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Vacanze in Agriturismo vicino al Mare in Toscana

Ambientato da qualche parte tra il caratteristico giallo dei girasoli e l’ombra seria dei campi di grano brillanti, sgombrata da antichi ciottoli romani The Old Aurelia Rd. con le montagne non troppo lontane avendo un posto con il Parco della Maremma, lì, scoprirete il nostro agriturismo “Pian Di Barca”.

L’antica casa colonica risalente al XIX secolo, abbracciata dal fiume Ombrone che attraversa la nostra proprietà, dove un tempo cantina, stanze per l’asciugatura dei vitelli, annessi di silos e i luoghi degli allevatori che un tempo lavoravano lì per i loro proprietari sono stati completamente ristabilito e trasformato in incantevoli stanze e appartamenti per l’occasione, ricordando e riguardando la memoria di ogni materiale recuperato che è stato selezionato e risparmiato con straordinaria considerazione.

Pian di Barca (http://www.piandibarca.com) prende il nome dalla sua posizione chiave, organizzata verso la fine di The Old Aurelia Rd. che, una volta che una nave da guerra che significa “Barca” al momento fuori uso, trasportava voyager, sistemazioni e animali domestici sul fiume Ombrone. Attualmente dopo 50 anni siamo tornati ad essere l’agriturismo più vicino alla nuova estensione che associerà, prima o poi, Principina a Mare al Maremma Park in un paio di minuti.

L’affetto e il rispetto per la nostra proprietà si trovano anche nel nostro desiderio di un altro Olivegrove. Questo ci ha ricompensato con un piccolo gioiello “Cifero”, il nostro Olio Extra Vigin, creato da un assortimento di ulivi ora in via di eliminazione. Un olio da degustazione sensibile con un sapore di una volta.

Nel caso in cui per te l’occasione perfetta per la generalizzazione non sia il conforto delle pensioni, la tranquillità, la natura e l’aroma fragrante dei terreni agricoli sono tutti coordinati con una cucina saporita, la tua “esperienza Toscana” è a Pian di Barca. Vieni a viverci con noi!

La vacanza in agriturismo che stiamo proponendo dipende dallo svolgimento, dalla salute e dalla grande possibilità di provare yoga, pilates e contemplazione tutti offerti nei nostri locali in classi individuali o di piccole riunioni tenute dal nostro istruttore certificato.

Dalla nostra fattoria, punti di intrigo potrebbero essere effettivamente raggiunti come; le barcollanti coste di Principina e Castiglione della Pescaia, Cala Violina e Monte Argentario, curiose città medievali affascinanti come; Scansano, Pitigliano, caldo caldo e docce romane come; Saturnia e Petriolo, destinazioni archeologiche etrusche e romane e incredibile primavera del deserto comune.

Nella regione si possono anche apprezzare vari “SPORT”; equitazione, tennis, golf, gite in nave e kitesurf.

Inoltre diamo un caloroso benvenuto ai vostri cari animali domestici.

Saturnia Vacanze e Hotel – Dormire in hotel Toscana

LA MAREMMA

Superato l’universo comune del Chiantishire, si trova la Maremma, un difficile quartiere balneare che una volta era una nazione croata ma che attualmente è un luogo di rifugio per chi cerca pensioni di lusso e spiagge tranquille. Lee Marshall è la tua guida.

Cosa dimostra la parola “Toscana”? Un esercizio di affiliazione gratuito può lanciare “olive” o “vino”, “Donatello” o “Nuovo lavoro”. È strano creare parole come “lato oceano” o “litorale”. Il che è strano, alla luce del fatto che il locale che ha portato alla luce il Rinascimento e spinto migliaia di effetti collaterali ha 400 miglia di costa. E tenendo presente che una parte dei suoi hotel, ad esempio, l’ombrellone costiero a Viareggio, è attentamente per gli italiani, c’è un pezzo di costa toscana che richiede comunque la nostra considerazione tanto quanto il delizioso esilio aree di gioco, ad esempio, il Chianti o la Garfagana.

La Maremma è il nome dato alla zona costiera del sud della Toscana, praticamente dalla città di Cecina a sud fino alla periferia con il Lazio. Il suo segmento settentrionale, nel territorio di Livorno, è conosciuto come Maremma di cavallo femmina – il mare lato Maremma – per il fatto che i pendii grezzi ricchi di ferro tra Volterra e Massa Marittima schiacciano la stragrande maggioranza della popolazione generale, e il agro-alimentare, nella limitata pianura costiera. La Via Aurelia – la principale via romana della Francia verso la Francia, attualmente una vivace strada principale – taglia questa striscia di cinque miglia in due parti molto più piccole.

Saturnia

La leggenda narra che Saturno, in guerra con l’umanità, lanci una scossa alla terra, facendo sgorgare calda acqua sulfurea. Le sorgenti di Saturnia erano a quel punto conosciute in epoca romana per le loro proprietà di riparazione. Questo centro termale molto frequentato è situato sulle pendici della Maremma nella zona di Grosseto e oggi offre riparazioni calde oltre a una vista comune impareggiabile e affascinanti mete archeologiche.

L’Hotel a Saturnia (per maggiori informazioni visita: www.ciavatta.it), le Cascate del Mulino sono tra la maggioranza di questo, l’immagine della magnificenza senza pretese e la scena enfaticamente fortunata che i Maremmani apprezzano normalmente … o forse per me. La prima occasione in cui ho visitato queste cascate semplicemente fuori dalla città di Saturnia, pensavo di essere finito ed esprimere il paradiso. Al momento sembra una parola d’ordine, ma al momento ha riassunto in modo impeccabile come mi sentivo mentre osservavo le cascate correre in piscine graffiate nel travertino per centinaia di anni per creare una caratteristica spa, dove l’acqua è calda e la vista è fuori dalle parole. Tutto sommato, la parola “caldo” generalmente non fa questa equità idrica. È continuamente a 37 ° C e proviene da una fonte sotterranea contenente zolfo e diversi minerali, che mi è stato detto hanno alleviato malattie minori dalla stagione dei Romani.

Dove passare le vacanze in Toscana vicino alle Terme

Maremma, le Terme di Saturnia, Manciano, l’Argentario, le Città dei Tufi … Nomi di incredibile proposta che l’Agriturismo Poggio Mirabile può sciogliere in modo sorprendente.

Un bellissimo agriturismo vicino alle Terme di Saturnia, situato in una posizione apprezzabile, con un’esposizione che, attraverso le nostre foreste di ulivi, si estende fino all’oceano. Un obiettivo scelto per le persone che necessitano di una sistemazione di base e raffinata, con ogni conforto, in una nuova area.

LUOGO Ideale PER RILASSARSI a Saturnia

Il nostro bisogno è l’adempimento dei nostri clienti, in questo modo facciamo costantemente pacchetti di occasioni non comuni.

I migliori arrangiamenti di Poggio Mirabile: rimane esattamente pensato per permettere alla tua vacanza di andare con la stessa facilità che ci si poteva ragionevolmente aspettare. Apprezza tutte le amministrazioni incluse che portiamo in tavola e scopri la toscana magnificenza della Maremma Toscana.

All’agriturismo di Poggio Mirabile (poggiomirabile.com), ogni stanza ha il suo tema di ombreggiatura, simile a quello delle pietre preziose: Turchese (Turchese), Ematite (Ematite), Acquamarina (Acquamarina), Ambra (Ambra), Ametista (Ametista), Corallo (Corallo) e Perla (perla).

Puoi scegliere tra sette stanze di tre tipi (spazio doppio per abitante singolo, doppio, triplo e quadruplo), tutte con servizi igienici privati. O d’altra parte Madreperla, il nostro condominio per le vacanze con 2 spazi per 6 persone.

Agriturismo Poggio Mirabile è stato portato nel mondo con l’obiettivo di valorizzare una delle zone più affascinanti della Maremma e di tutta la Toscana. Dopo un cauto cambio di terra e lo sviluppo degli uffici di comodo, Poggio Mirabile ha iniziato a invitare i visitatori a giugno 2016.

I nostri obiettivi

offrire il massimo benessere ai nostri visitatori per quanto riguarda il conforto e l’apertura naturali;

per garantire la natura degli spazi interni ed esterni, mantenendo la congruità con la scena;

per caratterizzare la realtà dell’area consolidando la società e le usanze vicine.

Saturnia inizia in Piazza Vittorio Veneto, una piazza brillante, colorata e piena di vita. Il momento migliore per visitarla è mezzogiorno, quando ritorna la quiete e anche gli ultimi neofiti perseguono l’odore dei pomodori stufati per tutta la distanza. Nel nucleo di questa piazza ci sono i segmenti ben utilizzati di un santuario romano. Da come i bambini Saturnini vanno in giro giocando a trovare il clandestino, è difficile credere che queste reliquie abbiano più di 2000 anni. In ogni caso, Saturnia è così attaccata al suo vecchio passato che se in qualche modo ti è capitato di spogliarlo dei suoi artefatti per metterli in una sala espositiva, assomiglierebbe a spogliarlo del suo spirito. In seguito, piuttosto, i viaggiatori hanno l’insolita possibilità di contattare i volti scrupolosamente incisi dei morti romani su pietre funerarie e scorrere le dita sulle epigrafi di Piazza Vittorio Veneto.

Seguendo per mezzo degli Aldobrandeschi fuori dalla piazza, localizzerete un segmento di pietra con un angolo distaccato che sta perdendo la sua lotta contro alcuni vitigni estremamente persistenti. Questa è la principale rovina etrusca sulla metà sinistra di Saturnia, fabbricata a un certo punto dopo il settimo secolo.

Chi si occupa delle traduzioni asseverate?

La necessità di effettuare la traduzione di un documento è scaturita dal valore legale che esso deve avere per rispondere a numerose esigenze, che possono essere personali, professionali, legali ecc. In che modo bisogna agire, ma soprattutto chi potrebbe avere necessità di una traduzione asseverata e a chi è possibile richiedere questo servizio?
Chiariamo subito alcuni passaggi per comprendere cosa è fondamentale sapere a tal proposito. Definiamo, prima di tutto, cosa si intende per asseverazione. Questa attività permette di realizzare
un atto pubblico a tutti gli effetti.
Attraverso l’attività di asseverazione si certifica che la traduzione di un documento corrisponde realmente alla versione originale, infatti la traduzione asseverata viene chiamata anche traduzione giurata, infatti si giura in un Tribunale che il documento sia fedele a quello originale.
Questa attività è fondamentale quando si vuole rendere legalmente valida una documentazione straniera, in modo da renderla spendibile nel territorio italiano, per esempio nel caso delle traduzioni dal fiammingo all’italiano (su pierangelosassi.it trovi interessanti approfondimenti9,
oppure dalla lingua olandese a quella italiana, delle traduzioni dall’italiano al danese, dalla lingua svedese all’italiano e viceversa e queste sono solo alcune delle lingue che spesso in Italia si trovano sul banco delle asseverazioni.
Dunque, chi può occuparsi dell’asseverazione delle traduzioni? Non basta conoscere una lingua, essere madrelingua ed effettuare delle traduzioni asseverate.
Tenendo in considerazione che i documenti scritti in una lingua straniera possono comunque essere tradotti da chiunque, ma per l’asseverazione è fondamentale la presenza di un traduttore, che sia al di fuori degli interessi della persona alla quale appartengono i documenti, per di più la traduzione
non può essere effettuata neanche da un parente o da persone citate nel documento.
Per questo l’intervento di terzi si fa necessario e il traduttore specializzato è la persona che dovrà procedere con tutte le azioni burocratiche e presentarsi personalmente in tribunale, con un documento di identificazione valido, per giurare sull’effettiva veridicità della traduzione, ecco perché si parla di traduzioni giurate.
Una traduzione asseverata segue a un giuramento, un atto solenne, che attesta l’attendibilità del documento, in modo tale che abbia valore legale nell’ambito delle attività burocratiche pubbliche.
L’assunzione ufficiale della responsabilità civile e penale da parte del traduttore madrelingua permette la sottoscrizione del verbale.
Per ricercare un traduttore può essere utile consultare l’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del Tribunale e dal Ruolo Periti ed Esperti della Camera di Commercio, però non è fondamentale che egli sia iscritto a questo uffici.
Vediamo in che modo bisogna procedere. Innanzitutto è necessario consegnare al traduttore esperto il documento ufficiale straniero che dovrà
essere tradotto, è meglio che sia consegnato in forma originale, ma potrebbe bastare anche una copia autentica.
Una volta trasmessa la documentazione opportuna da tradurre, il professionista si occuperà di tutte le procedure burocratiche, quali consegnare il fascicolo direttamente e di persona al tribunale.

Questa documentazione dovrà essere provvista di marca da bollo applicata e solo dopo aver portato a termine i vari passaggi avverrà la riconsegna della traduzione in originale direttamente all’interessato.
Nel caso in cui dovesse verificarsi la necessità di asseverare delle traduzioni effettuate da una lingua straniera all’altra lingua straniera, è necessario prima ottenere una traduzione in lingua italiana, per
quanto concerne tutte le traduzioni asseverate inter-lingua.
Ecco alcuni esempi interessanti Immaginiamo di possedere un documento che è stato originariamente scritto in lingua inglese e abbiamo necessità di presentarli in lingua olandese, il traduttore deve prima occuparsi della
traduzione in italiano e solo successivamente effettuare una traduzione asseverata dall’inglese all’italiano, seguita da una traduzione asseverata dall’italiano a all’olandese.
Mai è possibile effettuare traduzioni giurate da se stessi, perché la legge lo interessa, quindi è necessario che se ne occupi il traduttore, che sostanzialmente è una persona terza alla documentazione.

Un po’ di storia, vari stili e alcuni consigli per utilizzare le spille

Quella che anticamente era chiamata fibula, fu un ornamento utilizzato per unire i drappi romani, fu utilizzato anche come chiusura per le stoffe degli antichi greci, dei popoli germanici e dei Celti, quelle che poi furono chiamate fibbie, oggi sono le spille.
Una spilla è costituita da quattro principali elementi, vediamo quali sono:
 il corpo: è quella parte che solitamente viene decorata e che appare subito visibile a chi osserva, quindi in grado di catturare subito l’attenzione;
 il perno, la molla e la cerniera: questi elementi vanno a costituire il meccanismo della chiusura di questo accessorio. Indipendente da che quest’oggetto sia utilizzato come ornamento o in un senso più pratico, le sue parti sono tutte funzionali per la sua applicazione.
Dalle fibulae antiche alle spille medievali si è avuta l’introduzione di forme sempre più complesse, che hanno visto l’utilizzo di fiori, anelli, figure di animali e di persone, declinate nelle forme più svariate, come piatte, quadrate e lobate.
Negli anni sono state utilizzate anche come strumento identificativo per l’appartenenza a una classe sociale e, infatti, anche in tempi moderni, sono utilizzate per “appartenere” a un gruppo di persone che condividono una stessa passione.
Si pensi alla passione per la musica, a un gruppo politico, alla testimonianza di un movimento, in questi e in altri casi, le spille sono utilizzate per “appartenere”, comunicare e condividere insieme un pensiero o una passione.
Nel corso delle varie epoche storiche le spille sono state rappresentative del loro tempo, soprattutto dal punto di vista stilistico. Si pensi alle elaborate spille dell’età Vittoriana, in stile tipicamente Liberty, Art Decò, caratterizzate dalla presenza di elementi geometrici, figure umane, di animali, floreali o frutta. Alcuni consigli su come indossare una spilla
La spilla dal gusto retrò ricorda l’abbigliamento della nonna, che la indossava per appuntare un foulard o per decorare un abito, per questo motivo sono rimaste nell’ombra per molto tempo. Ma sono tornate in
voga negli ultimi decenni come elemento creativo per rendere originale un capo di abbigliamento. Usata in inverno per unire i lembi di una sciarpa, o per decorarla, applicata in estate sugli abitini di cotone, o sul cappello. Un tocco unico per decorare il bavero della giacca. Dunque le spille continuano
ad avere una lunga vita. Scegliere una spilla sembra facile ma non lo è… ecco di seguito alcuni interessanti suggerimenti e consigli che possono esserti utili. Per un lungo periodo sono state considerate come accessorio vintage e quindi non sono state prese in considerazione per utilizzarle come abbinamento inedito.
Le spille personalizzate (come quelle di Professional Pins) da sempre hanno rappresentato la creatività, sia dal punto di vista estetico, sia da quello della versatilità di essere abbinate. Per questo devono essere
scelte con accuratezza, per poter catalizzare l’attenzione.

Dato che lo scopo è attirare, meglio farlo nel modo giusto… evita di utilizzare una spilla se applicata su una parte del corpo che preferisci non esaltare. Per esempio, se non hai il collo molto sottile meglio evitare di appuntarle vicino al collo, piuttosto scegli di decorare un cappello o una giacca.
Una spilla grande può essere molto affascinante ma attenzione a non contestualizzarla se sembra essere troppo sproporzionata, adotta una spilla in base alla tua statura e alla forma del tuo corpo. Un capo di
abbigliamento troppo semplice può essere arricchito con l’utilizzo di una spilla gioiello.
Attenzione non utilizzare una spilla che metta in evidenza una stoffa scadente. Per il giorno, scegli colori più sfavillanti e vivaci, a differenza di una spilla per la sera.
La spilla è un biglietto da visita, quindi può contenere un messaggio, che indichi i propri contatti, il proprio brand, una passione, un’appartenenza.

Un robot italiano minaccia di mandare a casa migliaia di magazzinieri di Amazon

Un robot al posto del personale per preparare i pacchi di Amazon. Come anticipato da Reuters, il colosso dell’ecommerce ha iniziato ad utilizzare un macchinario prodotto dall’italiana Cmc di Città di Castello, in Umbria, in grado di fare i pacchi da spedire in maniera fino cinque volte più veloce rispetto ad un dipendente: 600-700 un’ora.

Amazon starebbe pensando di installare due di queste macchine in decine di suoi magazzini, licenziando almeno 24 persone in ciascun deposito. Ciò comporterebbe, stima Reuters, oltre 1.300 tagli in 55 centri Usa, con l’obiettivo di recuperare il costo dei robot (pari ad oltre un milione ciascuno) in meno di due anni.

“Forse un titolo diverso sarebbe stato meglio… Amazon sta testando tecnologie che fanno pacchi più piccoli con meno spreco di cartone. E per tutti coloro che temono per la perdita di posti, la nostra principale questione è quella di trovare sufficiente personale in grado di svolgere il lavoro che abbiamo e che stiamo creando”, ha assicurato via Twitter il vice presidente per le operazione del gigante di Seattle, Dave Clark, gettando acqua sui timori dei tagli ma solo dopo aver annunciato l’avvio di un programma di esodo incentivato per i dipendenti della logistica. Amazon offre 10.000 dollari per andare via ai dipendenti che vogliono mettersi in proprio nel settore delle spedizioni.

“Stiamo testando questa nuova tecnologia con l’obiettivo di incrementare la sicurezza, accelerare i tempi di consegna e migliorare l’efficienza di tutta la nostra rete. Abbiamo intenzione di reinvestire quanto risparmiato in nuovi servizi per i clienti, così che possano continuare ad essere creati posti di lavoro”, è stato spiegato da un portavoce di Amazon che ha così confermato il processo di automazione per preparare i pacchi.

Il robot prodotto dall’italiana Cmc si chiama “CartonWrap”. È un sistema di packaging automatico pensato proprio “per rispondere alle esigenze delle società di spedizione”, spiega il gruppo sul suo sito web, come quelle dell’ecommerce, che hanno bisogno di preparare pacchi da spedire di dimensioni diverse.

Gli articoli da imballare vengono posizionati su un nastro trasportatore, scansionati dal robot che li impacchetta. Basta applicare le etichette necessarie e la merce è pronta per partire. “Siamo un team di 200 persone con base a Città di Castello”, “siamo dove serve ai nostri clienti”, dice Cmc che è guidata da Francesco Ponti come Ceo dal 2011.

 

 

 

Articolo modificato alle 7.30 del 14 maggio: in una precedente versione era scritto che il robot sarebbe stato in grado di creare 600 mila pacchi all’ora. In realtà la capacità è di 600 pacchi. Ci scusiamo per l’errore. 

Agi

Per un giornale guadagnare con Internet è possibile. Cosa insegna il caso del Guardian

La crisi dei giornali tradizionali innescata dal boom di Internet e dalla vasta disponibilità di informazione presente in rete porta con sè un gigantesco paradosso. Da una parte non c’è mai stata tanta domanda di informazioni, e quindi di lavoro giornalistico, come oggi. Dall’altra queste informazioni il pubblico è abituato ad averle gratis e, se si trova di fronte a un ‘paywall‘ (ovvero un contenuto online riservato agli abbonati), ha a disposizione parecchie alternative gratuite. La conseguenza è una competizione al ribasso dove il crollo degli utili degli editori si traduce in un taglio del costo del lavoro, il che va a detrimento della qualità dei contenuti disponibili sul web. 

I limiti del ‘paywall’

Trovare un modello di business sostenibile e compatibile con la rivoluzione digitale è da tre o quattro lustri il problema che attanaglia tutti gli editori. Il meccanismo del ‘paywall’ ha rivelato presto i suoi limiti. In primo luogo perché il presupposto è spingere chi non vuole spendere soldi per il cartaceo a investirli per leggere lo stesso articolo su un dispositivo, senza quindi offrire un contenuto originale e pensato su misura per la rete. In secondo luogo perché sono davvero poche le testate così prestigiose e così insostituibili da poter sperare di avere una sufficiente base strutturale di lettori online a pagamento. I primi esempi che vengono in mente sono i grandi quotidiani finanziari, come il Wall Street Journal e il Financial Times, che limitano peraltro al massimo gli articoli consultabili gratuitamente. 

Un caso unico

La notizia è che un giornale che è riuscito a trovare questo modello di business, senza ricorrere al paywall, c’è. È il britannico The Guardian, che ha annunciato di aver chiuso l’anno fiscale 2018-2019 con un utile operativo (ovvero il denaro guadagnato solo con l’attività editoriale, al netto di altre voci come, ad esempio, investimenti finanziari o immobiliari) di 800 mila sterline, dopo vent’anni di bilanci in rosso, con perdite definite “sostanziali”. 

Un risultato che è ancora più sorprendente se si va ad analizzare il bilancio nel dettaglio. Oltre la metà del fatturato, il 55%, viene generato dal sito, un traguardo che solo il Financial Times e pochissime altre testate possono vantare (Il 60% del fatturato del New York Times arriva ancora dal cartaceo). E le entrate pubblicitarie contano solo per l’8% del totale. Come detto, inoltre, i paywall non ci sono: tutta l’edizione online del Guardian è consultabile gratis. E allora? Alla fine di ogni articolo del Guardian trovate questo box.

Un libero invito a donare (con la possibilità di una sottoscrizione fissa e periodica) al quale hanno aderito abbastanza lettori da costituire oggi il 47% del fatturato. Un caso unico. Talmente unico da essere molto difficilmente replicabile. Per più di una ragione. 

Le ragioni di un successo

Prima di tutto, il Guardian è scritto in inglese, oggi lingua universale, e ha un’edizione internazionale distinta da quella britannica e pensata per i lettori residenti fuori dal Regno Unito, che costituiscono circa i due terzi del totale. Un obiettivo al quale Handelsblatt o Yomiuri Shinbun non possono certo aspirare. El Pais e Le Monde, che invece scelgono di offrire in abbonamento una versione digitale del cartaceo, comprensiva di supplementi, potrebbero forse provarci. Lo spagnolo si parla in quasi tutta l’America Latina e il francese in mezza Africa. Ma l’inglese è un’altra cosa.

La questione della barriere linguistiche spiega però solo una piccola parte dell’unicità del caso del Guardian. Ad aver reso, sovente a ragione, l’opinione pubblica diffidente nei confronti della stampa sono gli interessi che muovono i proprietari delle testate, raramente editori puri o privi di simpatie politiche.

Il Guardian, invece, può dirsi indipendente senza il timore di suscitare ironie, può permettersi davvero di affermare che “nessuno revisiona il nostro direttore”. La proprietà è di un trust che dal 1936 ne garantisce l’indipendenza. L’altra storica voce progressista della stampa britannica, The Independent (altro caso interessante: ha chiuso l’edizione cartacea e vive solo con l’online), nell’azionariato ha persino i sauditi

La lezione che vale per tutti

Ciò non vuol dire che The Guardian non abbia una linea politica: nato contiguo ai liberali, è poi diventato una testata di sinistra. Le critiche che i laburisti ricevono dal Guardian sono spesso però ancora più virulente di quelle che giungono dai quotidiani conservatori. Un altro aspetto da non sottovalutare, poi, è che The Guardian ha saputo fare autocritica dopo essere in parte caduto anch’esso, ai tempi dell’elezione di Trump, nel gioco della polarizzazione dove ogni elettore di destra finiva per essere infilato da molte testate liberal nel “cesto dei deplorevoli” di clintoniana memoria e, qualsiasi problema geopolitico sorgesse, era sempre e comunque colpa di Putin

Oggi, invece, anche il nazionalista più acceso difficilmente potrà negare che la serie di articoli sul fenomeno populista pubblicata nei recenti mesi o le inchieste di Tobias Jones dedicate all’estrema destra italiana sono tra i contributi più approfonditi e obiettivi mai pubblicati sull’argomento. Contributi che sono solo un piccolo risvolto di un’altra scommessa vinta.

Viene spesso detto che in rete la soglia d’attenzione è bassissima e che dopo 30 righe quasi tutti gli utenti vengono distratti da altro. Esiste però un altro tipo di lettore, quello che vuole i longform (formato che viene considerato improponibile sul web ed è invece tra i fiori all’occhiello della nuova strategia del Guardian), vuole contenuti che siano davvero di qualità, vuole percepire che dietro quel pezzo ci sia un lavoro strenuo di ricerca, documentazione e revisione, non un copia e incolla distratto e raffazzonato.

In poche parole, il lettore vuole vedere che il giornalista di turno ha lavorato, si è sforzato e lo ha fatto senza le direttive di un padrone. In tal caso, è persino disposto a pagarlo sua sponte. Ed è quest’ultima la lezione del Guardian che vale davvero per tutto il settore. 

@cicciorusso_agi

Agi

Trump ha ordinato l’aumento dei dazi su tutto l’import dalla Cina

Il presidente Donald Trump ha ordinato di alzare le tariffe su praticamente tutti i prodotti importati negli Usa dalla Cina che non sono ancora stati colpiti dalla politica dei dazi. La mossa è stata annunciata a meno di 24 ore dall’aumento delle tariffe dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi importati negli Usa perché non è stato raggiunto un accordo commerciale con Pechino. “Il presidente ha anche ordinato di avviare il processo di aumento delle tariffe essenzialmente su tutte le altre importazioni dalla Cina vengono valutate in circa 300 miliardi”, è stato l’annuncio in una nota del rappresentante al Commercio Usa, Robert Lighthizer.

I dettagli sulle nuove tariffe saranno pubblicati lunedì sul sito del Rappresentante al Commercio Usa, in vista della decisione finale, ha spiegato Lighthizer. Dallo scorso anno, Usa e Cina hanno imposto dazi all’import reciproci per oltre 360 miliardi di dollari, frenando l’export di prodotti a stelle e strisce e con un impatto sulla produzione manifatturiera di entrambi i Paesi. 

Agi

Perché Investire in una IPO – offerta pubblica iniziale

Innanzitutto cos’è un’IPO (offerta pubblica iniziale)? Come funziona l’offerta pubblica iniziale? È importante capire perché le aziende si quotano in Borsa e come è possibile trarre profitti interessanti se si comprende il funzionamento di una IPO.
IPO è un acronimo che in inglese significa Initial Public Offering, che tradotto in italiano vuol dire Offerta Pubblica Iniziale, con essa si definisce quel momento in cui l’azienda decide di quotarsi sul mercato azionario.
Una Offerta Pubblica Iniziale può essere di due tipologie:
OPS, che sta per Offerta Pubblica di Sottoscrizione, momento in cui l’azienda emette nuove azioni sul mercato azionario;
OPV, che sta per Offerta Pubblica di Vendita, che consiste nel momento in cui l’azienda vende alcune delle sue azioni al mercato azionario.
La differenza tra i due tipi di IPO consiste nell’incasso che viene generato dalle azioni per la società.
Per quanto riguarda l’Offerta Pubblica di Sottoscrizione, questa attività comporta un aumento di capitale e flussi di cassa per la società che deve essere quotata in Borsa.
Per quanto riguarda l’Offerta Pubblica di Vendita, questa attività comporta che l’incasso che viene generato non appartiene alla società ma al proprietario, o ai proprietari, e questo avviene perché si verifica un atto di vendita.
Quando viene emessa ina IPO bisogna fare attenzione perché questo può essere un ottimo momento per acquistare le azioni di un’azienda, che ritieni che possa avere successo, in questo caso infatti il prezzo di un’offerta potrebbe essere il più basso di tutta la storia azionaria di un’azienda.
Dunque devi rischiare, essenzialmente, ma meglio non andare oltre i rischi calcolati, quando scegli le offerte. È pur vero che l’unico modo per guadagnare nel trading (Sapienza Finanziaria fornisce interessanti suggerimenti) e correre dei rischi e avere un po’ di fortuna.
Ma attenzione rischiare non vuol dire, rischiare tutto… ma in maniera razionale devi valutare quali sono gli investimenti che vuoi affrontare, non è un gioco d’azzardo, ma devi essere coperto in caso di risultati negativi.
A tal proposito è importante fare attenzione alla valutazione dell’offerta pubblica iniziale (IPO), che la fase più complessa, perché bisogna mettere sulla bilancia il valore dell’impresa e la forchetta di prezzo proposta sul mercato azionario. Per questo motivo vengono attuate varie metodologie di valutazione.
Uno dei metodi più utilizzati è quello reddituale, che effettua una stima dei flussi di cassa futuri e dei redditi operativi. Un altro dei metodi di valutazione è quello patrimoniale, utilizzato in prevalenza per i casi di facile valutazione.
Il metodo di valutazione dei multipli di mercato viene applicato per la comparazione dei multipli di altre società, giù presenti nel mercato azionario e che sono simili a quella presa in analisi, quini viene attuata una valutazione comparativa.
La valutazione non viene fatta solo a valle ma anche a monte, cioè quando si deve decidere il prezzo del titolo da immettere sul mercato, quindi una volta effettuata la valutazione bisogna procedere con l’emissione del Prospetto Informativo, nel quale sono elencati tutti i dettagli dell’offerta, i dati contabili e le prospettive future della società, quindi viene individuata una forchetta di prezzo che sarà utile a stabilire la quotazione del titolo per immetterlo nel mercato azionario e aprire le contrattazioni.
Il giorno in cui viene aperta la contrattazione del titolo il prezzo può salire, per il semplice fatto che il mercato lo reputa basso rispetto al reale valore aziendale, al contrario, potrebbe accadere che il prezzo si diminuisca nonostante sia evidente una grande richiesta, ma queste fluttuazioni saranno normali e possibili fino a quando il mercato non avrà definito il reale valore aziendale.
Le valutazioni sono fondamentali per effettuare azioni proficue, quindi, è vero che “giocare sul sicuro” e sempre puntando su titoli consolidati non permetterà di conoscere il mercato e ottenere rendimenti interessanti, ma è anche vero che la maggiore stabilità favorisce una minore possibilità di incrementare i propri guadagni.

Le novità che Google porterà nelle case (e sugli smartphone)

Doveva essere il giorno del Pixel 3A, lo smartphone economico di Google. Ed è arrivato. Ma nella conferenza I/O a rubare l’occhio sono alcune funzioni che arriveranno presto: accorgimenti sulla privacy (Maps in incognito) e un’assistente digitale che – se le dimostrazioni viste sul palco saranno confermate alla prova pratica – sembra davvero fare un salto notevole.

Pixel 3A, lo smartphone economico

Lo smartphone economico di Google si chiama Pixel 3A. Ed è disponibile sia in versione standard (da 5,6 pollici) che in quella XL (da 6 pollici). Ampiamente anticipato dalle indiscrezioni, il 3A segue la tendenza di questo 2019: i grandi marchi, alle prese con un mercato asfittico, affiancano ai top di gamma dispositivi di fascia media. I nuovi Pixel tagliano parecchio il prezzo rispetto ai fratelli maggiori: 399 euro per il 3A e 479 euro il 3A XL.

La disponibilità è immediata anche in Italia. Il design è quello tipico dei Pixel, con una scocca, a due toni, disponibile in tre colori: nero, bianco e viola tenue. Batteria da 3700 mAh per il 3A XL e da 3000 mAh per il 3A. La promessa è di 30 ore con una singola ricarica e 7 ore con una ricarica rapida da 15 minuti. Salvo le dimensioni, i display sono identici per tecnologia (Oled) e definizione. Uguale è anche la memoria RAM (4GB) e lo spazio di archiviazione (64GB). Google si è molto concentrato sulle fotocamere. Quella principale è da 12 MP e quella frontale da 8 MP. La qualità non sta tanto nell’hardware quanto nei correttivi dell’intelligenza artificiale, che dovrebbe permettere di avere risultati simili ai Pixel 3 anche se a un prezzo più abbordabile.

La nuova famiglia Nest

Alla voce hardware, i Pixel 3A non sono stati la sola novità. Google ha presentato Nest Hub Max, il nuovo smart speaker con display. “Nest” è il marchio che Mountain View ha comprato nel 2014 per 3,2 miliardi di dollari. In questi anni ha sviluppato una gamma di oggetti connessi che va dalle videocamere ai termostati. Adesso diventa l’etichetta di tutti i dispositivi rivolti alla smart home, a sottolineare la continuità dell’ambiente domestico. Nest Hub Max è simile al Google Hub presentato lo scorso anno (che cambia nome in Nest Hub, scende di prezzo a 129 dollari e arriva anche in Italia), ma ha nuove funzioni e un display più grande, da 10 pollici. Costa 249 dollari. Oltre alla voce, il dispositivo risponde anche ad alcuni gesti. Ad esempio basterà alzare la mano e rivolgersi verso lo schermo per fermare la musica. Hub Max si propone anche come dispositivo connesso per tenere d’occhio la casa quando l’utente è altrove (è uno degli effetti del rapporto più stretto con gli altri dispositivi della famiglia Nest). Se invece si vuole disattivare l’obiettivo e silenziare il microfono, Google ha introdotto un interruttore fisico, sul retro.

Sul nuovo smart speaker ci sarà Voice Match (che permette di riconoscere la voce del singolo utente per offrirgli un’esperienza personalizzata) ma anche Face Match: stesso obiettivo (calendario, promemoria e contenuti personalizzati, distinti ad esempio tra moglie e marito) ma attraverso i riconoscimento del volto.

L’intelligenza artificiale naviga al posto tuo

Nel corso delle conferenze tecnologiche gli ululati sono un classico. E, diciamo la verità, si sprecano spesso e volentieri per novità che non rivoluzioneranno certo il mondo. Quando però Google ha offerto una dimostrazione del suo “nuovo” assistente digitale, che arriverà in autunno, gli ululati hanno lasciato spazio a un autentico “oooh” di sorpresa. Effettivamente, il test è stato impressionante. Una manager di Google ha parlato al proprio smartphone con un linguaggio del tutto naturale, dando istruzioni una in fila all’altra, rapidamente, senza anteporre ogni volta il comando di attivazione “Ok Google”. Risultato: Google Assistant rispondeva alle istruzioni saltando da un’applicazione all’altra. In una manciata di secondi, ha scritto un messaggio, fatto un preventivo di viaggio su Lyft, selezionato una foto (la manager ha chiesto di cercare le immagini scattate al parco di Yellowstone che ritraevano un animale) e spedito l’immagine.

Secondo Big G, il nuovo assistente digitale è 10 volte più veloce ed è stato “compresso”, occupando così meno spazio sul telefono nonostante prestazioni superiori. L’altro “oooh” è arrivato per un’altra dimostrazione. Ve lo ricordate Duplex? Nella I/O 2018 era stato la star assoluta: l’intelligenza artificiale, praticamente indistinguibile dalla voce umana, chiamava un ristorante e prenotava un tavolo al posto dell’utente. Adesso sarà sempre più integrato con Google Assistant: Big G porta infatti Duplex sul web. Cosa significa? In sostanza è l’intelligenza artificiale a navigare al posto dell’utente, compilando le pagine con le informazioni richieste. La funzione sarà disponibile entro la fine dell’anno negli Stati Uniti e nel Regno Unito, per noleggiare auto e comprare biglietti del cinema. Se l’utente dice “prenota un’auto per il prossimo viaggio”, Duplex attinge dai dati necessari (contenuti nell’account di Google, Gmail, Chrome e Calendario) e li usa per completare la prenotazione. Un segretario digitale nello smartphone, che sa molto di noi e scrive, sceglie, clicca.

So fast, you might’ve missed it. Running on-device, the next generation Google Assistant makes it easier to multitask across apps—so things like looking up answers, and finding and sharing a photo are faster than ever. #io19 pic.twitter.com/qXwIMbFIz5

— Google (@Google) May 7, 2019

Maps in incognito e privacy

Entro l’anno, Google lancerà la modalità “in incognito” su Maps. Funziona come quella disponibile sui principali browser web: non vengono registrati destinazioni e percorsi. Un’accortezza che arriva dopo le polemiche dei mesi scorsi, legate a una gestione poco trasparente della cronologia delle posizioni. La modalità in incognito arriverà anche su Chrome per mobile e Youtube. Non è solo una questione di riservatezza (sul mio smartphone non resta traccia delle mie destinazioni e dei siti che ho frequentato). Con la modalità in incognito, Google avrà meno dati legati a un account, usati per costruire i suggerimenti delle ricerche (ad esempio la colonna destra dei prossimi video Youtube) ma anche le pubblicità personalizzata che compare in base alla navigazione. Nel corso della conferenza, il ceo di Google Sundar Pichai ha puntato molto sulla privacy, anticipando una nuova sezione dedicata e facilmente raggiungibile: se si sta navigando con il proprio account Google, basterà cliccare sulla foto del profilo per accedervi. La sezione raccoglie le impostazioni in un’unica stanza digitale. L’utente avrà quindi a disposizione alcune opzioni sulla “concessione” dei propri dati e sul tempo limite oltre il quale a Google non è più permesso conservarli.

Android Q: il nuovo sistema operativo

Android Q è la decima versione del sistema operativo. Numero tondo, che Big G ha voluto festeggiare svelando che il robottino verde è attivo su 2,5 miliardi di dispositivi. Come da tradizione, la I/O ha battezzato la versione beta (provvisoria) del prossimo sistema operativo. Oltre a guardare al 5G, è progettato per supportare il potenziale dei dispositivi pieghevoli: renderà più semplice il multitasking (cioè il lavoro con più app aperte) e permetterà di giocare o scrivere “in continuità” se il dispositivo (come il Galaxy Fold) ha due schermi.

In sostanza, se l’utente ha un’app aperta sul display esterno, non ci sarà alcuna interruzione quando deciderà spiegare lo smartphone per passare a quello interno. Una delle novità che più hanno catturato la platea è stata Live Caption, una funzione pensata soprattutto per i non udenti. È un sistema di trascrizione simultanea, che trasforma in lettere qualsiasi video (compresi quelli girati con il proprio telefono), podcast e file multimediali. Funziona anche senza connessione Internet, perché a trascrivere è l’intelligenza artificiale interna allo smartphone. L’intervallo tra voce e parola scritta è praticamente nullo. Android Q avrà una sezione dedicata alla privacy più chiara. E una dedicata alla gestione della geo-localizzazione.

Tra le altre cose, l’utente riceverà una notifica quando un’app in background (attiva, ma non usata in quel momento) sta utilizzando la sua posizione e potrà decidere se continuare o meno a condividerla. Il sistema operativo amplia le funzioni che permettono di controllare il tempo trascorso sul telefono. Ci sarà una modalità “Dark” (con sfondi scuri, per ragioni estetiche ma anche per risparmiare la batteria) e “Focus”: se attivata consente di disabilitare le applicazioni che distraggono. Stai studiando e vuoi evitare Instagram e Facebook ma mantenere attivo Whatsapp? Bastano un paio di mosse, senza silenziare le app una per una né bloccarle tutte. Aumentano le opzioni per i genitori che vogliano imporre vincoli ai figli: su Android Q si potrà impostare un tempo limite per ogni applicazione.

Google, le ricerche si fanno in realtà aumentata

Google interviene sui suoi risultati di ricerca: quando si cercheranno informazioni o termini, sarà disponibile l’opzione “Copertura completa”. È una possibilità già presente su Google News: raccoglie gli articoli in primo piano, i video su quella notizia e la cronologia degli aggiornamenti. Tra i risultati ci saranno anche i podcast e le animazioni in 3D. L’utente sta cercando informazioni sull’apparato scheletrico? Google metterà a disposizione uno scheletro in tre dimensioni, che grazie alla realtà aumentata può essere “posizionato” sulla propria scrivania. Stesso discorso per gli articoli d’abbigliamento: se cerco le scarpe di una marca, avrò a disposizione un’animazione tridimensionale per osservarle da ogni angolazione e – puntando il telefono – vedere come potrebbero calzare ai miei piedi.

L’AI per far parlare chi non può farlo

Questa non è una funzione che vedremo su Android, non subito almeno. Ma il progetto Euphonia, presentato sul palco da Google, è una di quelle applicazioni “buone” dell’intelligenza artificiale. Il riconoscimento vocale, grazie al quale noi parliamo e i dispositivi scrivono o ci rispondono, sta ormai entrando nell’alveo della normalità, facendoci dimenticare che dietro c’è una tecnologia estremamente complessa: un software deve conoscere il significato delle parole, capire modi di dire, comprendere i suoni in lingue e accenti diversi. Il progetto Euphonia prova a fare la stessa cosa, provando però a “tradurre” piccoli cenni, versi, pronunce distorte. Sarebbe un aiuto per chi ha subito un ictus, malati di Sla, sclerosi multipla o Parkinson. In sostanza, l’obiettivo è fare quello che fanno i programmi di trascrizione automatica. Ma partendo da un’altra “materia prima”.

Uno dei casi presentati da Google è quello di Dimitri Kanevsky, un ricercatore di Mountain View: nato in Russia, ha imparato l’inglese dopo essere diventato sordo da bambino. Il suo lessico è impeccabile, la sua pronuncia difficoltosa. Google ha sviluppato un sistema di trascrizione in tempo reale personalizzato. L’intelligenza artificiale conosce la “lingua” di Dimitri e la trasferisce sul display di uno smartphone in inglese corretto. Steve Saling è affetto da Sla e non riesce più a parlare. Euphonia ha tradotto minimi cenni del volto in risposte verbali e suoni (sì, no, esultanza o disappunto) che rendono più immediate le reazioni rispetto alla tastiera che “clicca” con gli occhi. In altri casi di Sla, i ricercatori hanno tradotto dei mugolii in comandi per accedere e spegnere la luce o attivare dispositivi.

Agi