spinte contrapposte: quelle deflazionistiche provenienti dai prezzi dei beni energetici e quelle al rialzo dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona. L’inflazione di fondo, seppur in lieve rallentamento, si conferma quindi positiva (+0,7%)”, commenta l’Istat.

A determinare l’inflazione negativa per il secondo mese consecutivo, infatti, sono i prezzi dei beni energetici (-12,1%), che sia nella componente regolamentata (-14,1%) sia in quella non regolamentata (-11,2%) confermano flessioni molto ampie. I prezzi dei beni alimentari continuano invece a crescere (+2,3%), con un’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% di maggio a +4,1%) e un lieve rallentamento dei prezzi degli Alimentari lavorati (da +1,7% a +1,2%). A registrare tassi di crescita sopra il punto percentuale sono anche i prezzi dei tabacchi (+3,0%) e dei Servizi vari (+1,4%) che contrastano, insieme a quelli dei beni alimentari, le spinte deflazionistiche dei beni energetici.

Il ‘volo’ del “carrello della spesa” sta determinando un aggravio di spesa da +189 euro annui per una famiglia con due figli, fferma il Codacons, commentando i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat. “La deflazione è a tutti gli effetti una illusione ottica determinata dall’andamento dei beni energetici, perché in realtà gli acquisti più frequenti delle famiglie subiscono un sensibile rincaro dei listini – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il carrello della spesa al +2,1% si traduce in un maggiore esborso per i soli acquisti di tutti i giorni pari a +189 euro su base annua, e ad incidere sulle tasche dei consumatori e’ soprattutto la voce alimentari, che a giugno cresce del +2,3%: tradotto in soldoni, per mangiare una famiglia con due figli spende oggi 172 euro in piu’ rispetto allo scorso anno (+128 euro la famiglia “tipo”)”.

“Il dato sulla deflazione non deve trarre in inganno, perché con la ripresa delle attività commerciali i consumatori stanno facendo i conti con una serie di rincari che riguardano i prodotti di maggior consumo e più frequentemente acquistati, quelli cioè che incidono maggiormente sui bilanci familiari” – conclude Rienzi.

 

Agi

Martedì si decide sulla revoca ad Aspi. Mion: “Dall’azienda proposta seria ma non sono ottimista” 

AGI – Autostrade per l’Italia ha mandato la sua proposta al governo che avrà tre giorni per analizzarla nel dettaglio e poi, martedì prossimo, prendere una decisione definitiva in Consiglio dei ministri. L’offerta è arrivata sul tavolo del governo che, dalle prime indicazioni, la considera “decisamente migliore” rispetto a quella inviata a inizio giugno.

Il premier Giuseppe Conte nei giorni scorsi aveva chiesto “una proposta vantaggiosa” per lo Stato e da quello che filtra dai primi approfondimenti pare che questa sia arrivata. Complessivamente la proposta di Aspi vale 11 miliardi (3,4 miliardi piu’ 7,5 miliardi di investimenti da piano).

Il governo punta a un taglio di almeno il 5% delle tariffe, a indennizzi a Genova, a maggiori controlli sulla rete, a un’accelerazione sugli investimenti, a una manutenzione straordinaria. A inizio mese Aspi aveva offerto 2,8 miliardi di euro. Ora la cifra dovrebbe essere quella chiesta dall’esecutivo di 3,4 miliardi.

C’è poi la questione della governance di Autostrade per l’Italia. Il governo in più di un’occasione ha chiesto ai Benetton di fare un passo indietro sul controllo della società (oggi Atlantia ha l’88% di Autostrade). Sembra che la holding sia disposta a scendere sotto il 50% non piu’ attraverso una cessione tout court della quota ma con un aumento di capitale pari a circa 3 miliardi di euro per fare entrare nell’azionariato delle “nuove” Autostrade, Cdp, F2i, Poste Vita e alcune casse previdenziali. Le risorse fresche permetterebbero inoltre alla società di fare quegli investimenti necessari ad ammodernare la rete. In questo modo, inoltre Atlantia non sarebbe costretta a vendere “sotto prezzo” Aspi che, a causa del decreto Milleproroghe, ha visto il proprio valore precipitare a causa del taglio dell’indennizzo da corrispondere in caso di revoca della concessione da 23 miliardi a 7.

La misura approvata a gennaio dal Governo – unita al debito di 10 miliardi di Aspi – ha rappresentato un notevole vulnus sia per la riduzione dell’indennizzo ma anche perche’, di fatto, ha reso impossibile il finanziamento sul mercato a causa dei downgrade delle agenzie di rating.

Se tutte le caselle andranno al loro posto e se il Cdm martedì darà il via libera all’accordo il passo successivo sarà quello della messa a punto della governance della nuova società. In caso contrario la revoca sarà l’unica strada percorribile. 

Mion: “Proposta seria”

Da parte di Autostrade per l’Italia e Atlantia è arrivata al governo “una proposta seria” per chiudere la partita legata al futuro della concessione di Aspi, ma “non sono ottimista”. A dirlo all’AGI è Gianni Mion, presidente di Edizione, la holding della famiglia Benetton che è il primo azionista di Atlantia. I due gruppi, ha tenuto a sottolineare il manager, “hanno fatto un grande sforzo, anche professionale”; ora “non resta che aspettare”.

Barbara Lezzi: “Benetton fuori”

Per la senatrice M5s Barbara Lezzi il governo deve rifiutare la proposta di Aspi ed è “doveroso” che sia resa nota la posizione che prenderà ciascun ministro in Cdm martedì. “È stato molto chiaro il presidente Conte l’altro giorno quando ha parlato di Autostrade per l’Italia: ‘O arriva una proposta irrinunciabile da Aspi nelle prossime ore oppure il governo procedera’ con la revoca della concessione sulla rete autostradale'”, premette l’ex ministro per il Sud, in un lungo post su Facebook.

“La proposta è arrivata e prevede una diminuzione della partecipazione dei Benetton nella società e qualche promessa su investimenti e calo dei pedaggi”, continua Lezzi. “È una proposta alla quale il governo deve rinunciare per i motivi arcinoti che hanno causato il crollo del Ponte Morandi e la morte di 43 persone ma anche per comportamenti successivi alla strage”. In primo luogo, elenca, “i Benetton hanno presentato un esposto perché sono stati esclusi dalla ricostruzione del Ponte. In attesa della sentenza, hanno sempre e solo alzato la posta. Solo quando la Consulta ha sentenziato a favore di quella scelta di esclusione, hanno abbassato le penne”.

Della Vedova: “No a nazionalizzazioni”

“Conte orientato alla nazionalizzazione di Autostrade. Avrà un progetto industriale: piu’ efficienza nella gestione e risparmi per i contribuenti? No: la solita paura del populismo M5S che chiede vendetta e minaccia la crisi. Si nazionalizza ideologicamente, cosi’, alla venezuelana”. Lo scrive su Twitter il segretario di Piu’ Europa, Benedetto Della Vedova.

Boschi: “Revoca può danneggiare interesse dei cittadini”

“Stiamo cercando di portare un po’ di buonsenso e di ragionevolezza nelle discussioni dentro il Governo sulle concessioni autostradali, come su mille altri argomenti. Noi crediamo che si debba guardare anzitutto all’interesse dei cittadini. Chi ha sbagliato deve pagare e sono i tribunali a doverlo stabilire. Noi dobbiamo garantire ai cittadini che i servizi siano di qualità, quindi garantire che sulle reti autostradali ci sia manutenzione, ci siano investimenti e salvaguardare i posti di lavoro”. Lo ha detto Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera nella giornata di sabato.

 

Agi

Il gasdotto Tap è pronto 

AGI – A quattro anni dai primi lavori (maggio 2016) con i sondaggi del terreno, il gasdotto Tap (sigla di Trans Adriatic Pipeline) marcia veloce verso la messa in esercizio. Si avvicinano due date importanti: ad agosto, con l’immissione del gas nella rete italiana che comprende Mar Adriatico, confine Albania, e Salento (con approdo a Melendugno), e ottobre, con la consegna del gas ai clienti che hanno sottoscritto i contratti di fornitura.

Tutto sembrava remare contro verso quest’opera definita strategica, sostenuta dall’Unione Europea, discussa e ratificata in tre Parlamenti nazionali (Grecia, Albania e Italia) e finanziata dalla Banca Europea degli investimenti: le proteste in Puglia, il Comune di Melendugno e la Regione, nettamente contrari per motivi ambientali, l’assedio, sfociato anche in violenze, dei No Tap.

E ancora: i tentativi di spostare il punto di approdo dalla costa di Melendugno all’area industriale di Brindisi, perché meno bella paesaggisticamente, la pioggia di ricorsi tra Tar e Consiglio di Stato, la temuta violazione della direttiva Seveso, la zona rossa disposta dal prefetto di Lecce per blindare l’area lavori, il grande dispiegamento delle forze di polizia. E inoltre: le indagini della magistratura, la guerra degli ulivi, visto che quelli che erano sul tracciato dell’opera, è stato necessario espiantarli temporaneamente.

Non è mancata neppure la tempesta politica. Con l’M5s che avrebbe voluto far “saltare” Tap perché lo aveva promesso nella campagna elettorale del 2018, ma poi, a fronte di un’opera già “incardinata” e approvata da trattati internazionali, i pentastellati hanno dovuto fermarsi. Anche perché il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, hanno spinto per realizzare il gasdotto e Costa ha rilevato che nessuna irregolarità è stata commessa nella procedura di autorizzazione. Uno scenario complicatissimo. Poteva saltare tutto. O slittare a chissà quando.

E invece, dicono ad AGI da Tap Italia, “nei tempi ci siamo stati, nonostante tutto. Avevamo fissato come data conclusiva il quarto trimestre 2020 in modo da cominciare le consegne ad ottobre, e sostanzialmente ci siamo”.

Nemmeno il Covid ha fermato i lavori del gasdotto. Ci sono stati sì rallentamenti, ma non un vero e proprio blocco. Le caratteristiche dell’operaTrans Adriatic Pipeline parte in prossimità di Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, dove si collega al Trans Anatolian Pipeline (Tanap). Prosegue quindi sulla terra ferma attraversando la Grecia Settentrionale nel suo tratto più lungo, muovendo in direzione ovest attraverso l’Albania fino ad approdare sul litorale del Mar Adriatico in Puglia. Il tratto sottomarino inizia in prossimità della città di Fier e in Albania e attraversa l’Adriatico per connettersi alla rete italiana di trasporto del gas in Salento.

Tap si snoda complessivamente lungo 878 chilometri (di cui 550 chilometri in Grecia, 215 in Albania, 105 nell’Adriatico off store e 8 in Italia). Tocca la massima altitudine a 2100 metri tra i rilievi albanesi e la massima profondità a 810 metri sotto il livello del mare. L’investimento fa capo alle società BP, Snam e Socar ciascuna col 20 per cento, a Fluxys col 19, a Enagas col 16 e ad Axpo col 5. Italiani, belgi, spagnoli e svizzeri sono in partita.

Da Tap Italia confermano ad AGI: “Ad agosto ci sarà l’immissione del gas. Si aspettava la fine di tutti i test di controllo e venerdì scorso hanno aperto i rubinetti. Dalla stazione di compressione ubicata sul confine greco-albanese, il gas è arrivato in Albania, alla città di Fier che dista qualche chilometro dal mare. Il gas è per ora ad una pressione bassa, deve entrare nella stazione di Fier per essere compresso e ricevere un’ultima spinta e da qui immettersi lungo la tratta offshore, quella che, attraversando l’Adriatico, giunge sino alla costa salentina”.

Venendo alla parte italiana, da Tap Italia spiegano che il gas “verrà immesso intorno a Ferragosto sino al Prt, a Melendugno. E se questo sarà già pronto, allora il gas entrerà direttamente, altrimenti si tratterà di aspettare qualche settimana, magari si andrà ai primi di settembre, perché poi ad ottobre devono avviarsi le consegne”.

Agi

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Prezzo

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Valutazioni

4,7 su 5 stelle

4,7 su 5 stelle

4,7 su 5 stelle

4,8 su 5 stelle


Display


Display Super Retina XDR da 6,5 pollici con HDR e True Tone


Display Super Retina XDR da 5,8 pollici con HDR e True Tone


Display Liquid Retina HD da 6,1pollici con True Tone


6,1 Pollici Display Liquid Retina HD


Fotocamera


Tripla fotocamera da 12MP (ultra‑grandangolo, grandangolo, teleobiettivo) con modalità Ritratto, modalità Notte, correzioni automatiche, Smart HDR di nuova generazione e registrazione video 4K fino a 60 fps con gamma dinamica estesa


Tripla fotocamera da 12MP (ultra‑grandangolo, grandangolo, teleobiettivo) con modalità Ritratto, modalità Notte, correzioni automatiche, Smart HDR di nuova generazione e registrazione video 4K fino a 60 fps con gamma dinamica estesa


Doppia fotocamera da 12MP (ultra‑grandangolo, grandangolo) con modalità Ritratto, modalità Notte, correzioni automatiche, Smart HDR di nuova generazione e registrazione video 4K fino a 60 fps con gamma dinamica estesa


Doppia fotocamera da 12MP


Fotocamera anteriore


Fotocamera anteriore TrueDepth da 12MP con modalità Ritratto, Smart HDR, registrazione video 4K fino a 60 fps e video in slow‑motion (1080p) a 120 fps


Fotocamera anteriore TrueDepth da 12MP con modalità Ritratto, Smart HDR, registrazione video 4K fino a 60 fps e video in slow‑motion (1080p) a 120 fps


Fotocamera anteriore TrueDepth da 12MP con modalità Ritratto, Smart HDR, registrazione video 4K fino a 60 fps e video in slow‑motion (1080p) a 120 fps


Fotocamera TrueDepth da 7MP


Face ID o Touch ID


Face ID


Face ID


Face ID


Face ID


Chip


Chip A13 Bionic con Neural Engine di terza generazione


Chip A13 Bionic con Neural Engine di terza generazione


Chip A13 Bionic con Neural Engine di terza generazione


Chip A12 Bionic con Neural Engine di nuova generazione


Resistente all’acqua


Resistente all’acqua a una profondità massima di 4 metri fino a 30 minuti (rating IP68)


Resistente all’acqua a una profondità massima di 4 metri fino a 30 minuti (rating IP68)


Resistente all’acqua a una profondità massima di 2 metri fino a 30 minuti (rating IP68)


4 m Resistente all’acqua (profondità massima di 2 metri fino a 30 minuti)


Batteria e alimentazione


Sì (con i caricabatterie Qi)


Sì (con i caricabatterie Qi)


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Dettagli Tecnici

iPhone 11 Pro Max

 

Display Display Super Retina XDR da 6,5 pollice con HDR e True Tone
Capacità 64GB, 256GB, 512GB
Resistente all’acqua Resistente all’acqua a una profondità massima di 4 metri fino a 30 minuti (rating IP68)
Fotocamera Tripla fotocamera da 12MP (ultra‑grandangolo, grandangolo, teleobiettivo) con modalità Ritratto, modalità Notte, correzioni automatiche, Smart HDR di nuova generazione e registrazione video 4K fino a 60 fps con gamma dinamica estesa
Fotocamera anteriore Fotocamera anteriore TrueDepth da 12MP con modalità Ritratto, Smart HDR, registrazione video 4K fino a 60 fps e video in slow‑motion (1080p) a 120 fps
Batteria e alimentazione Fino a 20 ore di riproduzione video; fino a 12 ore di streaming video
Cosa c’è dentro iPhone, Auricolari EarPods con connettore Lightning, Cavo da Lightning a USB, Alimentatore USB, Documentazione
Altezza 158 mm
Larghezza 77,8 mm
Spessore 8,1 mm
Peso 226 grami
Data di uscita del prodotto 9/20/2019

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  • Resistente alla polvere e all’acqua (2 metri fino a 30 minuti, ip68)
  • Sistema a doppia fotocamera da 12mp (ultra-grandangolo e grandangolo) con modalità notte, modalità ritratto e registrazione video 4k fino a 60 fps
  • Fotocamera anteriore truedepth da 12mp con modalità ritratto, registrazione video 4k e slow‐motion
  • Face id per l’autenticazione sicura e apple pay
  • Chip a13 bionic con neural engine di terza generazione
  • Compatibile con la ricarica veloce
  • Ricarica wireless

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iphone 11 liscio senza pro
senza max senza nulla ma con una
fotocamera in più
lasciando di questo colore viola ciò che
mi piace veramente tanto
ma sì ci sono dei ma pre tutto design
viene ripreso il quadrato delle
fotocamere ma con solo due fotocamere
rispetto alle tre del pro non so mi
sembra più sgraziato o forse anche il
fatto che è uguale ai precedenti del
posteriore come concept ovvero vetro e
mela cromata mentre il nuovo proprio in
questo vetro satinato e con il gioco del
vetro lucido vetro satinato fa dei
contrasti veramente belli da una marcia
in più da un punto di vista estetico ma
anche funzionalmente vero che nello
stesso processore è vero che sulla carta
dovrebbero avere le stesse fotocamere al
netto del 2 per banalmente l’undici
normale mi ha fatto foto peggiori sia
sull’effetto bocche dove secondo me a
due per banche una marcia in più
raggiunto da grandangolare non riesce
comunque a far capire al processore bene
l’effetto di profondità sia per quanto
riguarda strano la batteria che è più
grande ma luis caldi che anche un po di
più del pro insomma a questo giro questo
11 mi ha convinto un po meno di quanto
mi aveva convinto l’anno scorso ten
r o xr insomma chiama troppo come volete
ma adesso andiamo alla recensione
completa del udc
e visto che non è stato l’unboxing
andiamo a vedere cosa c’è in confezione
oltre al telefono tra l’altro devo dire
anche gli altri colori molti cari molto
cari di quest’anno ci sono gli adesivi
con la mela e purtroppo c’è
l’alimentatore quello classico standard
5 watt di potenza non c’è il 18 che
troviamo nel pro anche le cuffie sono
quelle standard
anche qua non c’è l’adattatore per il
jet e quindi per cuffie ormai da tre e
mezzo e c’è il cavo che ovviamente non è
tipo c lightning ma è normalissimo usb
quindi un downgrade rispetto alla
confezione dell’undici normale si tiene
bene in mano 194 g di peso 8,3 mm
spessore ip68 due metri di profondità
rispetto ai 4 metri del del pro e ha
comunque gli altoparlanti stereo
mi piace il giochetto di apple di fare
le cornici un po stesse lo vedete qua
perché secondo me la tecnologia non ho
le mai ps non consente fare la cornice
sotto molto sottile allora furbescamente
e siccome da un po dice design paga
all’occhio le cornici laterali sono
importanti ma sono tutte uguali
comunque dal punto di vista anteriore
nessuna differenza rispetto al pr che
adesso vedo se riesco a fare vedere
sciacqua di fianco esattamente lo stesso
telefono è esattamente lo stesso display
già avete visto una cosa che non mi ha
fatto impazzire si sono già il 20 per
cento ma questo ve lo racconto dopo
ok il gps ok wifi ok 4g nessun tipo di
problema no ve lo racconto subito
batteria allora vado subito nelle
informazioni tra l’altro vi dico che
oggi ha già installato stanotte la 13.1
e non ci sono differenze tratta dice
13.1 sono le 16 è vero che l’ha usato
tanto è vero che ho tanto wale e soffre
gps perché sia con wade sia con marques
oggetto anche un po di maps scalda come
telefono e quindi e quindi consuma ma ha
avuto delle prestazioni di batteria
inferiore rispetto al pro questo è la
giornata di ieri che ho fatto anche la
batteria questa la giornata di oggi fino
ad ora è vero tante ore di schermo ma
c’è stato anche tanto utilizzo diciamo
sala d’attesa perché ho preso un aereo
fatto anche due ore offline e alle 16
sono al 20 per cento di autonomia
residua normalizzando giornata di ieri
giornata di oggi uso è un telefono che
comunque porta a sera ma non da diciamo
un 20 per cento in meno rispetto al
prostrano sarà il display che qua e oled
qua eh no perché la batteria qua è un
figlio più grande 3.110 millian per ora
comunque compatibile con la ricarica
fast quindi ricordato 18 watt ricarica
il 50 per cento di telefono in mezz’ora
ma bisognerà comprare un alimentatore
parallelo e a parte
sì come dicevo scaldi che un pochino qua
dietro quando a usare intensamente il
display un letto prima lo stesso di 11
prodi scusate di xr sempre 126 ppi e
buona un buon ips
ho apprezzato perché c’è la funzionalità
dark mode anche qua anche se non hai
l’oled la vedete
diciamo la società automatica del dark
mode dark mode che entra in automatico
al al tramonto e questa cosa mi piace
perché senza che voi ve ne accorgiate
lui cambia la diciamo la tonalità quando
le luci esterni sono abbastanza una cosa
che mi è piaciuta e siccome su un lcd
non cambia il consumo energetico se noi
mettiamo la dark mode rispetto alla
modalità chiara come stato così questo
automatismo in modo da verificare
funzionamento mi è piaciuta tanto tra
l’altro bellis fondi relativi a questo
undici sono sono dedicati
caratteristiche software anche qua poco
da dire perché sostanzialmente è lo
stesso telefono che ho recensito qualche
giorno fa quindi vi rimando proprio la
recensione dell’undici pro per il
software qua con la 13.1 ho trovato
instagram un pochino più veloce la
solita velocità la solida fluidità la
solito alto funzionamento affidabile con
le applicazioni che girano bene che sono
ben disegnate insomma il solito cloud i
soliti bla bla bla iphone da questo
punto di vista è veramente molto
apprezzato almeno dal sottoscritto e vi
parlo delle chiamate allora chiamo il
190 attivo l’audio e allo stereo anche
come sentite la potenza del vivavoce è
praticamente uguale a quella del pro
anche in voce esce l’audio davanti anche
lo sblocco con il 66 di è praticamente
uguale a quello dell’undici pro gaming
anche qua uguale allora parliamo di
fotocamera l’interfaccia è la stessa con
le stesse possibilità
l’unica cosa che ovviamente non
una cella aggiunge solo la grandangolare
e la normale il fatto che cela
grandangolare porta a poter anche qua a
scattare delle foto e poi in post
produzione decide di magari spostare
leggermente l’inquadratura perché
simultaneamente lui fa una foto con la
normale e con la grandangolare anche qua
il nyse mode che c’è il live foto
ovviamente sono sentito perché non è
buio ma se io faccio così rete si attiva
l’opzione night mode 4 perse 11 16
insomma la stessa la stessa interfaccia
però le foto non mi sembrano le stesse
c’è qualcosina che non mi torna
soprattutto nell’effetto bocche che
bello trovare una persona che mi segue
per interposta persona perché in realtà
mi seguì il suo fidanzato mi ha trovato
in aereo si è fatto un self in quota con
l’effetto ritratto anche qua la
possibilità di andare a fare le
modifiche dell’effetto ritratto il pos
quest’anno non ha effetto ritratto ma
per esempio questa sì allora vedete da
qua possa andare a modificare la gli
effetti di luce luce teatro bianco e
nero luci bianche però quello che non mi
ha convinto non soltanto le funzioni ta
ripeto di rimando recensioni dell’undici
pro quanto l’effetto ritratto secondo me
è molto più finto rispetto all’undici
pro forse la camera grandangolare che in
teoria doveva andare aiutare il telefono
a capire l’effetto profondità non lo fa
benissimo guarda qua sembra che a vedere
un green screen non c’è come sull’iphone
11 provo anche sul tennessee dell’anno
scorso quell’effetto sbuco effetto di
più fotocamera che va a fare facebook e
non proprio un ritaglio né dietro tutto
sfocato e davanti a fuoco
insomma un effetto che non mi ha fatto
impazzire
stiamo parlando di foto molto molto
buone per esempio guardate questa foto
fatta e dove queste batterie rimane
faccio vedere dove l’ho fatta vediamo se
dalla piccolo capitolo beh se mi seguite
su instagram e sono fatte male seguitemi
perché c’è un sacco di chicche sapete
saprete questa è la pizza di franco pepe
mamma mia che pizza buonissima ne ho
mangiato abbiamo fatto degustazione m 67
ma soldi può mezzo chilo di pizza e sono
uscito tranquillamente a dormire perché
l’impasto e lì
stato benissimo è fatto veramente
benissimo questa la mia preferita ma è
veramente fantastico me si chiama non mi
ricordo anche la margherita sbagliata
con il pomodoro messo a pizza già cotta
buonissima gli antipasti tantissima roba
ma soprattutto un grande grazie al
ragazzo porca miseria non mi ricordo no
in realtà non te l’ho chiesto scusa mi
che ci ha accolto all’ingresso anche
questi fritti con dentro parmigiano con
dentro l’olivo queste oliva essiccata
questo è un pesto di basilico tutto
veramente eccezionale ma che ci ha
riservato questo tavolo dove dall’alto è
questo è la foto fatta sul tavolo c’è un
vetro e mezzo al tavolo un buco anche
nel pavimento si vede il forno al piano
di sotto
tavolo veramente tops è andato da franco
pepe è andata in questo tavolo fila alle
11 di sera incredibile siamo arrivati
alle 11 di sera c’era ancora fila fatto
fatto all’interno del di quello che sono
da fare a caserta vedere in anteprima
minuti al 2020 di bticino cioè delle
cose veramente interessanti e pubblicato
tra qualche giorno un video play non
fatto da questo telefono fatto un altro
telefono e poi una grandissima
mozzarella
insomma foto ripeto molto buone molto
buone ma un filo sotto rispetto a quelle
del 11 pro
nonostante i sensori in teoria siano
siano gli stessi invece video
spettacolari video veramente tantissima
roba
ho fatto un unboxing girato da questo
telefono e molti voi non hanno
riconosciuto uno smartphone rispetto
alla fotocamera che uso sempre ok solita
canzone tamarra audio stereo
anche qua molto buono molto buono ma
continuano perdonare la mancanza del
jack per le cuffie ma vabbè tant’è e
qualcuno mi chiedeva youtube come si
visualizza beh sicuramente bene l’angolo
di visuale leggermente inferiore
rispetto al pro perché non è un oled ma
comunque è un buon ips anche as
processore si vede
si vede bene dice va bene l’inter l’anno
scorso un po meno luminoso e la
risoluzione massima supportata è
comunque vedete la full hd 1080p buona
anche la studiosa unicità di questo di
questo telefono così come aiuto sono io
sì va beh come l’undici pro conclusioni
il 64 costa 839 euro il 128 secondo me
molto più senso non avendo la memoria
espandibile comunque 64 gigabyte fate
due vini in 4k e praticamente avete già
finito la memoria a meno che non usiate
cloud e quindi pagate per espandere il
cloud di serie
889 e rispetto al pro questo mi è
sembrato di più il solito iphone
non so sarà il design sarà il fatto che
comunque anche adesso è particolarmente
caldino qua qua dietro ma anche ma anche
davanti mi piace il fatto che scaldi chi
l’autonomia euro sotto al pro non so
sinceramente se non avete un grande
budget che se avete il budget per
prendere il proprio del prof che mi è
piaciuto decisamente di più poi arrivano
anche la prova del dl max ma vi
consiglierei forse leaks s che ok e
fuori produzione ma oggi si trova a poco
di più rispetto a questo iphone 11
spero magari un aggiornamento lo terrò
in cantinetta magari migliora questa
questo aspetto che non mi ha fatto
impazzire soprattutto quello del
riscaldamento della batteria che è un po
sottotono rispetto al pro
e tra qualche giorno tocca al promax che
però aspetto ricondizionato da trend
device sperano che qualcuno glielo venda
presto un saluto da andrea galeazzi
punto com

offerta iphone 11