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Appartamenti Vacanza Suvereto – Casa Vacanza Toscana

 Appartamenti vacanza Suvereto , è nella parte più alta della Maremma Toscana dove le colline incontrano il mare….. e si sposano con le isole. Ti affacci dalle finestre e vedi l’ Isola d’Elba che ti guarda. Il blu ed il verde che si abbracciano. Qui puoi fare escursioni nella campagna e nella macchia mediterranea, visitare borghi, Suvereto, Campiglia Marittima, Castagneto Carducci e Bolgheri, Massa Marittima, Volterra. Le città d’arte sono a pochi chilometri, Firenze e Siena. L imbarco per l’Isola dell’ Elba è a 20 Km (Piombino), la Costa degli Etruschi con il Golfo di Populonia ed i suoi scavi archeologici è lì vicino.

Casa Vacanza Suvereto

Appartamenti a Suvereto

Qui si possono trovare tra le migliori aziende agricole della zona, con ottime cantine ed ottimi vini e cantine d’autore sono a pochi passi.
Il palazzo in pietra è situato in un piccolo Borgo Toscano, Belvedere, a 2 Km da Suvereto (LI). E’ stato costruito nel 1600 dai nobili di Suvereto che fuggivano all’ aria malsana (malaria) che c’era nei dintorni. Vi sono 7 appartamenti dal monolocale, al bilocale e trilocale con ampie camere e cucine. Alcuni appartamenti sono dotati di caminetto.
Lo stile è quello tipico Toscano, con cotto ed infissi in legno.

Borgo BelvederePiazza San Tommaso 23, 57028 Loc. Belvedere, Suvereto, Italia
+39 366 398 81 38info@borgobelvedere.it

Da Lancia alle banche, quando per la salvezza vale un euro

L'ha inventate, manco a dirlo, il diritto romano. Si chiamavano "atti nummo uno" e sono le vendite a prezzo simbolico che avvengono soprattutto in caso di fusioni. Con il salvataggio di un'azienda (all'epoca "negotio") da parte di un'altra, generalmente dello stesso settore. L'esempio classico è quello della cessione nel 1969 della Lancia da Carlo Pesenti, che l'aveva rilevata da Gianni Lancia nel 1955, alla Fiat di Agnelli per "una lira" con contemporanea liberazione dai debiti.

Una tecnica che dura da millenni

La storia si ripete: nella vita di un'azienda possono arrivare momenti in cui si è troppo piccoli per continuare a svilupparsi o, semplicemente, per stare sul mercato. La soluzione viene dai Romani, si aggiorna ma rimane la stessa: un rivale più grande o meglio in salute offre il prezzo simbolico per un'azienda o per la parte dell'azienda che abbia ancora un minimo di prospettiva di vita e crescita.

Le banche in Italia

Il 10 maggio si è formalizzata l'aquisizione delle 'good bank' di Nuova Banca Etruria, Nuova Banca Marche e Nuova CariChieti da parte di Ubi-Banca. Un euro il prezzo pagato per le sole attività sane. Su cui poi è calato un piano di ulteriore ristrutturazione con cui entro il 2020 si avrà un taglio del 32% del personale: escono 1.569 persone sul totale di circa 4.900, appunto circa il 32% della forza lavoro.

Di queste, 530 hanno già aderito al fondo di solidarietà prima dell'acquisto di Ubi. Ora se ne dovrà andare un altro 22%, ovvero ben 1.000 dipendenti sugli attuali 4.400. La quarta banca, la Popolare di Ferrara, segue la stessa strada, direzione Banca Popolare dell'Emilia Romagna

Le banche venete

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca andranno, per un euro, a Intesa Sanpaolo. O meglio, la banca ha fatto l'offerta per le sole parti sane. Per il resto, sarà lo Stato a intervenire. La vicenda è in corso ed è una soluzione strettamente subordinata all'approvazione del decreto varato dal governo domenica 25 giugno.

Leggi anche: Le banche sono salve, ma quanto ci costa?

Il caso Barclay's

La Banca inglese è uscita l'anno scorso dal mercato italiano, lasciando a CheBanca! del gruppo Mediobanca la sua rete di sportelli e le attività, pagando 237 milioni alla società acquirente.

Il salvataggio del Banco Popular

In Spagna, il Banco Santander, il primo istituto creditizio spagnolo, ha acquisito per un euro il Banco Popular, sull'orlo del fallimento. Poi lo ha ricapitalizzato con oltre 7 miliardi di euro. Senza l'intervento dello Stato. Ma, come scrive l'Associazione degli Ispettori della Banca centrale in una nota pubblicata nei giorni scorsi, "Esser soddisfatti perché un intervento si sia realizzato senza costi diretti per il contribuente è come essere contenti che un paziente sia morto senza contagiare nessuno".

 

 

 

 

Agi News

Progettazione Cucine professionali – Cucine Alessandro Benelli

Progettazione Cucine professionali – alessandrobenelli.it

Forti dell’esperienza ventennale di Benelli Alessandro nel settore, puntiamo ad essere il cambiamento nella ristorazione professionale. Non più progettista unico ma creazioni colletive, interconnessione di competenze, mescolanza di professionalità per la creazione di spazi unici, personali, costruiti a misura d’uomo e rispettosi per l’ambiente che lo circonda. Spingendoci oltre, non accontentandoci più del bello e ben fatto, ma progettando ambienti in cui la persona ritrovi la libertà dell’atto creativo; non più l’uomo a servizio di uno strumento di lavoro, ma lo strumento in completo mutamento per la creatività dell’uomo: non più lavoro ma arte.

Cucine professionali

Benelli e 3BStudio eseguono una progettazione scrupolosa ed originale tenendo conto delle esigenze della vostra struttura. Curiamo ogni dettaglio: dall’impiantistica all’assemblaggio di piani di lavoro unici; sopralluoghi e planimetrie per sistemi di aspirazione professionali, anche su grandi superfici; sistemi per il trattamento delle acque negli impianti idrotermosanitari e per il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti elettrici. Benelli e 3BStudio sono tra i pochi ad offrire una progettazione esecutiva in prospetto, ottenendo uno studio su carta utile in cantiere non solo ai nostri tecnici ma anche per tutti quegli operatori che intervengono nelle fasi realizzative. A disposizione scannerizzazioni e render 3D per la presentazione virtuale del progetto. L’esperienza del team è al servizio del cliente con il suo Know-how, la strumentazione e le forniture Angelo PoWinterhalterCillitAertecnoVeerbo con tecnologie di ultima generazione. Assistenza globale sul cantiere, documentazione degli interventi e delle attrezzature installate, formazione del personale.

www.benellialessandro.it/

SEDE LEGALE Via Bicocchi, 90 • FOLLONICA (GR) • DEPOSITO OPERATIVO Via dell’Artigianato, 494 • FOLLONICA (GR)
Tel. 0566 40023 • info@benellialessandro.it • www.benellialessandro.it

Vino: 40 metri sotto il mare,il segreto per un Bandol d’eccezione

(AGI/AFP) – Saint-Mandrier-sur-Mer (Francia), 24 giu. – Tuffarsi nelle profondita’ del Mediterraneo e scegliere un vino speciale, dal gusto inedito. Centoventi bottiglie di Bandol – binaco, rosso e rose’ – sono state messe a invecchiare per un anno a 40 metri sotto il mare, al largo della Costa Azzurra, per esaltarne gli aromi e generarne di nuovi. “Tutto e’ iniziato con la scoperta di anfore di centinaia o migliaia di anni, e con i piu’ recenti ritrovamenti di bottiglie di vino e champagne depositate per decenni sui fondali marini”, ha spiegato il direttore della scuola di sub di Saint-Mandrier (sud-est della Francia), Jerome Vincent, che negli anni si e’ appassionato a questo tipo di scoperte. Un ‘cacciatore di relitti’ che ha trovato decine di bottiglie affondate durante la Seconda Guerra Mondiale. “La gente di qui ha assaggiato questi vini e li ha molto apprezzati”, racconta Vincent spiegando come e’ nata l’idea di mettere a invecchiare il vino sul fondo del mare.
Cosi’ la casa di vini Bandol e la scuola sub di Saint-Mandrier hanno deciso nel 2016 di cercare il terreno piu’ adatto (parliamo di fondale marino…) per seppellire e far invecchiare alcune bottiglie di vino. La loro ricerca li ha portati in un’area protetta utilizzata dalla scuole di sub della zona per formare i propri allievi. Gli esperti di vino coinvolti nel progetto ritengono che “l’invecchiamento sott’acqua oltre ad esaltare gli aromi possa generarne di nuovi”, ha spiegato ancora Jerome Vincent. “Per il vino un buon invecchiamento e’ un lento invecchiamento. E nelle acque profonde, in assenza di luce, di aria e di sbalzi di temperatura la situazione e’ ideale”, ha spiegato uno dei produttori che partecipa all’esperimento. Cosi’ 120 bottiglie di Bandol sono state sepolte sotto il mare e altre 120 messe a invecchiare in una cantina tradizionale, cosi’ da essere dopo un anno stappate, degustate e confrontate. Alla prima degustazione si sono dati appuntamento diversi sommellier di fama nazionale e internazionale. Unanime il verdetto: il vino nelle bottiglie invecchiate in acqua “ha liberato tutta la complessita’ e la ricchezza dei suoi aromi”. L’esperimento e’ riuscito ma il costo di oltre 13.000 euro ha convinto i produttori di Bandol che avviare una produzione su larga scala sarebbe troppo oneroso. (AGI)
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Agi News

Siccita’: Martina, interventi per salvaguardare agricoltura

(AGI) – Roma, 22 giu. – “Dobbiamo tutelare al meglio il settore agricolo delle regioni colpite dalla siccita’ di queste settimane. Si tratta di alcune delle aree piu’ importanti a livello produttivo per la nostra agricoltura. Come Ministero stiamo seguendo da vicino la situazione in stretto coordinamento con il Ministero dell’Ambiente. Siamo pronti a gestire le richieste delle Regioni per l’attivazione delle misure del Fondo di solidarieta’ nazionale”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina.
“Occorre anche che tutti i soggetti preposti alla gestione, dai consorzi, ai bacini, alle regioni stesse, continuino a lavorare – ha continuato – in stretta sinergia per l’applicazione di tutti gli interventi utili alla salvaguardia delle produzioni agricole. Fenomeni come questa siccita’, che stanno diventando sempre meno sporadici, dimostrano quanto sia necessario il lavoro di contrasto al cambiamento climatico e l’aggiornamento degli strumenti di intervento europei e nazionali”.(AGI)
Bru

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Vendemmia: esperti, qualita’ “decisamente buona” -10% produzione

(AGI) – Roma, 22 giu. – La qualita’ del vino per la vendemmia di quest’anno sara’ “decisamente buona”, anche se caldo e sccita’ in Italia, come sull’intero Vecchio Continente, porta a prevedere una calo della produzioen del 10%.Sono queste le aspettative dei produttori e degli esperti del comparto, che pur mantengono un taglio prudente vista l’importanza del mese di luglio per la vendemmia. Spiega Ruenza Santandrea, coordinatrice vino Alleanza cooperative, “secondo i dati che abiamo ad oggi, che possono essere influenzate da qualche cambiamento metereologico nel mese di luglio, vi sara’ una buona qualita’ ed una minore quantita, che puo’ essere al momento quantificata in un meno 10%”. “Qualita’ decisamente buona”, aggiunge, che “premia un settore impegnato a a ‘fare squadra’. Di fronte ai cambiamenti delle occasioni di utilizzo del bere, diventato sempre di piu’ conviviale, il che ha portato a ricercare vini bianchi e rossi piu’ freschi, il sistema-vino e’ stato in grado di offrire dei prodotti di qualita’ con produzioni sfaccettate che sono state ben recepite dal mercato”. Certo i problemi restano: le prime tre aziende francesi fatturano il 50% del business di Parigi, da noi solo l’8% con diseconomie che pesano sulla parte commerciale e di markting, in quanto “il peso specifico delle imprese – spiega Ruenza Santandrea – nella competizione globale e’ assolutamente importante per questo serve un approccio che dia valore al ‘brand Italia’ nel suo complesso al di la’ della produzione, pur importante, della singola azienda. In questo come Alleanza delle Coperative abbiamo visto una crescita importante del vino di territorio che in modo cooperativo ha permsso a molte aziende di essere protagoniste dell’export”. La raccolta dei grappoli di Chardonnay e Pinot dovrebbe avvenire gia’ prima di Ferragosto, mentre subito a ruota seguiranno le altre uve. Non sara’ un’annata abbondante. Ora deve piovere un po’, ma un aiuto importante e’ venuto – spiegano gli esperti – dalla gelata di aprile. In un focus promosso da Veneto Agricoltura, tenutosi a Conegliano, queste indicazioni sono considerate “assestate”. L’annata vitivinicola 2017 sara’ – e’ stato spiegato – “ricordata per la sua precocita’, che risulta addirittura piu’ marcata rispetto a quella record del 2007. Di conseguenza, stiamo andando incontro ad una vendemmia anticipata di una decina di giorni rispetto alla media”. Sotto il profilo sanitario, il vigneto veneto, “risulta sanissimo, i problemi casomai potrebbero arrivare dalla siccita’ che perdura da troppo tempo. Se entro una decina di giorni non dovesse risolversi questa situazione di carenza idrica, l’attuale “buono stato” del vigneto veneto rischia di peggiorare. Nessun problema per aziende dotate di sistemi di irrigazione artificiale che parlano di possibile ottima vendemmia”. (AGI)
Bru

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Food: Mariangela Grosoli Presidente Consorzio Aceto Balsamico

(AGI) – Roma, 19 giu. – Mariangela Grosoli e' la nuova Presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP. L'elezione e' avvenuta all' unanimita' tra i membri del rinnovato Consiglio d'Amministrazione all'indomani delle dimissioni dell'ex Presidente Stefano Berni.
La Grosoli e' titolare insieme alla famiglia dell'Acetaia Del Duca, azienda di produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP e DOP con sede a Spilamberto, fortemente radicata sul territorio ma votata all'internazionalita', di media dimensione per fatturato ma ricca di storia e facente parte tra l'altro anche dell'Unione Imprese Storiche Italiane, da sempre interessata allo sviluppo del settore dell'Aceto Balsamico di Modena e alla protezione e tutela della denominazione.
"Obiettivo principale del mio mandato – ha commentato la neopresidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli – sara' il completamento dei progetti avviati nel corso della precedente gestione e altresi' la prosecuzione con mano ferma delle attivita' di tutela, valorizzazione e promozione del prodotto il cui solco e' stato egregiamente tracciato dal mio predecessore Berni. Cio' che ritengo oltremodo importante in un momento storico come quello attuale caratterizzato da una sempre piu' intensa attivita' di controllo del mercato per prevenire – e reprimere laddove si riscontrino – frodi e contraffazioni, e' il saper mettere da parte l'individualismo e fare squadra per raggiungere un obiettivo comune, acquisendo la consapevolezza che non si puo' permettere la dispersione del patrimonio costruito dai nostri padri e da quegli imprenditori modenesi che ci hanno preceduto. Auspico quindi che quello che vado ad iniziare oggi, sia un mandato che segua le orme delle origini, ovvero creare ma anche valorizzare e far progredire la Denominazione nel rispetto della tradizione e con uno sguardo attento alle nuove richieste dei mercati."
Con il nuovo Presidente, si modifica anche l'assetto consiliare che pur confermando Giovanni Carandini (Acetificio Carandini Emilio), Sabrina Federzoni (Monari Federzoni), Angelo Giacobazzi (Fattorie Giacobazzi), Cesare Mazzetti (Acetum), Giacomo Ponti (Modenaceti) ed Enrico Zini (Compagnia del Montale), introduce due nomi nuovi come Francesco Toschi (Acetaia Borgo Castello) e Valery Brabant (Antichi Colli).
La produzione annuale dell'Aceto Balsamico di Modena IGP nel 2016 ha superato i 94 milioni di litri, con una forte propensione all'internazionalizzazione con il 92% del prodotto esportato in circa 120 Paesi di tutto il mondo e delle significative ricadute positive che esso ha sul territorio, con oltre 1.000 posti di lavoro nella sola Provincia di Modena. L'Aceto Balsamico di Modena IGP inoltre, e' considerato uno dei prodotti piu' apprezzati a livello internazionale del Made in Italy agroalimentare che, insieme ad altre eccellenze frutta a Modena un posto sul podio tra le aree maggiormente significative del Paese, diventando un punto di riferimento della Food Valley emiliana.(AGI)
Bru

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Nocciola delle langhe:Martina,grazie Olanda che cancella varieta’

(AGI) – Roma, 19 giu. – L’Olanda ha comunicato oggi formalmente la cancellazione dal proprio registro delle varieta’ vegetali della “Tonda gentile delle Langhe”. L’iscrizione era attiva dal 2012. Il risultato e’ stato ottenuto informa una nota del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,anche a seguito della lettera di dicembre del Ministro Maurizio Martina al suo omologo olandese e al lavoro fatto dal Ministero in questi mesi con l’impegno anche del Vice Ministro Andrea Olivero. “Ringrazio il Ministro Martijn van Dam – ha dichiarato Martina – per l’attenzione alla nostra richiesta, che serve a tutelare i nostri produttori. Le nocciole sono una delle produzioni che piu’ si identificano col territorio delle Langhe e dobbiamo fare in modo che non ci siano forzature nell’utilizzo di queste denominazioni. E’ un impegno che avevamo preso e che abbiamo mantenuto”.
“Il lavoro di squadra di questi mesi, fatto anche con la Regione Piemonte, – ha commentato Olivero – ha prodotto risultati importanti. Abbiamo semplificato e chiarito meglio alcuni aspetti tecnici sui quali si e’ a lungo dibattuto. Ora dobbiamo rafforzare gli strumenti di valorizzazione della nocciola piemontese, a partire da quella IGP. Mi auguro anche che si smetta di alimentare polemiche sterili, che nei mesi scorsi hanno solo creato confusione. Il Ministero continuera’ a lavorare per la tutela e la promozione delle produzioni di qualita’”.
In questi mesi il Ministero delle politiche agricole ha lavorato per chiarire e semplificare la normativa sulla varieta’ di pianta di nocciolo “Tonda gentile”.
Dopo una fase di confronto con la Regione Piemonte, i produttori e filiera, a dicembre il Mipaaf ha chiarito nel registro nazionale delle varieta’ vegetali che la specie “Tonda gentile” ha come sinonimi “Tonda Gentile delle Langhe” e “Tonda trilobata”. Mantenere questi sinonimi nel registro nazionale e’ fondamentale, perche’ altrimenti qualsiasi nazione al mondo potrebbe dopo 2 anni registrare la varieta’ a pieno titolo.
Grazie a questa semplificazione e’ possibile riconoscere la certificazione della Nocciola Piemonte IGP alle produzioni ottenute dagli impianti produttivi della varieta’ di nocciolo identificata con qualunque delle tre denominazioni del registro.
Per ulteriore chiarezza e’ stato stabilito di eliminare la dicitura “delle langhe” dai cartellini delle piante in vendita e lasciarla cosi’ solo come sinonimo nel registro, in modo da non generare confusione sul mercato.(AGI)
Bru

Agi News

Agriturismo Grosseto – Agriturismo Grosseto mare

Agriturismo Grosseto

Agriturismo Grosseto

Agriturismo Grosseto

Agriturismo
Benvenuti al Lillastro, da noi troverete un ambiente familiare dove trascorrere una vacanza rilassante con i vostri figli.

Situati in campagna immersi nella natura, nei profumi e nel silenzio. Vi basterà uscire di camera per trovarvi circondati da rose, geranei, bocche di lupo, calle, tulipani, querce, olivi, corbezzoli, sughere.
Vi troverete a contatto diretto con la campagna e con i suoi ritmi, coccolati sempre dalla nostra ospitalità.

Località Vallerotana Frazione Roselle, 58100 Grosseto GR  Tel: 339 803 3667 Email:info@lillastro.com

Il venerdì nero dei trasporti visto da un autoferrotranviere

Sarà un venerdì nero nelle grandi città italiane. Treni, aerei, autobus, metro e anche il trasporto marittimo si fermeranno per alcune ore a causa di uno sciopero generale proclamato dal Cub (Confederazione unitaria di base) Trasporti, dal sindacato di base Sgb (Sindacato generale di base), dal Cobas lavoro privato e Usb (Unione sindacale di base). 

Perché i lavoratori scioperano

“Aziende pubbliche per i trasporti pubblici”. E' la frase che potrebbe riassumere “i motivi per cui domani abbiamo deciso di scendere in piazza”, spiega all’Agi Claudio Signore, segretario generale Cub Trasporti e dipendente della società Atm di Milano (bus e metropolitana).“Siamo contrari ai processi di privatizzazione che sottraggono risorse alla collettività per favorire speculatori e aziende private, aumentando la precarietà del lavoro ed il costo dei servizi all’utenza”. Per questo “chiediamo alle istituzioni un piano organico che riguardi tutti i trasporti italiani. Soltanto così molti problemi potrebbero essere risolti”. “Privatizzare i trasporti, significa mettere in concorrenza le aziende che hanno come unico obiettivo quello di fare profitti. L’abbassamento dei costi aziendali è una delle leve su cui puntare per fare profitto. Solo che nell’elenco delle spese di un’azienda di trasporti ci sono dei costi fissi che non è possibile abbassare, come quelli per l’energia, la rete e i mezzi. Quindi alla fine si cercherà di risparmiare sulla manutenzione, sulla sicurezza e sul personale. Tutto questo peserà sui lavoratori e si trasformerà in disservizio per gli utenti. Ecco – conclude Signore – il prezzo che i cittadini e i lavoratori devono pagare per far sì che le aziende possano guadagnare”.

I due principali motivi dello stop dei trasporti pubblici:

  • I lavoratori si oppongo ai processi di privatizzazione e liberalizzazione delle aziende di trasporto pubblico e chiedono invece un piano organico generale.
  • Gli ultimi Contratti Nazionali di lavoro aumentano la precarietà, diminuiscono i diritti e i salari, aumentano la flessibilità e l’orario di lavoro.

Per i treni stop di 24 ore

Lo sciopero dei mezzi ferroviari per le merci e le persone durerà dalle 21 di giovedì 15 giugno alle 21 di venerdì 16. In pratica 24 ore. Coinvolgerà il personale di Trenitalia e di Ferrovie dello Stato (eccetto Piemonte e Valle d’Aosta), di Trenord e di Ntv. Saranno però garantiti i servizi essenziali – si legge in una nota informativa sul sito di Trenitalia – in due fasce orarie: tra le 6 e le 9 del mattino e tra le 18 e le 21 di sera. I treni che sono partiti prima dell’inizio dello sciopero arriveranno alla destinazione finale se raggiungibile entro un’ora, altrimenti potrebbero fermarsi in stazioni precedenti.  Le Frecce, i treni veloci che collegano le maggiori città italiane, circoleranno regolarmente.  La società Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) ha pubblicato sul sito un elenco dei treni Italo che sanno garantiti durante il corso della giornata.

Trasporto locale fermo, ma dipende dalle città

Anche i lavoratori del trasporto pubblico locale sciopereranno venerdì 16 giugno, le modalità però cambieranno da città a città. Per tutte viene però garantita una fascia di servizio nel corso della giornata. 

Aerei a terra tutta la giornata

Lo sciopero degli aerei inizierà venerdì 16 alla mezzanotte e finirà alle 23.59, ad essere coinvolti sono tutti i lavoratori del comparto aereo e aeroportuale. L’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, ha pubblicato un comunicato con l’elenco dei voli garantiti. Dovrebbero comunque decollare regolarmente tutti gli aeromobili con partenza tra le 7 e le 10 e tra le 18 e le 21 e alcuni voli intercontinentali o di collegamento con le isole con una sola frequenza giornaliera.

Che venerdì sarà nelle città

I problemi maggiori riguarderanno le grandi città come Roma, Milano e Bologna. Lo stop dei mezzi pubblici è previsto dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio.

Nel dettaglio:

  • Roma –  Nella Capitale ci saranno due agitazioni: lo sciopero di 24 ore dei sindacati di base e di 4 ore (11-15) del Sul (Sindacato unitario lavoratori). Entrambe le agitazioni interesseranno sia la rete Atac (bus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Centocelle) che le linee periferiche gestite dalla Roma Tpl. Per quanto riguarda lo sciopero di 24 ore saranno in vigore le fasce di garanzia: servizio regolare fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. L’agitazione di 4 ore, invece, sarà dalle 11 alle 15. Verranno mantenuti i collegamenti tra Roma Termini e l’aeroporto di Fiumicino. La notte tra il 15 e il 16 giugno potrebbero non circolare le corse notturne da N1 a N27 e la linea 913.
  • Milano – L’agitazione dei mezzi pubblici è prevista su due intervalli temporali: dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. Garantiti i mezzi tra Milano Cadorna e Malpensa con treni o autobus sostitutivi. Mentre saranno cancellati alcuni collegamenti a lunga percorrenza tra Milano e Ventimiglia, soprattutto nelle ore della mattina. La Trenordinoltre, ha comunicato che in occasione del concerto dei Radiohead al Parco di Monza la sera di venerdì 16 giugno, i treni speciali Monza-Milano Centrale saranno garantiti mentre i treni ordinari per raggiungere Monza potrebbero subire variazioni.
  • Bologna – Possibili ripercussioni sui servizi di bus e treni Tper. Verranno garantiti i servizi automobilistici e filoviari urbani, suburbani ed extraurbani dei bacini di Bologna e Ferrara dall’inizio del servizio fino alle 8.30 e dalle 16.30 fino alle 19.30. Garantiti anche i servizi ferroviari essenziali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 sulle linee della rete Rfi e Fer.
  • Firenze – Lo sciopero dei trasporti pubblici ci sarà dalle 15,15 alle 19,15 per i bus Ataf.
 

Agi News

Ecco perché il ddl concorrenza non aiuterà le farmacie. Anzi…

Fino a 15, 20 anni fa acquistare una farmacia significava assicurarsi un ottimo lavoro, a contatto con il pubblico, con orari abbastanza comodi e guadagni sostanziosi. Un investimento per sé stessi e per le generazioni a seguire. Nessuno immaginava che da lì a una ventina d'anni quella 'casta' se la sarebbe passata malissimo e che anche i farmacisti si sarebbero ritrovati a stringere la cinghia e, in molti casi, ad abbassare per sempre la saracinesca. Come hanno fatto, ad esempio, già oltre 30 professionisti l'anno scorso a Roma. O i 25 titolari di Milano che da inizio anno fino ad aprile hanno detto addio alla loro attività. Ad oggi si contano in Italia 18.549 farmacie, tra private e comunali. Di queste, secondo i dati Sose, 4.000 versano in condizioni economiche gravissime e sono a rischio fallimento. E il timore, condiviso da farmacisti, commercialisti, legali e associazioni, è che il ddl Concorrenza – in discussione dal 20 febbraio 2015, poi passato al Senato e ora in attesa dell'approvazione della Camera – rappresenti per molti esercizi la pietra tombale.

Il ddl Concorrenza apre le porte alle società di capitali

Dopo un iter di oltre 800 giorni, il cosiddetto "ddl Concorrenza" ha incassato la fiducia del Senato lo scorso 3 maggio. Ora il testo è tornato alla Camera per la terza – e con ogni probabilità – definitiva valutazione. Intanto il testo ha già provocato una vera e propria bufera nel mondo farmaceutico. Agli articoli 58, 59 e 60, il ddl introduce nuove misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica. La novità riguarda l'apertura del mercato alle società di capitali che potranno essere titolari dell'esercizio della farmacia privata. Finora la partecipazione è concessa solo alle persone fisiche, iscritte all'albo dei farmacisti e che abbiano conseguito, in un concorso per assegnazione di sedi farmaceutiche, una titolarità o l'idoneità, o che abbiano effettuato almeno due anni di pratica professionale. La misura stabilisce anche che le società di capitali potranno avere un controllo massimo regionale del 20%. Il tetto però non si riferisce alla quota destinata al settore delle società di capitale, ma al massimo che ognuna di esse può detenere nelle proprie mani.

Cittadini senza servizi: lo scenario più nero

Così come è accaduto con l'avvento delle grandi catene di distribuzione nel settore dell'high tech, dell'alimentare e dell'abbigliamento, anche le farmacie rischiano di ritrovarsi schiacciate dai big dei farmaci e dai loro stessi fornitori. Un rischio tanto più alto quanto più la farmacia si trova in zona appetibile: "Sono convinto che qualora il ddl passi senza alcuna modifica rispetto al testo originario l'interesse delle società di capitale sarà rivolto alle sole farmacie con fatturati rilevanti o ad alto potenziale, ad esempio con una posizione economicamente appetibile, generando per le altre sedi presenti sul territorio un danno economico", spiega all'Agi Stefano Vescovi, presidente di Farmed: gruppo di professionisti dei settori fiscale e tributario che da 30 anni curano la contabilità di oltre 800 farmacie in tutta Italia. Le strategie di marketing e i prezzi concorrenziali che potrebbe adottare una società di capitale, spiega ancora Vescovi, segnerebbero la fine di molte farmacie tradizionali che non potrebbero permettersi né prezzi al ribasso, seppur di poco, né – magari – orari di lavoro più lunghi. 

In questo contesto, poi, paradossalmente, sarebbero le farmacie rurali (presenti in comuni con meno di 3.000 abitanti e che oggi rappresentano io 32% degli esercizi totali) quelle che se la passerebbero meglio, semplicemente perché le società di capitale potrebbero non essere interessate affatto a investire in zone meno centrali. 

"E se questo scenario andrà ad aumentare il numero delle farmacie in crisi, chi andrà a garantire un servizio capillare che è tuttora lo scopo principale?", si chiede Vescovi che continua: "Garantiscono occupazione, ma in che modo? Conterà principalmente la logica del profitto. Questa non è un ddl "concorrenza" a garanzia di un pubblico servizio. Tutt'altro". 

Un'opportunità per i fornitori

Se il ddl venisse approvato di sicuro aprirebbe nuove strade ai fornitori. Sono loro, infatti, quelli che vantano un credito maggiore nei confronti dei farmacisti sempre più in difficoltà. La riduzione del fatturato, e conseguentemente degli utili, unita alle difficoltà di accesso al credito delle aziende in ragione del credit crunch, ha generato il ritardo nel pagamento dei fornitori che, di contro, hanno rallentato le forniture non consentendo così alla farmacia di rispondere alle richieste del mercato. Un'ipotesi realtistica è, dunque, quella che vede un ingresso dei fornitori nella compagine sociale delle aziende farmaceutiche: in questo modo diverrebbero titolari di quelle stesse farmacie che nella maggior parte dei casi sono loro debitrici.

Una crisi lunga 15 anni, ecco a cosa è dovuta 

Tre sono le cause principali che hanno determinato la crisi delle farmacie: 

  • un calo del prezzo dei farmaci che ha visto scendere il valore della 'ricetta rossa' dai 28 euro di un tempo agli attuali 12-13 euro
  • l'allungamento dei tempi di pagamento delle Asl
  • l'aumento del numero delle farmacie (e quindi della concorrenza)

 A queste ragioni si sommano poi:

  • l'avvento delle parafarmacie 
  • liberalizzazione dei farmaci di fascia C, quindi non "salvavita"

Negli ultimi 20 anni i farmacisti si sono ritrovati a fare i conti con un crollo del prezzo dei medicinali che ha innescato un altro problema: il calo dei ricavi. Ed è così per tutto il Sistema nazionale sanitario, che ha registrato una contrazione del 50%. Dall'altra parte però, spiega Vescovi, "non è possibile per i titolari fare a meno del personale, perché le vendite non sono scese". Il risultato è che "i farmacisti si ritrovano nella condizione di sostenere un modello vecchio ma con minore capacità rispetto al passato".  

Ma non è il solo motivo: "A partire dal 2010 – spiega all'Agi l'avvocato Francesco Saltelli, socio cofondatore dello Studio Legale S.T.V. specializzato nell'ambito della crisi di impresa – le Aziende Sanitarie Locali hanno allungato notevolmente i tempi di pagamento dei corrispettivi dei farmaci a carico del servizio sanitario nazionale, e ciò a causa della situazione di crisi finanziaria degli enti regionali". Ciò ha fatto sì che molti farmacisti "messi alle strette dalla contrazione dei ricavi, da un lato, e dal ritardo dei pagamenti, dall'altro, sono stati costretti a chiedere prestiti bancari per poter mantenere un livello di liquidità che garantisse loro una corretta continuità aziendale". 

 Al crollo dei guadagni e l'aumento dei debiti, va aggiunto poi il terzo elemento che ha scatenato la tempesta perfetta: l'aumento del numero di esercizi: "In passato – spiega ancora Saltelli – il rapporto tra la farmacia e il numero degli abitanti era di 1 a 5000 (nei comuni con popolazione fino a 12.500 abitanti) e di 1 a 4.000 negli altri comuni (art. 1, L. n. 475/68). Tale rigida regolamentazione limitava in circa 16.000 il numero delle farmacie distribuite nel territorio nazionale". Poi con le liberalizzazioni previste dal Decreto Monti, è cambiato il quadro normativo di riferimento, e il rapporto ad oggi (secondo l’ultimo rapporto di Federfarma – Federazione nazionale che rappresenta le oltre 16.000 farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale) è sceso così a 1 ogni 3.200 abitanti. Tali politiche hanno evidentemente determinato una contrazione dei fatturati molto rilevante.

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