Nutrizione il consiglio dell’esperto, cosa evitare e come comportarsi

Qual è l’errore alimentare più grave di tutti? Da anni, se segui il tema della nutrizione e dieta, sai che si discute su qual è il modello alimentare più sano, più corretto, più compatibile con il nostro DNA,… si sente di tutto e di più e quasi sempre il contrario di tutto. I sostenitori della dieta mediterranea, i sostenitori della paleodieta, i sostenitori della dieta chetogenica,… ognuno pronto a giurare assoluta fedeltà a quel modello, a dire che tutto il resto sono fesserie immani, che solo quel modello lì è quello vincente, che ci sono dati enormi e inconfondibili che provano questa cosa,…

Ecco voglio immediatamente dire attenzione perché non è proprio così. La cosa che caratterizza più di tutte la ricerca in ambito nutrizionale, è la confusione. Questo è la cosa più marcata che emerge da decine, centinaia, migliaia di studi. La confusione. E il motivo è molto semplice, non c’è il tempo per descriverlo nel dettaglio ma è che il modello di ricerca scientifica che viene utilizzato per studiare la nutrizione, è quasi esclusivamente il modello cosiddetto osservazionale, che permette appunto di osservare la relazione tra due variabili, ma non permette mai di spiegare la relazione causa-effetto. Per spiegare la relazione causa-effetto bisognerebbe fare degli esperimenti, vuol dire trattare gruppi diversi con approcci alimentari diversi, non per un mese, non per una settimana, non per un anno, ma per magari 30-40 anni e vedere il risultato che emerge. Questa cosa è da un lato poco fattibile e dall’altro costosissima, dunque questi studi che sono quelli che veramente farebbero chiarezza, fondamentalmente non ci sono. Dunque tutti quelli che si riempiono la bocca di avere tutte le risposte, di aver capito tutto sulla nutrizione, sono delle persone o che non conoscono la letteratura o che si inventano questo tipo di posizione. Non significa che non sappiamo niente, per carità, ci sono tante cose che abbiamo chiarito e ne cito una su tutte che bisognerebbe mangiare un po’ meno, muoverci un po’ di più. Queste cose che sono così basilari e che abbiamo chiarito ormai da decade, se ne dimenticano tutti perché ci si perde nella discussione complessa di qual’è appunto il modello migliore e non si bada a quelle poche cose che tra i vari modelli si assomigliano e vengono confermate; che questa sarebbe la cosa più interessante, chi se ne frega se ha ragione il paleolitico, il chetogenico, il mediterraneo, dammi tre cose da fare e io le applico nella mia vita quotidiana, non quelli che mi spiega un’enciclopedia. Semplici tre cose migliori che andare a mangiare al fast food, che riempirsi di panini e pizzette. Ecco queste sono le cose che nessuno fa e c’è da chiedersi come mai nessuno le fa perché a volte le cose troppo semplici non fanno notizia, non stimolano il calore dell’animo che entra immediatamente in questa dinamica di battaglia “ho ragione io e tu hai torto”. Le cose in realtà semplici sono quelle che contano di più. Quella che ho appena detto cioè di mangiare un po’ meno, muoversi un po’ di più è una cosa talmente banale che tutti dovrebbero averla chiara e sta accadendo esattamente il contrario, la gente mangia sempre di più e si muove sempre meno; l’altra cosa che è l’errore nutrizionale più grave di tutti, più grave di tutti perché è negare una cosa che tutti gli approcci alimentari hanno confermato essere vera, è continuare a chiamare la verdura un contorno, continuare a pensare che la verdura deve essere qualcosa che vagamente accompagna un primo così, un secondo così, e poi a fianco un contornino di insalata mista con due pomodorini.
Questo è l’errore più grande. L’hanno detto tutti, è stato ribadito da tutte le organizzazioni internazionali, e ribadisco, forse l’unico punto di contatto su cui ogni nutrizionista e d’accordo, OGNI! Hai mai sentito un nutrizionista che ti dice mangia meno verdura perché fa male? No. Perché non cominciamo a fare queste poche cose importanti?! E c’è un modo per capire che la verdura non deve essere un contorno, un modo di cui io parlo da tantissimo tempo, non è un modo che ho promosso io per primo, è il piatto unico promosso da Harvard che è un’istituzione credibile, più credibile di me e sicuramente di tanti altri che parlano, ed è una maniera semplice di ricordarsi che la verdura dovrebbe essere sempre al centro dell’alimentazione,
indipendentemente dal fatto che tu sia vegano, vegetariano, paleolitico, chetogenico, fruttariano, marziano, da Giove, da Venere,… Poche cose semplici. Questa è quella da tenere più presente di tutte: il piatto lo dividi a metà, tutto questo, TUTTO è verdura. Quest’altro è diviso in cereali integrali e proteine. D’accordo, le proteine vuoi che siano più vegetali che animali, voi che sia pesce, vuoi che sia pollame, carne,.. ok, scegli te, partiamo da una cosa semplice che è questa suddivisione. Se riuscissimo a fare questo in maniera consistente, a usare grassi sani per condire come l’olio extravergine d’oliva, avremmo risolto tre quarti dei nostri problemi. Eh tante volte scegliamo le strade più complicate.

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