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Dall’Iva al canone Rai, la manovra in 36 punti

Roma – La manovra da oltre 27 miliardi è legge, e in tempi record. L'ok definitivo alla legge di Bilancio è arrivato dall'Aula del Senato con il voto di fiducia (173 sì e 108 no). La decisione di stringere i tempi e di blinadare il testo è stata presa a maggioranza dalla conferenza dei capigruppo dopo la vittoria del No al referendum costituzionale che ha determinato la crisi di governo. Il ddl non ha subito nessuna modifica rispetto al testo licenziato dalla Camera il 28 novembre scorso. 

Ecco cosa contiene la legge di Bilancio:

  1. Stop aumento Iva: sono sterilizzate le clausole di salvaguardia della legge di stabilità 2015 che prevedevano gli aumenti Iva dal 2017. L'operazione costa 15 miliardi ma gli incrementi slittano al 2018 (19,6 miliardi) e al 2019 (23,3 miliardi).
  2. Sisma bonus ed ecobonus: il sisma bonus viene confermato a partire dal 50% ma potrà arrivare fino all'85%, viene stabilizzato per 5 anni fino al 2021, vale sia per i condomini sia per le abitazioni singole. Le percentuali di sconto aumentano al 70 e 80% per le case e al 75 e 85% dei condomini. L'ecobonus viene confermato al 65% e il bonus mobili al 50%.
  3. Sgravi assunzioni e premi produttività: prevista la decontribuzione per le assunzioni stabili degli studenti che abbiano svolto stage (alternanza scuola-lavoro). Il tetto era di 3.250 euro l'anno per massimo 36 mesi ma con decreto ministeriale la soglia è stata alzata a 8.060 euro, ma solo per le assunzioni al Sud di giovani e disoccupati. Salgono invece i tetti per la detassazione al 10% dei premi diproduttività (fino a 4.000 euro su redditi di massimo 80.000euro).
  4. Superamento e iperammortamento: confermato il superammortamento, al 140% per gli investimenti in macchinari, ma si affianca anche l'iperammortamento al 250% per gli investimenti in innovazione. Viene estesa fino al 31 dicembre 2020 la finestra per il credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo. Si introduce il principio di cassa ai fini della tassazione dei redditi delle imprese a contabilità semplificata.
  5. Scatta taglio Ires, arriva l'Iri: scatta il taglio dell'Ires per le imprese dal 27,5 al 24% previsto dalla legge di stabilità 2016. E arriva l'Iri, la nuova tassa sul reddito dell'imprenditore, sempre al 24%, per le pmi. Nasce il gruppo Iva, nuovo soggetto giuridico che sterilizza gli effetti sull'imposta delle cessioni di beni e servizi fra i partecipanti al gruppo.
  6. Sanità: il finanziamento del Sistema sanitario nazionale viene portato a 113 miliardi di euro per il 2017 e a 114 miliardi di euro per il 2018. Un miliardo è vincolato all'acquisto di farmaci innovativi oncologici e vaccini. Prevista anche la stabilizzazione del personale medico.
  7. Canone Rai: il canone di abbonamento alla tv scenderà nel 2017 da 100 a 90 euro.
  8. Scuola: arriva un nuovo fondo al Miur da 140 milioni per il 2017 e 400 milioni per il 2018 destinato all'incremento dell'organico. Altri 128 milioni per il 2017 riguardano il piano straordinario per la ristrutturazione degli edifici scolastici. Aumenta da 25 a 50 milioni il contributo aggiuntivo dello Stato al funzionamento delle scuole materne paritarie. Parallelamente viene ridotta la spesa massima detraibile sostenuta per la frequenza delle scuole paritarie.
  9. Università: estesa la no-tax area per i corsi di laurea magistrali e agli studenti fino al primo anno fuori corso. Ampliata la platea di studenti che potrà beneficiare di sconti sulle tasse: il contributo annuale massimo dovuto sarà pari al 7% della quota di Isee eccedente 13.000 per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui Isee è compreso fra 13.001 e 30.000. Ampliata anche la platea di studenti per i quali il contributo onnicomprensivo annuale è, aumentato del 50%.
  10. Bonus nido: arriva il bonus nido da mille euro l'anno. Il buono sarà esteso anche alle forme di supporto a casa per ibambini al di sotto di 3 anni malati cronici, e ne potranno usufruire i genitori che presentano la ricevuta della retta di frequenza. Il Fondo di sostegno alla natalità è in favore delle famiglie con figli nati o adottati dal 1 gennaio 2017.
  11. Bonus mamma domani: arriva il 'premio alla nascita', o all'adozione di minore pari ad 800 euro, corrisposto, in unica soluzione dall'Inps.
  12. Congedo papà: il congedo obbligatorio per i papà, da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio sarà di due giorni nel 2017 e di quattro giorni nel 2018. Si prevede inoltre che per il 2018 il padre lavoratore dipendente potrà astenersi per un giorno in più previo accordo tra genitori e a valere sui giorni spettanti alla madre.
  13. Ape: arriva l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica, ovvero si incassa un prestito bancario, coperto da una polizza assicurativa obbligatoria contro il rischio. I requisiti sono età anagrafica minima di 63 anni; maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi; anzianità contributiva di 20 anni; pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo. Il diritto di recesso dal contratto è ridotto a 14 giorni rispetto ai 30 giorni previsti inizialmente e l'Ape costituisce sempre una forma di credito al consumo anche al di sopra del limite di importo di 75.000 euro. La versione dell'Ape sociale è dedicata ai soggetti 'debolì, con condizioni più vantaggiose. Il tetto di reddito per beneficiare dell'indennità, per i lavoratori autonomi, sarà di 4.800 euro annui e non di 8.000 euro annui come previsto per i lavoratori dipendenti o parasubordinati. Sulla quattordicesima delle pensioni, si amplia la platea ai redditi fino al limite di 2 volte il trattamento minimo Inps (da 1,5 volte).
  14. Opzione donna: la possibilità per le lavoratrici donne di accedere al trattamento pensionistico anticipato in presenza di determinati requisiti, è estesa anche a chi, avendo 57 anni di età, ha maturato i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015. Sono oltre quattromila le lavoratrici che potranno usufruire dell'estensione.
  15. Esodati: si estende la platea dell'ottava salvaguardia spostando dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2014 la data utile per l'ingresso nella mobilità, com'era stabilito già lo scorso anno. La platea passa da 27.700 a 30.700 salvaguardati.
  16. Sperimentazione Ape e Rita oltre 2018:  la sperimentazione dell'Ape, l'anticipo pensionistico, anche social, e di Rita, la rendita integrativa temporanea anticipata, potrebbe proseguire dopo il 2018. Entro il 10 settembre 2018 il governo deve trasmettere alle Camere una relazione sui risultati e formulare proposte per un'eventuale prosecuzione.
  17. Pubblico impiego: creato un Fondo per il pubblico impiego, con una dotazione di 1,48 miliardi di euro per il 2017 e 1,39 miliardi di euro a decorrere dal 2018, per finanziare il rinnovo dei contratti sul triennio 2016-2018, in aggiunta ai 300 milioni di euro già stanziati dall'ultima legge di stabilità. Arrivano in più 800mila euro nel 2017 e 3 milioni nel 2018 da destinare alle assunzioni di personale a tempo indeterminato dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Risorse anche per i corpi di polizia e i vigili del fuoco. Assunti con contratto a tempo indeterminato anche 1.000 cancellieri nei Tribunali.
  18. Contratti solidarietà: aumenta di 15 milioni l'anno il finanziamento della riduzione contributiva per i datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà.
  19. Apprendistato: proroga dei benefici contributivi perincentivare le assunzioni con contratto di apprendistato per laqualifica, il diploma e il certificato di specializzazionetecnica superiore fino al 31 dicembre 2017 per 2,6 milioni dieuro per il 2017, 5,6 milioni di euro per il 2018 e 3 milionidi euro per il 2019. Contestualmente, vengono destinati 27 milioni di euro per il 2017 per finanziare le risorse per i percorsi formativi rivolti al contratto di apprendistato richiamato e per i percorsi formativi rivolti all'alternanza scuola lavoro.
  20. Esuberi banche: arriva il sostegno di quasi 650 milioni fino al 2021 al fondo esuberi delle banche e di tutti i settori per i quali sono previsti fondi di solidarietà bilaterali. La misura si applica a un limite massimo di 25mila dipendenti nel triennio 2017-2019.
  21. Migranti: per far fronte all'emergenza vengono destinate le risorse relative ai programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali Ue per il 2014-2020 nel limite di 280 milioni per le attività di intrattenimento, accoglienza, inclusione e integrazione
  22. Terremoto: stanziati 100 milioni per il 2017 e 200 milioni annui dal 2018 al 2047 per la concessione del credito d'imposta maturato in relazione all'accesso ai finanziamenti agevolati previsti per la ricostruzione privata. Per la ricostruzione pubblica sono previsti 200 milioni per il 2017, 300 milioni per il 2018, 350 milioni per il 2019 e 150 milioni per il 2020.
  23. Multe fino a 180mila euro contro i bagarini: multe da 5mila a 180mila euro per contrastare il bagarinaggio. In caso diutilizzo delle reti di comunicazione elettronica, prevista la rimozione dei contenuti o l'oscuramento del sito web, e si chiarisce che non è sanzionata la vendita effettuata da persona fisica in modo occasionale, purchè senza finalità commerciali.-
  24. Ilva: le somme confiscate al Gruppo Ilva dovranno essere destinate alle bonifiche ambientali. Viene inoltre aumentato dal 3 al 4,1% lo spread sul tasso di interesse per i finanziamenti statali richiesti dalla struttura commissariale e si prevede un meccanismo di garanzia collaterale a tutela dei crediti dello Stato. L'obiettivo è di evitare la procedura di infrazione Ue riportando ai valori di mercato il costo delprestito ponte da 300 milioni.
  25. Tracciati pagamenti lavori condominio: i pagamenti per le prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi resi ai condomini dovranno essere tracciati.
  26. Lotteria scontrini: chi acquista con bancomat o carte dicredito avrà il 20% in più di possibilità di vincere i premi messi in palio nella lotteria nazionale degli scontrini. Pe rchi non usa i contanti la lotteria partirà dal 1 marzo del 2017anzichè dal 2018
  27. .Bonus 18enni anche per musica: i 18enni potranno utilizzare il bonus cultura da 500 euro anche per acquistare musica su Internet, per corsi di lingue, di musica e di teatro.
  28. No imposta di bollo start up innovative: niente più impostadi bollo e diritti di segreteria per la costituzione di startup innovative.
  29. Made in Italy: arriva 1 milione di euro per il 2017 peril potenziamento delle azioni di promozione all'estero el'internazionalizzazione delle imprese italiane gestite dalMinistero per lo sviluppo economico nell'ambito del Pianostraordinario per la promozione del Made in Italy.
  30. Deroga contratti flessibili Irccs: in deroga al Jobs Act gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e gli istituti zooprofilattici sperimentali potranno continuare ad avvalersi dei ricercatori, assunti con contratti flessibili, in servizio al 31 dicembre 2016.
  31. Farmaci: la determinazione del direttore generale dell'Aifa sui criteri per la classificazione dei farmaci innovativi, di quelli a innovatività condizionata e dei farmaci oncologici innovativi, deve essere adottata previo parere della Commissione consultiva tecnico-scientifica dell'Aifa. Salta la base d'asta per le procedure pubbliche di acquisto dei farmaci biologici non sarà più parametrata sul prezzo più elevato. Non è consentita la sostituibilità automatica tra farmaco biologico di riferimento e un suo biosimilare.
  32. Fondo lotta povertà: sarà incrementato di 150 milionidi euro. Conseguentemente, dal 2017, viene ridotta di 150milioni annui l'autorizzazione di spesa per il finanziamentodell'Assegno di disoccupazione – Asdi.
  33. Iva al 5% per navi e traghetti: per navi e traghetti che trasportano persone spunta l'Iva al 5%, che permette all'Italiadi chiudere un contenzioso con la Ue ma non si traduce in nuovicosti a carico degli utenti o delle imprese:l'imposta vieneinfatti incorporata nella tariffa amministrativa, e anzi per leimprese si traduce in un piccolo vantaggio perchè la quotaentra nel consueto dare-avere dell'Iva.
  34. Enti locali: confermato per il 2017 lo stop all'aumento delle aliquote delle tasse locali. Prorogato al 2017 l'innalzamento da tre a cinque dodicesimi del limite massimo di ricorso alle anticipazioni di tesoreria per assicurare i tempi di pagamento nelle transazioni commerciali. Gli enti locali potranno rinegoziare i mutui anche in corso di esercizio provvisorio e potranno continuare ad usare anche nel 2017 le risorse derivanti dalla rinegoziazione, o dal riacquisto dei titoli obbligazionari emessi, senza vincoli di destinazione.
  35. Call center: finanziamento di 30 milioni, a carico del Fondo sociale occupazione e formazione, per le misure di sostegno al reddito per i lavoratori dei call center. Estese a tutti i call center le norme in materia di delocalizzazione indipendentemente dagli occupati.
  36. Vittime violenza: le risorse per il sostegno delle donnevittime di violenza e dei loro figli aumenta di 5 milioni dieuro l'anno nel triennio 2017-2019. Alle lavoratrici autonomevittime di violenza di genere è riconosciuto il dirittoall'astensione dal lavoro fino a tre mesi con un'indennitàgiornaliera dell'80 per cento del salario minimo. 

Agi News

Call center: Almaviva, ecco qual è la posta in gioco

Roma – E' di nuovo bufera sui call center di Almaviva. Al ministero, l'azienda toglie dal tavolo la proposta su cui si era trovato l'accordo solo due mesi fa e dà la colpa al siindacato. In ballo, alcune migliaia di posti di lavoro, e la chiusura delle sedi di Napoli e Roma.

Almaviva Contact prende atto "della totale indisponibilità" dei sindacati al percorso industriale presentato dall'azienda, e dunque "non può che considerare superata la propria proposta".

La società lo annuncia con una nota al termine del tavolo al ministero dello Sviluppo Economico con le organizzazioni sindacali. L'azienda dice "no alla cultura del sussidio inadeguata e impropria". "Dopo mesi di sostanziale indifferenza, di rifiuto a dar seguito ad impegni formalmente convenuti, di deformate rappresentazioni ai lavoratori delle proposte aziendali, – afferma l'azienda – la risposta delle Organizzazioni Sindacali è stata una pregiudiziale e assoluta indisponibilità anche al confronto, nonostante ben altre posizioni assunte nel tempo con società concorrenti, accompagnata dalla sola rivendicazione di una gestione assistenziale della crisi".

Almaviva: Giovanni al call center per 1.150 euro al mese stress incluso

Al mese di settembre 2016, Almaviva Contact ha registrato un fatturato ridotto del 50% negli ultimi quattro anni, pari a 100 milioni di euro, avendo mantenuto invariata una forza lavoro in Italia di 9000 persone, delle quali 8000 a tempo indeterminato. "Ciò a fronte di una crisi del settore che ha comportato la chiusura di almeno 15 aziende negli ultimi 18 mesi. Le perdite medie mensili afferenti ai soli siti produttivi di Roma e Napoli nel periodo successivo all'intesa, ammontano a 1,2 milioni di euro su ricavi pari a 2,3 milioni, pur in presenza di ammortizzatori sociali".

 

 

Agi News

Effetto ‘virtuale’ del voto, bitcoin vola a 777 dollari

Roma – L'incertezza del voto sul referendum costituzionale in Italia non crea apprensione solo nel mondo dell'economia reale, ma anche in quello virtuale. Come riporta MarketWatch, il prezzo dei bitcoin, la criptovaluta che viene scambiata online e che non ha una banca centrale alle spalle, è schizzato venerdì sera a 777 dollari, il livello più alto dal febbraio 2014 (quando Mt. Gox, società con sede a Tokyo che gestiva quasi il 21% di tutte le transazioni in bitcoin, è scomparsa di fatto dal web senza dare spiegazioni, provocando il panico sui mercati delle contrattazioni online). Secondo Charles Hayter, fondatore e amministratore delegato di Cryptocompare, società che fornisce analisi di mercato sulla moneta digitale, uno dei motivi principali dell'aumento dei prezzi del bitcoin è legato alle preoccupazioni dei mercati per l'incertezza che potrebbe scaturire da un'eventuale affermazione del 'No' al referendum costituzionale italiano.  

I bitcoin circolano solo su Internet secondo regole prestabilite da un gruppo di persone, celate dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, che nel 2008 hanno ideato la criptovaluta (uscita ufficialmente il 3 gennaio 2009) distribuendola come un software da installare in un certo numero di computer per poter poi operare da remoto. La diffusione dei bitcoin è stata rapida e legata a motivi finanziari e ideologici. Si pensava di poter creare una metaeconomia virtuale in cui le banche sarebbero risultate obsolete perché avrebbero permesso transizioni finanziarie tra cittadini senza alcun intermediario.

 
I fautori dei bitcoin facevano un parallelo con Internet che aveva “democratizzato” l'editoria, fornendo una piattaforma che chiunque può usare per pubblicare un articolo, una canzone o un film in tutto il mondo. La forza dei bitcoin è che  l'invio di un pagamento elettronico non ha bisogno di una banca che agisca come intermediario di fiducia. I bitcoin, infatti, usano la matematica per proteggere le transazioni, rendendo di fatto inutile la presenza delle banche.
 
Proprio per queste grandi aspettative, dal 2013 gli investitori hanno iniziato a versare milioni di dollari in start-up Bitcoin per gestire la moneta unica e gli scambi. Un investimento che è cresciuto passando da 95 milioni di dollari nel 2013, a 362 milioni nel 2014 fino agli 866 milioni nel 2015. L’entusiasmo, però, sembra ora essersi raffreddato: nei primi undici mesi del 2016 sono stati investiti poco meno di 380milioni. Il motivo di questo calo significativo, secondo gli esperti, è da ricercare nella frattura ormai insanabile tra i diversi sviluppatori Bitcoin. Satoshi Nakamoto inizialmente aveva progettato la sua moneta per essere scambiata in una rete fatta per elaborare solo poche migliaia di transazioni all'ora. Adesso che i bitcoin sono diventati così popolari, la rete è apparsa  inadeguata. Aumentare la capacità di questa non è difficile da un punto di vista tecnico, ma proposte per affrontare il problema hanno incontrato molta resistenza da parte dei cosiddetti ‘puristi’ Bitcoin che temono che la rete Bitcoin peer-to-peer possa diventare dipendente dalle grandi aziende delle telecomunicazioni. Questo dibattito ha diviso la comunità Bitcoin in due fazioni e rallentato l’azione degli sviluppatori. Come risultato, ci sono stati solo modesti miglioramenti e gli utenti Bitcoin hanno subito ritardi più lunghi nei tempi delle transazioni. Tra i motivi per cui si è registrata una frenata della diffusione del sitema virtuale Bitcoin, c'è il fatto che sia la moneta privilegiata nel mercato illegale e nel cosiddetto 'deep web'. Una evidenza la cui portata, però, è molto meno significativa di quanto si dica
 
Come funziona il sistema Bitcoin
 
Bisogna partire di ‘miner’ e ‘wallet’. Per Miner si intende uno o più computer messi a disposizione del P2P (rete di condivisione di file o, nel caso, di bitcoin) per l’operazione di verifica della correttezza di un’operazione. Per Wallet, invece, si intende il programma che permette di entrare nella rete Bitcoin e contiene indirizzi e chiavi per effettuare le transazioni economiche, cosa che fa del wallet una banca personale per bitcoin. Possono essere installati sullo smartphone per piccoli pagamenti con QR Code e possono essere un servizio web o un software. Per usare i bitcoin è necessario avere una chiave di decrittazione, che si può ottenere nei wallet. Proprio questo è il passaggio più delicato perché è in questi frangenti che si possono intromettere gli hacker che possono rubare i codici. Per poter spendere i bitcoin è necessario avere una chiave personale che porta all’indirizzo presso il quale è possibile effettuare una transazione. Gli indirizzi sono sequenze alfanumeriche della lunghezza di circa 30 caratteri e ogni transazione viene archiviata in un apposito registro denominato “block chain”, utile a verificare che l’intera procedura sia andata a buon fine e che il valore transitato sia stato effettivamente posseduto prima e depositato poi.
 
 
Se qualcuno vuole spedire o ricebere bitcoin, è necessario che chiave e indirizzo collimino. Ovviamente perché ci sia una compravendita bisogna che le due chiavi e i due indirizzi si conoscano. Il peer-to-peer, a questo punto, consente la transazione economica e la registra.
 
Quanto vale un bitcoin, come acquistarlo e quanti ce ne sono
 
Attualmente un bitcoin vale circa 720 euro, anche se per questa moneta è impossibile pensare a una quotazione stabile soprattutto perché si basa sullo scambio di utenti, senza alcuna regolazione. Il modo più semplice per acquistare bitcoin è utilizzare il denaro tradizionale nelle piattaforme di scambio (Bitstamp e altri, un metodo veloce in Italia è quello che sfrutta postePay). Il massimo numero di bitcoin che potranno essere messi in circolazione nel tempo è di 21 milioni. Gli ideatori della moneta virtuale, infatti, ha previsto che la sua circolazione sia limitata a priori. Il motivo è legato alla sua natura molto inflattiva: se gli utenti non conoscessero già la sua circolazione massima, potrebbe essere usata per scopi speculativi. Il sistema prevede, inoltre, che ogni 4 anni si dimezzi la creazione di nuovi bitcoin. Nel 2013 erano già la metà della quantità massima e nel 2017 si toccheranno i 3/4 di questi 21 milioni.
 
Ultimo aggiornamento 3 dicembre ore 13:00
 
Per approfondire:

Agi News

Dl Fisco è legge e in vigore, addio a Equitalia e tax day

Roma – Con la pubblicazione venerdì in Gazzetta Ufficiale, è in vigore da sabato il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio. Non sono poche le novità per i contribuenti italiani. Dalla rottamazione delle cartelle, all'addio a Equitalia e al tax day, il provvedimento prevede anche l'addio agli studi di settore e la riapertura dei termini per la procedura di collaborazione volontaria per il rientro di capitali dall'estero. Queste le principali misure:

Addio Equitalia

Equitalia viene abolita (rimane solo Equitalia Giustizia) e le sue funzioni passano all'Agenzia delle entrate – Riscossione, ente strumentale dell'Agenzia delle entrate sottoposto al ministero dell'Economia. L'ad diventa commissario straordinario per gestire la fase di transizione. Il personale viene trasferito al nuovo ente: non ci sarà una nuova selezione ma una ricognizione delle competenze possedute. La nuova agenzia potrà svolgere attività di riscossione anche per i Comuni e utilizzare le banche dati per i controlli, tra cui quella dell'Inps.

Rottamazione cartelle, inclusi debiti 2016

Via sanzioni e interessi di mora per i carichi Equitalia: si pagheranno solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, nonché gli interessi legali e di remunerazione. Passano da 4 a 5 le rate previste dalla 'rottamazione delle cartelle': tre nel 2017 e due nel 2018. Inclusi i ruoli emessi fino a tutto il 2016. Il termine per la presentazione delle istanze slitta a fine marzo 2017; la risposta di Equitalia arriverà il 31 maggio. Il 70% delle somme dovute dovrà essere versato nel 2017 e il restante 30% nel 2018. Per il 2017 la scadenza delle rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre e per il 2018 nei mesi di aprile e settembre. Con l'estensione ai debiti 2016 il governo conta di incassare 1,4 miliardi nel biennio 2017-2018.

Stop rate in attesa rottamazione

Chi ha già un piano di rateizzazione in corso, a partire dal 1 gennaio 2017, se aderisce alla rottamazione, non sarà tenuto, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute, agli obblighi di pagamento derivanti dalla rateizzazione in essere.

Marcia indietro sui pignoramenti

Pignoramenti sospesi ma non estinti se si paga la prima o unica rata delle somme dovute per la rottamazione delle cartelle esattoriali. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno prima approvato un emendamento che consentiva di estinguere i pignoramenti dei beni e successivamente l'hanno bocciato.

Rottamabili tutte le cartelle, non solo Equitalia

La rottamazione sarà estesa anche ai Comuni che non affidano aEquitalia la riscossione ma la effettuano direttamente oaffidandosi a un soggetto privato iscritto all'albo. Potrannoessere rottamate anche le somme che sono riscosse tramiteingiunzione fiscale relative ai debiti fino al 2016.

Rottamazione per cartelle Inps, non per multe Authority

Escluse le cartelle relative a debiti derivanti da sanzioni o multe irrogate dalle Authority; rottamabili invece le cartellederivanti da violazioni degli obblighi relativi ai contributi eai premi dovuti dagli enti previdenziali.

Addio al "Tax Day"

Stop alla scadenza unica del 16 giugno per i versamenti. Dall'anno prossimo si pagherà in due tranche: slitta dal 16 al 30 giugno il termine per il pagamento di Irpef, Irap e Ires mentre la scadenza per Imu e Tasi resta al 16 giugno.

Tregua estiva fisco

Arriva anche la 'tregua' estiva per il fisco. Saranno sospesi dal 1 agosto al 4 settembre ogni anno i termini per rispondere alle lettere di accertamento (esclusi quelli per le richieste a seguito di attività di ispezione e verifica nonché relativi alle procedure di rimborso Iva) e non si applicherà il termine dei 30 giorni per pagare le somme dovute a seguito dei controlli.

Voluntary disclosure bis

Riaperti i termini della procedura di collaborazione volontaria per il rientro dei capitali detenuti all'estero fino al 31 luglio 2017. Si può presentare istanza anche se il contribuente ha aderito entro il 30 novembre 2015, limitatamente alle violazioni dichiarative per attività detenute in Italia. Si potrà presentare istanza anche se in precedenza ci si è avvalsi della voluntary limitatamente ai profili internazionali.

Contante

In caso di rientro dei capitali in contanti, si presume, salvo prova contraria, che contanti e valori al portatore derivino da redditi conseguiti, in quote costanti, da condotte di evasione fiscale commesse (e quindi da tassare) nel 2015 e nei quattro periodi d'imposta precedenti. Si tratta, in sostanza, di una presunzione di imponibilità integrale per i contanti negli anni oggetto di regolarizzazione, salvo prova contraria. Secondo Sinistra italiana c'è il rischio che il contante sia presentato da prestanomi a reddito zero, che faranno riemergere il nero pagando l'aliquota Irpef più bassa per ogni anno di evasione.

Via studi di settore, arrivano indici

Addio agli studi di settore, arrivano dal 2017 gli indici di affidabilità collegati a livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, anche in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti.

Spesometro

Le comunicazioni Iva dovranno essere inviate telematicamente ogni tre mesi ma nel primo anno l'invio sarà semestrale (entro il 25 luglio 2017); quelle relative al secondo trimestre dovranno essere trasmesse entro il 16 settembre e quelle relative all'ultimo trimestre entro il mese di febbraio. Per il 2017, la data è il 25 luglio. Le sanzioni per omessa o errata trasmissione delle fatture vanno da 2 a 1.000 euro (con riduzione del 50% in caso di correzione entro 15 giorni dalla scadenza). Le sanzioni per omessa, incompleta o infedele comunicazione vanno da 500 a 2.000 euro (ridotte del 50% se trasmessa nei 15 giorni successivi).

Meno controlli su prelievi imprese

Stop per le imprese individuali ai controlli del Fisco sui prelievi in banca fino a mille euro al giorno e 5mila euro al mese. 

Agi News

Si sblocca il contratto degli statali, ecco i 4 punti chiave dell’accordo

Roma – Dopo sette anni di attesa i 3,2 milioni di dipendenti statali vedono finalmente avviato il processo per il rinnovo del loro contratto. I leader di Cgil, Cisl e Uil, con una maratona finale di 8 ore, hanno siglato con il ministro della P.a., Marianna Madia, l'accordo politico che permetterà di inviare all'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) l'atto di indirizzo per il rinnovo. 

I punti salienti dell'accordo: 

  • Amento salariale di 85 euro medi mensili, con la logica della piramide rovesciata: valorizzare chi ha più sofferto della crisi ed evitare di penalizzare chi ha già diritto al bonus di 80 euro.
  • Incentivi legati al tasso di presenze.
  • Lotta all'assenteismo e al precariato.
  •  La contrattazione ritorna al centro con il superamento della Legge Brunetta.
  • L'accordo quadro varrà per tutti i comparti pubblici, compresa la scuola come chiesto dai sindacati, e sulla parte normativa prima dovrà essere raggiunta un'intesa con le Regioni, come stabilito dalla sentenza della Consulta di venerdì scorso. 

 

 

L'accordo politico per lo sblocco del rinnovo dei contratti del pubblico impiego è composto da 4 capitoli. Ecco le principali novità: 

  • Lavoratori motore p.a. e  accordo esteso a tutti i settori

I lavoratori sono il motore del buon funzionamento della Pubblica amministrazione. Il settore pubblico ha bisogno di una profonda innovazione, bisogna mettersi al fianco e non al di sopra di cittadini e imprese. Le amministrazioni devono porsi obiettivi trasparenti e che migliorino concretamente la qualità dei servizi. Serve un percorso condiviso che segni una discontinuità con il passato. Il Governo si impegna ad attuare l'accordo in tutti i settori pubblici e a raggiungere un'intesa con le Regioni.

  • Relazioni sindacali, più potere alla contrattazione 

Il Governo si impegna alla definizione di un intervento legislativo volto a promuovere il riequilibrio, a favore della contrattazione (modifica della Legge Brunetta e della Buona Scuola ndr). L'esecutivo si impegna a rivedere il rapporto tra legge e contrattazione, privilegiando la fonte contrattuale come luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro. Il ricorso all'atto unilaterale da parte della P.a sarà limitato ai casi in cui ci sia stallo nelle trattative con conseguente pregiudizio all'azione amministrativa. Dunque le parti sono chiamate a trovare ulteriori ambiti di esercizio della partecipazione sindacale.

  • Parte normativa, premi legati alle presenze 

Le parti si impegnano ad individuare, con cadenza annuale, criteri per misurare l'efficacia delle prestazioni delle amministrazioni e la loro produttività collettiva con misure contrattuali che incentivino più elevati tassi medi di presenza. Introdurre strumenti di monitoraggio delle carenze, superamento della spesa produttiva, del precariato. Miglioramento della conciliazione vita-lavoro. Il Governo si impegna inoltre a sostenere l'introduzione di forme di welfare contrattuale, di fiscalità di vantaggio per la produttività.

  •  Parte economica, aumento medio non sotto 85 euro 

Il fondo per la P.a previsto in manovra destinerà la quota prevalente" al rinnovo dei contratti, per incrementi contrattuali in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati e comunque non inferiori a 85 euro mensili medi. Le parti, nella contrattazione, nell'intento di ridurre la forbice retributiva, valorizzeranno i livelli retributivi che maggiormente hanno sofferto la crisi economica e il blocco della contrattazione. Saranno evitate penalizzazioni per chi ha già diritto al bonus di 80 euro, una platea che per la Madia ammonta a circa 200 mila persone.

  • Monitoraggio riforma p.a., osservatorio e lotta precariato 

Le parti promuovono un osservatorio della riforma della pubblica amministrazione che ne monitori gli effetti e contribuisca alla sua attuazione. Grande attenzione sarà dedicata al reclutamento del personale e a eliminare forme di precariato.

Agi News

Call center, ecco le nuove regole

Roma – Stop ai call center che vincono le gare a prezzi stracciati comprimendo i costi del personale, freno alla delocalizzazione e obbligo di dichiarare da dove chiama e da dove risponde l'operatore. Sono le principali novità introdotte da una norma contenuta nella legge di Bilancio approvata dalla Camera. Apprezzamento è stato espresso dai sindacati che però ora temono il passaggio al Senato dove la norma potrebbe venire annacquata dietro pressione delle lobby. Cgil, Cisl e Uil si preparano a difenderla e chiedono inoltre l'ampliamento delle garanzie, con l'introduzione di ammortizzatori sociali per la categoria. 

Delocalizzazione selvaggia addio

La richiesta è appoggiata anche dalle associazioni di settore, come Asstel, e dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, che però pensa di affrontare il tema in un apposito ddl, difendendo quanto approvato alla Camera "da ogni tentativo di manomissione". In dettaglio, l'articolo 35-bis della legge di Bilancio introduce l'obbligo di comunicazione della localizzazione del call center e prevede che la delocalizzazione dell'attività sia comunicata 30 giorni (anziché 120) prima del trasferimento, oltre che al ministero del Lavoro e al Garante della Privacy, all'Ispettorato nazionale del lavoro e al ministero dello Sviluppo economico (indicando al Mise le numerazioni messe a disposizione del pubblico per il servizio delocalizzato).

Stop ai benefici per chi esce dall'Ue

La norma stabilisce una sanzione di 150.000 euro per ciascuna comunicazione omessa o tardiva, mentre sono confermati i 10mila euro di multa, per ciascun giorno di violazione, per chi ha già delocalizzato. Quanto a coloro che spostano le attività di call center in Paesi extra-Ue, successivamente all'entrata in vigore della legge, il divieto di erogazione viene esteso a qualsiasi beneficio, anche fiscale o previdenziale. Inoltre, viene garantito che la chiamata ricevuta venga da un operatore collocato nel territorio nazionale o dell'Unione europea, pena una sanzione amministrativa pari a 50.000 euro per ogni giorno di violazione. Infine, nel definire l'offerta migliore, le amministrazioni dovranno valutarle al netto delle spese del personale. Tra gli obblighi, anche l'iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione.

Verso il rientro in Italia

Secondo la Uilcom, l'emendamento approvato favorisce la rilocalizzazione delle attività di call center in Italia e "sancisce un importante principio che riguarda il cambio d'appalto, efficace per combattere la pratica del 'prezzo più bassò che oggi è, di fatto, pratica diffusissima in un settore dove il costo del personale incide per almeno il 75% dei costi totali". Ma ora, avverte il sindacato, prima dell'approvazione finale "l'emendamento dovrà superare l'attacco al Senato di alcune lobby che ancora remano contro. Ci batteremo affinché questo non accada". Pronta non solo a difendere il lavoro della Camera ma a migliorare ulteriormente il testo la Slc Cgil: le novità rappresentano "un passo in avanti nella lotta alle delocalizzazioni dei call center, seppur non esaustivo".

I sindacati temono il Senato

L'emendamento è infatti un "avanzamento" rispetto alla situazione attuale, ma "nel corso dei prossimi lavori parlamentari deve essere integrato meglio precisando sia il concetto di 'costo del personale' ai fini della valutazione dell'offerta migliore, sia la necessità di prevedere l'introduzione per questo settore di ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni)". L'impegno della Cgil è "vigilare con attenzione affinché questo emendamento non venga depotenziato nel passaggio al Senato e lavorare perché, nel corso dell'iter parlamentare, vengano introdotti adeguati provvedimenti per dotare il settore di ammortizzatori sociali strutturali".

Anche la Fistel Cisl plaude all'emendamento che "stabilisce finalmente le sanzioni, dando seguito all'articolo 24 bis del decreto legge 83 del 2012 rimasto inapplicato", ma teme il passaggio al Senato. La preoccupazioni delle organizzazioni sindacali è che facciano breccia le tesi di alcune aziende, secondo cui l'emendamento non aiuterebbe realmente il ritorno in Italia delle attività ma sposterebbe i call center da paesi extra Ue ad altri dell'Europa dell'Est come la Romania. Inoltre, i sindacati ipotizzano che, nel secondo passaggio, alcune forze politiche provino a ridimensionare l'emendamento ricorrendo alla argomentazione che il mercato vada lasciato libero.

Basta gare a massimo ribasso

Pronto a difendere le nuove norme sui call center anche il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, secondo cui però ulteriori norme per il settore andranno introdotte con una apposita proposta di legge. "L'emendamento che abbiamo voluto – fa notare l'ex ministro del Lavoro – è un po' il compendio della battaglia condotta in questi anni contro le gare a massimo ribasso e contro le delocalizzazioni. Queste scelte, condivise dal ministero dello Sviluppo economico, vanno difese al Senato nel caso ci fosse qualche tentativo di manomissione". Per Damiano, dopo "le stabilizzazioni effettuate al tempo del governo Prodi, è nuovamente prevalsa la logica del Far west" e per questo è importante che "il Senato confermi il risultato" ottenuto alla Camera.

"In un secondo momento – spiega Damiano – bisognerà procedere a un'ulteriore iniziativa, al di là della legge di Bilancio, per sconfiggere definitivamente la logica del massimo ribasso con l'offerta economicamente più vantaggiosa. Vorremmo inoltre promuovere una proposta di legge che, utilizzando i 30 milioni di euro stanziati da un altro emendamento che finanzia misure di sostegno al reddito per i lavoratori dei call center, facesse diventare questa cifra un innesco per costruire la cassa integrazione per il settore". 

Agi News

Industria 4.0: Calenda, occasione per il Mezzogiorno

Lecce – "Industria 4.0 e' fondamentale soprattutto perche' perche' stiamo andando verso una digitalizzazione molto forte. Nella legge di bilancio noi abbiamo messo 20,4 miliardi di euro di incentivi fiscali automatici per le imprese, perche' possano investire e abbracciare questa rivoluzione, importantissima nel Mezzogiorno, perche' nessuno rimarra' indenne, nessuno puo' pensare di continuare a fare le cose come si facevano prima".Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda a cecce a margine di un convegno su "Mezzogiorno nello spazio euromediterraneo". Secondo il ministro "e' quindi importante che il Mezzogiorno prenda questa occasione di reindustrializzazione che puo' portare quello di cui c'e' bisogno, cioe' occupazione e sviluppo". 

Agi News

Metalmeccanici, cosa cambia con il nuovo contratto

Roma – Firmato l'accordo per il rinnovo del contratto di lavoro di 1.600.000 metalmeccanici. L'intesa raggiunta da Federmeccanica-Assistal e Fim, Fiom e Uilm, prevede a regime un aumento medio mensile di 92,67 euro, cifra comprensiva di parte salariale, welfare, formazione. La durata del contratto sarà di 4 anni (2016-2019); a partire dal 2017 il riconoscimento dell'inflazione sarà ex-post anno su anno e non piu' ex-ante. Gli incrementi retributivi decorreranno dal mese di giugno di ciascun anno e non piu' da gennaio. Viene riconosciuta l'assistenza sanitaria integrativa gratuita a tutti i dipendenti e familiari (anche conviventi di fatto a partire da ottobre 2017). L'accordo sarà ora sottoposto al referendum tra i lavoratori che i terrà il 19, 20 e 21 dicembre.

Ecco i punti salienti dell'intesa:

  • Aumenti – L'intesa prevede a regime un aumento medio mensile di 92,67 euro, cifra comprensiva di parte salariale, welfare, formazione. Per il recupero dell'inflazione sono previsti 51,7 euro, per il salario non tassato 13,5, 7,69 per la previdenza, 12 per sanita' e 19 per welfare; in totale sono 85 euro a cui vanno aggiunti 7,69 euro per la formazione. L'aumento medio calcolato al quinto livello e' di 89 euro. I 13,6 euro comprendono anche 80 euro come una tantum in pagamento a marzo prossimo.
  • Posizioni di partenza – Federmeccanica non prevedeva alcun incremento per il 2016 e un beneficio solo per chi ha un salario individuale inferiore a quello di garanzia. La proposta e' stata immediatamente bocciata da Fim, Fiom, Uilm, secondo cui l'aumento sarebbe andato ad appena un 5% dei lavoratori. La piattaforma di Fim e Uilm chiedeva un aumento di 105 euro mensili (per il quinto livello), e sulla stessa linea la Fiom. I sindacati hanno risposto con venti ore di sciopero, decine di manifestazioni, blocchi degli straordinari e delle flessibilità.
  • Salario ​- Riconoscimento dell'inflazione ex post anno su anno a partire dal 2017. Incrementi retributivi dal mese di giugno di ciascun anno (e non gennaio).
  • Assistenza sanitaria - Prevista Meta'salute, l'assistenza sanitaria integrativa (156 euro totalmente a carico delle aziende e riconosciuto a tutti i lavoratori metalmeccanici e ai loro familiari a carico, anche ai conviventi).
  • Welfare aziendale – Previsti Flexible Benefits pari a 100 euro nel 2017, 150 euro nel 2018, 200 euro nel 2019. Soldi netti da spendere, a titolo di esempio, come "carrello della spesa", buoni carburante, spese scolastiche, e altri beni e servizi.
  • Formazione – Dal 1 gennaio 2017 le aziende coinvolgeranno i lavoratori a tempo indeterminato ad effettuare, nel triennio, almeno un percorso di formazione di 24 ore pro-capite a loro carico. In assenza di percorsi aziendali, il lavoratore ha il diritto di ricercare e partecipare a corsi di formazione all'esterno, con un contributo di spese direttamente a carico delle aziende fino a 300 euro.
  • Diritto allo studio – Per i lavoratori studenti universitari, oltre i giorni retribuiti per ciascun giorno d'esame e le 120 ore annue non retribuite, le 150 ore retribuite triennali (50 ore annue) potranno essere utilizzate con maggior flessibilita' per la preparazione degli esami. Oltre i 9 esami triennali il lavoratore avra' diritto a 16 ore retribuite aggiuntive per ogni esame.
  • Congedi parentali - Il padre lavoratore e la madre lavoratrice, per ogni bambino nei primi suoi dodici anni di vita, hanno diritto al congedo parentale che potra' essere utilizzato anche su base oraria (a gruppi di due o quattro ore) oltreche' giornaliera o continuativa.
  • Previdenza complementare – Cometa, la previdenza integrativa, vede aumentare il contributo a carico dell'azienda dall'1,6% al 2% per incentivare e valorizzare uno strumento fondamentale per le pensioni del futuro, soprattutto per i giovani.
  • Permessi per eventi, cause particolari, ex art 33, L.104. - Il lavoratore ha diritto ad usufruire di 3 giorni di permesso retributi in caso di decesso o di grave infermita' del consiuge anche legalmente separato, o di un parente di secondo grado anche non convivente. I permessi legge 104 sono cumulabili; il lavoratore deve presentare un piano di programmazione mensile.
  • Salute e sicurezza – Istituita un Commissione con il compito di realizzare un evento annuale a livello nazionale, degli approfondimenti. Nelle aziende con almeno 200 dipendenti si terranno due incontri annuali nelle diverse aree di lavoro, per meta' del tempo in orario di lavoro, sui fattori di rischio e per individuare le possibili soluzioni; saranno sperimentati i cosiddetti break formativi dei lavoratori, di 15/20 minuti in orario di lavoro, di aggiornamento sulle procedure di sicurezza dell'area di lavoro. Si introduce infine una piccola ma significativa novita', prevedendo Gli RLS saranno dotati di elementi di identificazione (cartellino, badge, spilla, ecc.) per valorizzare il loro ruolo in azienda. Vengono aumentate lievemente le ore a disposizione del singolo RLS nelle aziende oltre i 300 dipendenti (elevate a 72 ore annue) e oltre i 1000 (elevate a 76 ore annue).
  • Trasferimenti – Per i trasferimenti individuali di sede di lavoro viene portata a 52 anni (oggi 50) per gli uomini e a 48 per le donne (oggi 45) l'eta' oltre la quale i trasferimenti possono avvenire solo in casi eccezionali.
  • Comitato consultivo di partecipazione – Viene istituito nelle aziende con oltre 1.500 dipendenti e con almeno due unita' produttive con piu' di 300 dipendenti, o almeno una unita' produttiva con almeno 500 dipendenti, su richiesta di una delle parti. Il comitato verra' convocato dall'azienda in caso di scelte strategiche rilevanti su cui verra' chiesto il parere del sindacato.
  • Appalti – Viene introdotto, in modo condiviso, il principio di salvaguardare l'occupazione in caso di cambio appalto nell'ambito dei pubblici servizi. Su richiesta di una delle parti, verra' attivato un tavolo di confronto che coinvolgera' le organizzazioni sindacali, l'impresa uscente e quella subentrante, allo scopo di definire l'ambito del "cambio appalto", il numero dei lavoratori coinvolti.
  • Contrattazione territoriale – Rilancio della contrattazione aziendale con parametri variabili per rilanciare la produttivita' aziendale e far crescere i salari. Gli Osservatori territoriali, per la prima volta, avranno il compito di promuovere la contrattazione aziendale anche in quelle aziende in cui non c'è. 

 

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Clima: Descalzi, non credo Trump metterà in crisi accordo

Firenze – "Non credo che Trump metterà in crisi Parigi". E' quanto ha affermato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, partecipando a un incontro a Firenze con gli studenti organizzato dall'Osservatorio giovani editori, riferendosi all'accordo sul clima di Parigi, la Cop 21. "L'Europa ha impiegato molte risorse per ridurre le emissioni e non ce l'ha fatta, gli Usa non ci hanno provato ma ci sono riusciti perche' hanno trovato molto gas diminuendo l'utilizzo di carbone", ha osservato il manager. "O Trump decide di dare sussidi al carbone ma essendo un imprenditore e un uomo concreto non credo che lo fara' o gli Usa continueranno a usare il gas visto che ne hanno tanto", ha aggiunto. 

Iran: "ci siamo e torneremo a operare"
"Non siamo in ansia, ci siamo e riprenderemo a lavorare in Iran", ha detto poi l'ad rispondendo alle domande degli studenti. "Siamo ancora in Iran, non ce ne andiamo perché ci devono ancora un sacco di soldi", ha aggiunto scherzando. "Torneremo" a operare nel paese "quando avremo recuperato i soldi e conosceremo i contratti", ha sottolineato. 

Sviluppo, "bisogna cambiare modello occidentale"
Bisogna cambiare il modello di sviluppo del mondo occidentale, provando a ridurre il gap tra paesi che non hanno e aree del pianeta ricche ma oggi sempre più in crisi. E' il messaggio che ha quindi lanciato Descalzi in un teatro Odeon gremito di ragazzi e ragazze: "oggi questo modello sta portando il conto. E' quindi normale che chi non ha si dirige verso le zone del mondo dove c'e' lo sviluppo.Il modello occidentale dove gli Stati vanno a prendere risorse ed energia in altri Stati, piu' poveri, per esportare, non funziona piu' e va messo in discussione".
Descalzi ha parlato dell'Africa "sempre piu' povera, eppure ricchissima di risorse, e dell'Europa che nonostante tutto, oggi, appare indebolita. Non ha energia, la deve comprare ma allo stesso tempo e' statura di domanda". Questo ha provocato una situazione paradossale: "L'Europa che ha speso piu' di tutti per ridurre le emissioni di CO2 ha visto aumentare del 10% l'utilizzo del carbone" che rappresenta la fonte energetica piu' inquinante. Tale modello di sviluppo in crisi, ha rimarcato l'ad, "ha provocato una catena di problemi da quello ambientale, a tensioni sociali e politiche".
Focalizzandosi in particolare sulla questione climatica, Descalzi ha sottolineato l'importanza che con l'accordo sul clima di Parigi, "196 Stati abbiano riconosciuto che il cambiamento c'e' ed e' un problema. Ma il punto e' che senza leggi e disposizioni vincolanti a decidere e' il mercato che sceglie sempre le soluzioni piu' economiche". "L'utilizzo del carbone in Europa e' aumentato, tale situazione va affrontata in modo serio. Per questo sono necessarie scelte politiche coraggiose che puntino su gas e rinnovabili garantendo, allo stesso tempo, la competitivita' delle imprese europee", ha concluso.

Agi News

Bike e car sharing, app rivoluzionano la mobilità in città

Roma – La mobilità condivisa è in costante crescita ed evoluzione. In Italia i servizi che hanno avuto maggiore diffusione sono il Bikesharing, il Carsharing ma anche car pooling, scooter sharing, bus sharing e park sharing, oltre alle App che in un'unica piattaforma permettono di prenotare e acquistare tutta la sharing mobility oggi a disposizione nelle città italiane. Questo successo è confermato anche dai numeri che negli ultimi anni sono lievitati per arrivare ad oltre 13.000 biciclette offerte in bike sharing in 200 Comuni e 5.764 auto in car sharing per 700.000 utenti nelle due formule free floating (l'auto che si preleva e lascia ovunque) e station based (si preleva e lascia in appositi spazi).

La prima Conferenza Nazionale della Sharing Mobility, che si è svolta oggi in Campidoglio, organizzata dall'Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, nato da un'iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e composto da più di 50 membri fra cui tutti gli operatori di sharing, in collaborazione con il Comune di Roma, ha fatto il punto sullo stato dell'arte della sharing mobility italiana e ha presentato il Primo Rapporto Nazionale sulla sharing mobility.

"Le città, dove gravitano oltre i due terzi della popolazione italiana" – ha osservato il direttore della fondazione Sviluppo Sostenibile, Raimondo Orsini – stanno diventando veri e propri laboratori per la rivoluzione della mobilità. I cittadini tendono sempre più a privilegiare l''utilizzo di servizi di mobilità piuttosto che la proprietà del mezzo di trasporto e ciò aiuta anche il trasporto pubblico".

Il Primo Rapporto sulla Sharing Mobility offre una panoramica completa sulla mobilità condivisa in Italia e mette sotto la lente di ingrandimento le best practice e le storie di successo.  Ecco una sintesi.

Bike sharing

L'Italia con più di 200 comuni ed altri enti territoriali in cui è attivo il bikesharing e 13.770 bici condivise, è il paese europeo in cui la diffusione, in termini di numero di servizi attivi, è più alta. In Francia, dove il bikesharing ha avuto un grande successo di pubblico, i servizi attivi non superano le 40 città. La parte del leone per il bike sharing la fa il Nord con il 64% dei servizi e l'81% delle bici condivise, contro il 14% del Centro e il 22% del Sud.

Le principali aziende che forniscono sistemi di Bikesharing in Italia sono: Bicincittà, operativo in 115 comuni per un totale di 6.241 biciclette e 1.418 stazioni, Clear Channel presente su Milano e Verona con 4.900 biciclette circa e 289 stazioni, Centro in bici, invece, attivo in 31 centri urbani con 2.498 biciclette e 230 stazioni, By Bike con 272 biciclette e 32 stazioni, Ecospazio operativo in 24 comuni con 217 biciclette e 30 stazioni. A queste aziende si è recentemente aggiunta Tmr srl, che ha da poco istallato il sistema di Palermo e di altri quattro comuni con 191 biciclette ed E-Move presente in tre comuni con 22 bici e 3 stazioni.

Car sharing

Circa 700.000 iscritti, 5.764 veicoli e 29 città interessate. Questi i numeri attuali del carsharing che ha preso il via in Italia a nel 2001 grazie al servizio station based Ics, Iniziativa Car Sharing. Oggi le città in cui è attivo il Carsharing di Ics sono otto, gli iscritti hanno raggiunto i 20.000 in tutta Italia e le auto a disposizione sono quasi seicento. Con l'ingresso del servizio di car sharing free floating con Car2go ed Enjoy nel 2013 e a seguire con altri operatori privati (Share'Ngo), il Carsharing italiano ha innestato un'altra marcia. Il numero di veicoli condivisi globalmente in Italia tra il 2013 e il 2015 è quadruplicato, mentre il numero degli iscritti e dei noleggi è cresciuto rispettivamente di dodici e trenta volte. Tutte le 12 città italiane con popolazione maggiore di 250.000 abitanti dispongono di almeno un servizio di Carsharing. I capoluoghi provincia in cui è presente almeno un servizio di Carsharing sono però solo 29 sui 118 totali e non sono ancora presenti servizi di Carsharing nelle città metropolitane di Reggio Calabria e Messina. Napoli è servita da un solo operatore e in termini sperimentali. Ventuno delle città in cui sono presenti servizi di Carsharing si trovano nell'Italia Settentrionale. Il Centro Italia vede coinvolte tre città, mentre nel Sud il numero di città coinvolte sono cinque. Dei 5.764 veicoli in car sharing censiti a luglio scorso , il 34% è al servizio della sola città di Milano che conta 370.000 iscritti , seguita da Roma (il 26% dei veicoli e 220.000 utenti), Torino (16% dei veicoli) e Firenze (11%). In Italia nel 2015 sono stati fatti complessivamente circa 6,5 milioni e mezzo di noleggi con una percorrenza complessiva di 50 milioni di veicolo chilometri.

Carpooling

Si tratta di un servizio che consente di condividere con altre persone uno spostamento in automobile prestabilito (potremmo considerarlo un discendente tecnologico dell'autostop). In Italia esistono tutti i tipi di sistemi di Carpooling (extraurbano, urbano e per gli spostamenti casa-lavoro) con numerosi operatori: Clacsoon, iGoOn, Easymoove, Zego, Moovely, Scooterino, Strappo, Jojob e UP2GO. L'operatore che domina il mercato italiano ad oggi è il servizio extraurbano di BlaBlaCar con più di 20.000.000 di utenti nel mondo. Il car pooling è in rapida crescita e, grazie alle app, promette di esplodere nei prossimi anni.

Il caso Milano

Milano è la città italiana più avanzata sul fronte della mobilità condivisa e sta alla pari con le maggiori capitali europee. Quasi sette intervistati su dieci a Milano (67,5%) possiedono un'automobile (presente nel 75,6% delle famiglie) ma quasi il 30% dei milanesi non ne ha nessuna: percentuale che sale al 37,5% tra chi abita da solo (famiglie con unico componente). Circa 60.000 milanesi dichiarano di utilizzare con frequenza i servizi di mobilità condivisa nelle varie tipologie. La possibilità di rinunciare completamente al veicolo privato è molto alta tra gli utilizzatori dei servizi. Il 22,7% degli associati ai vari sistemi e il 19,4% di utenti specifici del car sharing ha già fatto questa scelta; rispettivamente il 36,4% e il 45,1% degli stessi si dichiara disposto a farla a certe condizioni come per esempio un ulteriore sviluppo dei servizi di sharing mobility a disposizione.

Sostenibilità

Riduzione delle percorrenze con veicoli privati tra il 16% e 20%, riduzione conseguente delle emissioni di CO2, riduzione del numero di auto di proprietà tra il 10 e il 40% per chi sceglie car sharing e circa il 50% degli utenti di bike sharing che passa dal volante al manubrio. La mobilta' condivisa fa bene all' ambiente e al traffico. Da un'indagine fatta dall'agenzia francese per la protezione dell'ambiente (Ademe, 2013) relativa al caso di alcune grandi città francesi, emerge che in seguito all'iscrizione al carsharing si registra un aumento del 31% degli spostamenti a piedi, del 30% dell'uso della bicicletta e del 25% del trasporto pubblico urbano e del treno. Dalle indagini sull'uso del carpooling extraurbano (tipo BlaBlacar) emerge che il carpooling di media-lunga distanza permette una riduzione delle emissioni di CO2 di circa il 12% per equipaggio. Le indagini a carattere su campioni di utenti che utilizzano un servizio di carpooling di breve distanza rivelano che vi siano riduzioni considerevoli delle percorrenze veicolari complessive e una diminuzione delle emissioni di CO2 fino al 30%.

Una roadmap per la sharing mobility

A seguito di un processo di partecipazione attiva dei suoi membri, l'Osservatorio ha elaborato una Roadmap condivisa che individua alcuni temi prioritari su cui intervenire subito, fra cui l'inserimento della sharing mobility nel nuovo Codice della strada, l'avvio di incentivi fiscali agli operatori e agli utilizzatori di sharing, la definizione di nuove forme di assicurazione ed una pianificazione urbana che consideri la sharing mobility come alleato del trasporto pubblico.

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