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Quante tasse paga una piccola impresa rispetto a un gigante del web

Se le nostre piccole e medie imprese (Pmi) hanno un carico fiscale complessivo che si attesta al 59,1 per cento dei profitti le multinazionali del web presenti in Italia, o meglio le controllate di questi giganti economici ubicate nel nostro Paese, registrano un tax rate del 33,1 per cento. Lo afferma la Cgia di Mestre, spiegando che entrambi i dati si riferiscono al 2018.

Tra i Paesi dell’Area dell’euro, infatti, i dati della Banca Mondiale ci dicono che solo la Francia (con il 60,7 per cento) registra una pressione fiscale sui profitti delle imprese superiore alla nostra, contro una media dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica pari al 42,8 per cento. Un dato, quest’ultimo, di oltre 16 punti percentuali inferiore al dato medio presente in Italia.

Tornando alla comparazione iniziale, quali sono le ragioni per cui le controllate italiane delle principali multinazionali del web possono beneficiare di un tax rate del 33,1 per cento ? Per il semplice motivo che la metà dell’utile ante imposte è tassato in Paesi a fiscalità agevolata che procura un risparmio fiscale che, nel periodo 2014-2018, ha sfiorato complessivamente i 50 miliardi di euro. Poi oltre ad avere la pressione fiscale sulle imprese tra le più elevate d’Europa, l’Italia è il Paese, assieme al Portogallo, dove pagare le tasse è più difficile.

Sempre dai dati presentati recentemente dalla Banca Mondiale (Doing Business 2020), da noi sono necessari 30 giorni all’anno (pari a 238 ore) per raccogliere tutte le informazioni necessarie per calcolare le imposte dovute; per completare tutte le dichiarazioni dei redditi e per presentarle all’Amministrazione finanziaria; per effettuare il pagamento on line o presso le autorità preposte.

Il coordinatore dell’Uffici studi Paolo Zabeo sottolinea che “è comunque verosimile ritenere che sulle piccole imprese il carico fiscale sia quasi doppio rispetto a quello che grava sui giganti tecnologici presenti in Italia. Un’ingiustizia che grida vendetta, non tanto perché su questi ultimi grava un peso fiscale relativamente contenuto, ma per il fatto che sulle nostre Pmi il peso delle tasse e dei contributi è tra i più elevati d’Europa”.

Agi

La sindrome cinese che fa volare le borse europee

Le Borse europee stanno brindando al nuovo anno. Giornata molto positiva per tutte le piazze finanziarie del Vecchio Continente che, sulla scia dell’entusiasmo proveniente dalla Cina, macinano guadagni. Alla base di tutto c’è la mossa di ieri della Banca centrale cinese che ha deciso di tagliare i requisiti delle riserve per le banche, liberando così circa 114 miliardi di dollari per sostenere il credito e spronare l’economia.

La People Bank of China infatti allenterà il coefficiente di riserva (RRR) dal prossimo 6 gennaio di 50 punti base, riducendo l’ammontare di liquidità che le banche devono detenere. Abbassando tale indice vengono liberate risorse per il credito alle piccole e medie imprese. La banca centrale nel 2019 è già intervenuta tre volte per ridurre il coefficiente e sostenere l’economia cinese che, lo scorso anno, è cresciuta al tasso più lento degli ultimi tre decenni.

L’intervento è stato preso bene dagli investitori che hanno giudicato positivamente anche il dato sull’attivitaà manifatturiera cinese che si conferma in espansione. L’indice Pmi, elaborato da Markit/Caixin, si è attestato a 51,5 punti a dicembre, in leggero calo rispetto ai 51,8 punti di novembre e dai 51,7 di ottobre, ma sopra la soglia dei 50 punti, linea di confine tra fase di contrazione e di espansione. Tutto questo ha dato sprint alle borse con Shanghai che ha segnato un +1,15% e Shenzhen un +2%. In scia Francoforte sale dello 0,68%, Londra dello 0,91%, Madrid dell’1,18%, Parigi dell’1,02%, Milano dell’1,3%. 

Agi

Come sarà il 2020 delle borse europee?

I mercati azionari europei chiudono il 2019 al top da un decennio ma, secondo gli analisti, gli investitori devono stare attenti al prossimo anno. L’economia europea continua a rallentare e mostra segnali contrastanti. I record di Wall Street e l’ormai prossima firma della fase uno dell’accordo tra Cina e Usa stanno trainando i listini europei verso l’alto anche in quest’ultima parte del 2019.

L’indice Stoxx Europe 600, che comprende le azioni del Regno Unito, venerdì guadagnava lo 0,39% e si appresta a chiudere l’anno in rialzo del 23%, mentre il Dax di Francoforte, nonostante il Pil della Germania stia continuamente sull’orlo della recessione, senza però mai esserci entrato, è in crescita del 26% quest’anno, al top da sei anni.

“Per un investitore statunitense – spiega a MarketWatch Andrea Cicione, global strategist di TS Lombard – l’Europa sta recuperando in questo momento, il che è positivo, quindi ci sono opportunitaàa breve termine, ma a lungo termine il trend europeo sarà legato a doppio filo a quello della crescita economica. Pertanto, gli investitori dovranno essere agilmente e pronti a uscire dalla regione il prossimo anno se la ripresa risulterà in calo”. Poi Cicione, con una sorta di post scriptum, avverte: “Non bisogna fare troppo affidamento sui governi europei per allontanare la regione da una crisi nel 2020”.

Uno dei motivi per cui l’analista vede buone opportunità a breve termine è perché la crescita degli utili europei nel 2019è stata peggiore di quella degli Stati Uniti, quindi le aspettative sono basse e le valutazioni sono piu’ ragionevoli. Andrew Milligan, global strategist di Standard Life Investments, guardando al futuro, punta piu’ sulle azioni statunitensi che su quelle europee, poich[, secondo lui, l’Europa rimane un luogo in cui occorre selezionare attentamente le azioni.

Perché ciò cambi, secondo Milligan occorrerebbe che le aziende del settore finanziario funzionassero meglio e servirebbero dei segnali che la Banca centrale europea e le politiche di bilancio nazionali promuovessero maggiormente l’attività economica e che si verificasse un aumento della domanda dei mercati emergenti. “Se vedessimo forti stimoli di bilancio in Europa, che è un segnale che probabilmente vedremo più nel 2021 che nel 2020, saremmo più ottimisti. E lo stesso avverrebbe se arrivasse un maggiore stimolo dalla Cina a sostegno dell’industria automobilistica tedesca”. 

Agi

Dal Milleproroghe al Cantiere Taranto, i dossier economici ancora aperti

Archiviato il capitolo legge di Bilancio, sul tavolo del governo restano ancora diversi dossier economici da chiudere: dal decreto Milleproroghe al ‘Cantiere Taranto’, dalle misure per salvare la Banca popolare di Bari al dl Alitalia. Il più spinoso da ‘smaltire’ è il decreto Milleproroghe. L’approvazione è arrivata ‘salvo intese’, dopo un Consiglio dei ministri fiume e non senza tensioni, il che lascia aperta la possibilità di ulteriori modifiche.

Tra i nodi che vanno sciolti c’è il tema concessioni autostradali. L’inserimento della norma che prevede, in caso di revoca, la gestione temporanea ad Anas di strade e autostrade ha aperto un fronte caldo sia all’interno della stessa maggioranza, sia con società Autostrade, per non parlare delle pressioni delle opposizioni. Il premier Giuseppe Conte ha chiarito che le nuove norme sulle concessioni autostradali non vogliono essere punitive o penalizzanti per i concessionari, ma introdurre un regime più trasparente.

Subito dopo l’Epifania, cominceranno i lavori sul dl Alitalia. La commissione Trasporti della Camera avvierà una serie di audizioni: il 7 gennaio verranno ascoltati, alle 13,45, i rappresentanti di Lufthansa e alle 14,30 il commissario straordinario Giuseppe Leogrande. Alle 16 della stessa giornata sarà la volta del ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli. Ed entro le 19 è fissato il termine per la presentazione degli emendamenti da parte dei gruppi. Il decreto è atteso nell’Aula di Montecitorio il 13 gennaio per la discussione generale, che andrà avanti il giorno successivo. 

Partirà invece dall’8 gennaio l’esame del decreto legge “per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento”, che ha come obiettivo il salvataggio della Banca Popolare di Bari. Quel giorno saranno auditi i sindacati, Federcasse, Invitalia, Mediocredito centrale e i rappresentanti del Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi. Il 9 gennaio sarà la volta di Consob, dei sindaci di Bari e Teramo (Antonio Decaro e Gianguido D’Alberto) e della Banca d’Italia. Il ciclo di audizioni si chiuderà il 10 gennaio con l’intervento del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

La commissione Finanze della Camera ha fissato la scadenza per gli emendamenti a lunedì 13 gennaio alle 11. Gennaio dovrebbe essere anche il mese dell’approvazione del decreto che riguarda il ‘Cantiere Taranto’. A volerlo fortemente è il premier Giuseppe Conte secondo cui Taranto versa in “una più generale situazione emergenziale”, di fronte a cui “reputo necessario aprire un ‘Cantiere Taranto’, all’interno del quale definire un piano strategico, che offra ristoro alla comunità ferita e che, per il rilancio del territorio, ponga in essere tutti gli strumenti utili per attrarre investimenti, favorire l’occupazione e avviare la riconversione ambientale”.

Non solo Ilva, quindi, ma un vero e proprio mix di interventi: si va dalla tutela del lavoro alle misure in favore dell’università e della ricerca, dalla tutela di salute e ambiente al completamento delle infrastrutture, dal rifinanziamento della cassa integrazione alla demolizione delle case abusive nel centro storico di Taranto. 

Agi

Quanto spenderanno gli italiani per il pranzo di Natale

Con l’arrivo delle feste, la tradizione torna protagonista a tavola. Messe in disparte le mode esotiche in cucina, vincono anche quest’anno pranzi e cene casalinghi con prodotti legati al territorio, per una spesa complessiva di 4,8 miliardi di euro tra Natale e Capodanno. Sono le stime di Cia-Agricoltori Italiani, secondo cui oltre due italiani su tre trascorreranno le festività tra le mura domestiche con parenti e amici, preferendo piatti locali nel 75% dei casi.

Anche se le tredicesime restano impegnate soprattutto su scadenze fiscali e risparmi, non si rinuncia alle classiche tavolate natalizie, per le quali si spenderanno fino a 2,8 miliardi, in media 140 euro a famiglia, rileva Cia.

Quasi 2 miliardi, invece, il budget alimentare previsto per allestire il cenone di Capodanno e il pranzo del primo gennaio nelle case. Mentre il 25% degli italiani sceglierà ristoranti, trattorie o agriturismi per attendere l’arrivo del 2020. Rispetto ai menù, vincono le ricette tradizionali e regionali: ragù, bollito, tortellini in brodo, verdure pastellate, abbacchio, cotechino e lenticchie, pandoro e panettone.

E per il cenone della Vigilia, che vedrà al centro il pesce (che registra proprio in questi giorni il consumo piu’ elevato dell’anno, con una spesa prevista di circa 500 milioni) – continua Cia – le famiglie compreranno alici, baccalà, orate, spigole, trote e capitone invece del costoso caviale d’importazione.

Anche in queste feste, poi, spumante e prosecco trionferanno sullo champagne, con il 90% dei brindisi tricolori e oltre 70 milioni di tappi pronti a saltare da qui all’anno nuovo. Menù locali e legati al territorio vinceranno anche negli agriturismi, dove le tradizioni della cucina contadina vengono valorizzate dagli Agrichef Cia.

Secondo l’associazione agrituristica Turismo Verde, queste lunghe festività premieranno la vacanza in campagna (+6%), soprattutto sul fronte della ristorazione. Merito anche dei prezzi competitivi, con la possibilità di pacchetti e offerte last minute.  

Agi

“Sei mesi per salvare Alitalia,  va resa attraente”, dice Patuanelli

Alitalia “perde circa 2 milioni al giorno”, “vorrei sapere cosa si può fare di più rispetto a quanto stiamo facendo”: se lo chiede il ministro dello Sviluppo economico, Stafano Patuanelli, in un’intervista al Messaggero in cui ha sottolineato che “l’obiettivo è chiudere entro metà anno, con la scadenza del mandato al commissario, altrimenti si chiude, non ci saranno altri fondi”. “Per Alitalia questo è davvero l’ultimo intervento dello Stato“, ha assicurato. Dopo che Atlantia ha fatto naufragare il consorzio, ha ricordato l’esponente M5s, “avevo di fronte due strade: la liquidazione della compagnia o avviare una nuova procedura”.

Il ministro ha scelto la seconda e ora, spiega, “coltivo la speranza che si possa arrivare ad una soluzione”. Le condizioni del superamento dell’impasse e trovare una soluzione sono affidate all’avvocato Leogrande, che “dovrà rendere più attraente la compagnia”, ha spiegato il ministro, ammettendo che i margini su cui operare “non sono amplissimi ma qualche cambiamento serio si puo’ ancora fare” perché di fatto “non c’è interesse per la compagnia così come è ora”.

Obiettivi possibili, uno spacchettamento – “che non è lo spezzatino”, precisa Patuanelli, “ma una holding” – e qualche taglio si spesa, dove “anche qui c’e’ spazio”. E “proprio ieri sera – rivela il ministro – ho firmato i bonifici” pari a 400 milioni per garantire la continuita’ aziendale della compagnia: “Problema risolto”, annuncia.

Su ArcelorMittal, continua Patuanelli è stato raggiunto “un preaccordo non vincolante” che “contiene elementi importanti per il proseguimento della trattativa. Non è la vittoria, ma fissa dei paletti. Ovvero la revisione del piano industriale, che porta con sé anche quella del piano ambientale”. “La produzione finale è di 8 milioni di tonnellate di acciaio. Non legate però esclusivamente alla produzione con il ciclo integrale a carbone, ma con tre tipologie diverse: elettrico puro, preridotto e carbone”, ha aggiunto Patuanelli, “così potremo eliminare due terzi di Co2 e garantire la salute e i livelli occupazionali attuali”. Patuanelli ha spiegato che “lo Stato entrerà in ArcelorMittal Italia (Ami), ma definire ora la quota è prematuro”.

Quel che è certo, invece, “è che loro saranno in maggioranza assoluta”. Oggi c’è infatti un contratto di affitto di asset aziendali con impegno all’acquisto nel 2023. “Di fatto anticipiamo questa fase”, spiega il ministro, “Ami acquista da Ilva in amministrazione straordinaria i rami d’azienda e versa 1,8 miliardi: detratte alcune poste, come i canoni già versati (circa 300-400 milioni, ndr), serviranno a pagare i fornitori, gli scivoli e i creditori che sono Cdp, Intesa, Unicredit e Banco Popolare”. E per garantire i livelli occupazionali, assicura Patuanelli, basta aumentare “la produzione di 2 milioni di tonnellate e con l’ingresso dello Stato che si fa carico della transizione dal carbone all’elettrico, salvaguarderemo l’occupazione”. Un obiettivo che sarà raggiunto “fra quattro anni, a fine piano”. “Per questo e’ forse giusto aspettare a far festa”, avverte il ministro.

Agi

Perché Fca e Peugeot sono una coppia perfetta

PSA e Fiat Chrysler sono una coppia perfetta: gli analisti, come rilevò lo scorso mese di ottobre les Echos, sostengono che per entrambe le case automobilistiche il “matrimonio” rappresenta una mossa vincente per collocarsi tra i leader dell’industria automobilistica globale.

Alcuni mesi fa, nella scorsa primavera, a Ginevra in occasione del Motor Show, Carlos Tavares e Mike Manley avevano filtrato anche di fronte alla stampa. Ad ottobre, i rispettivi boss di PSA e Fiat Chrysler hanno entrambi ammesso di essere molto aperti alle partnership – e anche a molto di più. “Puoi sognare di tutto”, aveva detto il pilota della Peugeot. “Studierò ogni proposta che permetta alla Fiat di rafforzarsi”, aveva ribattuto l’uomo che ha preso le redini dell’azienda dopo Sergio Marchionne (che amava molto questo progetto).

I vantaggi di tale unione sono evidenti e già noti: su diversi scaffali della biblioteca del quartier generale di Peugeot, sono stati rinvenuti gli archivi dei banchieri che ne illustravano i benefici. Ma in passato, in diverse occasioni, i negoziati avevano sempre fallito.

I timori di malcontenti o di impasse causa della concorrenza erano stati a lungo troppo forti. E durante l’ultimo tentativo fallito, solo pochi anni fa, il gruppo italiano finalmente si arrese e, racconta sempre il quotidiano francese, “il bel Sergio preferì cadere tra le braccia della General Motors“. Ma poi l’aria è cambiata.

La verità è che con gli enormi investimenti richiesti dall’auto elettrica e autonoma, il calo a sorpresa del gasolio e la fine del ciclo di crescita del mercato mondiale, i gruppi erano da tempo alla ricerca di nuove soluzioni. La pressione finanziaria è tale che Volkswagen e Ford stanno negoziando le linee guida di un ampio partenariato tecnologico. Anche i nemici giurati BMW e Mercedes hanno unito le forze nei servizi di mobilità e di guida autonoma.

Con il ritiro forzato dall’Iran, per Psa si tratta di un passo fondamentale quello di “fare un grande ritorno progressivo negli Stati Uniti”. I francesi e gli italiani diventano appunto il quarto leader mondiale e anche dal punto di vista della geografia industriale inattaccabili, o quasi. Per Fca, le vendite in Europa sono in fase di stallo, ma i marchi Jeep e RAM hanno permesso di ridurre il debito del gruppo.

A PSA, invece si trovano le tecnologie di cui FCA ha disperatamente bisogno per evitare le multe di CO2 a 9 cifre di Bruxelles, un know-how europeo riconosciuto (i margini del gruppo più dei re tedeschi premium del Vecchio Continente).

Dal canto suo, Carlos Tavares, detto il guru della Peugeot, ha già messo a posto i conti dell’azienda. E ha sempre sostenuto che attualmente “non possiamo creare un gigante mondiale in Europa a causa di regole anticoncorrenziali”. Ma con un gruppo più americano che italiano, è un’altra storia. Appunto, d’amore.

Agi

La guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti, tappa per tappa 

Primo accordo tra Usa e Cina sui dazi: scongiurato l’aumento delle tariffe che sarebbero dovute scattare il 15 dicembre. Trump conferma la sospensione dei dazi al 15% su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti made in China, a cui Pechino avrebbe risposto con tariffe su 3.300 prodotti statunitensi. Ecco le principali tappe da marzo del 2018, tra turbolenze e schiarite.

2018 – 8 MARZO: IMPOSTA SU ACCIAIO, ALLUMINIO Il presidente Donald Trump annuncia tariffe del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% sull’alluminio da diversi paesi nel tentativo di ridurre l’enorme deficit commerciale degli Stati Uniti. Nel 2017 il deficit ha raggiunto 566 miliardi di dollari, di cui 375 miliardi di dollari con la Cina, il più grande produttore mondiale di acciaio e alluminio. 

22 MARZO: LA RISPOSTA DELLA CINA Alla vigilia della loro applicazione, Trump sospende le tariffe per diversi paesi ma non per la Cina. Pechino risponde con una lista di 128 prodotti statunitensi su cui si dice che imporra’ dazi doganali del 15-25% se i negoziati con Washington falliranno.

19 MAGGIO: SEGNI DI RICONCILIAZIONE I due paesi annunciano una bozza di accordo in base al quale Pechino accetta di ridurre “significativamente” il suo surplus commerciale. Nelle settimane successive, la Cina compie diversi gesti di conciliazione, riducendo i dazi doganali, eliminando le restrizioni e offrendo di acquistare beni statunitensi extra.

6 LUGLIO: RICOMINCIANO LE TENSIONI Nonostante i segnali distensivi, gli Stati Uniti, riaccendono le tensioni mettendo dazi del 25% su circa 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi tra cui auto, dischi e componenti di aerei. Pechino risponde con tariffe di pari dimensioni e portata, anche su prodotti agricoli, automobili e prodotti navali.

23 AGOSTO: IL RILANCIO DI TRUMP Washington decide l’imposizione di tariffe su altri 16 miliardi di dollari di merci cinesi, esattamente il giorno dopo la ripresa dei negoziati. La Cina risponde con tariffe del 25% su 16 miliardi di dollari di merci americane, tra cui le moto Harley-Davidson, bourbon e il succo d’arancia.

24 SETTEMBRE: DA WASHINGTON ALTRI DAZI La Casa Bianca decide di mettere tariffe del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Pechino impone dazi doganali su 60 miliardi di dollari di merci americane.

1 DICEMBRE: LA TREGUA L’amministrazione Usa sospende per tre mesi l’aumento tariffario dal 10 al 25% che sarebbe dovuto scattare il 1 gennaio su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. La Cina, dal canto suo, accetta di acquistare una quantità “molto consistente” di prodotti statunitensi e sospende per tre mesi, a partire dal 1 gennaio, tariffe aggiuntive per le automobili e i ricambi auto prodotti negli Stati Uniti. Allo stesso tempo permette le importazioni di riso americano.

2019 – 10 MAGGIO: RIPRENDONO LE OSTILITA’, OBIETTIVO HUAWEI Washington pone fine alla tregua, aumentando i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Trump apre un nuovo fronte nella guerra commerciale e il 15 maggio decide di impedire alle aziende americane l’utilizzo di apparecchiature di telecomunicazione straniere ritenute un rischio per la sicurezza. Una mossa contro il gigante cinese Huawei. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti annuncia anche il divieto per le aziende Usa che vendono o trasferiscono tecnologia statunitense a Huawei. Il 20 maggio tuttavia stabilisce una sospensione di 90 giorni del divieto.

29 GIUGNO: NUOVE NEGOZIAZIONI Al G20 di Osaka, Trump e il presidente Xi Jinping stabiliscono un cessate il fuoco. Washington si impegna a non imporre nuove tariffe e Trump dichiara che i negoziati commerciali sono “di nuovo in carreggiata”. I negoziatori americani e cinesi si incontrano a Shanghai il 30 e 31 luglio per colloqui che vengono definiti “costruttivi” e decidono di continuare le discussioni a settembre.

1 AGOSTO: NUOVE SANZIONI AMERICANE Accusando Pechino di non aver rispettato le promesse di acquistare prodotti agricoli Usa e fermare la vendita dell’oppioide fentanil, Trump annuncia tariffe del 10% su altri 300 miliardi in merci cinesi a partire dal 1 settembre. La decisione significa che praticamente tutti i 660 miliardi di dollari di scambi annuali tra le due maggiori economie del mondo saranno soggetti a dazi. Pechino minaccia contromisure.

5 AGOSTO: LA GUERRA VALUTARIA La Cina permette allo yuan di scendere sotto le 7,0 unità rispetto al dollaro per la prima volta in 11 anni. Washington accusa Pechino di manipolare la sua moneta per sostenere le sue esportazioni ma la Banca centrale cinese nega. I media statali cinesi annunciano che Pechino ha sospeso gli acquisti delle esportazioni agricole americane.

1 SETTEMBRE: TARIFFE INCROCIATE Diventano operative nuove tariffe al 15% su prodotti cinesi per un valore di 112 miliardi di dollari. E sempre dal primo settembre partono ‘i controdazi’ di Pechino, che porta dal 5 al 10% i dazi su alcuni prodotti Usa inclusi i semi di soia, le auto e il petrolio, per un giro d’affari di 75 miliardi di dollari. Sul fronte States, le nuove tariffe colpiscono 3.800 prodotti, il 60% dei quali di largo consumo (dai vestiti alle tv a schermo piatto, dagli elettrodomestici alle carni). Dal primo ottobre poi – secondo i piani dell’amministrazione Usa – i dazi del 25% già in vigore su 250 miliardi di merci cinesi (soprattutto prodotti industriali o semilavorati) saliranno al 30%. E dal 15 dicembre gli Usa minacciano di applicare l’aliquota del 15% su altri 160 miliardi di import.

2 SETTEMBRE: IL RICORSO AL WTO La Cina presenta un ricorso al Wto contro gli Stati Uniti per gli ultimi dazi imposti.

12 SETTEMBRE: USA POSTICIPANO DAZI AL 15 OTTOBRE Trump annuncia lo slittamento di due settimane dell’aumento dei dazi sui beni cinesi importanti negli Usa per 250 miliardi di dollari. L’entrata in vigore delle nuove tariffe viene cosi’ posticipate dal primo al 15 ottobre prossimo.

11 OTTOBRE: NUOVA TREGUA E ‘FASE 1’ DELL’INTESA Trump annuncia dopo aver incontrato il vice presidente cinese Liu He, al termine della due giorni di negoziati a Washington: “Siamo arrivati alla fase uno di un accordo sostanzioso”. Congelati gli aumenti tariffari del 5% su 250 miliardi di beni cinesi importati negli Usa che sarebbero altrimenti scattati dal prossimo 15 ottobre. La parziale intesa comprende i servizi finanziari, i prodotti agricoli e progressi sul contenzioso relativo alla proprietà intellettuale. La Cina acconsente all’acquisto di prodotti agricoli statunitensi per 40-50 miliardi di dollari. Affrontato separatamente il nodo Huawei.

26 NOVEMBRE: STRETTA FINALE Usa e Cina sono alla “stretta finale” sul negoziato: “Sta andando molto bene, ma allo stesso tempo vorremmo che andasse altrettanto bene a Hong Kong”, dice Trump, dopo che i principali negoziatori di Washington e Pechino si sono sentiti telefonicamente per dare gli ultimi ritocchi alla Fase 1 dell’accordo.

28 NOVEMBRE: TRUMP FIRMA LEGGE CONTRO HONG KONG Il presidente Usa firma la legge a sostegno dei manifestanti pro democrazia a Hong Kong. Hong Kong esprime “estremo rammarico” e la Cina minaccia “dure contromisure”.

13 DICEMBRE: RAGGIUNTA FASE UNO DELL’INTESA L’accordo sospende l’introduzione di nuove tariffe, sia da parte degli Stati Uniti che della Cina, il 15 dicembre. Trump conferma la sospensione dei dazi al 15% su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti made in China, a cui Pechino avrebbe risposto con tariffe su 3.300 prodotti statunitensi. 

Agi

Dalla plastic tax alle auto aziendali, come è cambiata la manovra

Dalla plastic tax ridotta a 45 centesimi al chilogrammo allo slittamento della sugar tax, dalla marcia indietro sulle auto aziendali all’addizionale Ires per i concessionari, dal bonus per il latte artificiale per le neo-mamme che non possono allattare alle risorse per i Comuni.

Sono alcune delle principali novità del restyling della Manovra approvate dalla commissione Bilancio del Senato nel corso della seduta fiume notturna che va avanti da circa 9 ore. Le votazioni proseguono con l’obiettivo di chiudere l’esame con il mandato al relatore entro le prime ore del mattino per inviare il testo in Aula per la discussione generale.

La maggioranza ha votato compatta sulle correzioni alle micro tasse, frutto dell’intesa raggiunta a Palazzo Chigi la scorsa settimana. E’ arrivato il via libera anche alla norma per finanziare le celebrazioni del centenario della fondazione del Partito comunista, che era stato oggetto di contestazioni e più volte riformulata.

E torna lo sconto in fattura per l’ecobonus (che era stato precedentemente cancellato) ma oltre la soglia di 200.000 euro di importo dei lavori. Si dovrebbe procedere ad un dietrofront anche sulla stretta Imu sulle finte ‘prime case’. L’emendamento dovrebbe essere ritirato. Non entrano in Manovra le modifiche di rilievo come la cedolare secca sugli affitti dei negozi, e le norme per garantire la continuità delle attività dell’Anac.

Resta fuori il decreto Alitalia per il prestito ponte da 400 milioni di euro, già stralciato anche dal decreto fiscale.

Queste le principali modifiche approvate:

PLASTIC TAX  Cambia la plastic tax: l’imposta entra in vigore da luglio, passa da 50 centesimi a 45 centesimi al chilogrammo e interesserà anche il tetrapak. Sono esclusi i prodotti in plastica riciclata e quelli composti da piu’ materiali che abbiano una componente di plastica inferiore al 40%.

SUGAR TAX Slitta al primo ottobre 2020 la sugar tax. L’imposta ha un valore di 10 centesimi al chilo. La correzione sulla contestata tassa sulle bevande zuccherate comporta un minor gettito di 175,3 milioni.

AUTO AZIENDALI Si allenta la stretta sulle auto aziendali che scatterà sui contratti stipulati da luglio 2020 sui veicoli di nuova immatricolazione. Il fringe benefit scende al 25% sulle auto aziendali, i motocicli e i ciclomotori con emissioni CO2 inferiori a 60 g/km ed è al 30% su quelle superiori a 60 g/km ed inferiori a 160 g/km. Per i veicoli con emissioni inquinanti superiori a 160 g/km e inferiori a 190 g/km la percentuale passa al 40% nel 2020 e sale al 50% dal 2021 mentre per tutte le auto superiori a 190 g/km scatta il 50% il prossimo anno e il 60% dal 2021. La revisione della norma sulle auto aziendali determina praticamente un azzeramento del gettito atteso dalla misura.

CLAUSOLE ACCISE Via libera a un nuovo aumento delle clausole di salvaguardia delle accise sui carburanti con un innalzamento del gettito di 303 milioni di euro nel 2021 e di 651 nel 2022. Complessivamente, se la clausola non sarà sterilizzata, si prevedono maggiori entrate per oltre 1,2 miliardi nel 2021 e di poco meno di 1,7 miliardi nel 2022. Le risorse sono destinate a compensare l’alleggerimento della tassa sulla plastica e della sugar tax nonchè la marcia indietro sulle auto aziendali.

ADDIZIONALE IRES SUI CONCESSIONARI Sale del 3,5%, dal 24 al 27,5%, l’aliquota della ‘Robin tax’ con platea ridotta per tre anni ai concessionari autostradali, portuali, aeroportuali e ferroviari. Saranno escluse le concessioni per la produzione e distribuzione dell’energia elettrica, le acque minerali, radio, tv e telecomunicazioni.

TASSA SULLA FORTUNA Aumenta la cosiddetta tassa sulla fortuna. Dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre i 500 euro sale al 20%, con un’entrata prevista di 308 milioni di euro. Sale dal 12% al 20% anche il prelievo sulle new slot sulle vincite sopra i 200 euro, che partirà dal 15 gennaio, e al 65% sul Preu e il payout, cioè la percentuale di somme giocate destinate alle vincite.

SPESE SANITARIE Le spese sanitarie si potranno ancora portare in detrazione al 19% senza vincoli di reddito. Salta quindi la stretta sui bonus fiscali per i redditi alti, prevista dal ddl bilancio, che escludeva solo solo le spese per interessi per mutui ipotecari e le spese sanitarie sostenute per patologie gravi.

SCONTO IN FATTURA Torna lo sconto in fattura per l’ecobonus ma oltre la soglia di importo di 200.000 euro dei lavori. Dopo lo stop alla misura del decreto crescita, viene reintrodotta la possibilità per il soggetto che ha diritto alla detrazione di optare per lo sconto in fattura direttamente dal fornitore che ha effettuato i lavori, con un importo superiore ai 200.000 euro, unicamente per gli interventi di ristrutturazione di primo livello, per le parti comuni degli edifici condominiali.

BONUS LATTE In arrivo per le neo mamme che non possono allattare un bonus fino a un importo massimo annuo di 400 euro e fino al sesto mese di vita del neonato, per l’acquisto di latte artificiale. Istituito un apposito fondo al ministero della Salute dotato di 2 milioni di euro per il 2020 e di 5 milioni a decorrere dal 2021.

REDDITO CITTADINANZA Stop al Reddito di Cittadinanza se chi lo percepisce viene assunto a tempo determinato, ma solo per la durata del contratto di lavoro. Il beneficio quindi non decade più come attualmente previsto ma lo ‘congela’ fino a quando chi lo percepisce torna in possesso dei requisiti indicati dalla legge.

CEDOLARE SECCA PER NEGOZI Salta la proroga della cedolare secca al 21% per gli affitti dei negozi. La norma introdotta lo scorso anno non è stata confermata per il 2020 nonostante siano state presentate diverse proposte di modifica alla manovra, sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Sul tema alcuni emendamenti sono stati bocciati e altri trasformati in ordini del giorno mentre il Pd ha ritirato la sua proposta.

TASSA DOMANDA CITTADINANZA Salta il raddoppio della tassa per la domanda di cittadinanza dei figli degli italiani all’estero da 300 a 600 euro che sarebbe dovuto scattare da febbraio 2020, così come gli aumenti del visto di lungo soggiorno da 116 a 130 euro e l’incremento del 20% per tutti i diritti consolari (pubblicazioni di matrimonio, traduzione in italiano di atti di stato civile, etc..).

DECRETO ALITALIA Il decreto Alitalia non confluirà in manovra e dovrà quindi procedere con un iter diverso.

VERTICI GARANTE PRIVACY E AGCOM Stop alla proroga al 31 gennaio 2020 degli attuali vertici del Garante della Privacy e dell’Agcom. La commissione Bilancio del Senato ha dichiarato inammissibile per estraneità di materia l’emendamento depositato dai relatori.

ANAC Salta la norma che ‘ratificava’ dal punto di vista normativo la nomina di Francesco Merloni a presidente facente funzioni dell’Anac.

CENTENARIO PCI Via libera al finanziamento, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigent, delle celebrazioni del centenario della fondazione del Partito comunista.

CONCORSO CARRIERA DIPLOMATICA La Farnesina potrà bandire, nel 2020, nel 2021 e nel 2022, un concorso pubblico di accesso alla carriera diplomatica. I concorsi potranno riguardare un contingente annuo non superiore a 32 segretari di legazione in prova.

RANDAGISMO Un milione di euro per il 2020 per prevenire il fenomeno del randagismo. Il 60% delle risorse è destinato alle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

QUOTE ROSA  Le quote rosa salgono dal 30 al 40% nei cda delle società quotate.

VIOLENZA DI GENERE In arrivo altri 4 milioni di euro annui nel triennio 2020-2022 al Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per il finanziamento del piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.

TRUFFE ONLINE La Consob potrà chiedere l’inibizione dei siti web che svolgano attività illecite legate al trading finanziario o alla pubblicità.

TOBIN TAX Aumenta l’imposta sulle transazioni per strumenti finanziari derivati, swap, futures e contratti a termine: l’aliquota dello 0,04% viene ora applicata a tutte le transazioni indifferentemente dalla natura dell’attività sottostante che determina la variazione di valore nei contratti per differenza.

DAZI Saranno avviate campagne di promozione strategica per i prodotti agroalimentari sottoposti all’amento dei dazi. La norma si aggiunge alle campagne previste per il contrasto dell’italian sounding.

ENTI E FONDAZIONI CULTURALI Nuovi fondi per le istituzioni culturali e gli enti, gli istituti, le associazioni e le fondazioni culturali. Per sostenere e implementare le loro attività di ricerca, innovazione e formazione e per incentivare la promozione e la fruizione del patrimonio culturale, vengono stanziati in totale 6,5 milioni di euro per il 2020.

VILLA CERNUSCO Per il restauro della villa Alari Visconti di Saliceto di Cernusco sul Naviglio, che nel 2020 sarà Città europea dello Sport, viene stanziato un contributo di 300 mila euro.

MONOPATTINI ELETTRICI I monopattini elettrici sono equiparati alle biciclette a pedalata assistita con potenza limitata e potranno circolare.

CARTA GEOLOGICA Arriva un contributo di 15 milioni di euro in tre anni dal 2020 al 2022, per il completamento della carta geologica ufficiale dell’Italia in scala 1:50.00.

PROROGA CONTRATTI LSU CALABRIA In arrivo 30 milioni di euro per prorogare al 31 dicembre 2020 i contratti a tempo determinato dei lavoratori socialmente utili della Calabria.

BORSE STUDIO UNIVERSITA’ Salgono da 16 a 31 milioni i fondi per le borse di studio per l’università.

BONIFICHE AMIANTO NAVI MILITARI In arrivo dodici milioni in tre anni per le bonifiche dall’amianto delle navi militari.

NUOVI ASILI NIDO Stanziati 2,5 miliardi fino al 2034 per costruire nuovi asili nido, ristrutturarli e riqualificare le scuole materne in luoghi adatti alla prima infanzia. Con priorità nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, allo scopo di rimuovere gli squilibri sociali presenti ed incentivare la natalità.

XYLELLA Stanziati 60 milioni nei prossimi tre anni: 5 milioni nel 2020 e altrettanti nel 2021 e 50 milioni nel 2022 per interventi contro i danni da Xylella.

VOLI PER LA SICILIA Ok alle tariffe sociali per gli sconti sui voli da e per Catania e Palermo. Previsto uno sconto sul costo del biglietto per studenti, diversamente abili e lavoratori.

ABBONAMENTI AI GIORNALI Le scuole di ogni ordine e grado che acquisteranno abbonamenti a quotidiani e periodici anche in formato digitale potranno usufruire di un bonus del 90% delle spese sostenute. Il sostegno viene assegnato anche alle scuole secondarie di primo grado che adottano programmi per la promozione della lettura critica.

VITTIME DI MAFIA E DEI REATI VIOLENTI Stanziato un milione nel 2020 per il fondo per il Fondo di rotazione per la solidarieta’ alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura e dei reati intenzionali violenti.

SCUOLE MATERNE PARITARIE PER DISABILI Nel 2020 vengono assegnati altri 12,5 milioni di euro alle scuole dell’infanzia paritarie che accolgono alunni con disabilita’.

DIRIGENTI P.A POCO TRASPARENTI Stretta sulle sanzioni per funzionari e dirigenti della Pa che non rispettano gli obblighi in fatto di trasparenza. Prevista una decurtazione che va dal 30 al 60% dell’indennità di risultato di fine anno che può arrivare anche a 43 mila euro.

ORGANICO SCUOLA INFANZIA Aumenta di 390 unita’ l’organico della scuola dell’infanzia da destinare al potenziamento dell’offerta formativa. Il contingente sara’ ripartito tra le regioni con un decreto del ministero dell’Istruzione.

PARMA CAPITALE DELLA CULTURA Due milioni per il 2020 per la realizzazione di iniziative culturali e legate al mondo dello spettacolo nei comuni della Provincia di Parma, designata capitale europea della cultura per il 2020.

CAMBIALE DIGITALE Arriva la cambiale digitale per il pagamento delle fatture commerciali. Sara’ equiparata per ogni effetto di legge alle cambiali ordinarie e sarà soggette a imposta di bollo.

ESAMI GLICEMIA IN FARMACIA La sperimentazione dei nuovi servizi delle farmacie, dagli esami per la glicemia, colesterolo e trigliceridi ai test di gravidanza, si estendera’ a tutta Italia e proseguirà anche nel 2021 e nel 2022. Per i malati cronici possibilità di poter usufruire in farmacia, grazie a una collaborazione tra medici di base e pediatri, di un percorso di “accesso personalizzato ai farmaci” che prevede, tra l’altro, che il farmacista comunichi al medico la regolarità dell’assunzione delle medicine.

BANDE MUSICALI Previsto un fondo con una dotazione di 3 milioni di euro nel triennio 2020-2022 per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle bande musicali.

VOTO ELETTRONICO Al via a un fondo di un milione di euro per la sperimentazione del voto elettronico nelle elezioni politiche, europee e nei referendum.

FONDO GARANZIA RITARDI PAGAMENTI Via libera al rinvio al 2021 del Fondo di garanzia per i ritardi nel pagamento dei debiti commerciali.

SPESA CORRENTE DEI COMUNI Nel 2020 i Comuni potranno accantonare non più il 95% ma il 90% del valore dei crediti, purché siano stati regolari l’anno precedente. Si libera così un 5% di operativita’ che potranno usare per la spesa corrente per i servizi di pubblica utilità. Si tratta di cifre che si aggirano attorno ai 40-50mila euro.

ORGANICO CONSIGLIO STATO E TAR Via libera all’aumento della dotazione organica per il Consiglio di Stato e i Tar. Ok anche alla norma che prevede il conferimento di un incarico a livello dirigenziale al Consiglio di Stato.

BULLISMO  Per potenziare la qualificazione dei docenti nel contrasto dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e delle discriminazioni di genere, in manovra viene stanziato un milione di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022.

BOLLETTE PAZZE Entrano in manovra misure per tutelare i consumatori dalle bollette pazze. I gestori dei servizi di pubblica utilità e gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche saranno obbligati a trasmettere agli utenti le comunicazioni con cui si contestano gli eventuali mancati pagamenti e si preavvisa la sospensione del servizio in modo chiaro e dettagliato. In caso di bollette illegittime gli utenti avranno diritto a ottenere, oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il pagamento di una penale pari al 10% dell’ammontare contestato per un importo non inferiore a 100 euro.

AIUTI ALIMENTARI Tre milioni in più nel triennio 2020-2022 al Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.

ORFANI FEMMINICIDIO Un milione di euro in più nel 2020 per il sostegno degli orfani di femminicidio. Le risorse vengono ripartite in parti uguali tra le borse di studio in favore degli orfani per crimini domestici e il sostegno e l’aiuto economico alle famiglie affidatarie.

IMU Arriva una norma per aiutare coloro che perdono la casa. Un emendamento alla manovra, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, a prima firma del presidente Daniele Pesco (M5s), prevede l’esenzione dal pagamento dell’Imu per i proprietari che trasferiscono a partire dal 2020 la propria abitazione, non di lusso, a società veicolo istituite ad hoc con finalità sociale. L’immobile continuerà a essere utilizzato dall’ex proprietario con contratto di affitto.

OLIMPIADI INVERNALI 2026 Viene stanziato circa un miliardo di euro per garantire la sostenibilità delle Olimpiadi invernali 2026. Nello specifico, il finanziamento è dedicato a miglioramento della capacità e della fruibilità delle infrastrutture attuali e da realizzarsi in Lombardia, Veneto e nelle province di Trento e Bolzano. Ok anche a 15 milioni per il completamento della Metro Cinisello-Monza Bettola. Arrivano inoltre 50 milioni spalmati su tre anni per la Ryder Cup di Roma del 2022.

PREPENSIONAMENTI DEI GIORNALISTI In arrivo 7 milioni di euro per il 2020 e 3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2027 per sostenere il prepensionamento dei giornalisti professionisti iscritti all’Inpgi dipendenti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale. Risorse dal 2020 al 2023 anche per il prepensionamento dei poligrafici con almeno 35 anni di contributi.

FERMO PESCA  Confermata anche nel 2020 l’indennità di 30 euro al giorno ai dipendenti delle imprese adibite alla pesca marittima nel periodo di Fermo pesca 2020. Il fermo pesca e’ un provvedimento che interrompe la pesca invasiva nei mari italiani durante i periodi di riproduzione dei pesci. La norma, nel limite di spesa di 11 milioni per il 2021, si estende anche ai soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.

PISTE CICLABILI Previsti 150 milioni nei prossimi tre anni per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane. Viene istituito un apposito Fondo al ministero dei Trasporti con 50 milioni l’anno dal 2022 al 2024 con l’obiettivo di coprire il 50% delle spese per le nuove piste ciclabili.

 

Agi

La presentazione del World Energy Outlook – DIRETTA

Viene presentato il “World Energy Outlook 2019“. Introduzione di Fatih Birol – Direttore Esecutivo Agenzia Internazionale dell’Energia. Dibattito alla presenza di Emma Marcegaglia – Presidente Eni, e Claudio Descalzi – Amministratore Delegato Eni. Modera Mario Sechi – Direttore Agi. Conclusioni di Giuseppe Conte – Presidente del Consiglio dei Ministri 

Segui la diretta

Il World Energy Outlook (WEO) è la pubblicazione a cura dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE). Oggi più che mai, coloro che sono chiamati a prendere decisioni in ambito energetico devono farlo esaminando la situazione attuale in maniera attenta, basandosi sulle evidenze, e valutando le implicazioni derivanti dalle loro scelte. Il World Energy Outlook non fornisce una previsione di quello che accadrà in futuro. Mette invece a disposizione scenari che esplorano e analizzano diversi possibili futuri, le azioni, o inazioni, che li determinano e le interconnessioni tra le differenti parti del sistema.

Oggi

La domanda mondiale di energia è ancora largamente soddisfatta da fonti fossili (31% oil, 27% carbone e 23% gas). Guardando alla sola generazione elettrica, le principali fonti sono: carbone (38%), gas (23%) e idroelettrico (16%). L’eolico rappresenta il 5% e solare fotovoltaico il 2%. In tale contesto, tra le maggiori incertezze emergono: la sostanziale stabilità del mercato petrolifero nonostante le incertezze geopolitiche, la necessità di ridurre le emissioni pur a fronte di un trend della CO2 che continua a crescere (nel 2018 massimo storico), la necessità di fornire accesso universale all’energia a fronte di  850mln di persone che ancora oggi vivono senza elettricità.

In futuro

Nel lungo termine si possono intraprendere percorsi alternativi:

Continuare a muoversi lungo la traiettoria attuale (Current Policies Scenario – CPS) con una domanda energetica che cresce del 1.3% l’anno da qui al 2040 e le emissioni di CO2 che crescono di un quarto.
Seguire una strada che prenda in considerazioni le nuove politiche e target ad oggi dichiarati (Stated Policies Scenario – STEPS*) con una domanda globale di energia che cresce dell’1% l’anno, con tutte le fonti energetiche – ad eccezione del carbone – in crescita e con emissioni che aumentano senza registrare un picco entro il 2040.
Intraprendere uno scenario in linea con gli obiettivi di Parigi (Sustainable Development Scenario – SDS) che porti a una domanda globale di energia nel 2040 inferiore ai valori attuali ed emissioni di CO2 che diminuiscono fino a raggiungere il livello net-zero nel 2070.

Nel definire il percorso da seguire sicurezza energetica ed emissioni rimangono centrali. In particolare, sul fronte della sicurezza energetica, gli Stati Uniti giocano un ruolo sempre più importante nel panorama energetico mondiale (rappresentano l’85% della crescita globale di petrolio e il 30% di quella gas da qui al 2030) determinando un minor peso dell’OPEC e della Russia sulla produzione petrolifera mondiale (47% nel 2030 vs 55% nei primi anni 2000); il  Medioriente rimane il principale fornitore di petrolio a livello globale (lo stretto di Hormuz rimane una delle rotte principali); l’aumento della flessibilità del sistema power diventa fondamentale per mantenere il passo con il crescente fabbisogno di elettricità (nello scenario STEPS* il solare PV diventa la principale fonte per capacità installata nel mondo). Sul fronte dell’efficienza energetica è necessario un continuo miglioramento: nel 2018 l’intensità energetica dell’economia mondiale si è ridotta solo dell’1,2%, un valore ben inferiore al 3% annuo che sarebbe necessario nello scenario SDS.

Su scala geografica, le economie emergenti ridefiniranno l’andamento dei flussi energetici con la Cina che rimane il primo consumatore energetico in tutti gli scenari mentre l’India è la regione con la maggior crescita della domanda energetica. L’80% del commercio petrolifero internazionale nel 2040 (nello scenario STEPS) è destinato all’Asia, in parte dovuto al raddoppio delle importazioni in India. In tale area rimane comunque aperta la sfida tra carbone, gas naturale e rinnovabili per fornire elettricità e calore alle economie emergenti asiatiche. La domanda energetica cresce anche in Africa per effetto di una rapida crescita della popolazione che entro il 2040 supererà oltre 2 miliardi (aumentando di oltre 600 mln solo nelle città). In tale continente sarà presente l’opportunità di seguire uno sviluppo a bassa intensità carbonica facendo leva sulle risorse energetiche domestiche tra cui rinnovabili, gas ed efficienza energetica. Grazie alle recenti scoperte, il gas rimane centrale a supportare la crescita industriale del continente e offre una buona fonte di flessibilità per il power.

Per costruire uno scenario sostenibile le emissioni devono invertire rotta puntando a NET ZERO EMISSION al 2070 e per raggiungere tale obiettivo è necessario un impegno condiviso.

Non esiste un’unica fonte e una sola soluzione ma tutti i settori energetici devono essere coinvolti per traguardare l’obiettivo di NET ZERO EMISSION al 2070. La riduzione del gap di emissioni al 2050 tra gli scenari STEPS e SDS sarà possibile grazie a: efficienza energetica (37%), rinnovabili (32%), CCUS (9%), fuel switching (8%), nucleare (3%) e altro (12%). In ogni caso, nel processo di transizione vanno considerate le emissioni vincolate nella configurazione del sistema energetico attuale (le centrali a carbone sono ad oggi responsabili del 30% delle emissioni e molti di questi impianti sono ancora giovani) e le reti gas possono offrire uno strumento cruciale di flessibilità anche nel lungo termine grazie a prodotti come l’idrogeno low-carbon e il biometano.  Una grand coalition che coinvolga i governi, gli investitori, il settore privato e chiunque sia impegnato nel combattere il cambiamento climatico è una soluzione fortemente auspicabile per raggiungere l’obiettivo di uno scenario sostenibile.

Agi