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La questione dell’aumento dell’Iva e la posizione del ministro Tria

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, parlando il 21 maggio a Pozzuoli – dove chiuderà la campagna per le elezioni europee – ha dichiarato che “Lega e 5 Stelle hanno paura di dire la verità agli Italiani. C’è uno che la dice, ed è il ministro Tria, che ha già detto che aumenterà l’Iva”.

È un’esagerazione, ma con alcuni elementi di verità. Andiamo a vedere i dettagli.

La posizione di Tria sull’Iva

Dell’aumento dell’Iva si discute ormai da settimane. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria si è già espresso più volte sul tema: l’ultima volta ad Agorà, su Rai3, il 21 maggio.

“Secondo me è meglio avere più imposte indirette, in altri termini Iva, e meno Irpef”, ha dichiarato (1h 02m 35s) Tria, premettendo però che si tratta di una sua “posizione scientifica” su come debba essere composto il prelievo fiscale, e che questa è una questione diversa rispetto a quanto farà il governo.

La futura condotta del governo, sempre secondo Tria, è scritta chiaramente nel Def, approvato dal governo e dal Parlamento.

Cosa c’è scritto nel Def​

Come abbiamo verificato in passato, è vero che nel Def sia previsto che nel 2020 e nel 2021 l’Iva aumenterà, così come le accise sui carburanti. In particolare, è stabilito un aumento dell’Iva agevolata dal 10% al 13% nel 2020 e dell’Iva ordinaria dal 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021.

Il governo ha approvato il Def il 9 aprile.

La risoluzione approvata dal Parlamento

Qualche settimana fa, il Parlamento ha preso posizione sulla questione con una risoluzione. Il 18 aprile il Parlamento ha approvato una risoluzione, che accompagna il Def, in cui si chiede al governo di “conseguire i saldi programmatici di finanza pubblica in termini di indebitamento netto rispetto al Pil, nonché il rapporto programmatico tra debito e Pil, nei termini e nel periodo di riferimento indicati nel Def”.

Cioè – come avevamo sintetizzato qui – di portare nel 2020 il deficit/Pil dal 2,4% previsto quest’anno al 2,1% – non solo al di sotto del tetto del 3%, ma anche in calo rispetto all’anno in corso – e di far scendere il rapporto debito/Pil dal 132,6% previsto quest’anno al 131,3% nel 2020.

Il secondo punto della risoluzione approvata dal Parlamento chiede però al governo anche di “adottare misure per il disinnesco delle clausole di salvaguardia fiscali del 2020″. Per farlo, come avevamo visto, sarebbero necessari 23,1 miliardi (per disattivare poi la clausola relativa al 2021 servirebbero quasi 30 miliardi).

I punti seguenti della risoluzione parlamentare prevedono la flat tax, il no alla patrimoniale, la spending review, più assunzioni nella ricerca, più risorse per il trasporto locale, più assistenza per i disabili e altro ancora.

Vista anche la crescita vicina allo zero del Pil prevista per il 2019, sembra difficile che il governo possa fare tutto.

Un indizio

Su quanto sia indispensabile l’aumento dell’Iva – o una misura che abbia un impatto economico equivalente – abbiamo avuto un forte indizio di recente, quando la Commissione europea ha pubblicato le sue previsioni economiche (molto negative) per l’Italia a inizio maggio.

Allora Tria aveva risposto che le cifre erano sostanzialmente le stesse del Def, con l’unica eccezione del rapporto deficit/Pil nel 2020 (noi avevamo verificato e Tria aveva in effetti detto una cosa corretta). Secondo la Commissione sarebbe schizzato al 3,5%, ben al di sopra del tetto del 3%, e secondo il Def sarebbe invece sceso al 2,1%.

Per giustificare questa differenza Tria aveva spiegato che “la valutazione Ue è fatta sempre a politiche invariate e non a legislazione invariata come la nostra”. La differenza dunque sta nel fatto che la Commissione Ue non ha previsto l’aumento dell’Iva, mentre il governo sì.

Ancora Tria aveva poi ricordato che “nel Def, approvato dal Governo e dal Parlamento, si chiede di mantenere fermi, aumento dell’Iva o no, gli obiettivi di deficit pubblico”.

Insomma, come aveva già dichiarato in audizione parlamentare ad aprile, Tria ritiene che “in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative” l’aumento dell’Iva sia confermato per il 2020.

I limiti non violabili

Come abbiamo visto, Tria ha una sua posizione scientifica” favorevole a spostare la tassazione dai redditi ai consumi. Ma al di là di questo, al momento la legge dello Stato italiano prevede che l’Iva nel 2020 e nel 2021 – insieme alle accise sui carburanti – aumenterà.

Il governo può ovviamente trovare soluzioni alternative ma questo, come ha ricordato spesso il ministro dell’Economia, non può significare che vengano violati i parametri europei su debito e deficit.

Questo, ha spiegato Tria sempre nell’intervista con Agorà, non tanto per evitare sanzioni dell’Unione europea, ma per evitare la reazione negativa dei mercati. “Il problema – sostiene Tria (min. 55.320) – è che deficit significa che qualcuno sia disposto a prestarci del denaro, e sia disposto a prestarlo a un tasso d’interesse sostenibile (…). È inutile pensare di fare un deficit di 2 o 3 miliardi in più quando poi per fare questo dovremmo pagare interessi aggiuntivi di 2 o 3 miliardi”.

Insomma, messo in chiaro che il rapporto deficit/Pil deve rispettare i vincoli europei per evitare che i mercati puniscano l’Italia, secondo Tria (min. 57.20) spetta alla politica decidere quali sono le priorità di spesa e si vedrà con la prossima legge di bilancio come evitare l’aumento dell’Iva.

Non potendo attingere dal deficit le strade sono fondamentalmente due: aumentare altre tasse o tagliare le spese.

Conclusione

Zingaretti semplifica la posizione del ministro Tria. Quest’ultimo infatti non ha mai dato per scontato e inevitabile l’aumento dell’Iva.

È vero che però abbia ammesso che a legislazione vigente è previsto, che toccherà alla politica indicare strade alternative e che queste strade non potranno in nessun caso passare da un aumento del deficit che violi le regole europee e allarmi i mercati.

 

Se avete delle frasi o dei discorsi che volete sottoporre al nostro fact-checking, scrivete a dir@agi.it

Agi

Boccia sprona i politici: “Servono scelte coraggiose, no a facili promesse”

L’Italia per avere una crescita duratura deve “agire”, “non rincorrere facili promesse e recuperare il senso dell’impegno e del sacrificio”: lo afferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nel suo intervento all’assemblea 2019. Servono decisioni “coraggiose”: “siamo mossi dalla visione di un Paese migliore, da costruire con il coraggio delle scelte di oggi”, spiega. E “dalla consapevolezza che possiamo farcela anche grazie ai tanti punti di forza di un’industria larga : manifatturiera, delle costruzioni, dei servizi, della cultura e del turismo”.

In parole povere: più lavoro, meno debito, più crescita e un piano shock per le grandi infrastrutture e le piccole opere “destinate a mettere in sicurezza suolo, ponti, scuole e ammodernare strade”.

Più crescita e meno debito sono “precondizioni per raggiungere più lavoro, a partire dai giovani, la vera priorità nazionale europea”. 

Serve infatti ­“un grande piano di inclusione dei giovani che offra loro la possibilità di crescita professionale adeguata alla competenze”.

Infine è necessario “ridurre il carico fiscale a vantaggio dei lavoratori per aumentare i salari, migliorare il potere d’acquisto e stimolare per questa via la domanda interna oggi particolarmente depressa”.

Agi

Agriturismo In Maremma Toscana Sul Mare, Con Piscina, Spiaggia Privata

agriturismo vicino al mare L’Azienda agrituristica è situata nel verde della Maremma Toscana, ai piedi dei paesi etruschi di Buriano e Vetulonia, offre alloggio in abitazioni con ingresso indipendente. Il turista può organizzare le sue vacanze in Toscana, consultare itinerari turistici e scegliere le migliori escursioni per una vacanza all’avventura nelle campagne toscane. La piccola, familiare Casa Vacanze “Podere Le Cascatelle” con i suoi 8 rustici e confortevoli appartamenti bilocali è situata tra i confini dei comuni Massa Marittima e Gavorrano. Il benessere degli ospiti è garantito da appartamenti e suite, sempre con spazio esterno provvisto di tavolo e sedie, dotate di comfort degni di un hotel a 5 stelle. A disposizione degli ospiti campo da calcetto, pallavolo e piscina. Proprio in questi luoghi è possibile incontrare degli agriturismi ricercati, dove l’offerta proposta incrocia la migliore eno gastronomia dell’entroterra allle divertenti attrazioni turistiche legate alla vicinanza al mare. In Toscana tutto ha il sapore della storia, compresi alcuni agriturismi. Un piccolo paradiso sulle colline verdi della Maremma Toscana, San Ottaviano è il luogo ideale per vivere la vera Toscana. Guida Toscana è il portale turistico per tutta la Toscana, informazioni turistiche, itinerari turistici toscani dettagliati e visite guidate per il turista che vuole conoscere tutto sulle bellezze della regione Toscana.

Agriturismo Castiglione Della Pescaia

Il Salvapiano Holiday Ranch è ideale anche per gli sportivi che, oltre al piacere della piscina con idromassaggio e scivoli d’acqua, potranno approfittare anche della presenza di campi da tennis mentre, per i più piccini, è riservata un’area giochi attrezzata. Il balcone e la terrazza panoramica rappresentano gli spazi comuni dedicati agli ospiti, i quali possono usufruire di sei posti letto inseriti nei due piani della villa. Situato di fronte Parco Naturale della Maremma, agriturismo dotato sia di camere che di appartamenti con spazi esterni attrezzati, barbecue e piscina, a poca distanza dal mare. A soli 8 km da Firenze, l’agriturismo, circondato da oliveti e vigneti, offre ai propri ospiti un soggiorno in camere e appartamenti a contatto con la natura. Ottimo compromesso fra vacanze verdi, culturali o sportive, sulle colline della Maremma grossetana, a soli 5 km da Massa Marittima, è ecologico e offre prodotti genuini. L’agriturismo è ideale per vacanze in famiglia così come per le coppie.

Ristorante solo su prenotazione per gruppi di minimo 10 persone. Offre comodi alloggi e dispone di una piscina e un ristorante. Nel Chianti Rufina, circondata da 12 ha di oliveti, la Villa storica offre suite e appartamenti sapientemente ristrutturati, piscina e ristorante. L’Agriturismo Collepetrucci è immerso nel silenzio della Val di Merse, un luogo dove ritrovare la quiete e la natura autentica. L’agriturismo si trova a metà strada tra Firenze e Siena, nella campagna del Chianti . Piccolo borgo alle pendici della Montagnola a soli 12 km da Siena, in parte adibito ad abitazione della famiglia ed in parte ad agriturismo. Situato a soli 18 km dal mare di Castiglione della Pescaia, in una delle zone più belle e “vere”della Maremma questo podere ha una storia che ricalca quella di questa terra. Accogliente e caratteristico podere a 7 km da Siena con vino e olio di oliva bio aziendali e spaccio.

Agriturismo A Castiglione Della Pescaia Toscana

Si producono vino e olio BIO. Per amanti della natura, del buon vino e del relax. Nel silenzio della campagna maremmana potete godere di una vacanza relax all’ombra dei nostri pini e cipressi, degustare vini locali nelle cantine dei dintorni, assaggiare prelibatezze nostrane dai produttori locali. Nel comune di Collesalvetti, in provincia di Livorno, un casolare del ‘700 sapientemente ristrutturato offre camere e appartamenti con splendida vista sulla campagna circostante. 2 Camere Matrimoniali accoglienti e luminose avvolti dagli splendidi paesaggi di Maremma a pochi minuti dal Mare! 4 appartamenti e 2 ampie camere nel tipico stile maremmano, in una struttura circondata da campi di girasoli. Cinque appartamenti in una colonica in pietra nel cuore dell’Alta Valdera, con piscina e a 10 minuti dalle Terme di Casciana. Siamo nel cuore del Casentino, ed offriamo 3 deliziosi appartamenti immersi nel verde e relax della Valle, ai confini dell? Un angolo dove trovare l’armonia dell’arte, la ricchezza del proprio territorio, l’orgoglio di aver dato i natali al più famoso burattino del mondo: Pinocchio, la schiettezza della gente, il relax vivificante di acque preziose.

Agriturismo Mare Grosseto

Nel bel mezzo della Maremma grossetana, tra frutteti e vigneti sorge l’agriturismo il Giglio di S. Antonio con una piscina e un laghetto per offrirvi un relax senza eguali. Su ogni portale del gruppo potete consultare album fotografici diversi e guardare video specifici e relativi alla località preferita per la vostra vacanza. A 4 km dal mare, nel cuore della Maremma, è una fattoria didattica con allevamento di bovini, vari alloggi, cucine e diversi servizi per vivere la campagna toscana in autonomia. Un agriturismo a Castiglione della Pescaia è la soluzione ottimale per godersi una vacanza nel centro cittadino toscano in pieno relax, abbandonando per un attimo lo stress della vita quotidiana. L’Agriturismo Castiglioncello vi offrirà una vacanza in totale relax, fatta di scorci sul meraviglioso paesaggio circostante e sulla vita degli animali che popolano questi boschi. Giardino dei Sugheri b&b in Maremma, nasce da un’attenta ristrutturazione che ha ridato vita ad un antico podere toscano.

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Vacanze In Agriturismo Toscana

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Potrete inoltre gustare una deliziosa cena nel ristorante con terrazza panoramica.

Ci sono inoltre alcune biciclette a disposizione degli ospiti, per esplorare la zona. Per gli ospiti sono disponibili anche biciclette a noleggio per escursioni all’interno del Parco della Maremma o per una semplice passeggiata verso il mare facilmente raggiungibile attraverso una comoda e panoramica pista ciclabile. Potrete inoltre gustare una deliziosa cena nel ristorante con terrazza panoramica. Antico castelletto medioevale situato sulle colline Toscane a 20 minuti da Firenze, offre alloggio in camere, piscina privata e ristorante tipico Toscano. Nel ristorante e nel negozio potrete assaggiare e acquistare tutti i prodotti dell’agriturismo (vino, olio, tartufi, salumi) e alcuni prodotti locali. Più tardi nel basso medioevo, prevalse la voce Tuscia, e questa è la denominazione nella ripartizione di Diocleziano. Anche solo per sapere che voce abbiamo o per sottoporci alcune vostre esigenze particolari. Assenza di intermediari e agenzie, solo Internet. Spesso gli ospiti non vogliono solo visitare le città o i villaggi toscani ma vogliono ritrovare ritmi di vita più lenti e rilassati. Tutti gli ambienti sono vicini e possono in parte diventare comunicanti per ospitare le famiglie o i gruppi più numerosi.

Agiruturismo Toscana Spa

Soprattutto in alta stagione qui troverete molte altre famiglie. L’agriturismo è circondato da vigneti e uliveti, potrete rilassarvi e godere del bellissimo paesaggio in piscina o nel giardino del vostro appartamento. L’agriturismo La Sala offre soggiorni unici a 15 minuti da Greve in Chianti, a soli 3 Km di distanza da un maneggio ed a 12 Km dal Circolo del Golf Ugolino. Tra le colline e a pochi km dal mare un angolo di relax per sentirsi come a casa propria dopo una gita nelle città d’arte e nei borghi medioevali. Circondata da dolci colline, a pochi km da Casciana Terme, in una casa colonica del 1825, 4 appartamenti e 3 camere offrono relax e la vista sul paesaggio toscano. Oggi le vecchie case rurali di una volta sono state trasformate in comode residenze con piscina, dove le camere o gli appartamenti sono dotati di riscaldamento e aria condizionata. In un agriturismo a misura di bambino si potranno mangiare cibi freschi e genuini, fare gustose merende con ingredienti semplici e sani, proprio come una volta. Negli agriturismi è possibile assaggiare i piatti tipici della tradizione toscana cucinati partendo da ingredienti di produzione diretta come il vino, l’olio extra vergine di oliva, ma anche vinsanto, verdura, uova, polli conigli, agnelli e molto altro.

agriturismo in toscana per bambini È quanto emerge dal portale “Agriturismo.it”, partner di “Casevacanza.it”, che sottolinea come l’anno appena trascorso sia stato molto positivo per gli agriturismi italiani. Questo è uno dei migliori agriturismi per i bambini. Immergetevi nella Maremma toscana e nelle sue tradizioni e tornate a riassaporare uno stile di vita semplice ma vero approfittando della vostra vacanza in Toscana, per portare a casa ricordi indimenticabili. Per i nostri ospiti abbiamo due appartamenti e una camera perfettamente arredati in stile toscano e muniti di tutti i confort. Come posto tappa per cavalli e cavalieri di passaggio, è disponibile anche una camera oltre alle strutture di accoglienza per i cavalli. La vita oggi scorre a ritmi troppo frenetici e forsennati e non c’è più tempo per le cose essenziali come conversare con gli altri, scambiarsi le proprie esperienze ed i propri punti di vista. All’interno della colonica c’è una grande stanza con camino a disposizione degli ospiti per mangiare insieme e conoscerci.

Agriturismo In Toscana

Organizzato su due livelli, questo appartamento presenta al piano terreno una cucina con angolo di cottura in muratura con tavolo e sedie di fronte ad una grande finestra che si affaccia sul giardino. Oltre ad una grande piscina di 15×8 metri, c’è una piscina per i più piccoli, un campo da calcetto, un parco giochi e alcuni animali. A disposizione degli ospiti campo da calcetto, pallavolo e piscina. Sulle colline toscane, elegante dimora con piscina panoramica con alloggio in appartamenti dotati di ogni comfort. Sulle colline senesi della Val di Chiana accoglie gli ospiti in appartamenti indipendenti in prossimità di un bosco e la possibilità di gustare prodotti tipici. L’agriturismo, in Val di Chiana e facilmente raggiungibile da Roma, è in piena campagna, in zona termale e in posizione strategica per visitare le città di Toscana e Umbria. Abbiamo scelto come mezzo per comunicare il nostro sito internet e alcuni portali di informazione e prenotazione turistica.

Huawei continuerà a fornire aggiornamenti sicurezza e servizi sui suoi smartphone 

Huawei “ha apportato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo” e “continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, sia quelli già venduti che ancora disponibili in tutto il mondo”. Il colosso cinese risponde così con un comunicato alla sospensione da parte di Google della licenza Android del produttore cinese dopo le limitazioni imposte dal governo statunitense.

“Come uno dei principali partner globali di Android – sottolinea Huawei – abbiamo lavorato a stretto contatto con la loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema che ha avvantaggiato sia gli utenti che l’industria”. E conclude: “Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile al fine di fornire la migliore esperienza a tutti gli utenti a livello globale”. 

Agi

“Esiste una Teoria per ridare un’anima al capitalismo. È stata scritta molti anni fa”

“Il problema è sempre quello: salvare il capitalismo da se stesso”. Il libretto è sottile, più un pamphlet che un trattato, e le pagine hanno preso col tempo un tono di colore che dà sul paglierino. Sul frontespizio il simbolo della casa editrice: un lupo. “L’editore era il marito di Virginia Woolf, Leonard. Si conoscevano dai tempi di Cambridge”, racconta Giorgio La Malfa, anche lui uscito da Cambridge, ma sessant’anni dopo i fatti. 

The End of Lassez-faire, il libro che sfoglia con cura (è un pezzo ormai raro) è solo uno dei tremila volumi della sezione economica della fondazione dedicata a suo padre Ugo, partigiano azionista, segretario del Partito Repubblicano. Uno dei padri laici dell’Italia democratica.

Libri ovunque, nella sede della Fondazione Ugo La Malfa: un bel contrasto con la politica dell’urlo che si è venuta imponendo negli anni, fatta di scarsa riflessione e intensa adrenalina, problemi complessi e soluzioni semplici.

Semplici solo apparentemente, se non addirittura impraticabili. E i dilemmi di un capitalismo che ha portato alla crisi del 2008, senza generare gli anticorpi necessari ad impedire il suo ripetersi, restano tutti insoluti.

Anche per questo La Malfa, con il suo inglese parlato come una lingua madre e la sua profonda conoscenza dei processi dell’economia, riporta all’attenzione di politici e intellettuali gli insegnamenti di un grande padre dimenticato del Novecento. Si tratta di quel John Maynard Keynes che tratteggiò, profeta allora ascoltato, la riforma del capitalismo puro e duro.

Ne scaturì il “Trentennio d’oro” delle economie occidentali, dal ’45 al ’75: ricchezza creata e distribuita, conquiste sociali, vittoria sul modello marxista del socialismo reale. Che tempi.

Oggi gli scritti più importanti di Keynes, fra cui la Teoria generale dell’ocupazione dell’interesse e della moneta, tornano in Italia raccolti in un volume de I Meridiani Mondadori. Lo ha curato lo stesso La Malfa: oltre ai testi (valorizzati da una traduzione che rende giustizia al bell’inglese dell’originale) si possono sfogliare un approfondito saggio introduttivo ed una ricca annotazione dei testi di La Malfa e di Giovanni Farese.

“La ragione di fondo che ha portato alla pubblicazione di questo libro è duplice”, spiega La Malfa all’Agi, “Da una parte si tratta di dare ai giovani studiosi e intellettuali italiani un’opera dotata di un adeguato apparato critico. Dall’altra c’è un’esigenza di carattere politico. Di Keynes si deve tornare a valorizzare la visione complessiva dell’uomo, all’interno della quale proponeva soluzioni per i problemi dell’economia e della società. Era sì un economista, e di formazione era un matematico. Ma mentre si laureava in matematica studiava la filosofia. Non è un caso”.

Si direbbe il contrario dell’iperspecializzazione in voga adesso. Quasi una figura rinascimentale che riesce ad andare oltre i presunti dogmi della propria materia. 

“Giovedì prossimo verrà presentato questo volume all’Accademia dei Lincei. Ci sarà anche il Presidente della Repubblica. E questo mi fa molto piacere, è una presenza che ha un significato preciso rispetto al messaggio non solo economico ma anche sociale del pensiero di Keynes”.

Mattarella fin dall’inizio del settennato ha sottolineato l’idea della responsabilità sociale dell’impresa.

“Il punto di fondo del pensiero keynesiano è il rifiuto del fondamento utilitaristico dell’economia. Si può costruire una vera teoria economica sul concetto dell’uomo come puro homo economicus, ma si rischia di trascurare degli aspetti essenziali. L’economia, diceva Keynes, non è una scienza naturale, ma morale. Insomma: è parente dell’etica”.

E il capitalismo?

“Il capitalismo è una macchina molto efficiente, ma non efficiente in modo assoluto. Ha bisogno di un volante per essere indirizzato, per essere corretto nei suoi eccessi e nelle sue insufficienze. Non garantisce necessariamente la piena occupazione e la giustizia sociale, ad iniziare dai redditi. Spesso genera la stortura di redditi molto alti per pochi e molto bassi per molti. Senza considerare la disoccupazione”.

Una teoria quasi degna di Marx, che parlava dell’accumulazione di ricchezze sempre maggiori in un numero sempre minore di mani. Tutte mani capitaliste.

“In realtà Keynes conosce poco Marx e ne dà un giudizio sommariamente negativo. Conosce, però, e capisce bene Russia”.

La Russia comunista?

“Keynes, che nella prima parte della vita era stato omosessuale, a un certo punto conosce Lydia Lopokova, una bellissima ballerina classica dei Ballets Russes di Sergej Djagilev, la sposa e con lei visita e conosce a fondo la Russia”. 

Potenza dell’amore. E che impressione ha della Russia?

“Keynes ricostruisce bene due aspetti essenziali del comunismo: la sua totale inefficienza in termini economici pratici e la sua formidabile capacità di attrarre quanti, a partire dalle classi operaie, hanno di che lamentarsi del capitalismo. E dice: o troviamo il modo per rendere efficiente il capitalismo o l’attuazione del comunismo sarà irresistibile. Lo scriverà anche a Franklin Delano Roosevelt, poco dopo la sua elezione alla Casa Bianca: “Se lei dovesse fallire, in tutto il mondo sarà gravemente pregiudicato il cambiamento su basi razionali e in campo rimarranno a scontrarsi solo l’ortodossia e la rivoluzione”.

Roosevelt non fallì, per fortuna. Anzi, indicò la strada ad una intera generazione di politici del dopoguerra, anche in Italia.

“In Italia tutti i partiti del secondo dopoguerra sono keynesiani: democristiani, repubblicani, socialisti …  Tutti vogliono dare un’anima al capitalismo. Fanfani vara il piano casa all’interno di un progetto di società ben preciso, e anche per non far scivolare i meno abbienti verso il comunismo. Ora quello che deve emergere, anche da questo libro, è l’ispirazione politica del pensiero keynesiano, incentrata su un’idea ben precisa: come salvare il capitalismo da se stesso”.

Una volta il pericolo era che gli esclusi scivolassero verso il comunismo. Oggi si direbbe che il rischio è quello del populismo che invoca la propria sovranità sul bilancio dello Stato.

“A mio giudizio è lecito fare una spesa pubblica in deficit, ma per delle buone ragioni, cioè per degli investimenti. Ma non lo si può fare solo per ottenere due voti. Esiste anche un’altra lettera di Keynes, questa volta ad Hayek: in realtà la stima reciproca dei due era molto maggiore di quanto non si pensi. Keynes aveva appena finito di leggere “La strada per la schiavitù” di Hayek, e gli scriveva di essere d’accordo con lui sui pericoli della spesa pubblica: chi somministra alla società la medicina dell’intervento deve avere la cautela che hai tu”.

Comunque una posizione ben lontana dal reaganismo e dal thatcherismo. O dall’adorazione del pareggio di bilancio fine a se stesso.

“Anche chi in passato sosteneva l’austerità a tutti i costi adesso riconosce che quella cura non è servita a bloccare il debito pubblico. Questo è un punto.  Ma questo non costituisce una giustificazione per la dissipazione delle risorse pubbliche. Come in tutte le cose, bisogna avere capacità di discernimento”.

 Certo, in questi anni la sinistra ha molto ridotto la sua critica al capitalismo

“Oggi la più forte voce critica riguardo gli automatismi del mercato è rappresentata dal mondo cattolico. Una volta era il socialismo, ora non lo è più. Ho visto con molto interesse questa iniziativa di Papa Bergoglio, che ha convocato ad Assisi per una tre giorni, il prossimo anno, il mondo dell’economia e dell’impresa per dare un nuovo volto alla materia. Se venissi invitato ci andrei con grandissimo piacere a parlare di questi problemi.  La Chiesa una volta poteva apparire come portatrice di un rifiuto del capitalismo. Nel mondo contemporaneo, per l’appunto, si tratta di dargli un’anima”.

Colpisce, in Keynes, questa comunanza di sensibilità tra la cultura laica e quella cattolica o comunque religiosa.

“Nella biografia di Keynes ho ricordato che lui da parte di madre discendeva da una famiglia di predicatori battisti, usciti quindi dalla Chiesa Anglicana perché ispirati ad una visione più severa del cristianesimo. Lui non era credente, ma mantenne probabilmente un’impronta di questo tipo. Quanto alla madre, era una figura di grande spessore: il primo sindaco donna di Cambridge. Il cammino della modernità segue molte strade”.

E Giorgio La Malfa torna a sfogliare La fine del Lasseiz-faire. Un’idea, quella dell’“Arricchitevi!” di Guizot, che pare appartenere ad un mondo vecchio e lontano. O comunque non più in grado di rassicurare l’uomo contemporaneo.

Agi

Quali frese a tazza scegliere per i differenti materiali da forare?

Chi si occupa di fare i lavori in casa, chi è appassionato di fai date e chi è esperto di lavorazione del legno, sono i principali interessati all’utilizzo di una fresa a tazza, utile per forare il legno attraversando il materiale
per intero, da una parte all’altra. Questa soluzione si rivela utile nel caso in cui ci sia la necessità di effettuare una foratura che permetta di incastrare altri pezzi di legno o di metallo. Ad ogni modo, in base alle necessità di lavorazione potrebbe si trovano frese a tazza adatte per la realizzazione di fori ciechi e quelle più utili per i fori passanti. Per esempio, ecco come cambiare una presa elettrica velocemente: innanzitutto dovrai acquistare una fresa a tazza per la foratura del legno. Con una sega a tazza potrai
effettuare il foro, ma attenzione non risparmiare in fase di acquisto, investi in base a ciò che davvero ti serve. Infatti, non tutte le frese a tazza sono utili per soddisfare tutti gli scopi, soprattutto per forare il legno è meglio utilizzare sempre prodotti specifici e idonei.
Le seghe a tazza possono essere utili per perforare materiali come la plastica, il cartongesso, il cemento e ovviamente anche il legno. La fresa a tazza dispone di una punta centratrice e una volta fissata al mandrino
del trapano può essere posizionata per effettuare la sua attività di foratura.
Proprio grazie alla punta centratrice è possibile eseguire buchi perfettamente regolari, perché questa mantiene la lama circolare all’interno dell’area d’azione. Una fresa a tazza (approfondisci sul sito https://www.fraisertools.com/) può avere la punta in HSS, carburo
di tungsteno o diamante, ogni materiale è utili per affrontare una superficie differente, dunque più o meno dura.
Nel caso in cui si debba perforare un materiale morbido, vedi il legno, per esempio, si trovano in circolazione anche frese a tazza intercambiabili, da agganciare alla base, chiamata anche mandrino, una volta decisa la dimensione del foro da effettuare e il diametro di perforazione desiderato scegli la lama che fa al caso tuo.
Pr gli utilizzi più comuni sono previste le frese a tazza in materiale HSS bimetalliche, perché sono più adatte alla perforazione dei materiali più diffusi quali compensato, cartongesso, plastica e metallo non ferroso. Se
vuoi fare un lavoro di buona qualità devi tenere in considerazione proprio questi primi aspetti. Cobalto e carburo di tungsteno compongono la fresa che deve avere una maggiore resistenza, che solitamente corrisponde all’8% in più rispetto a un HSS, mentre il diamante è utilizzato per la perforazione delle piastrelle, del mattone e della pietra.
Le seghe a tazza sono progettate per eseguire un certo numero di giri al minuto, un parametro che non è trascurabile, perché assicura la prolungata durata dell’attrezzo. Per i materiali più duri è comunque
consigliabile l’utilizzo dei trapani, quelli di qualità maggiore sono prevedono una punta centratrice e la lama.
Potrebbe presentarsi la necessità di dover realizzare dei fori di grande diametro, un esempio potrebbe essere quello di agganciare una cerniera all’anta, nel caso della lavorazione del legno. In questo caso
diventa fondamentale l’utilizzo di una fresa a tazza, che un accessorio da applicare al trapano o all’avvitatore.
Per procedere bisogna avere chiari due parametri, uno è su quale materiale si ha intenzione di effettuare il foro, l’altro è di che diametro deve essere il foro da realizzare. Importante è la scelta della qualità dello
strumento, che ti permetterà di fare meno fatica e di ottenere un risultato ottimale, senza rischiare di danneggiare la superficie del materiale sul quale andare a fare il foro.

Un accorgimento da non trascurare quando si deve forare un materiale molto duro è che durante la foratura bisogna sempre inumidire la superficie con dell’acqua, ciò è utile per effettuare meglio il taglio
evitando attriti e percussioni, in questo modo si evita di bruciare la lama o il motore del trapano.

Come scegliere la larghezza della lama per la sega a nastro

L’utilizzo di lame più resistenti è necessario per supportare le pressioni delle operazioni. Per questo è importante consultare il manuale della macchina per sapere qual è la larghezza massima e minima della lama supportata.
Se sei un tornitore puoi utilizzare la sega a nastro per effettuare fori in maniera sicura ed efficace, dovrai, quindi, scegliere il raggio, la forma e l’altezza del dente di cui avrai bisogno. La forma del dente regolare, o
triangolare, è disponibile per lame con 10 o più denti per pollice, grazie alla minore quantità di rifiuti prodotta.
Queste considerazioni deriveranno dal tipo di lavoro e di taglio che intendi eseguire, dato che la qualità del taglio può essere influenzata negativamente dalla tipologia dei denti.
Ecco alcune tipologie di lama per sega a nastro (su crocoblade.com troverai molti suggerimenti) da prendere in considerazione:
 3 tpi (denti per pollice): questa tipologia di lama è utilizzata per effettuare un taglio profondo, ma il risultato è una finitura ruvida, tuttavia la velocità di avanzamento e la migliore tensione miglioreranno la finitura del taglio;
 4 tpi (denti per pollice): tipologia di lama ideale per un uso generico. La finitura può essere
migliorata con l’avanzamento più lento e una buona tensione;
 6 tpi (denti per pollice): questa lama è ottima per un uso generico, più adatta per i tagli trasversali fino a 150 mm e tagli in sezioni fino a 50 mm di spessore, tuttavia è possibile effettuare tagli di sezioni più spesse con avanzamento più lento;
 10 tpi (denti per pollice): ottima per tagliare compensato e MDF (Medium-density fibreboard), metalli non ferrosi e plastica. La finitura è buona quando si tagliano legnami naturali, ma la velocità di avanzamento deve essere lenta e la profondità massima di taglio non deve superare i 50 mm. Nel caso straordinario di taglio di metalli è necessario ridurre la velocità il più possibile, specialmente quando si tagliano metalli ferrosi o ghisa;
 14, 24 e 32 tpi (denti per pollice): questa lama produce un taglio molto pulito ed è idonea per compensato, plastica e MDF. Permette di effettuare tagli finissimi per i legni naturali, ma è importante che non siano più sottili di 25mm di spessore. Queste lame sono ottime da usare a basse velocità, soprattutto per il taglio di metalli non ferrosi.
Non è semplice scegliere la lama più idonea, il primo passo è quello della scelta della lunghezza. Per le macchine è consigliabile una lunghezza fino a 70 1/12″, ma bisogna tenere in considerazione che le piccole macchine possono supportare una lama altamente flessibile, con ruote di piccolo diametro e motori con potenza relativamente bassa. Nella gamma di denti disponibili sul mercato sono presenti anche lame con denti diamantati, che sono così incredibilmente affilati e rimangono affilati per almeno il 30% di tempo in più. Le lame provviste di questi denti lavorano estremamente bene su tutti i materiali e offrono una finitura di alta qualità e un taglio netto.
Si tratta di denti super affilati e duri, che hanno il vantaggio di avere una lunga durata di taglio e un taglio morbido e silenzioso.
Questo materiale ha, infatti, una resistenza molto maggiore al calore e all’abrasione, quindi offre migliori prestazioni di taglio con quei materiali che potrebbero essere più problematici utilizzando una lama
standard. Grazie a questo tipo di dente è possibile tagliare con facilità tutti i tipi di materiale, compresi i legni abrasivi come il teak e le tavole artificiali come MDF e truciolare, dove la colla utilizzata non influenza la durata della vita della lama.

Abbiamo visto come le lame per seghe a nastro sono disponibili in un’ampia gamma di larghezze, design dei denti, materiali e configurazioni. Ma per qualsiasi tipo di taglio di precisione, la regola generale è di cercare sempre di tenere almeno tre denti nel materiale in ogni momento, in questo modo si ottiene maggiore stabilità e precisione, sia se si sta tagliando il metallo che nel caso del taglio del legno.

Tria cerca di dissipare i dubbi europei sull’economia italiana

“C’è un Def approvato da governo e Parlamento” e “il governo sta lavorando per attuare quello che c’e’ scritto nel Def”. E quel documento è stato approvato in Consiglio dei ministri anche da Matteo Salvini.

Giovanni Tria arriva a Bruxelles alla riunione dell’Eurogruppo preceduto dalle parole di fuoco del ministro dell’Interno che minaccia di ‘stracciare’ le regole su debito e deficit e dalle tensioni che soffiano sullo spread, e prova a rassicurare i partner europei preoccupati per la tenuta dei conti dell’Italia.

Il debito sarà quello previsto dal Def e Salvini lo ha votato, è il messaggio che il ministro dell’Economia porta al tavolo dei 19 per disinnescare le parole esplosive del capo della Lega.

“Campagna elettorale”

Quello che conta sono i documenti e gli impegni del governo sul debito e deficit sono scritti nero su bianco nel documento di economia e finanza.  
“In campagna elettorale i mercati finanziari sono un po’ in fibrillazione ma bisogna attenersi ai documenti”, ripete Tria, lasciando intendere che altro sono i proclami elettoralistici, altro gli impegni sottoscritti.

Tria bolla come ‘boutade da campagna elettorale’ l’ennesima ipotesi di uscita dell’Italia dalla zona euro e assesta un’altra stoccata al vicepremier quando i giornalisti chiedono se dopo il 26 maggio cambierà tutto come promette il ministro dell’Interno: “La Commissione resterà la stessa, per un po’”. 
L’esame dell’esecutivo all’Italia arriverà a giugno, dopo che la Commissione presenterà il suo ‘Country Report‘ per i vari Paesi. Le premesse non sono buone: le ultime previsioni di primavera hanno dipinto un quadro a tinte molto fosche dei fondamentali macro del Paese.

Dal Pil previsto in calo allo 0,1% nel 2019 al balzo del debito all’impennata del deficit oltre il 3% in caso di mancato aumento dell’Iva. E l’appello dei ministri delle Finanze dell’Eurozona che chiedono all’Italia il rispetto delle regole non lascia presagire molto di buono: dal tedesco Olaf Scholz al francese Bruno Le Maire al commissario Pierre Moscovici (il debito italiano al 140% del Pil? “Il 130% è già molto”, dice il responsabile Ue degli Affari economici) fino ai ‘piccoli’ danesi e lussemburghesi, la richiesta a Roma di tenere a posto i cordoni della borsa è unanime. 

Ma la bordata più pesante arriva dall’austriaco Hartwig Loeger che già alla vigilia dell’Eurogruppo, in una intervista aveva detto che l’Italia rischia di diventare ‘la nuova Grecia’, rilanciando le parole del cancelliere austriaco Sebastian Kurz. “Il collega dovrebbe pensare prima di parlare”, replica Tria. Ma Loeger incalza, “Tria dovrebbe trasmettere questo messaggio di saggezza a Salvini”, invece “ha ceduto”. L’Austria, ripete Loeger, chiederà alla Commissione questa volta di non fare sconti all’Italia e rimetterà sul tavolo la richiesta di sanzioni per chi non rispetta le regole.

Agi

Si ricomincia a parlare di un matrimonio tra Unicredit e Commerzbank

Dopo la vendita di circa metà della quota che aveva in Fineco tornano a farsi vive le voci di un interesse di Unicredit per Commerzbank. E, a sostanziare le indiscrezioni, arrivano anche i nomi degli advisor della banca guidata da Jean Pierre Mustier, che preferisce non commentare le indiscrezioni e i rumors di mercato, per poi, su richiesta della Consob, dover smentire di aver firmato “alcun mandato relativo a possibili operazioni di mercato”.

Secondo quanto riporta Reuters da Londra, la banca italiana avrebbe dato mandato a Lazard e JPMorgan di assisterla nel caso decidesse di presentare un’offerta sull’istituto tedesco dopo che sono saltate le trattative fra quest’ultimo e Deutsche Bank. La settimana scorsa, presentando i risultati, Mustier ha ribadito per l’ennesima volta di vedere difficili fusioni fra banche, soprattutto transfrontaliere e che il gruppo è impegnato a portare a termine gli obiettivi del proprio piano, Trasform 2019, che è su base organica, mentre prepara la nuova strategia, che sarà svelata a dicembre.

Al tempo stesso analisti e investitori continuano a interrogarsi su quelli che potrebbero essere gli obiettivi del gruppo, che, oltre alla vendita del 17% di Fineco, ha annunciato una serie di misure, fra cui la riduzione del portafoglio di titoli governativi italiani e un’evoluzione dell’organizzazione del gruppo per aumentare le opzioni e la flessibilità, specialmente sul fronte del costo del funding.

I dubbi dei mercati

Di sicuro i mercati non mostrano di gradire l’incertezza da questo punto di vista: se diverse analisi hanno sottolineato come un’operazione fra Unicredit, che in Germania è presente con la controllata Hvb, e Commerzbank abbia potenzialmente più senso di una fra quest’ultima e Deutsche Bank, al tempo stesso ogni volta che si diffonde la voce di questo interesse il titolo in Borsa soffre. Ad inizio aprile, quando si era diffusa l’indiscrezione, aveva lasciato sul terreno lo 0,66% a fronte di un andamento positivo dei bancari, mentre martedì ha perso l’1,69% dopo essere sprofondata a – 3,5% circa in pochi minuti appena si è diffusa la notizia.

Decisamente diverso l’andamento per la banca tedesca, che è immediatamente scattata al rialzo. Fra i due gruppi infatti è quello italiano ad avere una redditività maggiore e fra gli analisti in particolar modo desta perplessità l’idea che l’operazione possa essere finanziata in parte con il derivato della vendita della quota di Fineco, la cui marginalità è ancora superiore. Da segnalare infine che fra gli advisor individuati, secondo Reuters, per Lazard ci sarebbe Joerg Asmussen, ex viceministro delle Finanze tedesco, che potrebbe facilitare i rapporti con il governo di Berlino, che in Commerzbank ha una quota del 15% e che di fatto dovra’ dare il proprio placet all’operazione.

Agi