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Alimentazione Sana E Corretta, Diete, Ricette, Prodotti

Ad esempio, in soggetti con variazioni note nel gene FTO, l’esercizio fisico per un’ora ɑl giorno (camminate, bicicletta, etc.) hɑ un grande effetto sulⅼa perdita ⅾi peso, annullando ᥙn maggior rischio genetico Ԁi accumulare grassi. Questi geni, se non funzionano in modo ottimale а causa di possibili differenze genetiche, possono contribuire ɑ sviluppare sovrappeso օ ɑnche obesità, stɑti che possono condurre ad aⅼtri problemi Ԁi salute (malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, etc.). L’esperto risponde: perché іl colesterolo non cala аnche se sono a dieta? I legumi rappresentano ᥙna fonte preziosa ԁi proteine e ѕono privi di grasso: per qᥙesto possono sostituire ⅼa carne. In più, privarsi ɗi qualcosa per սn tempo più о meno prolungato fa sì сhe prima օ poi si perda il controllo e si esageri con ⅼe porzioni: e a quel punto addio dieta! Normalmente, а distanza dі 3/4 settimane dalla consegna Ԁel percorso alimentare personalizzato, viene stabilita ⅼa data per l’incontro successivo ɗi controllo.

Alimentazione Giornaliera

Intendiamo presentare ⅼe nuove frontiere dell’alimentazione ϲhe in questi anni һanno rivoluzionato ⅼo studi della scienza dell’alimentazione eliminando i concetti meccanicistici ԁi dieta come controllo delle calorie assunte е rivalutando il rapporto cibo benessere. Ꮮa nutrizione è սn elemento basilare nel rapporto salute e benessere coinvolto in ogni processo di guarigione. L’epigenetica һa per esempio messo in evidenza սn concetto a mio avviso importante: ⅼe scelte dietetiche fatte dai genitori possono influire ѕulla salute a lungο termine dei figli. Ad esempio ⅼa caffeina. Un esempio riguarda l’obesità, ᥙn problema complesso ϲhe risulta dɑ un’interazione trɑ lο stile ⅾi vita (alimentazione scorretta, vita sedentaria е ambiente) е fattori genetici. Le cause ⅾella malattia diverticolare ѕono multifattoriali е possono dipendere ѕia da fattori dietetici che da alterazioni strutturali ԁella parete intestinale е alterazioni delⅼa motilità intestinale. Altre varianti deⅼlo ѕtesso gene іnvece sono associate ad un maggior accumulo ⅾi tessuto adiposo più resistente all’effetto benefico dell’esercizio fisico, ѕenza comunque dimenticare ϲhe un insufficiente attività fisica Ԁeve sempre essere evitata, laddove non esistono controindicazioni specifiche.

Ꮮa dieta ɗel cane può essere arricchita е integrata cօn un ottimo prodotto che, se usato ϲon moderazione, apporta mоlti benefici ɑl tuo amico а quattro zampe: stiamo parlando dell’olio Ԁi salmone. Ma come funziona l’alimentazione umana е quanto Ԁeve essere varia per assicurare іl giusto equilibrio? Va detto, inoltre, сhe sbagliano аnche coloro chе optano per іl digiuno: si tratta infatti Ԁi una soluzione assai nociva per іl noѕtro organismo, in quanto risulta stressante per іl metabolismo. Տono dɑ evitare merendine, snacks dolci о salati in quanto ricchi ⅾi zuccheri semplici e grassi, сhe comprometterebbero l’appetito ⅾel pranzo. Ꮮa nutrigenetica е la nutrigenomica ѕono rami dellɑ scienza che si stanno ancora evolvendo. Indubbiamente, per ⅼa Nutrigenetica c’è ԁa aspettare ancora qualche anno ma ⅼe ricerche proseguono inesorabili. Recenti ricerche һanno dimostrato che il DNA е le nostre cellule ѕono in diretta comunicazione ⅽon le emozioni ϲhe proviamo гispetto alle nostre esperienze ɗi vita e all’atteggiamento ϲhe abbiamo verso di esse.

Alimentazione Ε Sport

Questa evidenza permette di elaborare una nutrizione “personalizzata” гispetto аlla costituzione ԁella persona. Ꮮa conoscenza ԁi queste variazioni һa un concreto valore applicativo negli interventi dietetici mirati all’elaborazione ɗi սna nutrizione disegnata ѕulla specifica costituzione Ԁella persona. A causa delle differenze nel DNA delle рersone, l’assorbimento, іl trasporto e lа metabolizzazione delle sostanze nutritive variano ԁa ᥙna persona all’altra. Alcune рersone, quindi, hanno più problemi а perdere peso гispetto ad aⅼtre a causa della particolare costituzione genetica. Ꮮe variazioni genetiche ci aiutano а comprendere perché alcune ρersone tendono a smaltire meցlio i grassi гispetto ɑi carboidrati ߋ tendono ad accumulare più facilmente peso se l’apporto calorico è sbilanciato ɑ favore dei carboidrati. Ti accorgerai ⅽhe riuscirai mеglio a controllare il pasto successivo е a non esagerare ⅼa quantità Ԁi cibo. L‘alimentazione è ᥙna scienza che studia ⅼa corretta nutrizione per assicurare ⅼa giusta quantità e lа miglior qualità ԁi elementi nutritivi quali vitamine, carboidrati, grassi е proteine a tutto iⅼ corpo. Cosа sоno i grassi e a c᧐sa servono i grassi? Ne sono ᥙn esempio ⅼe piccole variazioni neі geni definiti dalle sigle MTHFR, APOE е APOA1.

Un’appropriata conoscenza delle variazioni genetiche presenti neі nostri geni permette ɗi aiutare i professionisti Ԁella salute nell’elaborazione ԁi regimi dietetici personalizzati e più efficaci. Per gli adulti gli acidi grassi permettono ᥙn buon funzionamento Ԁel sistema nervoso centrale ed in particolare neⅼla regolazione dei nostri riflessi e del noѕtro umore. Nutraceutica è ⅼa scienza che studia gli alimenti e in particolare le molecole е principi attivi benefici per ⅼa salute, contenute in piante, animali, minerali е microrganismi. Un ɑltro esempio applicativo ⅾella nutrigenetica è ⅼa determinazione della sensibilità ad alimenti specifici. Ꮮa NUTRIGENETICA è սna scienza ɗi ultima generazione ϲhe concentra lߋ sguardo ѕul singolo individuo e sulle sue caratteristiche genetiche relazionandole ɑlla sua alimentazione, аl suo metabolismo, alle predisposizioni individuali ed all’ambiente in ϲui vive. ᒪa Nutrigenomica è importante e affascinante perchè ci aiuta а strutturare ᥙn piano alimentare più personalizzato possibile ѕulla base delle caratteristiche genetiche ԁi ogni singolo individuo: in qᥙesto caso diventa NUTRIGENETICA. ᒪa diffusione ɗella nutrigenetica ⅽon lo studio dei polimorfismi Snp е dei test genetici correlati è utile oggi per promuovere ⅼo sviluppo Ԁella cosiddetta “medicina predittiva”,mа oggi sappiamo anche che l’Epigenetica riscriverà ⅼe regole ԁella malattia, dell’ereditarietà е dell’identità. Gli indicatori spiegano ɑnche perché lе persone con specifiche impronte genetiche riescono а ridurre l’eccesso Ԁi grasso con maggiore facilità se praticano attività fisica.

Infine, l’EPIGENETICA è ⅼa scienza ϲhe studia i meccanismi molecolari per mezzo dei quali l’ambiente controlla l’attività ԁel nostrο DNA, e neⅼla definizione di ambiente rientrano ɑnche gli alimenti. Non tutti gli individui rispondono ad սn alimento nello steѕso modo. Un Nutraceutico è ᥙn alimento-farmaco, cioè ᥙn alimento salutare che associa alle sue caratteristiche nutrizionali convenzionali ⅼe proprietà funzionali е terapeutiche ⅾi altri suoi componenti. Mercoledì 08.05.2019 alle ore 15:30 presso l’Aula centrale ɗi Via Androne, 81 – Sezione Biologia Animale – si terrà l’evento dal titolo “Il cross talk DNA-nutrienti e nutrienti-DNA: percorsi di nutrigenetica e nutrigenomica”. Ꮮa nutrigenetica mira ad identificare ⅼe variazioni genetiche che causano differenze nella risposta fenotipica alle molecole introdotte ϲon la dieta. Da questa branca ɗella scienza che prende il nome ⅾi nutrigenetica (interazione tra nutrizione е genetica) derivano informazioni importanti per ⅼa salute dі ognuno di noi. GENODIET System è l’innovativo Test Genetico ϲhe permette di personalizzare alimentazione е stile di vita per prevenire patologie е restare più a lᥙngo in salute. 23 MAR – (Reuters Health) – Lo studio è іl ρrimo а stimare ѕia l’impatto sսlla salute chе sul cambiamento climatico ɗi una dinamica evolutiva delⅼa nutrizione globale ⅽon una dieta principalmente basata sui vegetali.

Per maggiori dettagli ѕu diete equilibrate gentilmente visitate іl noѕtro sito.

Agriturismo Castiglione della Pescaia , Con Piscina, In Toscana

L’Agriturismo a Castiglione della Pescaia in toscana  è situato nel verde della Maremma Toscana, ai piedi dei paesi etruschi di Buriano e Vetulonia, offre alloggio in abitazioni con ingresso indipendente. Il turista può organizzare le sue vacanze in Toscana, consultare itinerari turistici e scegliere le migliori escursioni per una vacanza all’avventura nelle campagne toscane. La piccola, familiare Casa Vacanze  con i suoi 8 rustici e confortevoli appartamenti bilocali è situata tra i confini dei comuni Massa Marittima e Gavorrano. Il benessere degli ospiti è garantito da appartamenti e suite, sempre con spazio esterno provvisto di tavolo e sedie, dotate di comfort degni di un hotel a 5 stelle. A disposizione degli ospiti campo da calcetto, pallavolo e piscina. Proprio in questi luoghi è possibile incontrare degli appartamenti vacanze ricercati, dove l’offerta proposta incrocia la migliore eno gastronomia dell’entroterra alle divertenti attrazioni turistiche legate alla vicinanza al mare. In Toscana tutto ha il sapore della storia, compresi alcuni agriturismi o casa vacanze. Un piccolo paradiso sulle colline verdi della Maremma Toscana, San Ottaviano è il luogo ideale per vivere la vera Toscana. Guida Toscana è il portale turistico per tutta la Toscana, informazioni turistiche, itinerari turistici toscani dettagliati e visite guidate per il turista che vuole conoscere tutto sulle bellezze della regione Toscana.

Podere Castiglione Della Pescaia Grosseto 

è ideale anche per gli sportivi che, oltre al piacere della piscina con idromassaggio e scivoli d’acqua, potranno approfittare anche della presenza di campi da tennis mentre, per i più piccini, è riservata un’area giochi attrezzata. Il balcone e la terrazza panoramica rappresentano gli spazi comuni dedicati agli ospiti, i quali possono usufruire di sei posti letto inseriti nei due piani della villa. Situato di fronte Parco Naturale della Maremma, Podere vacanze dotato sia di camere che di appartamenti con spazi esterni attrezzati, barbecue e piscina, a poca distanza dal mare. A soli 8 km da Firenze, il residence vacanza, circondato da oliveti e vigneti, offre ai propri ospiti un soggiorno in camere e appartamenti a contatto con la natura. Ottimo compromesso fra vacanze verdi, culturali o sportive, sulle colline della Maremma grossetana, a soli 5 km da Massa Marittima, è ecologico e offre prodotti genuini. L’agriturismo è ideale per vacanze in famiglia così come per le coppie.

Agriturismo a Castiglione della Pescaia

Offre comodi alloggi e dispone di una piscina e un . Nel Chianti Rufina, circondata da 12 ha di oliveti, la Villa storica offre suite e appartamenti sapientemente ristrutturati, piscina e ristorante. L’Agriturismo è immerso nel silenzio , un luogo dove ritrovare la quiete e la natura autentica. Gli agriturismi si trova a metà strada tra Firenze e Siena, nella campagna del Chianti . Piccolo borgo alle pendici della Montagnola a soli 12 km da Siena, in parte adibito ad abitazione della famiglia ed in parte ad agriturismi. Situato a soli 18 km dal mare di Castiglione della Pescaia, in una delle zone più belle e “vere”della Maremma questo podere ha una storia che ricalca quella di questa terra. Accogliente e caratteristico podere a 7 km da Siena con vino e olio di oliva bio aziendali e spaccio.

Casa Vacanza a Castiglione Della Pescaia Toscana vicino al mare

Si producono vino e olio BIO. Per amanti della natura, del buon vino e del relax. Nel silenzio della campagna maremmana potete godere di una vacanza relax all’ombra dei nostri pini e cipressi, degustare vini locali nelle cantine dei dintorni, assaggiare prelibatezze nostrane dai produttori locali. Nel comune di Collesalvetti, in provincia di Livorno, un casolare del ‘700 sapientemente ristrutturato offre camere e appartamenti con splendida vista sulla campagna circostante. 2 Camere Matrimoniali accoglienti e luminose avvolti dagli splendidi paesaggi di Maremma a pochi minuti dal Mare! 4 appartamenti e 2 ampie camere nel tipico stile maremmano, in una struttura circondata da campi di girasoli. Cinque appartamenti in una colonica in pietra nel cuore dell’Alta Valdera, con piscina e a 10 minuti dalle Terme di Casciana. Siamo nel cuore del Casentino, ed offriamo 3 deliziosi appartamenti immersi nel verde e relax della Valle, ai confini dell? Un angolo dove trovare l’armonia dell’arte, la ricchezza del proprio territorio, l’orgoglio di aver dato i natali al più famoso burattino del mondo: Pinocchio, la schiettezza della gente, il relax vivificante di acque preziose.

Appartamenti Vacanze Farm holiday Mare Grosseto

Nel bel mezzo della Maremma grossetana, tra frutteti e vigneti sorge la residenza con una piscina Castiglione della pescaia e un laghetto per offrirvi un relax senza eguali. Su ogni portale del gruppo potete consultare album fotografici diversi e guardare video specifici e relativi alla località preferita per la vostra vacanza. A 4 km dal mare, nel cuore della Maremma, è una fattoria didattica con allevamento di bovini, vari alloggi, cucine e diversi servizi per vivere la campagna toscana in autonomia. Un agriturismo a Castiglione della Pescaia è la soluzione ottimale per godersi una vacanza nel centro cittadino toscano in pieno relax, abbandonando per un attimo lo stress della vita quotidiana. gli ‘Agriturismi a Castiglioncello vi offrirà una vacanza in totale relax, fatta di scorci sul meraviglioso paesaggio circostante e sulla vita degli animali che popolano questi boschi. Giardino dei Sugheri b&b in Maremma, nasce da un’attenta ristrutturazione che ha ridato vita ad un antico podere toscano.

Per ulteriori informazioni su agriturismi a Castiglione della Pescaia visitate il nostro sito.

Esclusive e Fantastiche Vacanze In Agriturismo Toscana

agriturismo in toscana per bambini Vuoi fare delle lezioni di cucina, noleggiare una mountain bike, degustare i vini della zona? Nel Parco della Val d’Orcia, nella splendida cornice disegnata dai vigneti aziendali, offre sistemazione accoglienti, piscina e degustazioni di vini a pochi km da Montalcino. In provincia di Livorno, immerso nella Val di Cornia e vicino al mare della Costa degli Etruschi, ospita in sette grandi appartamenti dotati di spazi verdi attrezzati. Ristorazione tipica, wifi gratis, ampi spazi verdi. Agriturismo caratterizzato da una bella vista paesaggistica delle verdi colline della Valdichiana, dove è possibile provare e cucinare piatti della tradizione contadina Toscana. Agriturismo situato tra le verdi colline delle Crete Senesi, offre alloggio in appartamenti ristrutturati e arredati in stile toscano, circondati da un suggestivo panorama. Benvenuti in uno degli appartamenti del nostro agriturismi in Toscana con appartamenti e ville (http://www.casacontidisotto.it) ideale per coppie o famiglie con bambini, destinazione di hospitality perfetta per vacanze di puro relax. I bambini sono i benvenuti in questa struttura!

Potrete inoltre gustare una deliziosa cena nel ristorante con terrazza panoramica.

Ci sono inoltre alcune biciclette a disposizione degli ospiti, per esplorare la zona. Per gli ospiti sono disponibili anche biciclette a noleggio per escursioni all’interno del Parco della Maremma o per una semplice passeggiata verso il mare facilmente raggiungibile attraverso una comoda e panoramica pista ciclabile. Potrete inoltre gustare una deliziosa cena nel ristorante con terrazza panoramica. Antico castelletto medioevale situato sulle colline Toscane a 20 minuti da Firenze, offre alloggio in camere, piscina privata e ristorante tipico Toscano. Nel ristorante e nel negozio potrete assaggiare e acquistare tutti i prodotti dell’agriturismo (vino, olio, tartufi, salumi) e alcuni prodotti locali. Più tardi nel basso medioevo, prevalse la voce Tuscia, e questa è la denominazione nella ripartizione di Diocleziano. Anche solo per sapere che voce abbiamo o per sottoporci alcune vostre esigenze particolari. Assenza di intermediari e agenzie, solo Internet. Spesso gli ospiti non vogliono solo visitare le città o i villaggi toscani ma vogliono ritrovare ritmi di vita più lenti e rilassati. Tutti gli ambienti sono vicini e possono in parte diventare comunicanti per ospitare le famiglie o i gruppi più numerosi.

Residence Toscana Spa

Soprattutto in alta stagione qui troverete molte altre famiglie. L’agriturismo è circondato da vigneti e uliveti, potrete rilassarvi e godere del bellissimo paesaggio in piscina o nel giardino del vostro appartamento. L’agriturismo La Sala offre soggiorni unici a 15 minuti da Greve in Chianti, a soli 3 Km di distanza da un maneggio ed a 12 Km dal Circolo del Golf Ugolino. Tra le colline e a pochi km dal mare un angolo di relax per sentirsi come a casa propria dopo una gita nelle città d’arte e nei borghi medioevali. Circondata da dolci colline, a pochi km da Casciana Terme, in una casa colonica del 1825, 4 appartamenti e 3 camere offrono relax e la vista sul paesaggio toscano. Oggi le vecchie case rurali di una volta sono state trasformate in comode residenze con piscina, dove le camere o gli appartamenti sono dotati di riscaldamento e aria condizionata. In un agriturismo a misura di bambino si potranno mangiare cibi freschi e genuini, fare gustose merende con ingredienti semplici e sani, proprio come una volta. Negli agriturismi è possibile assaggiare i piatti tipici della tradizione toscana cucinati partendo da ingredienti di produzione diretta come il vino, l’olio extra vergine di oliva, ma anche vinsanto, verdura, uova, polli conigli, agnelli e molto altro.

È quanto emerge dal portale “Agriturismo.it”, partner di “Casevacanza.it”, che sottolinea come l’anno appena trascorso sia stato molto positivo per gli agriturismi italiani. Questo è uno dei migliori agriturismi per i bambini. Immergetevi nella Maremma toscana e nelle sue tradizioni e tornate a riassaporare uno stile di vita semplice ma vero approfittando della vostra vacanza in Toscana, per portare a casa ricordi indimenticabili. Per i nostri ospiti abbiamo due appartamenti e una camera perfettamente arredati in stile toscano e muniti di tutti i confort. Come posto tappa per cavalli e cavalieri di passaggio, è disponibile anche una camera oltre alle strutture di accoglienza per i cavalli. La vita oggi scorre a ritmi troppo frenetici e forsennati e non c’è più tempo per le cose essenziali come conversare con gli altri, scambiarsi le proprie esperienze ed i propri punti di vista. All’interno della colonica c’è una grande stanza con camino a disposizione degli ospiti per mangiare insieme e conoscerci.

Agriturismo appartamenti In Toscana

Organizzato su due livelli, questo appartamento presenta al piano terreno una cucina con angolo di cottura in muratura con tavolo e sedie di fronte ad una grande finestra che si affaccia sul giardino. Oltre ad una grande piscina di 15×8 metri, c’è una piscina per i più piccoli, un campo da calcetto, un parco giochi e alcuni animali. A disposizione degli ospiti campo da calcetto, pallavolo e piscina. Sulle colline toscane, elegante dimora con piscina panoramica con alloggio in appartamenti dotati di ogni comfort. Sulle colline senesi della Val di Chiana accoglie gli ospiti in appartamenti indipendenti in prossimità di un bosco e la possibilità di gustare prodotti tipici. La casa Vacanza in toscana è facilmente raggiungibile da Roma, è in piena campagna, in zona termale e in posizione strategica per visitare le città di Toscana e Umbria. Abbiamo scelto come mezzo per comunicare il nostro sito internet e alcuni portali di informazione e prenotazione turistica.

Alitalia: differito al 26 luglio lo sciopero del personale navigante

La FNTA, Federazione che riunisce piloti e assistenti di volo di ANPAC, ANPAV e ANP – rende noto che le tre sigle hanno accolto l’invito del ministero dei Trasporti a differire al 26 luglio lo sciopero originariamente previsto per domani. “L’incontro convocato per il 3 luglio dal ministro Luigi Di Maio è certamente un segnale positivo, al momento purtroppo, pur riconoscendo l’impegno delle parti coinvolte al rilancio e allo sviluppo della compagnia di Bandiera, non sono emersi elementi rilevanti tali da revocare definitivamente l’azione di protesta”, sottolinea Fnta, che si dice “pronta ad affrontare, in modo costruttivo e nell’interesse del personale navigante, questa delicata fase di trattative con proposte concrete sia di carattere industriale che contrattuale. Nella piena consapevolezza che il rispetto dell’utenza e della mobilità siano fondamentali in un Paese come il nostro, anche a forte vocazione turistica, è necessario ribadire che le tempistiche per risolvere con successo la crisi Alitalia sono compresse e che le basi, per creare quel sistema virtuoso a cui si fa riferimento da tempo, vadano gettate nel breve periodo”.

Agi

I sindacati ripartono dal Sud

Almeno ventimila persone hanno partecipato a Reggio Calabria alla manifestazione nazionale unitaria organizzata da Cgil, Cisl e Uil. “Ripartiamo dal Sud per unire il Paese” è lo slogan. Circa trecento i pullman provenienti da ogni parte d’Italia. Nonostante il centro cittadino completamente paralizzato, lo spiegamento di forze dell’ordine ha garantito la sicurezza della manifestazione che si eèsvolta senza problemi di ordine pubblico.

Sul palco allestito in piazza Duomo, si sono alternati i tre segretari generali confederali, di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Unico comune denominatore la richiesta al governo di cambiare la politica economica del Paese, soprattutto per aiutare il Sud in gravissima difficoltà.

“Salvini ha raccontato per mesi che si cambiava il Paese chiudendo i porti. Diciamoglielo – ha affermato Landini – quello che è successo, hanno chiuso i porti ma sono i giovani del Sud che continuano ad andarsene fuori dal nostro Paese, sono più di 200 mila che se ne vanno e vorrei fargli notare che gli altri Paesi d’Europa che sono un po’ più intelligenti di noi non hanno chiuso le frontiere, anzi usano l’intelligenza dei nostri ingegneri e dei nostri giovani per far funzionare meglio i loro Paesi. La vera sicurezza di cui abbiamo bisogno – ha scandito Landini – è la lotta contro la malavita organizzata. In un Paese diviso com’è il nostro, con grandi diseguaglianze, l’unico elemento che lo unisce davvero è che oggi la mafia, la ‘ndrangheta, e la malavita organizzata sono al Nord come al Sud, uguale”.

Il segretario generale della Cgil si è rivolto anche al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio “che dal balcone – ha ricordato – annunciò che il governo con un provvedimento aveva cancellato la povertà, gli dovremmo far vedere che al contrario, non i sindacati, ma l’Istat nei giorni scorsi ha certificato che la povertà purtroppo è aumentata, sia quella relativa che il resto. Ma il dato con cui fare i conti – ha concluso Landini – è che oggi si è poveri lavorando, per questo il problema è che combattere la povertà vuol dire affermare i diritti, vuol dire cambiare la politica economica”.

Barbagallo ha definito “immondizia” l’autonomia differenziata e ha ironizzato sui navigator “sono assunti come precari e dovrebbero offrire lavoro a tempo indeterminato agli altri?” e sulla manutenzione delle grandi opere “l’unico ponte che non cadrà è quello sullo Stretto di Messina, perché non l’hanno fatto”, ammonendo il governo che con quella di oggi finisce la fase delle grandi manifestazioni, “se non ci convocano sarà sciopero“. A stretto giro di posta è comunque arrivata la dichiarazione di Salvini: “Entro luglio saranno invitati al Viminale“.

La Furlan ha sottolineato che “oggi il Mezzogiorno invece di essere al centro dell’agenda politica, invece di essere la priorità assoluta, continua a essere completamente dimenticato”. Infine Furlan ha dedicato la manifestazione ad Agostino Filandro, il 42enne morto per un incidente sul lavoro venerdì nell’area del porto di Gioia Tauro. Ai bordi del palco il segretario nazionale del Partito democratico, Nicola Zingaretti, parlando coi giornalisti ha osservato che la manifestazione dei sindacati dimostra “che si può riprendere non solo una battaglia politica e una lotta, ma si può soprattutto ricostruire un’alternativa che manca a questo Paese, siamo qui per dare rappresentanza a chi ha capito che Di Maio e Salvini con i loro selfie hanno preso in giro questa grande nostra comunità italiana”.

In corteo anche il governatore della Calabria, Mario Oliverio, con una delegazione di Giunta, il quale ha sottolineato la necessità che il Governo riaccenda i fari sul Mezzogiorno. 

Agi

Racheli (Saipem): in Kuwait progetto pilota digitalizzazione drilling

“La digitalizzazione, insieme alla standardizzazione delle competenze del personale operativo e la cooperazione e gestione multi-equipaggio, è il futuro del drilling. Combinati tra loro questi elementi hanno un effetto più che positivo in un’ambiente rischioso e complesso come una piattaforma di perforazione apportando una riduzione del rischio”.

A dirlo è Francesco Racheli, coo della divisione Drilling onshore di Saipem, durante il suo intervento al World drilling conference & exhibition 2019 organizzato da Iadc (International association of drilling contractors) e tenutasi oggi a Milano.

“Gli esempi che ci vengono dall’industria dell’aviazione, dove le cabine di comando sono ambienti altrettanto rischiosi e complessi”, ha aggiunto il manager, “possono apportare grossi benefici in termini di sicurezza al settore del  drilling. Saipem ha, infatti, recentemente lanciato un progetto pilota in Kuwait per la digitalizzazione delle sue operazioni di perforazione. Il progetto implica benefici quali il miglioramento dei tempi morti invisibili, la sicurezza, la manutenzione preventiva e l’automazione. Tali benefici sono applicabili in futuro su tutta la flotta”.

Il drilling onshore, ha detto ancora Racheli, “è un’attività strategica per Saipem in un’ottica di innovazione e di diversificazione geografica e di business: l’obiettivo è sviluppare tutto il potenziale dei nostri sistemi di perforazione espandendoci in alcune attività adiacenti all’O&G, come quelle non convenzionali e geotermiche. Le acquisizioni più significative del primo trimestre del 2019, che dimostrano la dinamicità del settore”, ha concluso, “sono relative a nuove commesse che verranno realizzate in Bolivia e in Arabia Saudita e a estensioni di lavori già in corso in Arabia Saudita, Perù, Marocco e Romania”.

Agi

La Fed lascia i tassi invariati tra il 2,25% e il 2,5%

La Federal Reserve ha lasciato invariato i tassi di riferimento all’interno della forchetta compresa tra il 2,25 e il 2,50%. Un componente del Fomc, il direttivo dell’istituto centrale statunitense, ha votato contro la decisione. 

Aumenta “l’incertezza” sulla crescita dell’economia statunitense, si legge nella nota della Fed, che agirà “in modo appropriato per sostenere l’espansione economica”. Il linguaggio utilizzato lascia intendere che il taglio dei tassi arriverà a luglio.

Dal comunicato della Fed sparisce la parola “paziente” legata all’aumento dei tassi. E l’attesa ora è di una riduzione complessiva di mezzo punto nella seconda metà dell’anno. A favore di questa ipotesi si sono espressi 7 componenti su 17 del direttivo, mentre un ottavo ritiene sufficiente un ritocco dello 0,25%. Il membro dissenziente del Fomc, James Bullard della filiale di St Louis, avrebbe voluto che il processo di riduzione del costo del denaro venisse avviato sin da questa riunione con una riduzione di un quarto di punto.

A sostenere l’ipotesi di un taglio dei tassi sono anche le nuove previsioni economiche. La Fed si attende ora che la crescita dell’inflazione si fermi quest’anno all’1,5% contro l’1,8% inizialmente previsto. E l’incremento dei prezzi al consumo si fermerà all’1,8%, al di sotto quindo dell’obiettivo del 2%, anche l’anno prossimo. Confermata al 2,1% invece la crescita del Pil quest’anno, mente sale dall’1,9% al 2% la stima per il prossimo.

Agi

Perché gli americani non comprano più automobili italiane?

Il settore dell’automotive da sempre al centro dell’economia nazionale è in seria difficoltà. I dati Istat sulla produzione industriale descrivono ad aprile un crollo a doppia cifra per la fabbricazione di autoveicoli rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-17,1%). Incide su questa preoccupante flessione sicuramente lo stallo delle vendite di auto nel mercato interno. Al di là del lieve aumento registrato ad aprile (+1,47), a maggio (-1,19%) le immatricolazioni sono tornate a scendere, consolidando una contrazione che dura ormai da sedici mesi.

In controtendenza soltanto i veicoli a trazione elettrica, sempre di più scelti dagli italiani per motivi ecologici, complice l’ecobonus varato dal governo. Frenano quest’anno anche le esportazioni (-5,4%) in difficoltà per il delicato clima internazionale che non accenna a migliorare. Il 18 maggio il comparto automobilistico europeo è riuscito a scongiurare i dazi di Trump ottenendo una tregua di sei mesi. Se alla fine dovessero essere introdotti, per l’Italia sarebbe una vera stangata.

Quanto potrebbero costarci i dazi di Trump

A marzo secondo i dati dell’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia) gli Stati Uniti hanno drasticamente ridotto lo shopping di Fiat, Ferrari e di tutte le altre auto prodotte in Italia (-17,5%). Con l’eventuale entrata in vigore delle tariffe gli acquisti degli americani potrebbero ulteriormente diminuire. Un bel problema per il comparto, considerato che oggi per quanto riguarda le automobili sono il nostro principale importatore.

Varca l’Atlantico circa il 17,6%% delle vetture prodotte in Italia e destinate all’export. Significa che su un valore totale a marzo di 2 miliardi di esportazioni di veicoli, gli Stati Uniti hanno inciso per 340 milioni. Il rischio per la tenuta del settore è alto perché non sono da escludere crolli repentini come quello che si è verificato a febbraio nello scambio commerciale con la Turchia (-50,2%) per la svalutazione della lira. Se il bilancio dell’export nel 2018 si è chiuso in negativo (-5,4%), quindi, il 2019 procede in maniera ancora meno incoraggiante.

Come chiarisce l’Anfia, d’altronde, è destinata all’export più della metà di tutte le vetture prodotte (56,7%) in Italia, a fronte del 42,4% di dieci anni fa. Questi numeri sottolineano il ruolo sempre più cruciale delle esportazioni per il settore. Tuttavia, la bilancia commerciale resta pesantemente negativa a favore delle importazioni. A differenza della Francia e della Germania, infatti, dove non c’è una grande penetrazione delle case automobilistiche straniere, gli italiani preferiscono acquistare brand esteri, che detengono il 75% della quota del mercato interno.

Produzione italiana in affanno

Con un giro d’affari superiore ai 51 miliardi di fatturato e 162 mila addetti tra produzione di auto e componentistica, un’indagine dell’Istat del 2016 indica il comparto automobilistico come un perno dell’economia nazionale. Proprio per questo gli ultimi dati sulla produzione destano più di una preoccupazione. Il bollettino dell’istituto di statistica di maggio alla voce fabbricazione di autoveicoli (codice Ateco 29.1) è in rosso sia per questi primi quattro mesi del 2019 (-14,7%) che su base annuale (-17,1%).

Il trend negativo è confermato anche dalle indagini di Anfia che effettua una sua rilevazione contattando direttamente le case automobilistiche. Secondo i dati dell’associazione di categoria, nel 2018 sono state fabbricate 670 mila macchine, il 9,7% in meno rispetto al 2017 e se il confronto sui dodici mesi prende in considerazione il periodo aprile 2018 – aprile 2019, la riduzione raggiunge addirittura il 22%.

L’Italia non è isolata nel contesto europeo. Non stanno facendo meglio gli altri Paesi, in particolare la Germania e il Regno Unito che registrano un calo del 9% nel 2018. Sembra invece tenere la Spagna (-1,1%), seconda per volumi produttivi in Europa, e soprattutto la Francia (0,9%), l’unica col segno più nell’ultimo anno.

L’Italia, però, parte da premesse differenti rispetto a questi paesi perché osservando l‘indice di produzione delle auto elaborato dall’Eurostat per ogni singolo Stato, è evidente che solo l’Italia non sia riuscita a recuperare i livelli produttivi precedenti alla crisi economica. Al contrario, Germania e Spagna ormai hanno raggiunto la stessa produzione del 2008 e il Regno Unito ha addirittura migliorato le proprie performance. Oggi, quindi, il nostro è il sesto Paese produttore nell’Unione, superato anche dalla Repubblica Ceca che ha visto in questo decennio un vero e proprio boom.

Tra le varie anime del comparto nazionale, c’è però una filiera che resta competitiva nonostante l’ondata che ha travolto l’Europa. Si tratta del settore delle carrozzerie, il cui indice di produzione calcolato dall’Istat e riportato da Anfia si è impennato ad aprile (9,9%), ed è stato comunque positivo negli ultimi quattro mesi (6,3%), in netto contrasto come abbiamo visto con l’indice della fabbricazione di autoveicoli (-14,7%). Le carrozzerie fanno ben sperare anche per le ultime rilevazioni sugli ordinativi (+4,2%). Nessun segnale di ripresa, invece, per la fabbricazione dei componenti (-14,7%) e il prodotto finito (-11,1%).

Quante auto vengono immatricolate in Italia?

Secondo ANFIA, le nuove auto immatricolate nel maggio 2019 sono state 193.733, un dato che fa segnare un -1 % rispetto al maggio 2018 (il Ministero dei Trasporti si discosta leggermente da questi numeri, parlando di 193.307 auto per un -1,19%). Il dato si inserisce in un contesto che ormai da 16 mesi manifesta difficoltà, con rari segnali incoraggianti (come il timido segno positivo di aprile 2019) e diverse batoste, come quella dello scorso settembre quando la variazione percentuale tendenziale sul mese di settembre 2017 fu -25%.

Così, il “più” registrato ad aprile è il primo dato in attivo dallo scorso dicembre (+2%), seguito da tre mesi di variazione percentuale tendenziale negativa: -7% a gennaio, -2% a febbraio e -9,6% a marzo. Anche i numeri assoluti di immatricolazioni degli ultimi 12 anni mostrano la contrazione dei volumi del mercato dell’auto.

Come riporta Anfia, il 2007 è l’anno record delle vendite con due milioni e mezzo di vetture nuove, ma la crisi economica dell’anno successivo ha lasciato un segno ben visibile che, nel 2013, ha portato le nuove immatricolazioni a 1,3 milioni, poco più della metà delle auto nuove di sei anni prima. Secondo Anfia, la proiezione per il 2019 è di 1 milione e 850 mila nuove immatricolazioni, dato che confermerebbe il trend negativo per il secondo anno consecutivo.

La Fiat Panda, nelle sue varie versioni, è l’auto più venduta in Italia nel 2018 (più di 122 mila esemplari) e vede confermata la sua leadership anche nel mese di maggio, risultando il modello nuovo più immatricolato (13.631 unità), nettamente davanti a Fiat 500 (6.361) e Renault Clio (6.192). Fiat si conferma il costruttore con il maggior numero di auto immatricolate, davanti a Volkswagen e Renault, con i francesi che si piazzano sul podio di poco davanti a Ford. Rispetto a dodici mesi fa Fiat è stabile (-0,39%) mentre frena bruscamente Alfa Romeo (-51%). Arretra anche Renault (-14%), mentre crescono Mitsubishi (102%), Dacia (42%), Seat e Porsche (33%).

Il crollo del diesel

Maggio 2019 si dimostra in continuità anche sul versante delle scelte legate all’alimentazione dei veicoli. Per il secondo mese consecutivo il benzina vende più del diesel, mentre le ibride ormai hanno raggiunto le auto a gpl.

I motori a benzina sono il 44% delle nuove auto immatricolate contro il 41% del diesel: un effetto collaterale, scrive Anfia, della “demonizzazione” tout-court del diesel ma che non ha un riscontro positivo sulle emissioni, visto che i motori a benzina “hanno livelli emissivi più alti rispetto alle corrispondenti versioni diesel”. Gli ecobonus che premiamo le auto a emissioni massime di 70 grammi di CO2 per chilometro spingono la crescita delle auto elettriche e ibride: nell’ultima rilevazione mensile, Anfia le considera ormai appaiate al Gpl (13 mila a gpl contro 12 mila auto ibride/elettriche), con il metano ormai ampiamente staccato con sole 3700 immatricolazioni.

Gli effetti dell’ecobonus sul mercato delle ricaricabili

Stando ai numeri di Anfia, gli effetti dell’ecobonus entrato in vigore il 1° marzo sono ben visibili, dal momento che sono proprio le auto ricaricabili a crescere di più rispetto a dodici mesi fa. A maggio le auto elettriche sono date in crescita del 95% rispetto all’anno precedente, le ibride plug-in del 62,8%. I numeri dell’auto elettrica degli ultimi mesi sono notevoli: tra gennaio e aprile 2019 sono state immatricolate 300 auto elettriche in più rispetto a tutto il 2017 (2384 contro 2022), con maggio le elettriche sono arrivate a 3579: probabilmente, questi numeri sono conseguenza diretta dell’ecobonus. Inoltre, a maggio 2019, ANFIA riporta l’immatricolazione da parte di privati di 577 auto ricaricabili contro le 138 di maggio 2018.

Auto elettriche, ibride plug-in ed extended-range (autonomia estesa) sono auto ricaricabili, ovvero possono essere collegate alla rete elettriche per essere caricate al fine di circolare. Nei motori ibridi plug-in la trazione avviene congiuntamente grazie a motore elettrico e motore a combustione, nelle extended-range il motore a combustione è una sorta di appoggio. Queste categorie sono quelle probabilmente favorite dall’ecobonus introdotto dal Governo, visto che per accedere agli incentivi occorre scegliere un’automobile che emetta meno di 70 grammi di diossido di carbonio per chilometro.

Stando alla Guida sul risparmio di carburanti e sulle emissioni di CO2 delle autovetture disponibile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico – la cui versione più aggiornata è del 2016 – sono proprio queste categorie di autoveicoli quelle che rientrano più facilmente nei parametri previsti dalla legge. Nella guida nessuno dei veicoli a benzina, a gasolio, a benzina/gpl e a benzina/metano riesce a rientrare nella soglia di 70 g/km di CO2. Calcolando una media dei veicoli ad alimentazione alternativa, solo le ricaricabili rientrano tranquillamente in questi parametri. I termini della legge, inoltre, specificano che possono accedere all’ecobonus mezzi che comunque abbiano una “motorizzazione elettrica finalizzata alla trazione”.

Tuttavia, è bene specificare che le pur basse emissioni delle auto elettriche o più in generale delle ricaricabili non sono totalmente zero: l’impatto complessivo sull’ambiente dipende da come viene generata l’elettricità che le muove. In ogni caso, come ricorda l’Agenzia Europea dell’Ambiente, i veicoli elettrici sono più efficienti, sprecano meno energia, non producono ossidi di azoto e particolato, se si esclude quello derivante dai freni e dall’usura delle gomme. 

Agi

Il salto triplo dell’Africa tra innovazione digitale, svolta “green” e cooperazione

A Nairobi in Kenya nascono nuovi quartieri adibiti (come l’hub di Konza Technopolis) a ospitare startup, servizi digitali per la gestione della connessione a banda larga e nuovi modelli per un approccio più ampio e diffuso delle fonti rinnovabili. È la Silicon Savannah, il fiorente panorama tecnologico del Kenya. Se ne discute alla Summer School “Energy Management e Digital Innovation per lo Sviluppo Sostenibile in Africa Subsahariana” organizzata dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) insieme al Politecnico di Bari, che prenderà il via il prossimo 24 giugno proprio nel capoluogo pugliese.

Il programma prevede interventi di docenti tra cui Giulio Sapelli, Veronica Ronchi, e Manfred Hafner di FEEM; Mario Citelli e Vito Albino del Politecnico di Bari, Mario Giro dell’Università per Stranieri di Perugia. A loro si affiancheranno anche due tra le principali protagoniste di questa rivoluzione digitale e rinnovabile: Funké Michaels dell’Università di Nairobi e Ruth Ndegwa del Kenya Climate Innovation Centre.

Giovane, istruita e sana: benvenuti nell’Africa Sub-Sahariana

I ricercatori della Fondazione Eni Enrico Mattei ci spiegano che l’Africa Sub-Sahariana è in una posizione unica per trarre vantaggio dall’economia digitale: è giovane (il cosiddetto ‘dividendo demografico’ contribuisce all’incremento del PIL); meglio educata che in passato (l’alfabetizzazione è quasi ovunque al 70%); più ricca (il tasso di povertà estrema è calato dal 56 al 35 percento dal 1990); e vi è un rischio minore di contrarre Aids e malaria (tra il 2000 ed il 2012 la mortalità per malaria è calata del 50%). Un terzo della popolazione è in possesso di un telefono cellulare, i sistemi di moneta elettronica (e-mobile systems) sono in rapida espansione (si veda il successo di M-Pesa in Kenya), e una rete di start-up ispirato alla Silicon Valley si sta velocemente sviluppando, con 200 centri d’innovazione già esistenti e finanziamenti in crescita letteralmente esponenziale”.

Questo slancio di innovazione è trainato dalla tecnologia, che attira investimenti da ogni parte del mondo. Per rendersi conto dell’attenzione che c’è verso questa regione, basta vedere il programma della Nairobi Innovation Week che è in programma per la prima metà di giugno. Tra gli ospiti dell’evento, investitori internazionali e manager delle principali compagnie mondiali di smartphone e di servizi digitali. Anche giganti come Google hanno voluto contribuire alla crescita digitale del Kenya con un programma molto particolare: mandare in volo palloni aerostatici fino a 20 km di altezza per diffondere il segnale Internet anche nelle aree più remote del paese.

Il Kenya è capofila nell’innovazione digitale in Africa

“In questi ultimi 5-10 anni – spiega Mario Citelli, che è uno dei coordinatori della Summer School organizzata dalla Fondazione Eni Enrico Mattei – il Kenya ha conosciuto un vero e proprio boom dei dati sulla penetrazione delle infrastrutture di rete che è stato favorito proprio dalle condizioni preesistenti di grande arretratezza”. Due i fattori chiave: una rete prevalentemente aerea e una scarsa penetrazione sul territorio con indici tra i più bassi al mondo. “Non si è dovuto praticamente scavare per implementare le nuove reti e in più la diffusione del mobile ha fatto il resto”, aggiunge Citelli.

I dati, presentati dalla Communications Authority of Kenya parlano di un tasso di penetrazione in costante crescita che ha ormai raggiunto l’88,1% della popolazione. Sono questi i numeri che hanno sostenuto e sostengono progetti come la Silicon Savannah, il distretto tecnologico realizzato nel distretto di Kanza a una sessantina di chilometri da Nairobi sulla strada per Mombasa, principale porto commerciale del paese. Le ricadute, per tutta l’area Sub-Sahariana di questo nuovo ecosistema economico sono davvero tante e non riguardano solo il Kenya.

Funkè Michaels nel corso di una Lecture promossa dalla Fondazione Eni Enrico Mattei  a giugno 2018, ha spiegato: “Quando Calestous Juma, professore dell’Università di Harvard, parlò delle ricadute positive dell’innovazione tecnologica sulla geografia africana, pensava alla Kenyan Tech Valley e al suo impatto sul mercato nigeriano. Riuscì a prevedere quello che fino a poco tempo prima era considerato un evento improbabile: il sodalizio tra le app e i sistemi sviluppati dai kenyoti e il fiuto nigeriano per gli affari. Nelle imprese indigene come la Cellulant (Kenya e Nigeria), il progetto per la diffusione dei fertilizzanti ha permesso a un numero maggiore di contadini di accedere alle sovvenzioni per questi prodotti, incrementando la produttività agricola dei rispettivi Paesi. Adesso gli agricoltori sanno che è possibile definire dei calendari digitali per la semina e accedere ai sussidi per i fertilizzanti. Ora ci si deve assicurare che i progressi fatti siano mantenuti. Attraverso le piattaforme di cross-learning e le opportunità di partenariati regionali, l’Africa si sta rapidamente preparando a sfruttare queste opportunità di formazione”.

Modelli errati sono quelli europei e del mondo occidentale

Nel corso della Summer School, Funkè Michaels, esperta di temi legati allo sviluppo, parlerà più nello specifico proprio di come le nuove tecnologie digitali stiano favorendo cambiamenti sostanziali nelle società africane. “La digitalizzazione non ha raggiunto le comunità rurali africane allo stesso tempo e con la stessa velocità e risultati. Per questo non possiamo basare la nostra osservazione solo sulle cifre perché la nostra popolazione non ha le stesse abitudini degli utenti come in Europa, per esempio. Non solo anche le statistiche ci dicono poco se pensiamo al fatto che molto spesso un singolo smartphone o un laptop possono essere usati da diversi utenti anche commerciali. In questo contesto diventa difficile basare l’incidenza e la distribuzione esclusivamente sui numeri. Tuttavia le storie di successo sono molte: la Mpesa del Kenya è conosciuta in tutto il mondo; e la digitalizzazione agricola della Nigeria ha portato a un database di agricoltori rurali che aiuta nella diffusione di informazioni e input agricoli come fertilizzanti. In Tanzania gli abitanti delle zone rurali stanno imparando a proteggere l’ambiente e a salvare gli alberi utilizzando le informazioni agricole fornite digitalmente per aumentare la produzione e la resa per metro. Sta succedendo in tutta l’Africa: la facilità di comunicazione e la disponibilità di informazioni continueranno ad essere un catalizzatore per l’innovazione e la crescita”.

È però in Kenya che questa rivoluzione sta assumendo forme e strutture più solide, anche grazie a una attenta e costante azione di sostegno da parte del governo locale e di investitori privati, anche stranieri. “Il Kenya è un laboratorio, ma lo è tutta l’Africa, dove si sperimentano nuove forme di organizzazione del territorio, dell’economia, della società; con processi accelerati visto che l’evoluzione post-coloniale non ha ancora creato significative e consistenti strutture intermedie sul modello occidentale. Quelle già presenti mantengono un alto grado di flessibilità, favorendo il cambiamento, anche con la formazione in molti casi di comunità funzionali che cercano di utilizzare positivamente nuovi e vecchi strumenti a loro disposizione”, dice ancora Mario Citelli. Questo processo spiega anche il successo e l’ampia diffusione dei nuovi strumenti digitali, come per esempio, M-Pesa, un sistema di pagamento in cui M sta per mobile, pesa per danaro in swahili, strumento per la circolazione di denaro, pagamenti e prestiti, attraverso telefono mobile e smartphone, che si appoggia a una rete di telecomunicazioni mobili.

“L’applicazione M-pesa – racconta Citelli – è il risultato di un’attività condotta da un ente di ricerca e sviluppo britannico, il Department for International Developmant (DFID), che nel 2002 registrò la diffusione informale del telefono in Africa orientale per anticipare e sostenere pagamenti. Nel 2005 viene affidata a Vodafone, attraverso la sua consociata Keniana Safaricom, la realizzazione di un’esperienza pilota, sfruttando un software realizzato da uno studente della Moi University, keniano. Nel 2007 l’applicazione viene lanciata come strumento di pagamento diffuso, con una gestione tecnica delegata a IBM e successivamente a Huawei. Negli anni successivi il servizio è lanciato anche in altri Paesi: Tanzania, Afghanistan, India, Romania e Albania. In Kenya il servizio è ora utilizzato da circa 22 milioni di persone (su 48 milioni di abitanti del Paese), a cui va aggiunta un’altra percentuale di persone che si avvale di servizi simili, avviati da altre compagnie telefoniche, competitor di Vodafone/Safaricom. Servizio che permette di depositare e ritirare denaro, trasferirlo tra utenti, pagare bollette e fatture; regolamentato per quanto riguarda l’identità degli utilizzatori, ma assolutamente al di fuori del sistema bancario. Nel 2008 un gruppo di banche operanti in Kenya tentò, attraverso azioni di lobbing, di fermare l’evoluzione del servizio, senza successo”.

Innovazione fondamentale per lo sviluppo di agricoltura ed energy mix

Un aspetto su cui le innovazioni digitali potranno fornire un ulteriore contributo è quello critico dell’accesso all’energia, soprattutto quella rinnovabile, uno dei cardini dell’Agenda per la Sostenibilità delle nazioni Unite e anche uno dei temi della Summer School organizzata dalla Fondazione Eni Enrico Mattei. I ricercatori della Fondazione spiegano che per sostenere queste nuove dinamiche, la regione sta registrando un cospicuo aumento di investimenti nell’energia pulita e proseguendo su questa strada potrebbe emanciparsi dalla sua dipendenza energetica, che da sempre costituisce uno dei principali ostacoli al suo sviluppo. Il futuro energetico dell’Africa passa inevitabilmente per le fonti rinnovabili. Meno del 25% delle abitazioni dell’Africa Sub-sahariana ha oggi accesso all’elettricità, appena il 10 per cento nelle aree rurali. Come risposta, i governi cercano una soluzione nelle energie rinnovabili, fissando obiettivi sempre più ambiziosi e investendo in tecnologie solari, eoliche e geotermiche. Secondo l’Agenzia internazionale delle energie rinnovabili (Irena), la quota di energia da rinnovabili in Africa potrà passare, in media, dal 17 del 2009 al 50% nel 2030.

Un esempio di come le tecnologie digitali possono sostenere la crescita e la migliore e più efficace distribuzione dell’energia è il progetto realizzato da Giacomo Falchetta, ricercatore FEEM che collabora al Future Energy Program coordinato da Manfred Hafner, che ha sviluppato un progetto, basato su Google Earth Engine, che incrocia dati satellitari, geografici e demografici per mostrare come si è diffusa l’elettrificazione in Africa Subsahariana dal 2014 a oggi. Questo dataset può essere utilizzato in molti ambiti: per esempio verificare quali sono i modi più efficienti per portare l’accesso all’elettricità oppure capire meglio come indirizzare gli investimenti per lo sviluppo o tenere traccia del SDG 7 Agenda 2030, per potenziali usi futuri concreti.

Il problema, infatti, non è verificare se il Sudafrica ha un tasso di accesso all’energia intorno all’85-90% e che il Malawi si attesta intorno al 25, perché questi dati sono molto semplici da reperire anche in modo tradizionale. Una domanda invece a cui è molto difficile rispondere è che a fronte dell’85% di persone che in Sudafrica hanno accesso all’energia ce n’è un 15% che non ce l’ha: questo dato riguarda diversi milioni di persone. Ma dove sono queste persone? Grazie alla mappatura è possibile avere un’idea più precisa in merito.

Agi

Whirlpool: Di Maio convoca un nuovo tavolo il 21 giugno

Il ministero dello Sviluppo economico ha convocato  il tavolo di crisi su Whirlpool, presieduto dal ministro Luigi Di Maio, per il 21 giugno prossimo alle 10. Lo si legge in una nota del Mise. Al centro dell’incontro la discussione sulla “situazione occupazionale e produttiva dell’azienda a seguito della volontà, espressa da parte della proprietà, di non chiudere e di non disimpegnarsi dal sito produttivo di Napoli”.

Giorni fa il ministro dello Sviluppo Economico aveva firmato la revoca dei fondi in seguito alla notizia che l’azienda intendeva cedere lo stabilimento ma Whirlpool ha poi negato di voler chiudere il sito. 

Tutti sapevano che lo stabilimento Wirlphool di Napoli “non se la cavava bene” ma il governo non conosceva in anticipo che l’aziende intendesse cedere il sito, aveva detto stamattina Di Maio, rispondendo ad una domanda durante la trasmissione Radio Anch’io.

“Che quello stabilimento era in condizione di difficoltà lo sapevamo tutti”, ha detto il vicepremier ricordando che i lavoratori erano in regime di solidarietà, ma rispondendo “assolutamente no” alla domanda se conosceva le intenzioni della azienda: “Sapevamo da sempre che lo stabilimento non se la cavava bene”. Secondo il vicepremier il tavolo di ieri ha permesso di compiere un “passettino in avanti”, dal momento che Wirlphool ha detto che resterà a Napoli.

Agi

Il piano di Salvini per fare la Flat Tax ed evitare la procedura di infrazione

Mantenere nella prossima legge di Bilancio solo una quota dei 23 miliardi necessari per la copertura delle clausole di salvaguardia dell’Iva e trasferire il grosso della cifra sugli anni successivi. È uno dei progetti a cui starebbe lavorando il governo. È soprattutto la Lega a spingere su questa prospettiva. Certo, l’ipotesi sarebbe percorribile se la Ue decidesse di concedere come lo scorso anno una quota di flessibilità ma una volta evitata la procedura di infrazione, si potrebbe andare verso questa direzione.

Il punto di caduta nel governo non è solo il modo in cui Roma debba rispondere a Bruxelles sulla procedura di infrazione aperta nei confronti dell’Italia per disavanzo eccessivo. Si sta già discutendo sulla prossima manovra da approntare. Del resto è stato lo stesso presidente del Consiglio a sottolineare che occorre parlarne subito, facendo intendere che non è possibile realizzarla in deficit.

Alle domande dei cronisti in merito Salvini ha glissato. Flat tax in deficit? “Io voglio tagliare le tasse, il piano è pronto. Ne parlerò con gli alleati”, ha tagliato corto il ministro dell’Interno che in serata ha riunito i ministri proprio per discutere sui provvedimenti economici. “Mi aspetto fatti”, ha detto anche in serata al Tg2.

Secondo il partito di via Bellerio la manovra si aggirerebbe intorno ai 35 miliardi. E punterebbe tutta su un piano di investimenti e riduzione delle tasse. “Non si capisce perché l’Europa dovrebbe bocciarla. Su quella dell’anno scorso c’erano delle riserve legate al reddito di cittadinanza, ma su questa non possono dire nulla”, mette le mani avanti un ‘big’ del partito di via Bellerio.

 

Il punto centrale della manovra per Salvini è la flat tax. Il responsabile dell’Economia, Giovanni Tria, non è convinto delle coperture. La priorità ora è scongiurare la procedura d’infrazione e ogni discussione sulle cifre legate a misure fiscali è prematura, a partire dalle coperture per la flat tax, sottolinea fonti del Mef.

Ma dal Carroccio la tesi è diversa: si tratterebbe di reperire 10 miliardi, il resto verrebbe dalla ridefinizione degli sconti fiscali e dagli 80 euro previsti dal governo Renzi. La platea della flat tax – sempre secondo quanto apprende l’Agi – coprirebbe i nuclei familiari sotto i 50 mila euro di reddito e sotto i 26 mila per i redditi singoli. La Lega punta anche sul taglio del cuneo fiscale, prevedendo circa 4 miliardi.

Nel vertice economico a Palazzo Chigi si è deciso di istituire sette tavoli sui vari aspetti della manovra: dalla flat tax al Sud, dalle ‘tax expenditure’ alle privatizzazioni. Salvini vorrebbe usare una parte dei risparmi derivanti dal reddito di cittadinanza e da quota 100 (si parla di circa tre miliardi) anche per la flat tax. Una linea non condivisa nell’esecutivo.

Il titolare dell’Interno ha spiegato di non volere “atteggiamenti alla Monti“. Sia il vicepremier leghista che Di Maio non intendono dare il via libera ad una manovra lacrime e sangue. “Deve essere espansiva, bisogna puntare al taglio delle tasse”, è la posizione sulla quale concordano il ministro dell’Interno e il responsabile dello Sviluppo e del Lavoro. Ma è una posizione che si scontra con la tesi espressa più volte dal ministro dell’Economia e dal premier Conte che non intendono mettere a repentaglio i conti pubblici. 

Agi

Istat: ad aprile produzione industriale -0,7% mese e -1,5% anno; auto giù del 17%

Nuovo calo della produzione industriale ad aprile, il secondo consecutivo. L’indice calcolato dall’Istat ha registrato una contrazione dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua. Il dato di marzo è stato rivisto invece a -1% rispetto al -0,9% comunicato in precedenza. 

Nella media del trimestre febbraio-aprile, riferisce ancora l’Istat, permane una variazione positiva (+0,7%) rispetto al trimestre precedente. L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale, di rilievo, solo per l’energia (+3,6%); diminuzioni si registrano, invece, per i beni strumentali (-2,5%) e, in misura più lieve, per i beni intermedi (- 0,7%) e i beni di consumo (-0,5%). Crolla, sempre ad aprile, la produzione di autoveicoli. Il dato, corretto per gli effetti del calendario, segnala una contrazione del 17,1% su base annua. Nei primi 4 mesi dell’anno la riduzione si attesta al 14,7%. 

Agi